Claudia Terribile, Il 'nobile rigeneratore'
I restauri di Giuseppe Uberto Valentinis
anno 2003 - illustrazioni b/n -
pp.232 - F.to 17x24
ISBN 88-8420-115-2 pdc € 20,00
Altri1
Questo volume ricostruisce l'attività di Valentinis in Friuli
sulla scorta dei documenti conservati a Roma, presso l'Archivio
Centrale dello Stato, che rendono conto dei suoi importanti
restauri e del suo ruolo di commissario provinciale e di
referente privilegiato, pressoché esclusivo, della Direzione
generale di antichità e belle arti. L'inedito materiale, che
documenta anche i numerosi interventi operati sulle pitture
murali da Antonio Bertolli, contribuisce altresì a
circostanziare la determinante regia del Cavalcaselle e la
politica di tutela del Regno d'Italia nel trentennio successivo
all'Unità.
A cura di Giuseppina Perusini, Il restauro dei dipinti nel secondo Ottocento
Giuseppe Uberto Valentinis e il metodo Pettenkofer
anno 2002 - illustrazioni b/n e colore -
pp.448 - F.to 17x24
ISBN 88-8420-109-8 pdc € 31,00
Altri2
Il conte Giuseppe Uberto Valentinis (1819-1901), pittore e
studioso di storia dell’arte regionale, fu il più importante
restauratore friulano della seconda metà dell’Ottocento. Per la
sua attività di conservatore fu in contatto con rilevanti
personalità italiane e straniere che pure si dedicavano allo
studio e alla tutela dei beni culturali. Grazie alla sua
perfetta padronanza del tedesco, Valentinis tradusse il trattato
su Il restauro e la rigenerazione dei dipinti ad olio (1870) del
chimico bavarese Maximilian Pettenkofer, e quindi s’adoperò per
diffondere il metodo da questi ideato con una serie di corsi
presso le più importanti gallerie italiane.
Christian Köster, Sul restauro degli antichi dipinti ad olio
A cura di Giuseppina Perusini
anno 2001 - illustrazioni b/n -
pp.292 - F.to 17x24
ISBN 88-8420-042-3 pdc € 23,30
Altri3
Il trattato di Köster viene sempre citato come il primo manuale
di restauro pubblicato in Europa (nel 1827), ma è difficile
trovare ulteriori informazioni riguardo a questo testo che, in
Italia, risulta praticamente sconosciuto anche agli specialisti.
Accanto a un indubbio interesse tecnico, il trattato presenta
anche una notevole rilevanza storico-culturale poiché l’autore,
che fu anche scrittore e musicista, era in contatto con i
maggiori intellettuali del suo tempo (Goethe, von Humboldt,
Waagen) ed il suo pensiero appare profondamente influenzato dal
Romanticismo tedesco. Un ampio saggio introduttivo si propone di
contestualizzare l’attività di Köster nel mondo tedesco del
primo Ottocento e di confrontare le sue idee e i suoi metodi di
restauro con quanto, negli stessi anni, veniva fatto in Italia.
A cura di Linda Borean e Stefania Mason, Figure di collezionisti a Venezia tra Cinque e Seicento
anno 2002 - illustrazioni b/n e colore - pp.360 - F.to 17x24
ISBN 88-8420-091-1 pdc € 31,00
Altri4
Il volume è articolato in profili di singoli personaggi, della
più diversa estrazione sociale, che in Venezia hanno trovato il
modo di esprimere la propria passione di raccoglitori e di
committenti di opere d’arte. L’idea è quella di disegnare una
sorta di geografia del collezionismo basata sulla provenienza
territoriale, sociale, culturale degli interpreti delle
microstorie narrate in queste pagine, sullo sfondo della piazza
veneziana. Non solo dunque nobili della Serenissima come
Gabriele Vendramin e Alvise Pisani o il celebre medico Benedetto
Rini, ma anche ricchi mercanti di vino come Cristoforo Orsetti,
o ancora finanziatori del re di Spagna, quale il negoziante
Giovanni Andrea Lumaga. Ad essi si affiancano collezionisti
della statura di Vincenzo Gonzaga IV duca di Mantova, la cui
corte tra lo scadere del Cinquecento e l’alba del Seicento
godeva di un prestigio altissimo, o altri meno intraprendenti,
come il granduca Cosimo III de’ Medici, oscurato dalla fama del
celebre zio, il cardinal Leopoldo.