Libri, cataloghi di mostre e atti di convegni

 

Adelson, J. Candace

Schede, in Francesco Salviati (1510 – 1563) o la Bella Maniera/ Francesco Salviati (1510 – 1563) ou la Belle Manière, a cura di Catherine Monbeig Goguel, Milano, Electa/ Paris, Editions de la Réunion des musées nationaux, 1998, 387pp., ill. b/n e col., schede bibl., bibl., indici dei nomi, soggetti e ubicazione delle opere menzionate.

Catalogo della mostra, allestita a Villa Medici a Roma dal 29 gennaio al 29 marzo 1998 e in seguito al Louvre a Parigi dal 30 aprile al 29 giugno 1998, dove sono presentati 19 dipinti, 5 arazzi, 12 stampe, qualche pezzo di oreficeria e numerosi disegni dell'artista. Gli arazzi e i relativi disegni, già noti alla critica, sono: il Compianto sul Cristo morto e la Resurrezione, entrambi tessuti da Nicola Karcher nell'arazzeria medicea, il primo terminato il 31 luglio 1546 e l'altro tra il'ottobre 1545 e il 21 settembre 1549 (cat. nn. 117, 118); l'unico pezzo del Salviati per le Storie di Giuseppe che raffigura Giuseppe spiega il sogno del Faraone delle vacche grasse e magre, consegnato sempre dal Karcher il 16 maggio 1548 alla guardaroba medicea (cat. n. 120); la Primavera e l'Autunno, parte di una serie di Stagioni e Età dell'Uomo, tessuti a Bruxelles nella bottega di Jan Raes II oltre sessant'anni dopo la realizzazione dei disegni da aprte del Salviati (cat. nn. 121, 122, 123, 124).

Oltre agli arazzi sono presentati due disegni per bordura, uno dei quali con le armi Farnese, e un Nudo maschile inginocchiato di profilo, già collegati dalla critica al panno di Capodimonte che raffigura il Sacrificio di Alessandro, la cui identificazione con uno dei pezzi della serie che il Vasari ricorda tessuta nelle Fiandre per Pier Luigi Farnese è molto dibattuta (cat. nn. 113, 114, 115).

Alteri, Giancarlo e Coliva, Anna (a cura di)

Una collezione da scoprire: capolavori dal '500 al '700 dell'Ente Cassa di Risparmio di Roma, Roma, De Luca, 1999, 189 pp. ill. (alcune col.), [IRIS Getty].

Catalogo della mostra, svoltasi dal 2 febbraio al 31 marzo 1999 nel Museo del Corso di Palazzo Cipolla a Roma, in cui sono inclusi alcuni arazzi fiamminghi.

Antonelli, Angelo

Matelica. Museo Piersanti (Musei d'Italia, Meraviglie d'Italia, n. 36), Bologna, Calderini, 1998, 153 pp., 410 ill. b/n e a col. (nn. 340-351 b/n), bibl.

È una guida, oltre al palazzo, alle collezioni del Museo, il cui nucleo principale fu creato dalla famiglia Piersanti. Comprende, tra l'altro, ricami e arazzi fiamminghi dal XVI al XVIII secolo, tra quest'ultimi è dato rilievo particolare alla serie con le Storie di Enea e Didone, composta da sette panni, la cui attribuzione è considerata incerta dall'a.

Arminjon, Catherine e Reyniès, Nicole de (a cura di)

La tapisserie au XVIIe siècle et les collections européennes (Cahiers du Patrimoine n. 57), Atti del convegno internazionale (Chambord, 18-19 ottobre 1996), Parigi, Editions du Patrimoine, 1999, 205 pp., 129 ill. b/n e a col., note bibl.

Questi Atti costituiscono un contributo essenziale alla conoscenza degli arazzi seicenteschi. Divisi in due parti, la prima è dedicata alla conoscenza delle botteghe e agli stretti rapporti dei modelli con la pittura, presentando le nuove scoperte e acquisizioni, mentre nella seconda viene fatto il punto sulla storia di alcune grandi collezioni conservate in Europa, in particolare in Spagna, Austria, Polonia, Russia, Danimarca, Italia (Parma e Genova) e in Vaticano. Il rapporto tra la pittura e l'arazzo è stato l'argomento di diversi relatori: Jean-Claude Boyer, Une 'génération de 1868'?' pp. 69-76; Isabelle Denis, Henri Lerambert et "L'Histoire d'Artémise, pp. 33-50; Nicole de Reyniès, 'Le Pastor Fido' et la tapisserie française de la première moitié du XVIle siècle, pp. 14-32; Raf Vanhoren, Tapisseries bruxelloises d'après les modèles de Charles Le Brun, pp. 61-68; Edith A. Standen, Une tenture de Tournai à la gloire de Louis XIV, p. 99. Le scoperte e le acquisizioni sono invece il fulcro degli interventi di Piero Boccardo, Découvertes à propos de' l'Histoire de Diane' de Toussaint Dubreuil, pp. 51-60, Guy Delmarcel, Une suite de tapisseries des "Chasses de Maximilian" et les collections de Jean-Baptiste Colbert, pp. 77-88 e Pascal-François Bertrand, Usages de la tapisserie à Toulouse au XVIle siècle, pp. 89-98.

La seconda sessione, dedicata alle collezioni europee, è stata introdotta dalla storia di due grandi collezioni, quella spagnola (Concha Herrero Carretero, Tapisseries royales espagnoles de la maison des Habsbourg et acquisitions flamandes de la maison des Bourbons, pp. 102-112) e quella austriaca (Rotraud Bauer, L'ancienne collection impériale de tapisseries du Kunsthistorisches Museum de Vienne, pp. 113-126). Sono state poi presentate la ricostruzione di quella dei Farnese (Giuseppe Bertini, La collection Farnèse d'après les archives, pp. 127-142; Nello Forti Grazzini, Les oeuvres retrouvées de la collection Farnèse, pp. 143-172), la formazione della raccolta vaticana (Anna Maria De Strobel, La constitution de la collection du Vatican, tapisseries romaines et françaises, pp. 173-180), di quella del castello di Wawel (Maria Hennel-Bernasikowa, Histoire des collections de tapisseries du château de Wawel, pp. 181-190), dell'Ermitage (Nina Birioukova, Les tapisseries françoises du musée de l'Ermitage, pp. 191- 200) e delle collezioni reali danesi (Mogens Bencard, Les tapisseries à sujets historiques des collections royales du Danemark, pp. 201-202).

Baer, Ronni

So Many Brilliant Talents: Art and Craft in the Age of Rubens, Atlanta, 1999.

Catalogo della mostra, allestita presso il Museo Michael C. Carlos di Atlanta dal 17 settembre 1999 al 9 gennaio 2000. Comprende un arazzo che raffigura un Suonatore di liuto con donna al balcone (cat. n. 56, pp. 130-131) della collezione dei Musei Reali di Arte e Storia di Bruxelles (inv. n. 6300), tessuto a Bruxelles nella bottega di Conrad van der Bruggen, verso il 1635, da disegno di Jacob Jordaens [Navette-Shuttle n. 32, p. 2].

Ball, Philip

The self-made tapestry: pattern formation in nature, Oxford, Oxford University Press, 1999, 287 pp., ill. [ICCU]

Bambach, Carmen

Drawing and Painting in the Italian Renaissance workshop: theory and practice, 1300-1600, New York, Cambridge University Press, 1999, 548 pp., ill. b/n e a col.

Esame scientifico e dettagliato di un esperto in questo campo, che discute su alcuni disegni e cartoni per arazzi con notizie interessanti relative alle botteghe e all'uso dei disegni [Navette-Shuttle n. 32, pp. 10-11].

Bertini, Giuseppe e Forti Grazzini, Nello (a cura di)

Gli Arazzi dei Farnese e dei Borbone. Le collezioni dei secoli XVI-XVIII, Milano, Electa, 1998, 241 pp.,ill. b/n e col., note e schede bibl., app. doc., bibl., indice delle opere.

Catalogo della mostra, svoltasi dal 19 settembre al 29 novembre 1998 nel Palazzo Ducale di Colorno, presso Parma, dove sono stati esposti gli arazzi provenienti dalle collezioni dei Farnese e dei Borbone, duchi di Parma e Piacenza. Oltre agli ampi saggi dei due curatori e alle schede di Forti Grazzini hanno contribuito con loro saggi al catalogo Pascal-François Bertrand, Guy Delmarcel, Antonio Ernesto Denunzio, Alessandra Ghidoli, Bertrand Jestaz, Lucia Meoni e Carla Molin Pradel. Il catalogo include 13 arazzi fiamminghi del XVI e XVII secolo (non tutti esposti alla mostra ), 20 arazzi francesi del XVIII secolo e quattro arazzi italiani, uno del XVI e gli altri del XVIII secolo, oltre a 21 tra dipinti, disegni, acqueforti e incisioni.

Bertrand, Pascal-François

Pietro da Cortona e l'arazzo, in Pietro da Cortona, Atti del convegno internazionale (Roma - Firenze, 12-15 novembre 1997) a cura di Christoph Luitpold Frommel e Sebastian Schütze, Milano, Electa, 1998, pp. 62-72, 12 ill. b/n, note bibl.

Più che ricordare le opere tessute su modelli del pittore l’a. ha inteso analizzare il suo modo di lavorare con i collaboratori nella bottega da lui diretta per meglio circoscriverne il contributo all’arte dell’arazzo. Dopo aver ricordato, all’apertura dell’arazzeria Barberini nel 1627, l’incarico affidato a Pietro da Cortona per l’esecuzione dei modelli per il completamento della serie di Costantino, l’a. sottolinea come l’intervento del pittore si sia limitato al disegno e tutt’al più al bozzetto e che verosimilmente abbia affidato ai suoi allievi l’esecuzione dei cartoni. Oltre al suo intervento per la serie di Costantino non sembra che il pittore abbia fornito nuovi modelli per l’arazzeria prima di quelli per le Storie di Urbano VIII, a lui in parte attribuiti dall’a., eseguiti alla fine della sua carriera. Il suo contributo all’arte dell’arazzo non si limita comunque ai modelli da lui realizzati, ma traspare anche dall’opera del suo miglior discepolo, Giovanni Francesco Romanelli, che ideò almeno tre-quattro serie, e va trovato soprattutto nelle innovazioni compositive e in quelle riguardanti la stessa concezione della decorazione, che l’a. evidenzia nell’analisi delle Storie di Urbano VIII. L’influenza che tali innovazioni hanno esercitato non si limita all’ambiente romano e può essere riscontrata anche nelle opere di Charles Le Brun.

Bimbenet-Privat, Michèle and Ivan Cloulas

Treasures of the French Renaissance, New York, Harry N. Abrams, 1998 (Ed. franc. Paris, Éditions de la Martinière, 1997).

Libro di illustrazioni, comprende arazzi di varie collezioni Francesi (pp. 34, 57, 79, 116, 250) [Navette-Shuttle n. 30, p. 10].

Boccardo, Piero e Di Fabio, Clario (a cura di)

El siglo de los genoveses e una lunga storia di arte e splendori nel Palazzo dei dogi, con la collaborzione di Raffaella Besta, Milano, Electa, 1999, 469 pp., ill. b/n e col., note e schede bibl., bibl.

Catalogo della mostra aperta il 4 dicembre 1999 la cui conclusione è prevista per il 28 maggio 2000

Comprende anche tre schede (redatte da Piero Boccardo) su sette arazzi esposti nel Palazzo Ducale di Genova. La prima (n. X.16, p. 300) riguarda L'entrata di Luigi XIV a Dunquerque (Musée et domaine national de Versailles et de Trianon), il cui cartone è anch'esso conservato a Versailles. Proviene dalla terza di quattro edizioni della Storia del Re (edizione a basso liccio, incompiuta), iniziata nel 1670 nella manifattura dei Gobelins e affidata ai telai di Jean Mozin, tratta da disegni di Adam Frans van der Meulen e da cartoni approntati da Claude I Ballin. Nella seconda (nn. X.19a e X.19b, p.304) vengono esaminati due arazzi provenienti da Pau (Musée National du Chateau), anche questi della manifattura dei Gobelins. Il Castello di Marimont e il Castello vecchio di Saint Germain vengono identificati come due panni donati a Francesco Maria Lercari, doge di Genova, da Luigi XIV. Esposti allo scopo di ricordare i doni del Re Sole, sono due degli otto entrefenetres della serie dei Mesi composta di dodici più grandi soggetti. In un’unica, ampia scheda (nn. XI.1a, b, c, d, pp.314-316) vengono invece presentati quattro panni provenienti dalle Civiche Collezioni di Genova che illustrano un episodio della vita di Mosè, l'incontro del patriarca con Ietro, tratto da disegni di Luca Cambiaso. Tessuti a basso liccio in lana e seta, sono giunti a noi frammentari, con solo due bordure superstiti. L'esecuzione delle Storie di Mosé potrebbe essere datata tra il 1561 e il 1564. La consistenza delle commissioni aveva indotto alcuni arazzieri fiamminghi ad impiantare i loro telai a Genova. L’autore della serie, il brussellese Dionys Martensz, che avrebbe lavorato negli anni precedenti il suo arrivo nelle botteghe di Rost e Karcher a Firenze, dal 1553 esercitò per circa un decennio la propria attività nella città ligure.

Boman, Monica e Malarcher, Patricia

Helena Hernmarck: tapestry artist, Stockholm, Byggförlaget, Seattle WA (distribuito da University of Washington Press), 1999 [RLG].

Catalogo della mostra, allestita presso il Museum at the Fashion Institute of Technology di New York dal 22 giugno al 28 agosto 1999.

Bosqued Lacambra, Pilar

Aproximacion a flora y vegetacion en los tapices de Bruselas del XVI del Patrimonio Nacional de Espana, in Felipe Il el rey intimo. Jardin y natualeza en el siglo XVI, Aranjuez, 1998, pp. 77-102.

Studio degli elementi botanici negli arazzi di Bruxelles tra il 1500 e il 1530 [Navette-Shuttle n. 30, p. 10].

Bursani, Marie-Hélène, Samoyault, Jean-Pierre e Vittet, Jean

Tapisseries françaises des XVIIe et XVIIIe siècles à sujets religieux, Paris, Mobilier National, 1998, 16 pp., 18 ill. b/n.

Catalogo della mostra, allestita nella Galerie nationale de la Tapisserie di Beauvais e conclusa il 13 giugno 1999, su arazzi di Parigi e dei Gobelins a soggetto religioso, la maggior parte proveniente dalle collezioni del Mobilier National. Comprendeva: quattro arazzi di una serie parigina sugli Atti degli Apostoli (metà XVII sec.), già della collezione di Nicolas Fouquet, e un quinto arazzo aggiunto alla serie sotto Luigi XIV; tre arazzi di una serie parigina (metà XVII sec.) sugli Atti degli Apostoli con lo stemma della Abbazia di Saint-Geneviève e della famiglia Bellièvre (Abbazia di Saint-Geneviève); due arazzi dei Gobelins tratti da dipinti di Poussin con le Storie di Mosè; un Giudizio di Salomone, da disegni di Antoine Coypel, della serie del Vecchio Testamento della stessa manifattura; due scene delle Storie di Ester, da disegni di Jean-François de Troy, e due scene della serie del Nuovo Testamento da disegni di Jean Jouvenet, sempre dei Gobelins; tre scene della serie gli Atti degli Apostoli della manifattura di Beauvais, ora presso la Cattedrale di Beauvais [Navette-Shuttle n. 31, p. 2].

Cavallo, Adolfo Salvatore (a cura di)

The Unicorn Tapestries at The Metropolitan Museum of Art, New York, Metropolitan Museum of Art e Harry N. Abrams, 1998, 128 pp., 77 ill. a col., 7 disegni b/n.

Catalogo della mostra allestita al Metropolitan Museum, dal primo luglio al 6 settembre 1998. Questo famoso gruppo di arazzi è stato esposto mentre i Cloisters venivano sottoposti a lavori di restauro e manutenzione. Piuttosto incongruamente, la mostra li ha presentati come panni derivanti da due serie, secondo gli studi di Margaret Freeman del 1976, invece che come elementi di tre o più serie, come aveva già in precedenza suggerito Adolfo Cavallo e riproposto nel presente catalogo. Gli arazzi sono stati poi conservati presso il Metropolitan Museum fino al loro ritorno ai Cloisters all’inizio del 1999.

Clayton, Martin (a cura di)

Raphael and his Circle. Drawings from Windsor Castle, The Royal Collection, London, 1999, 224 pp., ill. b/n e a col.

Catalogo della mostra, svoltasi a Londra in Buckingham Palace nel maggio 1999, che verrà allestita tra maggio e luglio 2000 alla National Gallery di Washington; tra agosto e settembre 2000 al Royal Ontario Museum diToronto e infine al Getty Museum di Los Angeles tra ottobre 2000 e gennaio 2001. Presenta 66 disegni, di cui 23 dello stesso Raffaello, inclusi gli studi per gli Atti degli Apostoli della Collezione Reale [Navette-Shuttle n. 31, p. 4; n. 32, p. 3]

Coquery, Emmanuel, Lion Violaine, Santucci Marina, Spinosa, Nicola

Gli arazzi della Battaglia di Pavia, Milano, Bompiani, 1999; ed. franc., Éditions de la Réunion des musées nationaux, Paris, 1999, 113 pp., 56 ill. b/n e a col., note bibl.

Dopo il recente restauro presso la Royal Manufatures de Wit a Mechelen, cui è stato affidato un panno, e il laboratorio Chevalier di Parigi, che ha eseguito l’intervento sugli altri sei, la celebre serie della Battaglia di Pavia, prima di ritrovare la sua collocazione definitiva con il ritorno al Museo di Capodimonte, è stata in parte (tre panni) presentata al Louvre nel novembre-dicembre 1999. In questa occasione è stato pubblicato questo catalogo, in edizione francese ed italiana. Comprende gli interventi di Nicola Spinosa, Gli arazzi della battaglia di Pavia: un dono di Carlo V dal castello dei d’Avalos alla Reggia di Capodimonte; di Emmanuel Coquery, Le Cacce e la Battaglia, studio comparativo tra questa serie e le Cacce di Massimiliano del Louvre, realizzate negli stessi anni, su cartoni dello stesso pittore, Bernard Van Orley, e nella medesima manifattura bussellese dei fratelli Dermoyen; di Marina Santucci, Alcune notizie sui precedenti interventi di restauro e di Violaine Lion, L’intervento conservativo sulla serie …, sul restauro recentemente eseguito. Tra le illustrazioni troviamo i disegni preparatori per la serie conservati al Louvre, oltre naturalmente alla riproduzione dei sette arazzi nella sezione compredente anche concise schede sui singoli pezzi. All’interno del saggio sul restauro troviamo anche alcune foto affiancate, ‘prima’ e ‘dopo’, che permettono di apprezzare l’efficacia dell’intervento.