Dacos, Nicole
Deux dessins de Peter de Kempeneer, in Gedenkschrift für Richard Harprath, a cura di Wolfang Liebenwein e Anchise Tempestini, Munich/Berlin, Deutscher Kunstverlag, 1998 (541 pp.), pp. 73-79, 5 ill. b/n., note bibl. (indice dei nomi).
Attribuisce a Peter de Kempeneer due disegni, ritenuti in precedenza di altri autori. L'Unzione di Davide (Christ Church, Oxford), databile verso il 1572, è, secondo l'a., un modello per un arazzo. La sua tecnica, ad eccezione del colore della carta, blu anzichè bianco, appare simile a quella impiegata dall'artista nel disegno con la Cattura di Flavio Giuseppe, l'unico che poteva essere messo in rapporto con un arazzo. L'altro foglio raffigurante Sansone ed il Leone (Bibliothèque royale Albert Ier, Brussels), è invece uno dei modelli per una serie di incisioni, anch'esso databile poco prima della morte del de Kempeneer (1580).
Dacos, Nicole
L'Adoration des Bergers" de la Scuola Nuova: des modèles pour la tapisserie aux tableaux, in Per Luigi Grassi. Disegno e Disegni, a cura di Anna Forlani Tempesti e Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, Rimini, Galleria Editrice, 1998 (539 pp.), pp. 112-122, 9 ill. b/n, note bibl. e appendice.
Uno studio sulle copie e derivazioni fiamminghe dal disegno perduto per lAdorazione dei pastori, attribuito a Gianfrancesco Penni e probabilmente molto simile a quello conservato al Louvre, che era stato mandato da Roma nelle Fiandre per uno dei sei arazzi della serie detta della "Scuola Nuova". Tessuto a Bruxelles sotto la direzione di Tommaso Vincidor, questo paramento era stato commissionato da Leone X dopo i famosi Atti degli Apostoli di Raffaello, rispetto ai quali sembra aver avuto un'influenza ancora maggiore sulla produzione degli arazzieri brussellesi. Dall'Italia deve essere giunto un grande disegno di formato verticale con in alto la figura di Dio Padre in gloria, che fu eliminata durante la tessitura dell'arazzo. Rimane traccia del modello italiano in diversi dipinti e soprattutto in due disegni del Louvre, forse copie dell'originale.
Damiani, Giovanna
Schede in Splendore dei Medici. Firenze e l'Europa, a cura di Cristina Acidini Luchinat, Mario Scalini e altri, Firenze, Octavo, 1999, pp. 82-85 nn. 25a-b, 26, 113, n. 47, 126 nn. 61, 62, 142-144 nn. 79, 80, 5 ill. a col., concordanze inv., bibl.
Dopo la mostra fiorentina sulla Magnificenza alla corte dei Medici. Arte a Firenze alla fine del Cinquecento, Milano, Electa, 1997, sono state organizzate una serie di mostre sullo stesso tema (Monaco, Kunsthalle der Hypo-Kulturstiftung, 4 dicembre 1998- 21 febbraio 1999; Vienna, Kunsthistorischen Museum, 6 marzo- 7 giugno 1999; Blois, Castello, 26 giugno- 17 ottobre 1999), con cataloghi divulgativi, come quello in esame. Comprende otto schede sugli arazzi, due relative ad altrettanti panni della famosa serie fiamminga delle Feste dei Valois, sei su panni di manifattura fiorentina tra XVI e XVII secolo: uno delle Cacce dello Stradano, una portiera Medici-Lorena e due Medici-Austria, la Giostra del Saracino in Via Larga e il Gioco del calcio in piazza Santa Croce.
De Jonghe, Daniel
Ancient Tapestries of the R. Pfister Collection in the Vatican Library, Citta del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1999, 305 pp., ill., [ICCU]
Delmarcel, Guy
Het Vlaamse wandtapijt van de 15de tot de 18de eeuw/ La tapisserie flamande du XVe au XVIIIe siècle, Uitgeverij Lannoo/ Editions Lannoo, Tielt, 1999; ed. ingl./ amer., Thames and Hudson, London/ Abrams, New York, 1999, 383 pp., 450 ill. b/n e a col., note bibl., glossario di marche e manifatture, bibl, indice dei nomi e titoli delle serie.
Il maggiore studioso vivente degli arazzi fiamminghi ha sintetizzato in modo aperto e leggibile una ricerca di straordinaria ampiezza in un'opera che fornisce una visione generale e, per quanto è possibile, completa della storia degli arazzi tessuti nelle Fiandre. Le loro vicende vengono ripercorse a partire dal XV secolo fino a poco prima della Rivoluzione francese, dalla raffinata produzione borgognona e di fine Quattrocento di Bruxelles al periodo rinascimentale in questa stessa città e negli altri centri, Tournai, Enghien, Anversa, Bruges e Oudenaarde, analizzando anche linfluenza degli artisti e mecenati italiani; dal declino dell'arazzeria fiamminga di fine Cinquecento fino al suo revival con le innovazioni di Rubens e dei suoi contemporanei; dall'emigrazione su larga scala agli inizi del Seicento e la successiva competizione dei Gobelins fino alla sottostimata produzione di Oudenaarde e Bruxelles del XVIII secolo. Lanalisi dettagliata delle opere, della produzione dei singoli laboratori, dei contributi degli artisti si accompagna a quella delle vicende dei centri di produzione, del mecenatismo e del commercio internazionale degli arazzi. La ricca documentazione fotografica, con molte riproduzioni a piena pagina e frequente evidenziazione di dettagli, è estesa anche a panni poco noti e mai pubblicati. Conclude con un glossario delle marche delle città fiamminghe e delle più importanti manifatture che producevano arazzi.
De Meûter, Ingrid
Meer dan groen. Oudenaardse wandtatijten van de 16de tot de 18de eeuw, s.l., Openbaar Kunstbezit in vlaanderen, 1999, 40 pp., 53 ill. a col.
Guida alla mostra, svoltasi dal 19 giugno al 3 ottobre 1999, sugli arazzi prodotti nelle botteghe di Oudenaarde/ Audenarde dal XVI al XVIII secolo. Vedi qui sotto il catalogo a cura di Ingrid De Meûter e Martine Vanwelden.
De Meûter, Ingrid e Vanwelden, Martine (a cura di)
Oudenaardse Wandtapijten van de 16de tot de 18de eeuw/ Tapisseries dAudenarde du XVIe au XVIIIe siècle, Tielt, Lannoo, 1999, 319 pp., 325 ill. b/n e col., note bibliografiche.
Ledizione olandese ha un sommario in inglese, quella francese uno in tedesco. Catalogo della mostra, svoltasi dal 19 giugno al 3 ottobre 1999 ad Oudenaarde/ Audenarde (Lakenhalle, Stadhuis, Sint-Walburgkerk, Herenhuis de Lalaing). Organizzata come parte della celebrazione del quinto centenario di Carlo V e curata da Ingrid De Meûter, comprendeva 93 arazzi di manifattura di Oudenaarde, provenienti da Musei e collezioni private di tutto il mondo, un terzo dei quali mai pubblicati. Nel catalogo saggi di Luc Dhonht sulla città di Oudenaarde e lindustria degli arazzieri, di Martine Vanwelden sullinizio e la fine di questa stessa industria, di Ingrid De Meûter sull'iconografia e l'importanza degli arazzi di Oudenaarde nella produzione fiamminga, di Françoise Vandevijvere sul loro restauro e di Jan Wouters sullanalisi dei coloranti usati a Oudenaarde.
Denis, Isabelle
Vignon, Richelieu et la tapisserie; in Claude Vignon en son temps, Atti di un convegno internazionale (Università di Tours, 28-29 gennaio 1994) a cura di Claude Mignot e altri, Paris, Klincksieck, 1998, pp. 215-236, ill. 21, 166-176 pp.
L'a. prende in considerazione l'attività del Vignon come ideatore di arazzi.Gli inventari delle residenze di Richelieu permettono di ritrovare alcuni gruppi di serie tessute da cartoni del pittore [BHA; Consorzio Florenz - München - Rom; Navette-Shuttle n. 32, p. 12].
Interessante analisi sullarazzeria di San Michele, sorta per volere di papa Clemente XI nel 1711 e rimasta attiva fino al 1926, e sulla particolarità della sua produzione, dedicata nel primo periodo prevalentemente alla tessitura di arazzi ad alto liccio con orditura in seta, spesso riproduzione di quadri ed affreschi, in seguito incentrata sullesecuzione di tappeti e pancate in arazzo, elaborando nuovi schemi decorativi ispirati anche dai reperti dei ritrovamenti archeologici dellepoca (ad es. la Domus Aurea) o da modelli rinascimentali (ad es. per la decorazione a grottesche le Logge di Raffaello). Tra le attività dellarazzeria viene anche sottolineata quella dedicata al restauro, ricordando, tra laltro, lintervento sulle serie della Scuola Vecchia e della Scuola Nuova, come risulta da documenti relativi agli anni 1812-1814 dellarchivio dei Musei Vaticani.
De Vos, Dirk
Rogier van der Weyden. The complete works, New York, Abrams, 1998, 445 pp., ill. b/n e col. (nn. B2a, B2f); note e schede bibl., bibl., indice topografico delle opere
In questa monografia sul grande artista fiammingo della prima metà del XV secolo, nato a Tournai, l'a. sottolinea l'importanza della sua bottega e riscopre il suo grande talento come disegnatore. Solo marginalmente accenna ad alcune copie ad arazzo del Battesimo di Cristo, dalla pala centrale del trittico con Scene della vita del Battista oggi alla Gemäldegalerie di Berlino, e considera il panno dell'Historisches Museum di Berna con la Leggenda di Traiano, Gregorio e Arcimbaldo, anzichè copia fedele dell'originale, come in precedenza ritenuto, una derivazione da uno dei quattro pannelli con Scene di Giustizia tratte dalla Leggenda di Traiano, Gregorio e Arcimbaldo, dipinti verso il 1441 per il municipio di Bruxelles e distrutti nel 1695.
Dolcini, Doretta, Davanzo Poli, Doretta, Vio Ettore (a cura di)
Arazzi della Basilica di San Marco (Tesori nascosti), Rizzoli, 1999, 223 pp., ill. a col., note bibl., bibl.
Il libro appare a conclusione di un'importante operazione di restauro, diretta dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, su un gruppo di arazzi che appartengono al tesoro della Basilica di San Marco di Venezia. La serie con le Storie della Passione, che rappresenta il nucleo più antico, è databile ai primi decenni del XV secolo; sono tardo-quattrocenteschi i frammenti di Tournai o Bruxelles, in origine di proporzioni monumentali, provenienti dall'eredità del cardinale Giovanni Battista Zen; tessute a Firenze da Giovanni Rost sono invece le Storie di San Marco, che risalgono, come pure i paliotti dogali, al XVI secolo.
Fagiolo dell'Arco, Maurizio
Pietro da Cortona e i "cortoneschi": bilancio di un centenario e qualche novità, Roma, Bulzoni Editore, 1998, 263 pp., ill. 102 b/n e col., note bibl., indice dei nomi.
In questa pubblicazione, pensata come una lunga recensione alle mostre e convegni dedicati a Pietro da Cortona nel corso del 1997, con lintento anche di presentare ulteriore materiale inedito, si accenna allattività sia di Pietro da Cortona che di Francesco Romanelli per larazzeria Barberini.
Farin, Michel
La colombe et le serpent: une lecture des tapisseries de la Chaise-Dieu (La Voie esthétique), Paris, Cerf, 1999, 330 pp., 32 ill. con la prefazione di Colette Deremble [RLG].
Favaretto, Irene e Da Villa Urbani, Maria (a cura di)
Arazzi e tappeti dei dogi nella basilica di San Marco, Venezia, Marsilio, 1999, 95 pp., ill. a col. (10 di arazzi), bibl..
Dedicato ai tessili della basilica marciana, il volumetto è un'opera divulgativa
Forti Grazzini, Nello
Arazzi lombardi, italiani e fiamminghi a Como nell'epoca dei vescovi Trivulzio, in Le arti nella diocesi di Como durante i vescovi Trivulzio, Atti del convegno, Como, 26-27 settembre, 1996, a cura di Maria Letizia Casati e Daniele Pescarmona, Como, Musei Civici, 1998, pp. 179-198.
L'a. affronta il tema del mecenatismo nel comasco ai primi del XVI secolo, presentando un'analisi dettagliata dei documenti e degli arazzi ancora esistenti. Tra i panni esaminati due sono attribuiti a manifattura milanese, uno del 1510-1515 circa raffigurante la Testa di Pompeo data in omaggio a Cesare, del Musée des Arts Décoratifs di Parigi, l'altro del 1544 con Androcle e il leone, comparso sul mercato italiano nel 1994 e oggi in collezione privata pavese [Navette-Shuttle n. 32, p. 13].
Forti Grazzini, Nello
Un arazzo dell'Inverno da modello di Salviati, in Itinerari d'arte in Lombardia. Scritti offerti a Maria Teresa Binaghi Olivari, a cura di Matteo Ceriana e Fernando Mazzocca, Milano, Editoriale Aisthesis & Magazine, 1998, pp. 181-194, 4 ill., note bibl.
Nell'affrontare lo studio di questo arazzo, proveniente dal mercato antiquario ed oggi in collezione privata lombarda, l'a. fornisce un importante contributo al dibattito, di cui per anni la critica si è occupata, relativo ai disegni di Francesco Salviati con le Quattro Stagioni, le Età del mondo e il Carro del Sole, conservati agli Uffizi. La derivazione dell'Inverno, tessuto da Ian Raes II (1570c.-1643), dal modello salviatesco viene discussa in modo esauriente come pure l'appartenenza del panno ad una serie diversa da quella già nota delle Stagioni dello stesso arazziere.
Forti Grazzini, Nello
Arazzi. Fasto lombardo: gli arazzi di casa Cagnola, pp. 9 -58, in La collezione Cagnola. II, Arazzi- sculture- mobili- ceramiche, Busto Arsizio, Nomos Edizioni, 1999, 406 pp., 36 ill. b/n e col., note e schede bibl., bibl.
Importante collezione creata durante il XIX e XX secolo da Carlo e Guido Cagnola, poi donata al Vaticano, consistente in 21 arazzi in maggioranza dorigine fiamminga. Il pezzo di maggior importanza è lantependium con la Madonna ed il Bambino e Quattro Santi Incoronati, tessuto probabilmente nel 1502 per un altare della cattedrale milanese (cat. n. 1). Vanno ricordati anche gli arazzi di Bruxelles, tra cui otto della serie la Storia di Ciro da Michiel Coxcie, databili tra il 1570 e il 1580, forse della bottega di Frans Ghieteels (cat. nn. 3-8), quattro con scene mitologiche (circa 1685-1700) della bottega di Jacob I o Jan van der Borcht (cat. nn. 11-14), due piccoli Teniers, una volta nella collezione di milanese Passalacqua, della bottega di Daniel II Leyniers e Peter van der Borcht (cat. nn. 15-16) e larazzo con Don Chisciotte (circa 1720-1750) della bottega di Peter van den Hecke (cat. n. 21). Il catalogo, in realtà, è stato scritto otto anni fa, poi rivisto tre anni fa, e lautore avverte della mancanza dei riferimenti successivi.
Forti Grazzini, NelloGli arazzi del Duomo di Modena, in Il duomo di Modena/ The Cathedral of Modena (Mirabilia Italiae), a cura di Chiara Frugoni, Modena, Franco Cosimo Panini Ed., 1999, 3 vol., pp.135-143, 458-472, ill. b/n e col. (a pp. 804-823), note e schede bibl., bibl., indice dei nomi e dei luoghi, testo in ital. e titolo e didascalie in ingl.
Con questo saggio e le ampie schede redatte nel catalogo lautore ci fa conoscere la collezione appartenente al duomo di Modena, una delle più ampie e interessanti raccolte di arazzi antichi conservate nelle chiese italiane. Costituita da arazzi fiamminghi del XVI secolo, comprende: una serie di otto panni dedicata ai temi della Genesi (Bruxelles, manifattura del Maestro della Marca Geometrica, 1560 -1570 ca); un paramento con le Storie di Giacobbe tessuto in un centro delle Fiandre diverso da Bruxelles (probabilmente Oudenaarde) nel terzo quarto del XVI° secolo, originariamente costituito da sei pezzi, dei quali se ne conservano attualmente cinque; un ciclo con le Storie di David tessute anchesse in un centro minore delle Fiandre (sempre Oudenaarde viene ritenuto il loro più probabile luogo dorigine), originariamente costituito da otto soggetti, dei quali se ne conservano attualmente, tra panni integri e frammenti, sei; un arazzo con Paesaggio con animali e scena venatoria (Fiandre, fine del XVI° sec.); e un panno risultante da una composizione (realizzata forse nella IIa metà del XIX° secolo) di frammenti darazzi delle Fiandre, databili nella seconda metà del XVI° secolo, tratti dai cicli già citati ma forse anche da altre serie un tempo qui conservate.
Forti Grazzini, NelloRomanino arazziere, in Tesori ritrovati, a cura di Marco Carminati, Milano, Sole 24 ORE, 2000, pp. 171-176.
Ristampa, all'interno di una raccolta tematica, dell'articolo Inedite trame del Romanino apparso sul Sole 24 ORE di domenica 3 maggio 1998, in cui l'a. dà notizia del ritrovamento nei Musei civici di Varese di una spalliera ad arazzo con il Giudizio di Salomone, databile negli anni quaranta del XVI secolo, da cartone di Girolamo Romanino. Si ignorava, prima di questa scoperta, che il pittore bresciano si fosse occupato anche di arazzi.
Franke, Birgit
Assuerus und Esther am Burgunderhof. Zur Rezeption des Buches Esther in den Niederlanden (1450-1530), Berlin, Gebr. Mann Verlag, 1998, 157 pp., 106 ill, note bibl., bibl.
Questa ricerca riguarda la fortuna dei temi tratti dal libro di Ester e il significato allegorico da essi assunto a partire dalle opere commissionate tra il 1450 e il 1530 dalla corte di Borgogna e dal casato Borgogna-Absburgo-Spagna. Lo studio si focalizza in particolare sugli arazzi, oltre a trattare delle miniature, dei dipinti, disegni e stampe in cui questi stessi soggetti vengono rappresentati, e vi troviamo, tra laltro, unimportante analisi della serie di Ester di Saragozza.
Franke, Birgit
Domäne und aristokratische Repräsentation : Bauerndarstellungen in franko-flämischen Tapisserien des 15. Jahrhunderts in Porträt - Landschaft - Interieur : Jan van Eycks Rolin-Madonna im ästhetischen Kontext, a cura di Christiane Kruse, Felix Thürlemann, Tübingen, Narr, 1999, pp.73-90 [Consorzio Florenz- München- Rom]
[Pereira Coutinho, Maria Isabel]
French Furniture. Eighteenth-Century, Lisbon, Calouste Gulbenkian Foundation, 1999, pp. 14, 19, 31-33, 42-43, 45-47, 54-55, Ill. col.
Garcia Sanz, Ana
Nuevas aproximaciones a la serie el Triunfo de la Eucaristia, in El arte en la corte de los archiduques Alberto de Austria e Isabel Clara Eugenia (1598- 1633). Un Reino Imaginado, Madrid, Sociedad Estatal pra la Commemoracios de Felipe II y Carlos V, 1999, pp. 108-117.
Catalogo della mostra svoltasi al Palacio Real di Madrid dal 27 dicembre 1999 al febbraio 2000.
Garrould, Ann e Power Valerie
Henry Moore tapestries, 1. paperback ed., London, Lund Humphries, 1998, 112 pp., 105 ill. b/n e col. [Consorzio Florenz - München - Rom].
Gastinel-Coural, Chantal (a cura di)
La manufacture de Beauvais du Consulat à la IIe République: tapisseries, cartons, maquettes, Parigi, Administration générale du Mobilier National et des Manufactures des Gobelins, de Beauvais et de la Savonnerie, 1998, 96 pp., 66 ill. b/n e 50 a col.
Catalogo della mostra svoltasi, dal 10 aprile al 15 novembre 1998, nella Galerie nationale de la Tapisserie di Beauvais [Navette-Schuttle n. 30, p. 2; Consorzio Florenz - München - Rom]
Gastinel-Coural, Chantal
La collaboration de Van der Meulen aux tentures des Gobelins, in A la gloire du Roi. Van der Meulen, peintre des conquêtes de Louis XIV, [Parigi], Imprimerie Nationale Éditions, 1998, pp. 110-148, ill. (nn.56-59), note bibl.
Catalogo della mostra, allestita a Digione nel Musée des Beaux-Arts dal 9 giugno al 28 settembre 1998 e in seguito in Lussemborgo nel Musée de l'Histoire de la Ville dal 29 ottobre 1998 al 17 gennaio 1999. Gli arazzi furono esposti a Digione, mentre in Lussemburgo furono presentati solo gli schizzi e i dipinti. L'a. tenta di definire il ruolo avuto da Van der Meulen, pittore brussellese che entrò nella manifattura reale nella primavera del 1664, nella realizzazione delle serie di arazzi tessute ai Gobelins, sotto la direzione di Colbert e Charles Le Brun. Basandosi sulle testimonianze dell'epoca come ad esempio la Memoire del pittore, che sembra sia stata destinata al sovrintendente alle fabbriche reali, il Panégyrique de Louis XIV di Boyer des Roches o alcuni numeri del Mercure Galant, dimostra che il pittore ebbe una modesta collaborazione alla serie delle Maison Royales, mentre ebbe un ruolo di primo piano nell'Histoire du Roy. Il catalogo include, oltre al saggio (pp. 110-148), alcune schede dell'a. su pezzi della serie con le Residenze Reali e le Conquiste di Luigi XIV (pp. 121-148).
Gentil Quina, Maria Antonia
A maneira de Portugal e da India. Una Serie de Tapeçeria Quinhentista, Lisbon, Ed. Meriberica-Liber e Fundaçao Abel de Lacerda, Museu do Caramulo, 1998, 269 pp, 139 ill. b/n e a col., ed. portoghese con sommari in franc., ingl. e spagn.
Una monografia sugli arazzi con la Scoperta delle Indie e Vasco da Gama, attribuiti alla bottega del Poissonier a Tournai degli inizi del XVI secolo, con una speciale attenzione ai panni della collezione Caramulo [Navette-Shuttle n. 32, p. 13].
Ghidoli, Alessandra
Schede, in Il catalogo delle opere d'arte del Quirinale. I: Gli appartamenti imperiali nella Manica Lunga, a cura di Luisa Morozzi, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1998, pp.401, ill. b/n e col., note e schede bibl., bibl., indice dei nomi.
Il libro si inserisce in un progetto, del Segretariato della Presidenza della Repubblica e dell'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, di catalogazione dell'ingente patrimonio artistico del palazzo del Quirinale, suddiviso topograficamente. Gli arazzi, già oggetto nel 1994 della splendida pubblicazione in due volumi di Nello Forti Grazzini, sono in tal modo editi di nuovo. Nel primo appartamento imperiale sono appesi: nella sala del Brustolon un arazzo delle Storie di Ulisse e uno delle Storie di Carlo Magno (cat. nn. 6, 7); nella sala delle Udienze tre arazzi della serie con gli Amori degli Dei e uno delle Storie di Paride (cat. nn. 15, 15.1- 15.3, 16); nel salotto del Piffetti due arazzi della serie delle Boscherecce (cat. nn. 44, 44.1- 44.2) Nel secondo appartamento imperiale si trovano invece, nel Salone, quattro arazzi della serie di Don Chisciotte (cat. nn. 122, 122.1- 122.4).
Giraud, Catherine
Tapisserie et Expressions du Sacré. Les Marches du Ciel. Tapisserie et expressions du sacré. L, Ahun 1999, 86 pp., 49 ill. a col.
Catalogo della mostra, aperta dal 23 maggio al 30 settembre 1999 e allestita nel Musée départimental de la Tapisserie di Aubusson e nella chiesa del castello di Felletin, comprende arazzi della manifattura di Aubusson, sia antichi che moderni, di soggetto religioso (Le vite dei Santi, della Vergine, la Passione, lApocalisse, ecc.). Inclusi tra i lavori del XX secolo sono i disegni di Lurçat, Gleizes, Millecamps, Le Corbusier e Archie Brennan [Navette-Shuttle n. 31, p. 1; n. 32, p. 2].
Giulio Romano, Master Designer. An Exhibition of Drawings in Celebration of the Five Hundredth Anniversary of his Birth, a cura di Janet Cox- Rearick, Bertha and Karl Leubsdorf Art Gallery/ University of Washington Press, Seattle, WA 1999, 168 pp, ill., note bibl., bibl., indice dei disegni.
Catalogo della mostra, allestita a New York nella Bertha and Karl Leubsdorf Art Gallery (Hunter College of the University of New York) dal 16 settembre al 27 novembre 1999. Comprende alcune opere grafiche attribuite a Giulio Romano probabilmente destinate alla tessitura di arazzi. All'epoca in cui lavorava ancora con Raffaello appartiene probabilmente il frammento di cartone con un Busto di un giovane capo acconciato con una pelle di leone proveniente dagli Harvard University Art Museums, databile verso il 1516-1520 (scheda n. 3 di Michael McAuliffe); un'Allegoria della Reggenza del Cardinale Ercole Gonzaga, modello appartenuto prima alla collezione Devonshire e oggi in una collezione di New York, sembra uno studio del 1540-1545 per un arazzo perduto (scheda. n. 16 di Margaret Schwartz); il Trionfo di Scipione VII del Georgia Museum of Art è ritenuto uno studio copiato da un modello di Giulio Romano per un arazzo, databile verso il 1532-1533 (scheda n. 40 di Michael McAuliffe).
Gnann, Achim
Schede, in Roma e lo stile classico di Raffaello 1515-1527, a cura di Konrad Oberhuber, Milano, Electa, 1999, 425 pp., 310 ill. b/n e a col., note e schede bibl, bibl.
Catalogo della mostra, allestita a Mantova nel Palazzo Te dal 20 marzo al 30 maggio 1999 e in seguito a Vienna presso la Graphische Sammlung Albertina dal 23 giugno al 5 settembre 1999, di disegni, incisioni e dipinti di Raffaello e altri pittori della sua scuola, dove vengono riproposte le attribuzioni tradizionali e si tende ad allargare il catalogo del maestro. Alcuni disegni e incisioni sono collegati ai famosissimi Atti degli Apostoli, tessuti per la Cappella Sistina (cat. nn. 6-12). Tre disegni ed un arazzo con il Colloquio tra Scipione e Annibale, tessuto a Bruxelles nel XVII secolo da Willem van Leefdael, vengono messi in relazione con un gruppo di disegni preparatori, solitamente attribuiti a Giulio Romano e Gian Francesco Penni, per la serie con i Trionfi e le Gesta di Scipione, tessuta entro il 1535. Si ipotizza la possibile partecipazione di Raffaello all'ideazione di questa serie (cat. nn. 140-143). Sono esaminati anche: due disegni di TommasoVincidor (1521) per gli arazzi con i Giochi di putti, tessuti a Bruxelles da Pieter van Aelst per la Sala del Concistorio del Vaticano (cat. nn.165-166); un disegno con lAdorazione dei pastori del Louvre, di solito attribuito alla bottega di Raffaello dopo la sua morte, in particolare a Giulio Romano e Penni, assegnato invece direttamente al maestro (cat. n. 205); un frammento di cartone e un arazzo della serie detta della Scuola Nuova (la Presentazione al Tempio dal Vaticano), tessuto a Bruxelles da Pieter van Aelst (cat nn. 206-207).
Goya, un regard libre, Paris, Editions de la Reunion des Musées Nationaux, 1998; ed. americ.: Goya: Another Look, a cura di Joseph Rischel, Philadelphia, Philadelphia Museum of Art, 1999.
Catalogo della mostra, allestita al Palais des Beaux-Arts di Lille fino al 14 marzo1999 e dopo dal 17 aprile all'11 luglio 1999 al Philadelphia Museum of Art. Vengono presentati i cartoni per i Fanciulli con un carro (Toledo Museum of Art) e il Dottore (National Gallery of Scotland) e i modelli per l'Inverno e il fanciullo sull'ariete (Art Institute, Chicago), il Raccolto (Sterling and Francine Clark Art Institute, Williamstown), il Picnic (National Gallery, London), il Manichino di paglia (The Armand Hammer Collection, Los Angeles) e l'Altalena (Philadelphia Museum of Art). Un breve saggio sui disegni per arazzi del Goya sostituisce nel catalogo di Filadelfia le schede che troviamo in quello edito in occasione della mostra di Lille [Navette-Shuttle n. 31, pp. 4, 7].
Griffiths, Antony
The Print in Stuart Britain, 1603-1689, London, British Museum Press, 1998.
Catalogo della mostra, svoltasi al British Museum nel 1998, dove compare un breve saggio con una bibliografia aggiornata sulle incisioni di Francis Cleyn, disegnatore capo della manifattura di Mortlake, 1625-1657 [Navette-Shuttle n. 31, p. 14].