Periodici

Sono state escluse le recensioni ad un libro.

 

Bacci, Francesco

Cosimo III e gli arazzi di Fiandra: parte II, in "Giornale di bordo: di storia, letteratura ed arte" (Firenze), III, n. 2, febbraio 1998, pp. 56-63.

Pubblica un carteggio inedito del 1668-1669 (ritrovato nell'Archivio di Stato di Firenze, probabilmente nel fondo del Mediceo del Principato), tra il principe Cosimo, il futuro granduca Cosimo III, con il suo segretario Bassetti e il legato nelle Fiandre, il marchese Giovanni Stefano Spinola. L'epistolario riguarda la commissione di paramenti per tre stanze, di complessivi quindici arazzi. Il soggetto e la composizione erano rimessi al gusto del suo intermediario, il marchese Spinola, il quale fu incaricato anche di scegliere gli arazzieri. I paramenti raffiguravano "Paesaggi et figurette di caccie" e furono tessuti a Bruxelles da Albert Auweners (?, probabilmente Auwercx), Guillaume Van Leefdael e G. F. Desgrousiliers (?). Nel carteggio si trova anche il contratto stipulato con i tre arazzieri.

Bender, Agnieszka

Un tapissier Français en Pologne au XVIIIe siècle: François Glaize, in "Bulletin du CIETA", vol. 75, 1998, pp. 123-131, 5 ill. b/n

François Glaize, arazziere d'origine francese, arrivò in Polonia da Dresda, dove sembra aver lavorato nella bottega di Jean-Pierre Mercier e Jacques Nermote, entrambi di Aubusson. Dal 1743 al 1760, si trova in Polonia a lavorare per il vescovo Zaluski, Gran Cancelliere del Re. Undici casule ad arazzo in seta tessute dal Glaize si trovano oggi in Polonia e negli Stati Uniti; cinque paliotti da altare con la Vita di San Stanislao dello stesso arazziere, su cartoni del pittore polacco Tadeusz Kuntze, furono eseguiti per la chiesa dei polacchi a Roma e oggi sono conservati a Cracovia nel Museo Czartoryski.

Bertrand, Jean-François

La tenture de l'Histoire de Saint Étienne de la cathédrale de Toulouse et la peinture dans la capitale du Languedoc vers 1530-1540, in "Gazette des Beaux-Arts", vol. 131, aprile 1998, pp. 139-160, 21 ill. b/n.

Nella collezione della cattedrale di Tolosa i quattro arazzi con le Storie di Santo Stefano rappresentano ciò che rimane del paramento commissionato dal Capitolo all'arazziere tolosano Jean Péchaut, che lo eseguì probabilmente tra il 1532 e il 1535. Nelle bordure si trovano elementi decorativi presenti nei monumenti antichi, ricorrenti anche in stampe e miniature, databili intorno al 1535, di artisti di questa città. L'introduzione a Tolosa dell'arte italiana del rinascimento tra il 1530 e il 1540 venne favorita anche dall'opera dei miniatori lionesi Charles e Côme Pingault.

Blanc, Monique

Le Moyen Age et la Renaissance au Musée des Arts Décoratifs: Rénovations et réouverture, in "Revue du Louvre", vol. 48, n. 1, febbraio 1998, pp. 24-27, 5 ill. b/n e a col.

Le collezioni del Medio Evo e del Rinascimento ritornano al terzo piano dell'ala del padiglione Marsan dopo l'intervento di sistemazione del 1996 del Musée des Arts decoratifs che ha portato ad un allestimento più idoneo delle opere. Nove sale ospitano le testimonianze della vita religiosa e della vita quotidiana dal XIII al XVI secolo. La prima sala del museo è riservata agli arazzi, provenienti in gran parte dalla donazione di Jules Maciet. La fragilità di queste opere permetterà soltanto di esporle a rotazione, in base a un tema ogni volta differente. Nella galleria centrale, la cui struttura ricorda la navata di una chiesa, trovano collocazione arredi e paramenti liturgici.

Bonnissent, Catherine
Le thème de "Psyché" sur les tapisseries autour du berceau d'Henri IV au château de Pau, in "Revue de Pau et du Béarn", vol. 25, 1998, pp. 249-289 [Consorzio Florenz- München- Rom].

Brosens, Koenraad e Delmarcel, Guy

Les aventures de Don Quichotte, tapissiers bruxelloises de l'atelier Leyniers-Reydams, in "Revue Belge d'Archéologie et d'Histoire de l'Art/ Belgisch tijdschrift voor Oudheidkunde en Kunstgeschiedenis", vol. 67, 1998, pp. 55-92, 12 ill. b/n e a col.

Le avventure di Don Chisciotte di Miguel de Cervantes Saavedra (1547-1616) ebbero un gran successo nella produzione arazziera del XVIII secolo. Le edizioni più note furono tessute ai Gobelins. Bruxelles ebbe tuttavia a sua volta una notevole produzione, documentata da alcuni manoscritti, pubblicati dal Wauters e da Reydams, che testimoniano nel XVIII secolo la tessitura di arazzi di questo soggetto nelle botteghe di Pierre Van den Hecke (1710-1752) e di Leyniers e Reydams (1712-1768). L'articolo è dedicato agli arazzi usciti dalla manifattura Leyniers-Reydams. Due importanti documenti hanno permesso di ricostruire la loro produzione e il loro successo: il cosiddetto "Manoscritto Crick", un inventario di arazzi venduti tra il 1712 e il 1734, e un altro inventario inedito redatto alla morte di Urbano Leyniers nel 1747. In appendice viene pubblicato un estratto di entrambi i documenti. Da essi, oltre ai nomi dei cartonisti Jan Van Orley e Augustin Coppens, si viene a conoscenza della tessitura, tra il 1715 e il 1717, di almeno dieci serie con questo stesso tema. Il paramento, probabilmente composto da sette soggetti, allargato ad otto-nove dopo il 1721, derivò il suo gran successo, tra l'altro, dal fatto che il racconto di Cervantes fu interpretato in senso comico e le figure di Don Chisciotte e Sancio Pancia come eroi burleschi. Si accenna infine che sono in corso studi sulle altre serie del XVIII secolo, con lo stesso soggetto, tessute a Bruxelles nelle botteghe di Van der Borcht, Van den Hecke e Vermillion.

Buchanan, Iain

The tapestries acquired by King Philip II in the Netherlands in 1549 - 50 and 1555 - 59: new documentation, in "Gazette des Beaux-Arts", vol.134, ottobre 1999, pp. 131-152, 11 ill. b/n.

Nuovi documenti sono stati ritrovati dall'a. sugli acquisti di arazzi fatti da Filippo II di Spagna quando soggiornò nei Paesi Bassi nel 1549-1550 e nel 1555-1559. Nel 1549-1550, dopo aver visto le serie da poco acquistate dalla zia, Maria di Ungheria, e anche dal padre, l'imperatore Carlo V, comprò lui stesso quattro arazzi con le Storie di Romolo e Remo, otto raffiguranti le Storie di Salomone e quattro di Grottesche con scimmie. Dopo esserne divenuto sovrano per l'abdicazione del padre nel 1555, Filippo fece una seconda visita nelle Fiandre tra il 1555 e il 1559, durante la quale acquistò paramenti ancora più importanti, tra cui le serie con l'Apocalisse, le Fiabe d'Ovidio, le Grottesche con scimmie e una con i Dodici Mesi, oggi dispersa. Rientrato in Spagna nel 1559, ordinò un paramento con le Storie di Vertumno e Pomona e una nuova serie con le Storie di Noé per rimpiazzare quella perduta nel 1559. Le due serie furono trasportate in Spagna tra il 1563 e il 1567.

Campbell, Thomas

New Light on a Set of History of Julius Caesar Tapestries in Henry VIII's Collection, in" Studies in the Decorative Arts", vol. 5, n. 2, Primavera-Estate 1998, pp. 2-39, 21 ill. b/n.

Tra le opere d'arte inventariate nel palazzo di Hampton Court alla morte di Enrico VIII nel 1547 è descritta una serie di dieci arazzi con le Storie di Giulio Cesare, dispersa agli inizi del XIX secolo. L'a. propone una ricostruzione di questa serie a partire dalle fonti documentarie e dalle versioni più tarde dei panni del XVI e XVII secolo, prendendo anche in considerazione un disegno, forse di Pieter Coeke van Aelst o di Léonard Thiry, e il frammento di un cartone, mai prima identificati.

Campbell, Thomas

Romulus and Remus tapestries in the collection of Henry VIII, in "Apollo", vol. 147, n. 436, giugno 1998, pp. 42-50, 11 ill. a col..

La serie di arazzi fiamminghi con le Storie di Romolo e Remo, databili intorno al 1528, che apparteneva alla collezione di Enrico VIII, è rimasta appesa fino al 1823 nella camera del principe nella House of Lords a Londra. L'a. ricostruisce questa serie dispersa sulla base di alcuni disegni dell'antiquario John Carter, del 1800 circa, oggi al Victoria and Albert Museum di Londra, di testimonianze scritte, oltre ad un arazzo frammentario, esistente sul mercato, e ad un altro completo dell'Hôtel de Ville di Beauvais, mai pubblicato in precedenza. L’a. considera la relazione tra questa serie dispersa, i famosi disegni sullo stesso soggetto di Bernard van Orley, oggi a Monaco (Staatliche Graphische Sammlung, nn. 979, 980), e la ben nota serie di Romolo e Remo della collezione reale spagnola (Patrimonio Nacìonal, serie 14/2). I cartoni della serie dispersa sono attribuiti allo stesso artista autore di un gruppo di disegni con le Storie di David, ora al British Museum di Londra.

[Campbell, Tom]

Recent Acquisitions. A selection: 1998-1999. The triumph of Fame from a set of The Triumphs of Petrarch, , in "The Metropolitan Museum of Art Bulletin", fall 1999, pp. 24-25, 2 ill. a col.

Scheda relativa all'arazzo con il Trionfo della Fama acquisito dal Metropolitan Museum of Art (acc. n. 1998.205), parte di un paramento di sei pezzi con i Trionfi del Petrarca, tessuta, probabilmente a Bruxelles, verso il 1500-1504. Questa serie è, tra quelle note con lo stesso soggetto, la prima a raffigurare questo tema. Già nella collezione del marchese di Castro Serna, corrisponde esattamente ad un arazzo descritto in un inventario della collezione di Isabella la Cattolica (1504).

Per la notizia di questa acquisizione vedi anche A selection of 1998… e Fragments….

Capretti, Elena

La donazione Contini all'Istituto Nazionale di Studi del Rinascimento., in "Gazzetta Antiquaria", Nuova serie n.33, 1/1998, pp. 32-36, 7 ill.(n. 2) b/n.

L’articolo è dedicato alla collezione donata, alla fine degli anni trenta, da Alessandro Contini Bonacossi al neonato Istituto fiorentino, che aveva già sede in palazzo Strozzi, per arredarlo creando ambienti di gusto rinascimentale.Tra le opere d’arte descritte è compresa una portiera seicentesca con le Armi dei Medici.

Cecchi, Alessandro,

Il maggiordomo ducale Pierfrancesco Riccio e gli artisti della corte medicea, in "Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz", vol. 42, 1998 (1999), pp. 115-143, 16 ill. (n. 13) b/n.

Importante saggio sulla figura di Pierfrancesco Riccio, maggiordomo di Cosimo I, e sull'influenza che ebbe nelle committenze della corte. Si accenna, tra l'altro, alla creazione della manifattura medicea di arazzi e ai primi panni che vi furono tessuti. Nella breve appendice documentaria compare una lettera inedita del 2 ottobre 1549, dalla quale si apprende del particolare apprezzamento del duca per il panno con Giuseppe fugge dalla moglie di Putifarre (Storie di Giuseppe). Qualche imprecisione si riscontra nell'identificare la portiera con la Giustizia vendica l'Innocenza, consegnata dal Rost il 22 aprile 1546, con il saggio di prova che il Riccio spedì l'8 dicembre 1545 a Cosimo a Pisa, riconosciuto invece unanimemente dalla critica nella portiera con la Dovizia, tessuta anch'essa dal Rost su cartone del Bronzino.

Cohen, Simona

Animals in the paintings of Titian. A key to Hidden Meanings, in "Gazette des Beaux-Arts", vol. 132, novembre 1998, pp. 193-212, 15 ill. (nn. 6, 9) b/n.

L'a. affronta la questione dei significati nascosti e moralizzanti nell'opera di Tiziano, dimostrando in particolare che la presenza di certi animali non è affatto secondaria o fortuita, ma ha un chiaro ruolo iconografico. Nel paragrafo The Stag and the Hunt, come esempio di significati analoghi che assumono le rappresentazioni di animali, vengono citate due serie di arazzi, tessute nelle Fiandre, del Metropolitan Museum of Art di New York, una con la Caccia al cervo, datata verso il 1500-1525, e l'altra con la Caccia all'Unicorno, del 1495-1500.

Cuzin, Jean-Pierre,

Louvre: récouverture de la Grande Galerie, 170 chefs-d'oeuvre italiens, in " L'Estampille/L'Objet d'Art", n. 320, Gennaio 1998, pp. 22-33, 20 ill. a col.

La Grande Galerie del Louvre, la più grande del museo dedicata alla pittura italiana, è stata riaperta al pubblico nella sua totalità. Jean-Pierre Cuzin, conservatore generale del dipartimento della pittura, Cécile Scailliérez et Stéphane Loire, conservatrici dello stesso dipartimento presentano il nuovo allestimento. Dominique Cordellier, conservatrice del dipartimento delle Arti grafiche, commenta gli otto cartoni per arazzo italiani del XVI secolo, già conservati nei depositi ed ora esposti in due sale adiacenti alla Grande Galerie [BHA].

Dacos, Nicole

Cartons et dessins raphaéllesque à Bruxelles: l'action de Rome aux Pays-Bas, in Fiamminghi a Roma 1508-1608, Atti del convegno Internazionale (Bruxelles, 24-25 febbraio 1995) a cura di Nicole Dacos, "Bollettino d'Arte", Supplemento al n. 100 (1997), novembre 1999, pp. 1-22, 21 ill. b/n e a col.

I cartoni di Raffaello per gli Atti degli Apostoli, i numerosi disegni che i suoi allievi inviarono da Roma a Tommaso Vincidor a Bruxelles, dove era stato mandato dal 1520 per far eseguire 'in loco' i cartoni per diverse serie papali (Adorazione dei pastori per il letto papale, Giochi di putti, Grottesche e della Scuola nuova) e i disegni di Giulio Romano e Francesco Penni arrivati da Mantova per la tessitura della serie di Scipione favorirono, secondo l'a., con Bernard van Orley e due generazioni di suoi allievi la formazione di una scuola pittorica italianizzante. Bruxelles divenne anche la mèta di tutti quei pittori fiamminghi, olandesi e della Francia del Nord che volevano aggiornarsi a questo gusto senza doversi recare nella penisola.

Dallasta, Federica

Gli Arazzi dei Farnese e dei Borbone. Le collezioni dei secoli XVI-XVIII, a cura di Giuseppe Bertini e Nello Forti Grazzini, Milano, Electa, 1998 [Recensione], in "Aurea Parma", vol. 82, 1998, pp. 308-312 [Consorzio Florenz- München- Rom].

Delmarcel, Guy

Le roi Philippe II d'Espagne et la tapisserie: l’ inventaire de Madrid de 1598, in "Gazette des Beaux-Arts", vol. 134, ottobre 1999, pp. 153-178, 8 ill. b/n e 2 a col.

Filippo II, come ogni monarca della sua epoca, fu un collezionista di arazzi, che acquistò soprattutto durante i suoi soggiorni nelle Fiandre nel 1549-1550 e nel 1555-1559. Dopo la sua morte, nel 1598, fu redatto un primo inventario completo della sua collezione, finora inedito, pubblicato dall'a. in appendice al presente articolo. In questo documento, conservato nell'archivio del Palazzo Reale di Madrid, si trovano inventariati 701 pezzi. La maggior parte delle serie descritte raffiguravano soggetti di iconografia profana: mitologici, tratti dalla storia antica, medievale e contemporanea o con temi allegorici. Una parte rilevante della collezione era costituita dagli arazzi che Filippo aveva ereditato dal padre, l'imperatore Carlo V, e dalla zia, la regina Maria di Ungheria.

De Meûter, Ingrid

Flemish tapestries of the 16th and 17th centuries in Great Britain and their connection with Oudenaarde, in "Bulletin du CIETA", vol. 75, 1998, pp. 97-109, 10 ill. b/n.

In preparazione della mostra degli arazzi di Oudenaarde, svoltasi nella città fiamminga da giugno ad ottobre 1999, fu iniziato nel 1995 un inventario degli arazzi tessuti in questa città che si sono conservati fino ad oggi. I dati raccolti e lo studio dei documenti d'archivio hanno permesso di tentare l'attribuzione dei pezzi senza marca databili tra il XVI e il XVIII secolo. Nel 1997 le ricerche sugli arazzi fiamminghi attualmente in Gran Bretagna hanno portato alla scoperta in alcuni panni della marca di Oudenaarde e all'attribuzione di altri alle manifatture della stessa città. I pezzi riscoperti che risalgono al XVI e XVII secolo vengono discussi dall'a. in questo articolo, come pure gli argomenti a sostegno di queste attribuzioni. Uno degli elementi significativi a tal proposito è rappresentato dagli stretti bordi ornamentali interni ed esterni, che affiancano la bordura principale, frequentemente utilizzati nei panni prodotti dalle manifatture di Oudenaarde.

De Meûter, Ingrid

Twee 18de-eeuwse Oudenaardese wandtapijtreeksen en hun bronnen. Don Quichotte en le Pastor Fido, in " Handelingen van de Geschied-en Oudheidkundige Kring van Oudenaarde", vol. 35, 1998, pp. 229-296, 40 ill.

Analisi delle due serie di arazzi di Oudenaarde del XVIII secolo, raffiguranti le Avventure di Don Chisciotte e il Pastor Fido, e i relativi confronti con altri arazzi, dipinti, disegni e stampe.

Farigoule, Jérôme

Actualité des Musées. Marseilles, Musée Grobet-Labadiè, in "Revue du Louvre", vol. 48, n. 1, febbraio 1998, pp. 29-30, 3 ill. a col.

Il gruppo di arazzi del XVIII secolo delle manifatture di Tournai, Bruxelles e del resto delle Fiandre e di quelle francesi dei Gobelins, Beauvais e Aubusson, esposti nel museo Grobet-Labadiè alla sua riapertura il 29 gennaio 1998, rappresentano un insieme unico nel patrimonio d'arte della Provenza

Fermor, Sharon, and Alan Derbyshire

The Raphael tapestry cartoons re-examined," Burlington Magazine, vol. 140, n. 1141, aprile 1998, pp. 236-250, 32 ill. (8 col.), 1 diagram.

Nella primavera del 1992 furono riesaminati i sette cartoni di Raffaello e dei suoi collaboratori, dai quali Leone X fece tessere, da Pieter Van Aelst a Bruxelles, gli arazzi della Sistina. Nel corso delle analisi (fotogrammetria, fotografia a trasmissione di luce, riflettografia ad infrarossi, raggi-x- e campionatura dei pigmenti) si è scoperta, tra l'altro, la presenza di fori lungo i contorni dei disegni. Da questo gli a. hanno dedotto che, probabilmente prima di venire tagliati in sezioni verticali per essere usati nei telai -come avveniva nella lavorazione a basso liccio-, ne erano state eseguite delle copie. Grazie ai nuovi esami si è potuto anche risalire al disegno originario andato in parte perduto a causa dei ritocchi successivi.

Forti Grazzini, Nello

Gli arazzi dei Farnese e dei Borbone. Le trame del potere/ The Weave of Power/ Las tramas del poder, in " Grand tour. Rail art", n. 5 settembre-ottobre 1998, pp. 26-32, 8 ill. b/n e a col.; ital., ingl. e spagn.

Presentazione della mostra, allestita nel palazzo di Colorno dal 19 settembre al 29 novembre 1998 sugli arazzi dei Farnese e dei Borbone, Signori di Parma dalla metà del Cinquecento all'Unità d'Italia. Per il catalogo della mostra vedi Bertini, Giuseppe e Forti Grazzini, Nello

Forti Grazzini, Nello

Malta and the New World. The Tapestries of Malta, in "FMR International", n. 92, giugno-luglio 1998, pp. 37-74, 22 ill. a col.

Pur nell'ottica divulgativa della rivista l'a. analizza in modo esauriente la serie delle Vecchie Indie, commissionata dal nobile aragonese Ramón Perellos y Rocafull per la Camera del Consiglio del palazzo del Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri di Malta a Valletta, all'epoca in cui rivestì questa carica. Tessuta sotto la direzione di Etienne Le Blond ai Gobelins, tra 1708 e 1710, in dieci panni e sei complementari con temi araldici, è conservata ancora nel luogo originario, oggi divenuto Palazzo Presidenziale di Valletta.

Fragments. Triumph for the Met, ,in "Hali", n. 101, novembre1998, p. 63, 1 ill. a col.

È il primo articolo in cui si dà la notizia che il Metropolitan Museum di New York ha acquistato un arazzo con il Trionfo della Fama, già noto alla critica, attribuito alla manifattura di Bruxelles e databile intornoal 1500-1504. Vengono sottolineati i meriti di questo Museo, uno dei pochissimi che continua a comprare arazzi.

Per la stessa notizia vedi anche A selection of 1998… e [Campbell, Tom].

Fructuoso, Marc

Les tapisseries des ducs de Bourgogne, in "Dossier de l'Art", n. 44, dicembre 1997-gennaio 1998, pp. 104- 111, ill. a col. [Navette-Shuttle n. 29, p. 10]

Fructuoso, Marc

Les tentures de choeur au Moyen Age, in "L'Estampille/L'Objet d'art", n. 331, gennaio 1999, pp. 48-61.

Studio sugli arazzi destinati all'addobbo dei cori medioevali [Navette-Shuttle n. 31, p. 13].

Fructuoso, Marc

Tapisserie de l'Histoire de saint Gervais et de saint Protais, in "L'Estampille/L'Objet d'Art", n. 342, dicembre 1999, pp. 83-84.

Breve descrizione dell'arazzo per il coro della cattedrale di Soissons, a cui fu donato nel XV secolo [Navette-Shuttle n. 32, p. 13].

Gastinel-Coural, Chantal

Les tapisseries du sacre. Le voyage à Reims, in"L'Estampille/L'Objet dArt", n. 320, gennaio 1998, pp. 54-82, 89, 1 ill. b/n e 27 a col.

Basandosi sulla lista delle spedizioni del Giornale di Guardaroba, sui disegni di Pierre Dulin che mostrano la cattedrale di Reims e altre fonti, l'a. ricostruisce la storia delle preziose serie (200 arazzi di 93 diversi paramenti) utilizzate per addobbare la chiesa metropolitana in occasione delle incoronazioni dei re di Francia, in particolare quella di Luigi XV nel 1722, quando vennero esposte per la prima volta le serie tessute dalla nuova manifattura reale dei Gobelins, riorganizzata dopo l'incoronazione di Luigi XIV. Comprende il catalogo degli arazzi in oro, stranieri e francesi, utilizzati per la decorazione della cattedrale di Reims, di cui 109 furono distrutti nel 1797 per ricavarne l'oro et l'argento [BHA].

Gorget, Catherine

Actualité des Musées. Orléans, Musée Historíque et Archéologique de l'Orléanais "Revue du Louvre", vol. 48, n. 5, dicembre 1998, p. 26, 2 ill. a col.

Nel nuovo allestimento della Sala del museo dedicata al Medioevo e al Rinascimento è stato esposto un arazzo tedesco del XV secolo con l'Arrivo di Giovanna d’Arco a Chinon.

Grioni, John S.

Hero & Leander. The Mortlake Tapestries of Bratislava, in "Hali", vol. XX, maggio 1998, n. 98, pp. 92-97, 11 ill. a col.

All'interno del "Primacialny Palác" di Bratislava, appena riaperto, è conservata l'unica serie completa raffigurante le Storie di Ero e Leandro. Fu tessuta da arazzieri fiamminghi, che lavoravano, diretti dall'olandese Philip de Maecht, nella manifattura inglese di Mortlake, da cartoni di Franz Cleyn, pittore tedesco che aveva a lungo soggiornato in Italia. Si deve a Giacomo I d'Inghilterra la fondazione della manifattura di arazzi di Mortlake, ma fu nel regno del suo successore, Carlo I(1625-1649), entusiasta sostenitore, che conobbe un notevole sviluppo. La serie di Bratislava, tessuta dal 1630 al 1632, è l'editio princeps e fu molto probabilmente acquistata dallo stesso Carlo I. Per la loro tessitura furono impiegati seta e lana di altissima qualità e colori vegetali; cinque dei sei arazzi riportano, nella parte destra del bordo inferiore, la marca della manifattura di Mortlake (una croce di San Giorgio rossa su campo bianco). Il sesto, che ne è privo, rappresenta un dettaglio ingrandito della scena precedente ed è probabilmente più tardo. Le scene, di gusto barocco, furono tessute con bordure solo su tre lati.

Hayward, Maria

Repositories of Splendour: Henry VIII's Wardrobes of the Robes and Beds, in "Textile History", vol. 29(2), 1998, pp. 134-156, 4 ill. b/n (n. 1).

Basato sulle ricerche per la tesi di dottorato (The Possessions of Henry VIII. A Study of the Inventories, London University, 1997), l’articolo fornisce un quadro dell'organizzazione della Guardaroba reale alla corte di Enrico VIII, in particolare di quella che si occupava della conservazione e dell'uso del vasto patrimonio tessile, compresi gli arazzi.

Hedlund, Anne

The GFR Center for Tapestry Studies, vol. 1, n. 1, estate 1999, pp. 8.

Notiziario del "Gloria F. Ross Center for Tapestry Studies". Primo numero in cui vengono descritti gli obiettivi, le finalità e le attività del centro [Navette-Shuttle n. 32, p. 14].

Hefford, Wendy

The Duke of Buckingham's Mortlake Tapestries of 1623, in "CIETA Bulletin", vol. 76, 1999, pp. 90-103, 6 ill. b/n.

Analisi approfondita, con nuovi documenti d'archivio, relativa all'acquisto di opere della manifattura di Mortlake da parte del duca di Buckingham, con le fotografie di tre arazzi inediti: un ampio frammento della serie con Vulcano e Venere e altri due panni, dove si trovano gli stemmi di Buckingham, delle Storie di Salomone e la Regina di Saba, copie di una serie del XVI secolo già della collezione di Enrico VIII.

Heimarck, Claire.June Wayne: a retrospective, in "Women artists news", vol. 23, 1998, pp. 19-20, 1 ill.

Recensione al catalogo della mostra, svoltasi nel 1997 a New York nel Neuberger Museum of Art, dove erano state esposte le incisioni, i dipinti e gli arazzi creati da June Wayne tra il 1948 e il 1996 [BHA].

Heng, Michiele

La Tenture de l'Histoire de David du château d'Urtubie (Pyrênées-Atlantique), in "Mémoires de la Société Archéologique du Midi de la France", vol. 58, 1998, pp. 163-172, 10 ill.

L'a. discute sulla serie fiamminga con le Storie di Davide, databile nel 1550 circa, i cui disegnatori e cartonisti sembrano vicini a quelli della serie di Novara con le Storie di Salomone [Navette-Shuttle n. 31, p. 15].

Howarth, David

The patronage and collecting of Aletheia, Countess of Arundel, 1606-54, in "Journal of the History of Collections, vol. 10, n. 2, (1998), pp. 125-138, 5 ill.

L'a. intende mettere in luce il contributo personale della contessa di Arundel alla formazione e arricchimento della famosa collezione, che fu la prima in Inghilterra ad includere dipinti rinascimentali di scuola europea e antichità greche e romane. Aletheia Talbot sposò nel 1606 Thomas Howard, conte di Arundel. Nella sua attività di collezionista e mecenate delle arti contribuì, con la sua mediazione per il Principe del Galles, all'acquisto dei cartoni di Raffaello, che si trovavano nel 1623 a Genova. Si ricorda inoltre una serie di arazzi raffiguranti le Storie di Salomone, registrati nell'inventario di Tart-Hall del 1641, con i quali Lady Arundel aveva decorato la sua camera da letto.