"Il Giornale dell'arte", 6 ott 1998, p. 45.
LAccademia di Francia di Roma ha ricevuto in eredità da Federico Zeri, collezionista e storico darte morto il 29 settembre 1998, due arazzi medicei tessuti da cartoni di Francesco Salviati, esposti alla mostra su questo artista nel 1998 vedi in Libri, cataloghi , Adelson, J. Candace.
Jacky, Pierre
Desportes (1661-1743). Peintre de chasse au 18e siècle, in "Connaissance des Arts", n. 552, luglio-agosto 1998, pp. 48-55, 10 ill. a col.
Presentazione della mostra, svoltasi nel Musée international de la chasse di Gien, dedicata ad Alexandre-François Desportes, che collaborò all'attività dei Gobelins e i cui disegni furono riprodotti anche dalla manifattura di Beauvais. Per il catalogo della mostra vedi Jacky, Pierre.
Joubert, Fabienne
Les tapisseries de la fin du Moyen Age: commandes, destination, circulation, in "Revue de l'Art", n. 120, 1998-2, pp. 89-99, 13 ill. b/n.
In questo saggio l'a. fornisce un quadro sintetico della nascita, sviluppo e fortuna delle manifatture di arazzi nella Francia del nord e nei Paesi Bassi meridionali, a partire dalla fine del XIV secolo a tutto il XV. Vengono analizzati i fattori che determinarono la fortuna di questa produzione, dalla facile trasportabilità, all'efficiente organizzazione mercantile che la sostenne, alla possibilità di far tessere questi manufatti sui cartoni o da disegni inviati da committenti di ogni parte d'Europa.
Joubert, Fabienne
Les peintures de la chapelle Saint-Légere et la tenture de la Vie de la Vierge, in "Dossier de l'Art", n. 49, 1998, pp. 78-85.
L'articolo è dedicato alla possibile connessione tra gli affreschi nella cappella di Saint Légere in Notre-Dame a Beaune e la serie di arazzi con la Vita della Vergine [Navette-Shuttle n. 30, p. 14].
Joubert, Fabienne
Les tapisseries de l'Hôtel-Dieu, in "Dossier de l'Art", n. 49, July 1998, pp. 62-63.
L'a. studia l'arredamento ad arazzo tessuto per l'Hôtel-Dieu a Beaune, per ordine di Nicolas Rolin, conservato quasi per intero (trenta su trentuno pezzi). Commenta l'uso originale e la disposizione, oltre ai cartoni da cui furono realizzati [Navette-Shuttle n. 30, p. 14].
Lefranc, Céline
La revanche de François 1, in "Connaissance des Arts", n. 565, ottobre 1999, pp. 60-63, 6 ill. a col.
Resoconto sul restauro, eseguito in Francia, degli arazzi della Battaglia di Pavia del Museo di Capodimonte di Napoli.
"L'Oeil", n. 502, dicembre- gennaio 1998-1999, p. 128.
È fornito un elenco dei laboratori attivi ad Aubusson, insieme ai particolari di varie commissioni [Navette-Shuttle n. 31, p. 9].
Machault, Pierre-Yves
Deux chefs-d'oeuvre des ateliers Remois, in "L'Estampille/L'Objet d'Art", n. 324, May 1998, pp. 38-41, 6 ill. a col..
Scoperti nella collezione della "Galerie R. Hadjer" a Parigi due arazzi, una scena dell'Inverno (mese di dicembre) e una di Caccia (mese d'agosto) dell'inizio del XVII secolo, che facevano parte, come altri due pezzi oggi in collezioni private, di una serie di Mesi tessuta in una bottega di Reims. In uno dei quattro arazzi sono presenti le iniziali "PD", identificate con quelle dell'arazziere Pierre Damour. Viene discussa la loro relazione con le serie dei Mesi di Lucas, delle Stagioni di Lucas e delle Cacce di Massimiliano [BHA].
Menei, Janine
La restauration du Thésée vainqueur du taureau de Marathon, 1745, de Carle Vanloo, in "Revue du Louvre", vol. 49, n. 2, aprile 1999, pp. 77-86, 14 ill.
Resoconto sul restauro di un capolavoro di Carle Vanloo. Commissionato come il primo di sette cartoni per una serie con le Storie di Teseo che doveva essere tessuta in alto liccio ai Gobelins, fu in realtà l'unico ad essere realizzato. Da esso furono eseguiti tre arazzi, tutti in alto liccio, nella bottega di Audran. Nel 1872, nell'ambito di una redistribuzione nella provincia francese delle opere giacenti nei depositi del Louvre, venne assegnato a Nizza e ancora oggi si trova nel Musée des Beaux-Arts di questa città.
L'a. ricorda che fu Pierre Verlet, nel 1946, a focalizzare l'attenzione sulle tre tele dipinte con le Storie di Deborah del Louvre, dette impropriamente"arazzi dipinti" ma anche "tele d'oro", appartenute al cardinal Mazarino prima di entrare nei Depositi della guardaroba reale durante il regno di Luigi XIV. Documenti inediti dell'archivio Barberini nella Biblioteca Apostolica Vaticana permettono di ricostruire una più precisa storia della commissione dei tre pezzi. Il primo documento che li riguarda è del 27 maggio 1644. Furono realizzati a Roma in una pittura di chiaroscuro con lumeggiature d'oro e bordure ricamate in oro, una tecnica al confine tra pittura e arte tessile, che ebbe una certa fortuna nella seconda metà del XVII secolo e di cui si conservano solo rari esempi. I cartoni, tradizionalmente attribuiti a Pietro da Cortona, sono più probabilmente opera del suo allievo Giovanni Francesco Romanelli. Commissionati dal cardinal Francesco per Anna d'Austria, i documenti rivelano che la famiglia Barberini ne ebbe una seconda, più raffinata versione, oggi dispersa, che fu in loro possesso fino almeno al XVIII secolo.
Mitchell, Anthony
"La plus belle chose du monde" and the Enghien tapestries at Dyrham Park and Maiden Bradley, in "Apollo", vol. 149, n. 446, aprile 1999, pp. 33-37, 10 ill. b/n e a col.
L'a. analizza due serie fiamminghe di arazzi a verdure del XVII secolo, conservate in Inghilterra nelle residenze di Dyrham Park e di Maiden Bradley, forse rappresentazioni dei famosi giardini di Enghien, raffigurati in diversi cicli di stampe, tra cui quelle di Romeyn de Hooghe, pubblicate ad Amsterdam nel 1685.
Nilson, Jo
Wisdom and Folly. Norwegian Pictorial Coverlets, in "Hali", n. 96, gennaio 1998, pp. 78-85, 112, 7 ill. a col.
La tecnica di tessitura alla 'fiamminga', che in Norvegia risale al XVI secolo, è un'estensione di quella tradizionale ad arazzo della Germania del nord e delle Fiandre, con le quali ha stretti legami sia per quanto riguarda i temi che per la tecnica e lo stile. La Norvegia ha due tradizionali tessiture ad arazzo: quella geometrica, åklaer, che si trova soprattutto lungo la costa occidentale, e quella figurativa, billedvev, di cui vengono qui studiati sette esemplari di coperte da letto databili dal XVI al XVIII secolo. I billedvev erano tessuti su telai verticali, usando lino e lana a fibra lunga proveniente dalle pecore della regione, e il disegno veniva posto sotto al telaio. I temi più frequenti erano le storie della Bibbia che venivano interpretate in modo molto ingenuo. Molti di questi arazzi erano destinati ai letti nuziali e contenevano impliciti messaggi di incoraggiamento e monito per le giovani coppie di sposi.
Noel, Celestria
Divine Intervention, in "Country Life", 2 dicembre 1999, pp. 110-111.
Resoconto delle operazioni che precedono il restauro dell'arazzo con l'Entrata di Cristo in Gerusalemme, tessuto a Bruxelles verso il 1515. Appartiene alla chiesa di Sant'Andrea a Presteigne ed è una replica, con qualche cambiamento, di uno dei panni della serie con la Vita della Vergine, donata alla cattedrale di Canterbury nel 1511, oggi ad Aix-en-Provence [Navette-Shuttle n. 32, p. 16].
Oursel, Hervé
Acquisitions n. 12. Écouen. Musée National de la Renaissance. Chateau d'Écouen. Frise en tapisserie à l'emblématique des Médicis, in "Revue du Louvre", vol. 48, n. 3, giugno1998, pp. 86-87, 1 ill. b/n.
La Galleria Chevalier ha donato al Musée National de la Renaissance di Ecouen un Fregio ad arazzo con gli stemmi dei Medici (Inv.Ec. n. 289). E probabilmente una copia, tessuta a Bruxelles nei primi anni del XVII secolo, di uno dei fregi originali perduti che accompagnavano la famosa serie dei Giochi di Putti, in venti panni, voluta da Leone X per la sala di Costantino in Vaticano, i cui disegni furono eseguiti dai collaboratori di Raffaello, Giovanni da Udine e Tommaso Vincidor.
Oursel, Hervé
Acquisitions n. 12. Écouen. Musée National de la Renaissance. Chateau d'Écouen. David se fait présenter le butin des Ammonites, in "Revue du Louvre", vol. 49, n. 3, giugno 1999, pp. 84-85, 1 ill. b/n
Notizia dell'acquisto di questo arazzo che raffigura David si fa presentare il bottino degli Ammoniti, da una serie con le Storie di David, tema che godette di grande popolarità nel Rinascimento. L'a. attribuisce il cartone a Bernard van Orley e la tessitura ad una manifattura di Bruxelles.
Paredes, Cecilia
Des jardins de Vénus aux jardins de Pomone, in "Revue Belge d'Archéologie et d'Histoire de l'Art/ Belgisch tijdschrift voor Oudheidkunde en Kunstgeschiedenis ", vol. 68, 1999, pp. 75-112, 21 ill. b/n. e col.
Nella storia di Vertumno, dio delle Stagioni, e Pomona, dea dei frutti della Terra, raccontata da Ovidio nelle Metamorfosi, non viene fatto alcun riferimento al giardino di Pomona. È perciò sorprendente scoprire sontuose architetture da giardino in varie serie di arazzi tessute poco prima del 1548. Questa particolare rappresentazione del giardino non era stata fino ad ora studiata e il presente saggio ne analizza le fonti letterarie e iconografiche. L'a. sottolinea, tra l'altro, l' influenza di uno specifico libro, la versione francese dell'Hypnerotomachia Poliphili, pubblicata a Parigi da Francesco Colonna nel 1546, che aiuta anche a capire il significato assunto dal giardino di Pomona, considerato dall'a. una versione manierista del giardino dell'amore medievale. La traduzione francese avvenne certamente nei circoli umanistici parigini, in quel momento sotto l'influenza artistica della scuola di Fontainebleau e del resto le caratteristiche stilistiche di questi arazzi potrebbero rivelare la loro origine proprio dallo stesso ambito artistico.
Pauwels, Yves
La méthode de Serlio dans le Quarto Libro, in "Revue de l'Art", n. 119, 1998-1, pp. 33-42, 12 ill. b/n (n. 10).
Nell'ambito di questo saggio l'a. ricorda che Henri Zerner ha identificato nel modello dell'arco di trionfo, rappresentato dal Serlio al foglio 180 del libro quarto, la fonte iconografica per l'architettura sullo sfondo dell'arazzo del Louvre con San Mama si arrende al governatore di Cappadocia, databile verso il 1544-1545, forse tessuto su cartone di Jean Cousin.
Piwocka, Magdalena
Michal Kazímierz Oginski's Silk Tapestries with Statues of the Deities, in "Textiles Newsletter, ICOM Conservation Committee", n. 14, 1/1998, p. 6.
Relazione tenuta al congresso di Stoccolma (Silk-Different Aspects. SFT Jubilee Conference) del 1-4 settembre 1997, che annuncia, tra l'altro, il ritrovamento di documenti d'archivio inediti sulla serie di dodici arazzi tromp l'oeil con le dee classiche (di cui cinque sono ancora conservati), tessuta tra il 1784 e il1788 da Johann Karl Kletsch per il Palazzo Oginski a Slonim. I modelli furono tratti da Simon Thomassin's Recueil des Figures, Thermes... de Versailles, Paris, 1694 [Navette-Shuttle n. 31, p. 8].
Rapp Buri, Anna e Stucky-Schürer, Monica
Alexandre le Grand et l'art de la tapisserie du XV siécle, in "Revue de l'Art", n. 119, 1998-1, pp. 21-32, 19 ill. b/n. e col.
Questo saggio è dedicato al tema delle Storie di Alessandro Magno negli arazzi del XV secolo, analizzando l'influenza delle fonti letterarie sulla loro iconografia, il significato che questa assumeva nel contesto dell'epoca e le fonti documentarie sulla loro tessitura. Vengono esaminati, più in particolare, due panni con questo soggetto di palazzo Doria Pamphili a Roma, e tre disegni, due del Museo Storico di Berna (nn. 34547, 34549) e uno del British Museum di Londra (n. 1895-893a), tutti datati intorno al 1460.
Richter, Dieter
Venice in Bavaria, in "FMR International", n.. 90, febbraio-marzo, 1998, pp. 20-36, 12 ill. a col. (nn. 7, 8, 9, 10, 11, 12).
Nell'ottica divulgativa e di piacevole lettura della rivista l'a. descrive la serie di tre arazzi, di grandi dimensioni, con Scene del Carnevale di Venezia, tessuti da Andreas Pirot verso il 1740-1745, che rappresenta il centro della decorazione della camera da letto, detta Camera veneziana, creata all'epoca del principe vescovo Friedrich Karl von Schönborn nella sua Residenza di Würzburg.
Robin, Françoise
Histoires tissées: la légende de saint Etienne, brocarts célestes, in "Bulletin monumental", vol. 156, n. 2, 1998, pp. 221-223, ill. a col..
Recensione al catalogo (Histoires tissées: la légende de saint Etienne, brocarts célestes., a cura di Dominique Vingtain, Avignon 1997, 134 pp.) della mostra svoltasi nel Palazzo dei Papi ad Avignone, dal 14 giugno al 28 settembre 1997 [BHA].
A Selection of 1998 museum acquisitions, in "Apollo", vol. 148, n. 442, dicembre 1998, p. 25, 1 ill. a col.
Tra le nuove acquisizioni nel corso del 1998 viene citata, con relativa fotografia, quella dell'arazzo con il Trionfo della Fama da parte del Metropolitan Museum of Art.
Per la stessa notizia vedi [Campbell, Tom] e Fragments .
A Selection of 1999 museum acquisitions, in "Apollo", vol. 150, n. 454, dicembre 1999, p. 20, 3 ill. a col.
Il Germanisches Nationalmuseum di Norimberga ha acquistato un paliotto da altare in arazzo dove è raffigurata la Trinità e i Santi Michele e Sebaldo, tessuto a Norimberga verso il 1410-1420, e un arazzo con una Storia di Giuseppe, anch'esso attribuibile ad una manifattura della stessa città intorno al 1465.
L'Historisches Museum di Basilea ha acquistato un paliotto da altare in arazzo dove è raffigurata una Crocifissione con san Francesco, la Vergine, San Giovanni Evangelista e Santa Chiara, tessuto a Basilea verso il 1480
Standen, Edith Appleton
For Minister or for King: Two Seventeenth-Century Gobelins Tapestries after Charles Le Brun, in "Metropolitan Museum Journal", vol. 34, 1999, pp. 125-134.
L'a. discute sull'iconografia di due portiere dei Gobelins, oggi nella collezione del Metropolitan Museum, che non erano state incluse nel suo catalogo del 1985, essendo state rubate mentre erano in prestito all'Art Institute. Gli arazzi furono recuperati a Londra nel 1994. È l'ultimo articolo di questa illustre studiosa, completato poco prima di morire nel luglio del 1998 [Navette-Shuttle n. 32, p. 16].
Standen, Edith Appleton
Rich Arras-Mean Tapestry, in "Studies in the decorative arts", 1997-1998, vol. 5, n. 1, pp. 129-133. L'a. prende spunto da un articolo di Thomas Campbell (Tapestry Quality in Tudor England: Problems of Terminology, in "Studies in the Decorative Arts", vol. 3, n. 1, 1995-1996, pp. 29-50), sul diverso uso dei termini "arras" e "tapestry" nell'Inghilterra dal XVI all'inizio del XVII secolo, in cui si dimostrava, tra l'altro, che il termine "arras" si riferiva ad un arazzo con fili metallici. L'analisi viene allargata all'uso di queste parole nella letteratura del periodo, in particolare nelle opere teatrali e nella poesia di Shakespeare. Conclude che dalla fine del XVII secolo erano già usate indifferentemente e che il termine "arras" viene talvolta utilizzato perché più evocativo di un antico passato rispetto a "tapestry".
Standen, Edith Appleton
The Tapestry Weaver and the King: Philippe Behagle and Louis XIV, in "The Metropolitan Museum Journal", vol. 33, 1998, pp. 183-204, 35 ill. b/n; in appendice: le pubblicazioni di Edith Appleton Standen, 1968-1998, pp. 5-6.
Dopo una breve accenno agli arazzi di Philippe Behagle nella collezione del Metropolitan Museum of Art, l'a. esamina sei panni dedicati alla figura di Luigi XIV, tessuti dallo stesso arazziere, oggi al J.B. Speed Art Museum di Louisville. Due panni appartenevano alla serie con le Conquiste di Luigi XIV e gli altri quattro, qui identificati come la Glorificazione di Luigi XIV, furono realizzati da Behagle a Tournai tra il 1678 e il 1684, data in cui si trasferì a Beauvais. A quest'ultimo gruppo l'a. riferisce anche altri due pezzi del Virginia Museum of Arts di Richmond. I disegni per la Glorificazione vengono attribuiti alle botteghe di Le Brun e di Van der Meulen e datati nel periodo successivo alla Guerra di Devoluzione (1667-1668). Le discrepanze tra alcuni di questi arazzi ed i disegni preparatori sono interpretati dall'a. come interventi di riadattamento successivi determinati da un mutamento dei significati che si voleva loro attribuire nel nuovo panorama politico all'epoca della loro tessitura.
Standen, Edith Appleton
Two Costume Studies by François-André Vincent, in "Master Drawings" vol. 37, n. 3, 1999, pp. 271-276.
L'a. identifica la fonte di due studi di costumi di François-André Vincent in alcune figure degli arazzi dei Gobelins con i Mesi di Lucas. [Navette- Shuttle n. 32, p. 17]
Starcky, LaureVan der Meulen: un flamand au service de Louis XIV, in "L'Estampille/L'Objet d'Art", n. 326, luglio-agosto, pp. 72-75, 5 ill. col.Recensione della mostra allestita a Digione, nel Musée des Beaux-Arts, dal 9 giugno al 28 settembre 1998, dove erano state esposte più di 150 opere, tra dipinti, disegni, arazzi e sete dipinte, del pittore Adam Frans Van der Meulen, autore, tra l'altro, con Charles Le Brun, dei cartoni per la serie con le Storie del Re Sole [BHA].
Strock, Carl
Andean Eccentricity. Tapestry panels from Southern Peru, in "Hali", n. 96, gennaio 1998, pp. 76-77, 112, 3 ill. a col.
Analisi di tre piccoli pannelli ad arazzo con motivi astratti, apparsi alcuni anni fa sul mercato internazionale ed attribuiti alle culture Nasca o Sihuas. Sulla base dei dati emersi dal test del carbonio radioattivo, a cui uno dei pannelli è stato sottoposto, delle caratteristiche delle fibre di cui sono costituiti e della inusualità dei motivi decorativi l'a. propone di identificarli come manufatti di una non meglio precisabile cultura andina del III secolo del Sud del Perù.
Studer-Geisser, Isabella
Maria Geroe-Tobler 1895-1963: Leben und Werk: ein Beitrag zur Schweizer Textilkunst des 20. Jahrhunderts, in "Rorschacher Neujahrsblatt", vol. 88, 1998, pp. 31-70, 23 ill. b/n 2 a col.
L'a. tratta degli arazzi di Maria Geroe-Tobler, artista formatasi a Parigi ai Gobelins e a Dessau presso l'Istituto di Arti e Mestieri Bauhaus [BHA].
"The Art Newspaper", n. 91, April 1999, p. 8.
Annuncio della riapertura del museo degli arazzi de La Seo di Saragozza con il nuovo allestimento delle sale con i migliori pezzi della collezione (complessivamente di 73 panni) [Navette-Shuttle n. 31, p. 10].
Vaivre, Jean-Bernard de
Seule devise du chancelier. Source d'une chronologie erronée, in "Dossier de l'Art" n. 49, July 1998, pp. 60-61.
L'analisi del motto e delle iniziali di Nicolas Rolin e della sua terza moglie, Guigone de Salíns, inserite nelle decorazioni dell'Hôtel-Dieu a Beaune, ha permesso di datare la tessitura delle coperte da letto e delle stesse decorazioni ad arazzo tra il gennaio 1462 e il gennaio 1467 [Navette-Shuttle n. 30, p. 17].
Vermeiren-Vanwelden, Martina
Een tafereel uit de geschiedenis van de Oudenaardse tapíjtweverij: Wie was messire de Rouveroy?," Handelingen de Geschied-en Oudheidkundige Kring van Oudenaarde", vol. 35, 1998, pp. 215-227, 2 ill. [Navette-Shuttle n. 29, p. 15]
Vèron-Denise, Daniele
Les tentures brodées au-Musée Nationale de la Renaissance: Nouvelles recherches iconographiques, in "Revue du Louvre", vol. 48, n. 3, giugno 1998, pp. 33-45, 16 ill. (nn. 1, 3, 5, 7) b/n e a col.
Lo studio sui quattro panni ricamati, da appendere come gli arazzi, provenienti dall'Arsenale e oggi nel museo di Ecouen, è interessante per l'identificazione delle fonti figurative. Ogni panno raffigura al centro una divinità (Apollo, Giunone, Venere e Saturno) circondata da fogliame ed animali. I modelli per gli animali sono stati rintracciati in opere del XVI secolo del naturalista svizzero Conrad Gesner e del francese Pierre Belon. Il confronto con un'altra serie, anch'essa appartenuta al Sully, ministro di Enrico IV, che è nota solo da tre acquerelli del XVII secolo della collezione Gaignière, raffiguranti Marte, Diana e Mercurio immersi in stemmi e figure ed emblemi araldici, suggerisce all'a. che le divinità siano i ritratti di membri della famiglia reale. Il più ovvio è quello di Enrico IV come Apollo; Venere potrebbe raffigurare Gabriella d'Estrées, sua amante; Giunone Caterina de Bourbon, sorella di Enrico IV, e Saturno forse Jean d'Estrées, nonno di Gabriella. Suppone infine che la serie di quattro panni a ricamo sia stata commissionata dalla stessa Gabriella d'Estrées, verso il 1597-1598, e realizzata dal ricamatore di corte Nicolas Fleury. Le armi e gli emblemi del Sully su ogni pezzo potrebbero essere stati cambiati, quando il ministro ne divenne proprietario, trattandosi, tra l'altro, di ricami d'applicazione facili da trasformare.
Villelongue, Martine
Les tapisseries, in "Dossíer de l'Art", vol. 48, n. 3, giugno 1998, pp. 56-65, ill.
Brevi notizie di alcuni dei più importanti arazzi della raccolta del museo del tessuto di Lione.
V. L. B.,
Louvre. Les autres chantiers, in "Connaissance des Arts", Gennaio 1998, pp. 43-45, 4 ill. (n. 4) a col.
L'a. descrive il recente e nuovo allestimento delle gallerie del Louvre destinate alla grafica e alla pittura italiana, dove sono state dedicate due sale, vicine alla Grande Galerie, ai cartoni per gli arazzi. Le opere vengono presentate a rotazione, considerando che i disegni non possono essere esposti per lunghi periodi. L'attuale allestimento comprende, tra l'altro, cartoni di Giovan Battista Lodi di Cremona per il Fructus Belli e quello con la Battaglia del Ticino della bottega di Giulio Romano, recentemente acquistato e restaurato.
Per la stessa notizia vedi anche "L'Estampille/L'Objet d'Art", gennaio 1998, p. 52 [Navette-Shuttle n. 29, pp.5-6].
Adrian and Peter Vandenhoute: glaziers and tapestry designers, In "Oud-Holland", vol. 112, n. 2/3, 1998, pp. 77-103, 31 ill. b/n.
Riconsiderazione e analisi dell'opera di questi due artisti, in particolare della loro produzione di disegni per vetri ed arazzi. Secondo l'a. fu Adrian Vandenhoute, e non Jan van Roome, il principale designer di arazzi a Bruxelles nel secondo decennio del XVI secolo. Sarebbero sue opere, tra l'altro, il disegno per il Matrimonio di Beatrice con il re Oriens dell'Hermitage, tessuto verso il 1515, e alcuni schizzi iniziali per la serie di David e Betsabea di Ecouen. L'a. attribuisce invece al fratello Peter il disegno per l'Estate del Metropolitan Museum of Art ed altri ancora. Interviene inoltre nel dibattito sulla celebre serie spagnola, comprata da Carlo V, dei Los Honores e la versione, di cinque di essa,di Arenberg, che l'a. considera disegnata in gran parte da Adrian Vandenhoute, al quale attribuisce anche i disegni dell'edizione per l'imperatore, poi rielaborati dal giovane Bernard Van Orley.
Weigert, Laura
Performing the past: the tapestry of the city and its Saints in Tournai cathedral, in "Gesta/ International Center of Medieval Art", vol. 38, 1999 (1999), pp. 154-170 [Consorzio Florenz- München- Rom]
Ringrazio Thomas Campbell, Nello Forti Grazzini, Eike Schmidt e Carl B. Strehlke per la cortesia e la disponibilità che hanno voluto dimostrarmi nel corso della ricerca bibliografica.