Segnalazioni recensioni e altro dal mondo dell'editoria
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Doretta Davanzo Poli,
TESSUTI DEL NOVECENTO. DESIGN E MANIFATTURE D'EUROPA E D'AMERICA
Milano, Skira, 2007.
302 p., 300 illustrazioni a colori e 20 in bianco e nero.
Disponibili anche le versioni in lingua inglese e francese.

L’esaustivo volume di Doretta Davanzo Poli presenta un affascinante percorso attraverso la storia del tessile del Novecento. Il lettore viene accompagnato, seguendo un criterio cronologico, alla scoperta dei tessuti creati da William Morris, delle produzioni tessili viennesi di inizio secolo, proseguendo l’itinerario con i tessuti Art Nouveau e decò.
Attraverso gli anni Cinquanta e Sessanta si giunge alle sperimentazioni della pop art concludendo con le produzioni attuali fortemente attratte da influenze extraeuropee e dai linguaggi informatici.

 

Il volume, riccamente illustrato, è completato da un prezioso repertorio in cui sono raccolte le biografie dei designer, le schede che illustrano le principali manifatture tessili illustrate, un glossario di termini tecnici e la bibliografia.
Doretta Davanzo Poli è storica dell’arte e paleografa. È stata direttrice della Biblioteca del Tessuto di Palazzo Grassi a Venezia (1974-81). Da oltre vent’anni è docente di Storia dell’Arte Tessile alle Università degli Sudi di Udine prima e di Venezia poi. Ha organizzato circa settanta mostre su tessuti, costumi e ricami a Venezia, Roma, Berlino, New York, Londra e Pechino.


Museo del Tessuto di Prato.
Trenta anni di donazioni.
Prato Textile Museum.
Thirty years of Donations,

a cura del Museo del Tessuto di Prato,
Prato, Museo del Tessuto, 2007,
pp. 235, Euro 35,00.

Testi di: Marco Ciatti, Daniela degl’Innocenti, Laura Fiesoli, Filippo Guarini.

Il tessuto dall’Antico al contemporaneo, potrebbe essere un ulteriore sottotitolo del volume dedicato al Museo del Tessuto di Prato che presenta una nuova pubblicazione editoriale della neonata casa editrice Museo del Tessuto Edizioni. Dal reperto copto alla produzione pratese attuale attraverso gli esemplari del Museo si ha una panoramica del tessile, proposta, nelle tre sezioni del volume, captando le mutazioni che hanno interessato i settori della moda, del costume dei tessuti tradizionali seguendo un percorso su territori europei ed extraeuropei. La specificità del Museo, quale luogo di incontro tra il passato e il presente viene chiarito dalla trattazione degli argomenti. La relazione tra il Museo e le donazioni che in trent’anni hanno permesso un aumento della collezione, fa sì che il museo mostri la sua principale qualità: essere a livello internazionale fucina di creatività e sperimentazione grazie all’attenzione per l’industria del territorio. La presentazione nel volume di alcuni campioni per la stagione autunno/inverno 2007/08 delle aziende locali è sì un’anteprima editoriale, ma è soprattutto un incipit che evidenzia come attraverso la conoscenza e l’approfondimento tra una realtà museale e quella industriale nascano indirizzi e tendenze a sostegno della ricerca futura e l’innovazione del territorio che da sempre ha conosciuto nell’ambito del tessuto la sua ricchezza. I testi si presentano in formula chiara e scorrevole, adattando i contenuti storici e scientifici a parametri di lettura che illustrano le collezioni secondo una formula appropriata per più categorie di pubblico.


COSTUMI A CORTE
a cura di Alessandra Torella,
catalogo della mostra (Bracciano, Castello Odescalchi, 14 Giugno - 11 Novembre 2007), Milano, Mondadori illustrati – Electa, 2007,
pp. 158. Prezzo: Euro 35,00

In una cornice molto suggestiva, il Castello Odescalchi a Bracciano, la mostra, di cui il presente volume costituisce il catalogo, ha presentato una selezione di costumi di scena realizzati dalla Sartoria Teatrale Farani in quasi cinquant’anni di attività e un’altra serie di abiti autentici che fanno parte della collezione che oggi raccoglie più di 700 pezzi che vanno dalla metà del Settecento fino agli anni ’70 del Novecento. Tra gli abiti esposti: quelli di Jane Fonda nel film Barbarella di Vadim, il frac di Marcello Mastroianni indossato nel film Intervista di Fellini, alcuni costumi di scena indossati da Richard Burton, Donald Sutherland, Silvana Mangano, Sofia Loren, Roberto Benigni, Massimo Troisi e Totò. Si tratta di realizzazioni indimenticabili, che non poco hanno contribuito al successo dei film di Pasolini, di Zeffirelli e di Fellini e la cui qualità è stata riconosciuta più volte a livello internazionale con l’attribuzione di premi Oscar.


Intrecci mediterranei. Il tessuto come dizionario di rapporti economici, culturali e sociali,
a cura del Museo del Tessuto di Prato,
catalogo della mostra (Prato, Museo del Tessuto, 5 maggio – 30 settembre 2006),
Prato, Museo del Tessuto Edizioni, 2006,
pp. 106, Euro 22,00.

Nata come uno degli eventi culturali di chiusura del Progetto Interreg Medocc IIIB “La tela di Aracne”, promosso con l’intento di sviluppare azioni di supporto all’imprenditoria femminile tessile mediterranea attraverso la valorizzazione delle tradizioni tessili dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, la mostra ha illustrato per grandi tappe e tematiche la nascita e lo sviluppo della cultura tessile mediterranea, seguendo i complessi fenomeni di contaminazione stilistica e tecnica tra i vari centri di produzione, che hanno portato nei secoli manifestazioni artistiche sempre nuove e di altissima qualità.

Nel catalogo troviamo, a corredo delle schede dei manufatti esposti, alcuni interessanti saggi che ricostruiscono i percorsi economici dei tessili nell’area mediterranea (Giampiero Nigro e Marco Spallanzani), indagano la produzione tessile islamica nella penisola iberica (Laura Ciampini) o nel Rinascimento italiano (Anna Contadini). Anche l’arte tessile della Turchia era presente in Italia nella Guardaroba Medicea (Roberta Orsi Landini), come pure moltissimi tessili islamici (Mario Scalini). Il tappeto è forse il prodotto tessile che più rappresenta la simbiosi delle diverse culture (Alberto Boralevi).
Le 24 schede illustrano alcuni tra i più significativi frammenti tessili che dimostrano le profonde correlazioni tra le differenti realtà produttive e culturali del Mediterraneo. Anche nell’abbigliamento si avvertono palesemente le contaminazioni orientali che il costume italiano ha assorbito nel XVI secolo. I tappeti infine sono forse le opere che più di tutte, per la loro funzione di beni di lusso ampiamente commercializzati, possono essere considerati elementi importantissimi di raccordo tra le culture mediterranee, basti pensare al parokhet della Comunità Ebraica di Padova: di manifattura egiziana, ha iconografia desunta da un libro ebraico stampato in Italia nel Cinquecento, con al centro la citazione di un salmo a caratteri ebraici.


TESSUTI E RICAMI PER L'EUCARISTIA
catalogo della mostra (Udine, Museo del Duomo, 11 luglio - 30 ottobre 2005)

A cura di Maria Beatrice Bertone
numero speciale di Filoforme
(fuori abbonamento), euro: 8,00

Sommario del numero
Presentazione
Maria Beatrice Bertone – Luciano Nobile (pag. 2)
Tessuti e ricami per l’Ecaristia
Maria Beatrice Bertone (pag. 3)
Bibliografia generale (pag. 7)
Catalogo/ schede Maria Beatrice Bertone (pag. 8)
Schede di intervento conservativo
Simonetta Giacomini (pag. 23)
Glossario (pag. 24)

Questo numero di FiloForme è dedicato alla mostra “Tessuti e ricami per l’Eucaristia” allestita a Udine nel Museo del Duomo, in occasione della riapertura del Battistero.
In forma esclusiva, quale unica pubblicazione relativa all’esposizione, FiloForme accompagna l’iniziativa scegliendola come forma di diffusione, al fine di sollecitare l’interesse verso il tessuto e la sua storia.


IL VESTITO E LA SUA IMMAGINE
Atti del convegno in omaggio a Cesare Vecellio nel quarto centenario della morte (Belluno, 20-22 settembre 2001)

a cura di Jeannine Guérin Dalle Mese

Provincia di Belluno Editore 2002

pp. 350 Euro 20,00

Dopo le numerose iniziative promosse nel corso del 2001 in onore di Cesare Vecellio, la Provincia di Belluno torna ad occuparsi dell'artista cadorino con la pubblicazione del volume Il vestito e la sua immagine. Atti del convegno in omaggio a Cesare Vecellio nel quarto centenario della morte (Belluno, 20-22 settembre 2001), a cura di Jeannine Guérin Dalle. Il libro, sicuramente imperdibile per quanti si occupano di storia del tessuto e dell'abbigliamento, raccoglie i numerosi interventi dei relatori del convegno di studi riunitisi traendo spunto dall'opera forse più famosa del Vecellio, il libro Degli habiti antichi et moderni di diverse parti del mondo, edito nel 1590. I saggi, come spiega la curatrice Jeannine Guérin Dalle Mese nell'Introduzione, sono raggruppati nel volume in varie sezioni, ognuna dedicata a un preciso argomento: da quelli che si occupano in primis dell'opera vecelliana, si passa agli interventi dedicati all'abbigliamento del XVI secolo e a quelli su gioielli, stemmi e arredi. Vi è poi una sezione dedicata al teatro e ai costumi dell'epoca coeva al Vecellio. Infine gli ultimi interventi ci conducono fino alle attuali rappresentazioni dell'abbigliamento rinascimentale nel cinema e nella fotografia di moda.

Anna Pietropolli


Pietro Rossi
VESTI E INSEGNE LITURGICHE

Storia, uso e simbolismo nel rito romano
Milano, Lampi di stampa, 2003

pp. 78 - ISBN 88-488-0228-1
Euro 7,00

In questo volume troviamo una trattazione chiara e sintetica, oltre che scientificamente corretta, dedicata alla storia e simbologia dei paramenti sacri e delle insegne liturgiche tuttora maggiormente in uso. L'autore dell'opera, don Pietro Rossi, traendo spunto dal prezioso volume di Joseph Braun Die Liturgische Gewandung, im Occident und Orient, edito nel 1907 in Germania (di cui venne pubblicata in Italia una traduzione ridotta nel 1914 dal titolo I paramenti sacri, loro storia, uso e simbolismo), ha voluto fornire un utilissimo compendio sulle origini e l'evoluzione fino ai giorni nostri delle vesti e delle insegne liturgiche, spiegandone con cura i significati simbolici, con particolare attenzione a quelli legati ai colori. Un libro certamente utile per tutti coloro che vogliano riscoprire il valore culturale e religioso di questi importanti oggetti del culto, prezioso anche per gli studiosi di storia dell'arte e dei tessili.


TESSUTI URBANI
Luisella Rolle

a cura di Silvana Nota
Catalogo della mostra tenutasi a Chieri (TO), Palazzo Opesso dal 7 luglio al 28 settembre 2003.
Torino, Celid, 2003

pp. 40 ISBN 88-7661-573-3
Euro 7,00

Il volume è il catalogo dell'omonima mostra tenutasi a Chieri (TO) dal 7 luglio al 28 settembre 2003, dedicata all'opera di Luisella Rolle, artista torinese con studio a Pino Torinese,alla riscoperta degli archetipi e dell'analisi dell'individuo sotto il profilo antropologico, indagandonee e intrecci, sperimentando le possibilità della Fiber Art, a cui è approdata da qualche anno con risultati di rilevante interesse. Come rileva Silvana Nota nel saggio introduttivo al catalogo delle opere, Luisella Rolle è attenta osservatrice delle nuove tendenze, ma al contempo fedele al proprio sentire: ciò fa sì che interpreti con originalità la Fiber Art, corrente nata nel cuore delle avanguardie ma sviluppatasi soprattutto dopo gli anni Sessanta in Nord Europa e negli Stati Uniti, e che vede al suo interno gli artisti esprimersi attraverso la fibra. I fiber artist, o artist weaver appunto, creano arazzi, sculture tessili, installazioni e fantasiosi esempi di wearable art o arte da indossare, rubando le tecniche alle arti applicate e agli artigiani e realizzando opere uniche nelle quali l'autore è ideatore ed esecutore della propria opera. Le opere di Luisella Rolle presenti in mostra, una ventina di pezzi manipolati, detessuti, tinti, lavorati al piccolo telaio oppure off loom, sono rappresentativi di alcune tra le città più note per le loro "specialità" tessili: la Chieri della tela bandera e del fustagno, in primis, a cui rende un omaggio speciale; quindi, tra sete, lane e altri materiali, ritroviamo Biella, Sondrio, Carmagnola, Prato, Forlì, Venezia. Poi Torino, immaginata come metropoli che raccoglie intorno a sé i centri di tessitura, per arrivare a suggestivi sguardi su Paesi lontani, come il Perù e l'India. Un itinerario che la vede inoltre elaborare sette pagine tessili in cui fonde l'esperienza della Fiber Art a quella del libro d'rtista. Luisella Rolle lo interpreta tessendo, con un vecchio telaio di famiglia, pagine sulle quali scorre la fiaba metropolitana anonima La Rondine Amica. Parole astratte, appena suggerite da spunti visivi e cromatici delicati e aerei, come la struttura del libro-installazione che sembra aprirsi al soffiare d'un leggero vento urbano.


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