Segnalazioni recensioni e altro dal mondo dell'editoria
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MERAVIGLIE TESSUTE
DELLA GALLERIA DEGLI UFFIZI.

Il restauro di tre arazzi medicei
A cura di Clarice Innocenti
Con la collaborazione di Gianna Bacci

pp. 95 - f.to 21 x 28 - Prezzo di copertina Lire 35.000
ISBN 88-7970-090-1
Firenze 2000
casa editrice EDIFIR Edizioni Firenze  www.edifir.it

Il volume, pubblicato in occasione dell'esposizione tenutasi a Firenze presso la Galleria degli Uffizi dal 19 dicembre 2000 al 4 marzo 2001, è dedicato al restauro dei tre arazzi medicei con Episodi cristologici dovuti alla collaborazione tra il pittore Francesco Salviati e il tessitore Niccola Karcher.
Le complesse e delicate operazioni del restauro, condotto presso il Laboratorio Restauro Arazzi dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, sono bene illustrate nel volume, corredato da un ricco ed esaustivo apparato fotografico.


IL RICAMO IN ITALIA DAL XVI AL XVIII SECOLO.
Atti delle giornate di studio (Novara 21-22 novembre 1998)

a cura di Flavia Fiori e Margherita Zanetta Accornero

pp. 319, Prezzo di copertina L. 50.000/€ 25,82
Novara 2001
Interlinea Edizioni www.interlinea.com

Il volume raccoglie gli Atti del VII Convegno del C.I.S.S.T. (Centro Italiano per lo Studio della Storia del Tessuto), tenutosi a Novara dal 21 al 22 novembre 1998 e dedicato interamente al ricamo. Il numero e soprattutto il valore degli interventi qui riuniti non solo testimoniano l'interesse sempre maggiore per quest'ambito dell'arte tessile, ma consentono anche di apprezzare l'importanza che lo studio del ricamo ha ormai assunto nel contensto delle discipline storico-artistiche, con profondi legami con pittura e scultura.


Doretta Davanzo Poli, Silvia Lunardon
MERLETTI
Esposizione di una selezione di antichi merletti veneziani dalle collezioni IRE

Venezia, IRE, 2001, pp. 160.
Testi in italiano e in inglese.
Numero 11 della collana "Carità e Assistenza a Venezia".

Il volume rappresenta il catalogo delle raccolte di antichi merletti di pertinenza delle collezioni IRE di Venezia, attualmente esposte in Palazzo Rota. La preziosa collezione di merletti, di varia provenienza, è attentamente schedata da Doretta Davanzo Poli, che ne delinea le caratteristiche tecniche e le valenze storico-artistiche. Vengono presentati anche due dipinti, sempre dalle collezioni IRE, scelti dalla conservatrice dell'ente Silvia Lunardon quale esemplificazione iconografica dell'utilizzo dei merletti nell'abbigliamento.


Doretta Davanzo Poli
ABITI ANTICHI E MODERNI DEI VENEZIANI

Neri Pozza - Regione del Veneto, Venezia 2001

pp. 223 con 106 illustrazioni
Euro 26,00

Alla sicurezza e nuova conferma di un metodo di indagine si accompagna la pianezza del linguaggio che assicura all'autrice quella capacità di aperta divulgazione, ricercata con fatica pure dallo storico dell' arte Briganti, di un discorso storiografico stratificato e complesso. L'omaggio e il richiamo nel titolo alle opere primieramente più importanti per la storia dell'abbigliamento, non solo veneziano, di Cesare Vecellio e di Giovanni Grevembroch, vuole in qualche modo riallacciare il contributo di Doretta Davanzo Poli alla pur breve successione storiografica dedicata alla materia che, come si osserva bene nell' introduzione, anche "in epoca più recente (…) ha continuato a non essere considerata di particolare attenzione". Tracciando un percorso che, partendo dai paleoveneti, si sofferma sul Rinascimento e su tutta l'epoca moderna, varcando poi le soglie di quella contemporanea e indagando anche i costumi tradizionali e la loro origine, nel volume - arricchito da un glossario e di un importante repertorio di oltre trenta inventari databili dal Quattrocento al principio dell'Ottocento - si ricercano pure quei "fili rossi della continuità" nelle caratteristiche dell'abbigliamento in uso nella Dominante e nei suoi territori. Non tralasciando di indagare le fonti scritte e documentarie e le cronache, in un compenetrarsi fitto con la storia tout-court, si considerano pure quei repertori ottocenteschi sovente dimenticati o trascurati, quali le incisioni del bassanese Antonio Bernati o i disegni del vicentino Giovanni Busato e quei testi iconografici di cui sono assai ricchi i musei del territorio. Il lavoro di Doretta Davanzo Poli, sempre vigile nella terminologia, ripercorre le tappe del costume veneto andando al di là dell' Ottocento e del principio del Novecento, sino alle soglie degli anni Settanta del secolo XX, "suggerendo", come ella stessa afferma, numerosi percorsi d'indagine tutt'ora aperti e da condursi in una ricerca storica.

Stefano Franzo


IL RESTAURO DELLE TENDE EROLI - JESURUM. RECUPERI, MANUTENZIONI, RESTAURI DEL PATRIMONIO DELL'EX MINISTERO DELLE CORPORAZIONI
Con saggi di Adriana Capriotti, Claudia Kusch, Antonio Iaccarino Idelson e Carlo Serino, schede di Adriana Capriotti
Ministero delle Attività Produttive-Direzione Generale Servizi Interni e Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio Storico-Artistico e Etnoantropologico di Roma,
Roma 2004, pp. 32.

Il volumetto traccia la storia delle tende realizzate per il Salone delle Corporazioni progettato da Marcello Piacentini nella sede storica del Ministero delle Attività Produttive (originariamente Ministero delle Corporazioni) in via Veneto a Roma. Si tratta di tre grandi pannelli eseguiti a filet impreziositi di ricami dal disegno moderno e schematico con la rappresentazione delle Corporazioni, eccezionale testimonianza del grande rinnovamento avvenuto negli anni Trenta del Novecento nel campo dell'arte del ricamo. La progettazione del grande assieme (una superficie di più di 55 mq) si deve alla ditta Eroli di Roma, mentre l'esecuzione fu affidata alle merlettaie veneziane della ditta Jesurum. Restaurate magistralmente da Claudia Kusch, le tende sono state ricollocate nella loro originaria posizione grazie a un sofisticato sistema di sostegno realizzato appositamente da Antonio Iaccarino Ildeson e Carlo Savino.


LA FILANDA ROMANIN-JACUR A SALZANO. STUDI E RICERCHE
a cura di Sennen Nunziale
Salzano (VE), Amministrazione Comunale di Salzano, 2002, pp. 78

L'ARCHIVIO DELL'ISTITUTO SPERIMENTALE PER LA ZOOLOGIA AGRARIA. SEZIONE SPECIALIZZATA PER LA BACHICOLTURA DI PADOVA. INVENTARIO 1871-1952
a cura di Angelo Rigo
Salzano (VE), Amministrazione Comunale di Salzano, 2003, pp. 67.

LA SETA DELLA SERENISSIMA
a cura di Flavio Crippa
Salzano (VE), Amministrazione Comunale di Salzano, 2004, pp. 191

I tre volumi, realizzati dall'Amministrazione Comunale di Salzano a partire dal 2002, rientrano nell'ambito delle attività inerenti il progetto comunitario Dal gelso alla filanda: tradizioni agricole e produzione industriale della seta nella campagna veneziana, goriziana e slovena. Grazie a questo progetto si è svolta una intensa campagna di iniziative, in collaborazione tra varie istituzioni, che ha visto intraprendere il restauro della ex filanda Romanin-Jacur a Salzano, attiva dal 1872 e il 1952, una struttura di archeologia industriale estremamente significativa per la soria della gelsicoltura e della lavorazione della seta non solo per il territorio in cui sorse. Sempre in questo ambito rientra la sistemazione dell'archivio storico di un'istituto importantissimo in passato come ancora oggi, l'Istituto Sperimentale per la Zoologia Agraria Sezione Specializzata per la Bachicoltura di Padova, attivo dal 1871. Questo Istituto, il più importante in Italia e uno dei maggiori in Europa, svolse un'azione fondamentale nel miglioramento della bachicoltura, nelle intense campagne didattiche e nella ricerca scientifica e tecnica. Da ultimo è stato pubblicato il volume La Seta della Serenissima, che ripercorre in maniera estremamente chiara la storia dell'allevamento dei bachi da seta e della lavorazione dei bozzoli nei territori della Serenissima, con una particolare attenzione per gli aspetti economici e commerciali. Lo studio arriva fino alle vicende del secolo scorso, con il passaggio dalla lavorazione di tipo artigianale delle origini fino a quella di tipo industriale esemplificata dalla filanda Romanin-Jacur di Salzano. Il volume comprende anche due saggi relativi alla gelsicoltura e bachicoltura nel territorio goriziano e sloveno.


Marina Dell'Omo, Flavia Fiori
I TESORI DEGLI EMIGRANTI. ARTE, ARTIGIANATO ED EMIGRAZIONE NEL CUSIO E NELLA DIOCESI DI NOVARA DAL CINQUECENTO AL SETTECENTO

Novara, Interlinea Edizioni, 2004, pp. 214, Euro 25,00.

Il volume raccoglie i risultati degli studi condotti a seguito del lungo e paziente lavoro di schedatura avviato fin dal 1994 sulle suppellettili sacre nella provincia di Novara, in particolare della zona della Riviera d'Orta. Grazie a questo lavoro le autrici, allertate dall'abbondanza di opere d'arte provenienti da zone molto lontane rispetto ai centri culturali di riferimento abituali, hanno avuto modo di indagare sulla propensione migratoria delle popolazioni di questi territori, scoprendo che gli abitanti provenienti dai paesi della Riviera d'Orta, una volta giunti nelle città di nuova residenza (Roma, Lucca, Mantova, Brescia, Cremona, Milano), si riunivano ed associavano tra di loro, e molto spesso inviavano o portavano con sé in caso di ritorno in patria oggetti e opere d'arte eseguiti da artigiani e artisti di queste città. Le dimensioni del fenomeno, decisamente grandi anche per le implicazioni di carattere socio-economico, hanno costretto Marina Dell'Omo e Flavia Fiori a focalizzare l'attenzione solo su luoghi e situazioni legate a opere d'arte significative.


TIZIANA TATEO
ARTE TESSILE


Vigevano 2004, pp. 36.

Il catalogo presenta le opere di Tiziana Tateo, artista attiva a Vigevano. Dopo aver frequentato i corsi triennali organizzati dal Comune di Milano sulle tecniche di decorazione dei tessuti e delle porcellane e altre esperienze formative su ricamo e pittura, l'artista si è dedicata alla Fiber Art. Dal 1995 ha iniziato un personalissimo percorso di ricerca e sperimentazione sulle molteplici possibilità di manipolazioni dei tessuti e di altri materiali (carta, metallo, plastica, ecc.), creando delle opere che sono quadri, arazzi, sculture, dove la luce crea vibranti passaggi cromatici. Le opere di Tiziana Tateo sono state spesso selezionate in competizioni internazionali di arti tessili, ricevendo in alcuni casi dei premi.


TRAME DI LUCE. DISEGNO E COLORE NEI TESSUTI LITURGICI MODENESI
a cura di Chiara Ciaravello e Riccardo Fangarezzi

catalogo della mostra allestita al Museo Diocesano di Nonantola dal 6 novembre 2004 al 9 ottobre 2005, a cura dell'Arcidiocesi di Modena-Nonantola, del Museo Benedettino Nonantolano e Diocesano d'Arte Sacra e dell'Ufficio Diocesano Beni Culturali Ecclesiastici,
S. Giovanni in Persiceto, Grafiche Beccari, 2004, pp. 159, Euro 25,00.

Il volume costituisce il catalogo della mostra allestita al Museo Diocesano di Nonantola, realizzata grazie all'accurato lavoro di inventariazione dei beni artistici ecclesiastici mobili promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana, tuttora in corso. Il lavoro di inventariazione consente di avere una eccezionale mole di conoscenze delle opere d'arte sacra, e soprattutto fa si che si si possa riappropriare di usi e di significati troppo spesso ormai dimenticati, come nel caso delle vesti liturgiche o di alcune tipologie di suppellettili. L'attenzione maggiore è rivolta proprio ai paramenti sacri, che, se anche ormai sono privi di una propria funzione liturgica, costituiscono un prezioso documento storico oltre che, in molti casi, delle splendide opere d'arte tessile.

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