Segnalazioni
recensioni e altro dal mondo dell'editoria
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Il
volume, pubblicato in occasione dell'esposizione tenutasi a Firenze presso
la Galleria degli Uffizi dal 19 dicembre 2000 al 4 marzo 2001, è dedicato
al restauro dei tre arazzi medicei con Episodi cristologici dovuti alla
collaborazione tra il pittore Francesco Salviati e il tessitore Niccola
Karcher. |
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Il
volume raccoglie gli Atti del VII Convegno del C.I.S.S.T. (Centro Italiano
per lo Studio della Storia del Tessuto), tenutosi a Novara dal 21 al 22
novembre 1998 e dedicato interamente al ricamo. Il numero e soprattutto
il valore degli interventi qui riuniti non solo testimoniano l'interesse
sempre maggiore per quest'ambito dell'arte tessile, ma consentono anche
di apprezzare l'importanza che lo studio del ricamo ha ormai assunto nel
contensto delle discipline storico-artistiche, con profondi legami con
pittura e scultura. |
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Il
volume rappresenta il catalogo delle raccolte di antichi merletti di pertinenza
delle collezioni IRE di Venezia, attualmente esposte in Palazzo Rota.
La preziosa collezione di merletti, di varia provenienza, è attentamente
schedata da Doretta Davanzo Poli, che ne delinea le caratteristiche tecniche
e le valenze storico-artistiche. Vengono presentati anche due dipinti,
sempre dalle collezioni IRE, scelti dalla conservatrice dell'ente Silvia
Lunardon quale esemplificazione iconografica dell'utilizzo dei merletti
nell'abbigliamento. |
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Alla
sicurezza e nuova conferma di un metodo di indagine si accompagna la pianezza
del linguaggio che assicura all'autrice quella capacità di aperta divulgazione,
ricercata con fatica pure dallo storico dell' arte Briganti, di un discorso
storiografico stratificato e complesso. L'omaggio e il richiamo nel titolo
alle opere primieramente più importanti per la storia dell'abbigliamento,
non solo veneziano, di Cesare Vecellio e di Giovanni Grevembroch, vuole
in qualche modo riallacciare il contributo di Doretta Davanzo Poli alla
pur breve successione storiografica dedicata alla materia che, come si
osserva bene nell' introduzione, anche "in epoca più recente (
) ha continuato
a non essere considerata di particolare attenzione". Tracciando un percorso
che, partendo dai paleoveneti, si sofferma sul Rinascimento e su tutta
l'epoca moderna, varcando poi le soglie di quella contemporanea e indagando
anche i costumi tradizionali e la loro origine, nel volume - arricchito
da un glossario e di un importante repertorio di oltre trenta inventari
databili dal Quattrocento al principio dell'Ottocento - si ricercano pure
quei "fili rossi della continuità" nelle caratteristiche dell'abbigliamento
in uso nella Dominante e nei suoi territori. Non tralasciando di indagare
le fonti scritte e documentarie e le cronache, in un compenetrarsi fitto
con la storia tout-court, si considerano pure quei repertori ottocenteschi
sovente dimenticati o trascurati, quali le incisioni del bassanese Antonio
Bernati o i disegni del vicentino Giovanni Busato e quei testi iconografici
di cui sono assai ricchi i musei del territorio. Il lavoro di Doretta
Davanzo Poli, sempre vigile nella terminologia, ripercorre le tappe del
costume veneto andando al di là dell' Ottocento e del principio del Novecento,
sino alle soglie degli anni Settanta del secolo XX, "suggerendo", come
ella stessa afferma, numerosi percorsi d'indagine tutt'ora aperti e da
condursi in una ricerca storica. |
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Il volumetto traccia la storia delle tende realizzate per il Salone delle Corporazioni progettato da Marcello Piacentini nella sede storica del Ministero delle Attività Produttive (originariamente Ministero delle Corporazioni) in via Veneto a Roma. Si tratta di tre grandi pannelli eseguiti a filet impreziositi di ricami dal disegno moderno e schematico con la rappresentazione delle Corporazioni, eccezionale testimonianza del grande rinnovamento avvenuto negli anni Trenta del Novecento nel campo dell'arte del ricamo. La progettazione del grande assieme (una superficie di più di 55 mq) si deve alla ditta Eroli di Roma, mentre l'esecuzione fu affidata alle merlettaie veneziane della ditta Jesurum. Restaurate magistralmente da Claudia Kusch, le tende sono state ricollocate nella loro originaria posizione grazie a un sofisticato sistema di sostegno realizzato appositamente da Antonio Iaccarino Ildeson e Carlo Savino. |
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I
tre volumi, realizzati dall'Amministrazione Comunale di Salzano a partire
dal 2002, rientrano nell'ambito delle attività inerenti il progetto comunitario
Dal gelso alla filanda: tradizioni agricole e produzione industriale della
seta nella campagna veneziana, goriziana e slovena. Grazie a questo progetto
si è svolta una intensa campagna di iniziative, in collaborazione tra
varie istituzioni, che ha visto intraprendere il restauro della ex filanda
Romanin-Jacur a Salzano, attiva dal 1872 e il 1952, una struttura di archeologia
industriale estremamente significativa per la soria della gelsicoltura
e della lavorazione della seta non solo per il territorio in cui sorse.
Sempre in questo ambito rientra la sistemazione dell'archivio storico
di un'istituto importantissimo in passato come ancora oggi, l'Istituto
Sperimentale per la Zoologia Agraria Sezione Specializzata per la Bachicoltura
di Padova, attivo dal 1871. Questo Istituto, il più importante in Italia
e uno dei maggiori in Europa, svolse un'azione fondamentale nel miglioramento
della bachicoltura, nelle intense campagne didattiche e nella ricerca
scientifica e tecnica. Da ultimo è stato pubblicato il volume La Seta
della Serenissima, che ripercorre in maniera estremamente chiara la storia
dell'allevamento dei bachi da seta e della lavorazione dei bozzoli nei
territori della Serenissima, con una particolare attenzione per gli aspetti
economici e commerciali. Lo studio arriva fino alle vicende del secolo
scorso, con il passaggio dalla lavorazione di tipo artigianale delle origini
fino a quella di tipo industriale esemplificata dalla filanda Romanin-Jacur
di Salzano. Il volume comprende anche due saggi relativi alla gelsicoltura
e bachicoltura nel territorio goriziano e sloveno. |
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Il volume raccoglie i risultati degli studi condotti a seguito del lungo e paziente lavoro di schedatura avviato fin dal 1994 sulle suppellettili sacre nella provincia di Novara, in particolare della zona della Riviera d'Orta. Grazie a questo lavoro le autrici, allertate dall'abbondanza di opere d'arte provenienti da zone molto lontane rispetto ai centri culturali di riferimento abituali, hanno avuto modo di indagare sulla propensione migratoria delle popolazioni di questi territori, scoprendo che gli abitanti provenienti dai paesi della Riviera d'Orta, una volta giunti nelle città di nuova residenza (Roma, Lucca, Mantova, Brescia, Cremona, Milano), si riunivano ed associavano tra di loro, e molto spesso inviavano o portavano con sé in caso di ritorno in patria oggetti e opere d'arte eseguiti da artigiani e artisti di queste città. Le dimensioni del fenomeno, decisamente grandi anche per le implicazioni di carattere socio-economico, hanno costretto Marina Dell'Omo e Flavia Fiori a focalizzare l'attenzione solo su luoghi e situazioni legate a opere d'arte significative. |
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Il catalogo presenta le opere di Tiziana Tateo, artista attiva a Vigevano. Dopo aver frequentato i corsi triennali organizzati dal Comune di Milano sulle tecniche di decorazione dei tessuti e delle porcellane e altre esperienze formative su ricamo e pittura, l'artista si è dedicata alla Fiber Art. Dal 1995 ha iniziato un personalissimo percorso di ricerca e sperimentazione sulle molteplici possibilità di manipolazioni dei tessuti e di altri materiali (carta, metallo, plastica, ecc.), creando delle opere che sono quadri, arazzi, sculture, dove la luce crea vibranti passaggi cromatici. Le opere di Tiziana Tateo sono state spesso selezionate in competizioni internazionali di arti tessili, ricevendo in alcuni casi dei premi. |
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Il volume costituisce il catalogo della mostra allestita al Museo Diocesano di Nonantola, realizzata grazie all'accurato lavoro di inventariazione dei beni artistici ecclesiastici mobili promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana, tuttora in corso. Il lavoro di inventariazione consente di avere una eccezionale mole di conoscenze delle opere d'arte sacra, e soprattutto fa si che si si possa riappropriare di usi e di significati troppo spesso ormai dimenticati, come nel caso delle vesti liturgiche o di alcune tipologie di suppellettili. L'attenzione maggiore è rivolta proprio ai paramenti sacri, che, se anche ormai sono privi di una propria funzione liturgica, costituiscono un prezioso documento storico oltre che, in molti casi, delle splendide opere d'arte tessile. |