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FILO FORME anno 6 n. 15
English
Abstract
Palazzo Ricchieri
a Pordenone: esempi d’abbigliamento tra XIV e XV secolo
Chiara Simonato (pag. 2)
Palazzo Ricchieri, sede del Museo civico di Pordenone, residenza
storica di una delle famiglie nobili tra le più antiche
dell’entourage provinciale, racchiude in sé un fortunato ciclo
d’affreschi: una tra le poche raffigurazioni di ambientazione
profana che restano in Friuli Venezia Giulia tra Tre e Quattrocento.
Il contributo offerto dall’analisi dell’abbigliamento relativo a
queste opere sembra opportuno ai fini della datazione. La
presentazione, quanto possibile dettagliata, delle caratteristiche
vestimentarie indagate, permette altresì di inserire i dipinti tra i
documenti iconografici utili ad una lettura del costume aulico e
militare del tempo. L’aspetto odierno delle sale ci suggerisce
inoltre una valida testimonianza per tentare, seppur a livello
congetturale, delle ipotesi sull’arredo e sull’ambientazione di una
dimora signorile del tempo.
Appunti,
osservazioni e riflessioni per uno studio del tappeto da preghiera
tra XV e XIX secolo
Daniela Cecutti (pag. 10)
La mostra De Mirabilibus Mundi. Viaggio nel mondo del tappeto
orientale (Pordenone, 2 dicembre 2007 - 27 gennaio 2008), curata da
Carlo Scaramazza, ha presentato al pubblico ventisette tappeti,
provenienti da importanti musei italiani ed europei e da rilevanti
collezioni private. L’esposizione ha offerto lo spunto per un
interessante, seppur circoscritto, percorso storico e cronologico
dalle origini di questi manufatti fino ai nostri giorni ed è stata
l’occasione per fare alcune osservazioni su una delle massime forme
espressive dell’arte del tappeto orientale: i manufatti destinati
alla preghiera.
Esempi di
piegatura simbolica di mozzetta cardinalizia nell’iconografia
cinquecentesca
Francesca Carli (pag. 14)
In questo lavoro si è cercato di trovare il significato di un
dettaglio iconologico osservato in una selezione parziale, ma
significativa, di ritratti di importanti cardinali eseguiti nel
Cinquecento.
In tali ritratti la mozzetta appare segnata da rigature nette e
regolari: due solchi verticali all’altezza delle spalle, uno
orizzontale, di solito tra il secondo e terzo bottone, e due
longitudinali, che si diramano verso il basso dal giro spalla.
Per questa particolare iconografia è ipotizzabile un recondito
significato di “status symbol”: evidenziava l’importante privilegio
ottenuto dal Papa, nell’aver ricevuto tale insegna di cardinalato
non a Roma, come consuetudine, ma nel luogo in cui il porporato si
trovava.
Una
stagione veneziana: le pagine di moda di “La Biennale”
Stefano Franzo (pag. 17)
All’aprirsi degli anni Cinquanta del secolo scorso e nel contesto di
una favorevole apertura da parte della Biennale a iniziative “varie
e molteplici” su temi legati all’arte, anche una rivista come quella
dell’Ente lascia spazio a pagine di moda e di costume firmate da
nomi di rilievo, che con un accento volutamente internazionale e in
un bilanciato richiamo economico illustravano le novità dell’alta
sartoria. Sarà in qualche modo l’avvio delle attività di palazzo
Grassi, tra contrasti e dissapori palesi o nascosti, a segnare la
fine di questa stagione veneziana.
Tapestry in the Baroque: Threads of Splendor
Un’esposizione al Metropolitan Museum of Art di New York (20 ottobre
2007 – 6 gennaio 2008) e al Placio Real di Madrid (12 marzo – 1
giugno 2008)
Lorraine Karafel (pag. 20)
La splendida mostra al Metropolitan Museum of Art di New York
Tapestry in the Baroque: Threads of Splendor è stata organizzata da
Thomas P. Campbell quale seguito della sua innovativa esposizione
del 2002 Tapestry in the Renaissance: Art and Magnificence.
Suddivisa cronologicamente in sette sezioni, questa mostra presenta
arazzi prodotti dal 1590 circa fino al 1720, focalizzando
l’attenzione sui centri tessili europei. Tapestry in the Baroque
tocca anche un’ampia serie di tematiche, quali lo sviluppo dei
disegni, le relazioni tra arazzi e dipinti, e il ruolo dei
committenti e dei nuovi collezionisti in questo periodo.
Oltre ai 44 arazzi provenienti da 25 collezioni internazionali
pubbliche e private, selezionati sia per il loro significato storico
che per le loro condizioni, arricchiscono l’esposizione alcuni
lavori preparatori, che chiariscono i processi ideativi e
produttivi.
Alcune incisioni contemporanee illustrano l’uso dei panni negli
interni e per l’esterno, e sottolineano il ruolo rivestito dagli
arazzi nell’epoca barocca non solo come sontuoso apparato
decorativo, ma anche come propaganda visiva, e come forma d’arte
preferita dai sovrani.
Archivio
tessile Elda Cecchele: un primo intervento di manutenzione
Irina Inguanotto, Francesca Piva, Pietro Zanardi (pag. 27)
Elda Cecchele (1915–1998), tessitrice autodidatta, allestì
nell’immediato dopoguerra un piccolo laboratorio di tessitura.
Durante la sua carriera quarantennale si dedicò alla produzione di
tessuti per l’abbigliamento ed accessori e per l’arredamento.
Collaborò con famosi creatori della moda italiana nascente, Jole
Veneziani e Franco Bertoli, con due grandi stilisti dell’accessorio,
Salvatore Ferragamo e Roberta di Camerino, e con la stilista
veneziana Franca Polacco.
Una novantina di manufatti dell’archivio tessile, composto da più di
1500 pezzi, campioni, campionari, tessuti, abiti, è stata
recentemente sottoposta a un’accurata manutenzione che ne ha messo
in luce l’originaria bellezza. Nel breve saggio si descrive questo
intervento.
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