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CASA EDITRICE

Sezione Beni Culturali
"ARTE"

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a cura di
Paolo Cremonesi,
PROPRIETA' ED ESEMPI DI UTILIZZO DI MATERIALI SILICONICI NEL RESTAURO DI MANUFATTI ARISTICI

pp. 80 - F.to 21x 29,7 - p.d.c. € 15,00
ISBN 978-88-6336-327-2
Arte92

Alcuni solventi siliconici ed un gel siliconico, il Velvesil Plus®, in quest’ultimo decennio sono stati introdotti nel mondo della conservazione e del restauro per condurre con maggior sicurezza operazioni di pulitura superficiale delle pitture contemporanee, in particolare quelle a legante acrilico. La loro potenziale utilita', però, spazia in un campo ben piu' ampio delle mere opere contemporanee: supporti diversi, che per la loro porosità complichino il trattamento acquoso, e superfici pittoriche che dimostrino elevata sensibilità all’acqua. In questo primo volume si descrivono le caratteristiche chimico-fisiche e applicative di questi materiali, che davvero possono dare un grande contributo alla selettività del nostro intervento, e si illustrano casi di applicazione a manufatti di natura diversa per compiere operazioni di pulitura cosi' come altre operazioni a carattere piu' strutturale. I dipinti mobili sono qui trattati esaurientemente, mentre per altri supporti si riportano per ora solo i risultati preliminari di studi attualmente in corso.

CURATORE

Paolo Cremonesi, chimico e biochimico con formazione anche nel restauro, lavora come libero professionista nel settore delle opere policrome.

PROPRIETA' ED ESEMPI DI UTILIZZO DI MATERIALI SILICONICI NEL RESTAURO DI MANUFATTI ARISTICI

a cura di
ROBERTO BESTETTI e LORENZO MARCHET,
TENSIONAMENTO E TELAI DEI DIPINTI SU TELA FRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE
Atti del convegno organizzato dal Cesmar7 a Piazzola sul Brenta (PD)
Gennaio 2015

pp. 112 - F.to 21x 29,7 - p.d.c. € 15,00
ISBN 978-88-6336-325-8
Arte91

Il seminario TENSIONAMENTO E TELAI DEI DIPINTI SU TELA FRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE tenutosi a Piazzola sul Brenta rappresenta la prima occasione di confronto unicamente su questo tema. Ha visto l'incontro di molteplici professionalita' dell'ambito del restauro portando alla luce quelle che sono le ultime tendenze in merito e consentendo anche la visione e la diffusione di esperienze europee. Da questa occasione nasce questo volume che raccoglie tutti i contributi presentati durante il seminario. Affrontandolo si noterà come negli ultimi anni sia cambiato l'approccio nei confronti dei telai di supporto ai dipinti su tela. La considerazione e l'ottica in merito si stanno evolvendo e anche il telaio acquisisce valore in quanto in quanto parte costituente l'opera d'arte. Si sta quindi perdendo quella che e' l'indifferenza nei confronti di questo elemento che molto spesso, come prima operazione di restauro, veniva sostituito; ora invece prima di effettuare una sostituzione ci si interroga su quelle che sono le effettive possibilita' di recupero o adattamento del telaio originale in modo tale da poter preservare qualsiasi segno, elemento caratteristico o testimonianza del passaggio dell'opera d'arte attraverso il tempo.

CURATORI

Roberto Bestetti, Diplomato nel 1998 al corso quadriennale in pittura e restauro pittorico presso l’accademia Aldo Galli di Como, successivamente diplomatosi al corso per operatore del restauro all’EnAip di Padova nel 2003.Ha partecipato a varie attivita' del CESMAR7 sin dal 2001. Dal 2010 e' membro del comitato direttivo ed e' attualmente Vicepresidente .Titolare d’impresa artigiana avviata nel 2003, ha svolto incarichi di conservazione, manutenzione, movimentazione, schedatura informatica e gestione dei depositi presso enti, musei e collezioni tra cui la Galleria d’arte Moderna di Milano. Ha partecipato a missioni internazionali per la conservazione del patrimonio culturale. Autore di diversi saggi e articoli sulle metodiche di intervento e su alcuni aspetti legati alla storia delle tecniche artistiche o di restauro. Svolge parallelamente attivita' di docenza sia come formazione base che come aggiornamento professionale con particolare riferimento alle tecniche pittoriche, alla doratura, alle vernici e ai colori da ritocco.

Lorenzo Marchet, Diplomato Tecnico del Restauro presso EnAip Andrea Mantegna di Piazzola sul Brenta nel 2012.Membro di CESMAR7 dal 2012, da gennaio 2016 e' membro del Direttivo dell'Associazione in qualità di Consigliere e Responsabile dei profili informatici dell'Associazione. Dal 2015 e' Collaboratore presso la scuola Andrea Mantegna di Piazzola sul Brenta in qualita' di Tutor formativo per il laboratorio di Restauro dipinti su tela.
Ambiti lavorativi sono i dipinti su tela e i supporti lignei con una particolare attenzione alla ricerca di soluzioni e innovazioni metodologiche, operative e tecnologiche.

TENSIONAMENTO E TELAI DEI DIPINTI SU TELA FRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE

a cura di
Giovanna Baldissin Molli, Elda Martellozzo Forin,
GLI INVENTARI DELLA SACRESTIA DELLA CATTEDRALE DI PADOVA (secoli XIV-XVIII)
DUE VOLUMI

Due volumi pp. Totali 928 - F.to 17x 24 - p.d.c. € 50,00
ISBN 978-88-6336-320-3
Arte90

Il volume comprende la trascrizione degli inventari della Sacrestia della Cattedrale di Padova dal XIV al XVIII secolo: i documenti non si limitano a fornire un elenco di oggetti liturgici, ma, insieme agli arredi, permettono di ricreare uno spazio architettonico perfettamente dettagliato, ci offrono informazioni importanti sulla disposizione degli altari, sulla molteplicita' dei riti e dei culti, ci aiutano a capire il variare della percezione degli interni della Cattedrale nell’avvicendarsi delle feste liturgiche. Grazie alla loro lettura possiamo farci un'idea dello spazio interno pienamente fruito, oggi irrimediabilmente perduto. Per la prima volta si e' privilegiata la lettura delle opere aurificiarie. Di tali oggetti preziosi il libro non solo ci restituisce almeno la memoria, ma costituisce un vero tesoro per la ricchezza di informazioni e per la molteplicità di percorsi di lettura suggeriti, in grado di segnare nuove linee di ricerca.

CURATORI

Giovanna Baldissin Molli, docente di Storia delle arti applicate e dell’oreficeria nel Dipartimento degli Beni Culturali: Archeologia, Storia dell’Arte, del Cinema e della Musica. Ha come ambito di ricerca principale la storia dell’oreficeria veneta, tra la fine del Medioevo e il Rinascimento, sia di ambito liturgico che di area profana. Si è occupata di beni di lusso e del dialogo che le forme degli strumentari diversi -ma sempre di qualita' formale elevata - hanno intessuto con la pittura e la scultura coeve. Si occupa altresi' di pittura veneta del Rinascimento, in modo particolare di area veronese; ha indagato diversi aspetti delle presenza d’arte nella basilica del Santo di Padova, dedicando l’ultimo libro (2011) al monumento di Donatello ad Erasmo da Narni, sul sagrato del santuario antoniano.

Elda Martellozzo Forin, Padovana di Camposampiero per nascita (e per ‘passione’), ha studiato nella sua città e vi si e' laureata in materie letterarie con una tesi che ha segnato per sempre le sue ricerche: con la guida generosa di Paolo Sambin si e'
occupata per anni di storia dell’Università di Padova nei secoli XV e XVI, quelli in cui Padova fu il faro culturale dell’Europa. Da quasi un ventennio ha alternato quella ricerca con l’interesse per la storia locale, pubblicando numerosi articoli sulle vicende e su personaggi del territorio a nord di Padova, quello delle antiche centuriazioni di Camposampiero e di Cittadella. Da un decennio raccoglie documenti d’archivio sull’artigianato padovano grazie ai quali ha ricostruito spaccati di storia sociale e del lavoro di orologiai e di speziali, e ora di cartolai e librai. In ogni caso e' rimasta sempre fedele alla ricerca d’archivio nella convinzione che il nuovo e il vero possono scaturire soltanto dai documenti.

GLI INVENTARI DELLA SACRESTIA DELLA CATTEDRALE DI PADOVA (secoli XIV-XVIII)

GLI INVENTARI DELLA SACRESTIA DELLA CATTEDRALE DI PADOVA (secoli XIV-XVIII)

a cura di Michela Maguolo,
GIOVANNA MENEGAZZI
IMMAGINI DI RESTAURO FRA VENEZIA E L’ISTRIA

pp 80 - F.to 17x 24 - p.d.c. € 10,00
ISBN 978-88-6336-316-6
Arte89

“Ho avuto la fortuna di condividere con Giovanna alcuni momenti straordinari, tra questi ricordero' per sempre le sue osservazioni in merito al Crocefisso di Torcello, mentre si trovava in restauro, grazie al supporto di Venetian Heritage, appeso senza croce sulla parete del suo laboratorio a Mira. Fu in quell’occasione che mi fece vedere alcune radiografie di grandi dimensioni che ritraevano i suoi crocifissi. Quelle immagini in bianco e nero ritraggono, a mio avviso, l’anima delle sculture, quei famosi 21 grammi che dicono corrispondere al peso dell’anima e si scherzava pensando a quel minimo peso extra da calcolare in piu' per il trasporto dell’opera una volta restaurata. In effetti i restauri da lei eseguiti hanno ridato l’anima a numerosi capolavori e desidero ricordarla proprio cosi', come colei che ridava l’anima alle sculture lignee”.
(dalla prefazione di Toto Bergamo Rossi)

Nel presente catalogo sono presenti gli interventi di:
- Prefazione di Toto Bergamo Rossi
- Giovanna Menegazzi, restauratrice.
Un ricordo di Bernard Aikema
- Per Giovanna di Ivan Matejčić
- Richiamare a vita propria: uno sguardo sull’operato di Giovanna di Serenella Castri
- Bassa marea di Paolo Cremonesi.

Laureata in architettura nel 2008, Damiana Lucia Paterno' ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici al Politecnico di Milano (2013). Nel 2014 ha svolto un assegno di ricerca presso l'Università IUAV di Venezia riguardante lo studio e la catalogazione delle tecniche costruttive utilizzate nelle architetture palladiane, dal 2011 collabora con il Centro Internazionale di Studi di Architettura "Andrea Palladio".

GIOVANNA MENEGAZZI - IMMAGINI DI RESTAURO FRA VENEZIA E L’ISTRIA

Diana Paterno',
PALLADIO NEL TEMPO
TRASFORMAZIONI, AUTENTICITA', MITO TRA OTTOCENTO E NOVECENTO

pp 272 - F.to 21x 28 - p.d.c. € 35,00
ISBN 978-88-6336-302-9
Arte88

Quando pubblico' nel 1570 I Quattro Libri dell'Architettura, Palladio non poteva immaginare che lo avrebbero reso famoso in tutto il mondo e che sarebbe diventato il riferimento di generazioni di architetti per costruire all'antica. La storia di questo successo e' anche una storia di continue trasformazioni: quelle che hanno segnato la vita delle sue architetture, spesso modificate e corrette nei secoli successivi alla loro costruzione nel tentativo di adattarle ai modelli ideali presentati nelle pagine del Trattato. I completamenti, le demolizioni e i ripristini di opere iconiche come la Basilica, la Loggia del Capitaniato o il Palazzo Chiericati non raccontano pero' solo del modo in cui il mito di Palladio venne di volta in volta interpretato, ma rappresentano uno specchio in cui si riflettono vicende più ampie: dalle aspirazioni della "piccola patria" di Vicenza, intenta tra Ottocento e Novecento a celebrare il suo simbolo, fino ai tentativi di un'Italia in formazione, impegnata ancora prima della sua nascita a dissotterrare le proprie radici identitarie e a costruire il futuro attraverso la tutela dei propri monumenti.

Laureata in architettura nel 2008, Damiana Lucia Paterno' ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici al Politecnico di Milano (2013). Nel 2014 ha svolto un assegno di ricerca presso l'Università IUAV di Venezia riguardante lo studio e la catalogazione delle tecniche costruttive utilizzate nelle architetture palladiane, dal 2011 collabora con il Centro Internazionale di Studi di Architettura "Andrea Palladio".

PALLADIO NEL TEMPO - TRASFORMAZIONI, AUTENTICITA', MITO TRA OTTOCENTO E NOVECENTO

a cura di CESRL
Centro di Studi e Ricerche sul Legno,
IL RESTAURO DELLE CHIUSE DI LEONARDO DA VINCI
LE CHIUSE DELLA CONCA DELL'INCORONATA A MILANO

pp 40 - F.to 21x 21 - p.d.c. € 5,00
ISBN 978-88-6336-296-1
Arte87

Il sistema dei navigli che circonda Milano, ha un'origine antichissima e rappresenta uno degli aspetti piu' caratteristici e affascinanti della citta'. Allo svantaggio di esser priva di un fiume navigabile Milano aveva rimediato costruendo un sistema fluviale. Tale sistema aveva più funzioni: irrigua, di navigazione, difensiva ed energetica. E' il 1179 l'anno in cui i milanesi decidono di scavare un lungo canale in modo che, l'acqua prelevata dal Ticino, arrivasse in citta'. Segue un periodo di stasi, dopo il quale, nel XV secolo i navigli conobbero un forte impulso: dal 1439 al 1475 vennero infatti costruiti 90 chilometri di canali nel territorio di Milano, resi navigabili grazie all'esistenza di 25 conche, caratteristica che nessun altra città possiede. Lo sviluppo del sistema non si fermo' a questo punto. Quando Leonardo giunge a Milano - era il 1482 circa - il sistema esiste gia', il suo apporto consiste nel mettere in atto una serie di sviluppi e migliorie. Viene reclutato da Ludovico II il Moro che gli assegna il compito di studiare un sistema che renda possibile la navigazione tra il Lago di Como e Milano. Leonardo, che aveva gia' progettato un sistema di dighe finalizzato a risolvere il problema della differenza di altezza (della comunicazione di bacini di diverso livello) rendendo il territorio navigabile, osservando le conche dei navigli, apporto' i seguenti diversi miglioramenti e modifiche al sistema. La Conca dell'Incoronata, il nome della quale e' dovuto alla vicina omonima chiesa del XIV secolo, e' sita in fondo a Via San Marco all'interno dei bastioni dopo il cosiddetto "Tombun de San Marc". Successivamente fu detta, insieme al ponte retrostante, anche "Conca delle Gabelle" perche' in quel punto d'ingresso in Milano si esigeva il pagamento delle gabelle, cioe' delle tasse indirette sugli scambi e consumi di merci e il trasporto delle persone. La Conca dell'Incoronata oggi si presenta senz'acqua, con i portoni di legno in restauro ad opera del CeSRL– Centro di Studi e Ricerche sul Legno- (ancorche' restaurati nel 1996), identici a quelli disegnati da Leonardo da Vinci e oggi visibili nel Codice Atlantico (f. 240 r-c) conservato nella Biblioteca Ambrosiana di Milano e con il ponte in ceppo d'Adda e la garitta in mattoni.

CURATORE
CeSRL – Centro di Studi e Ricerche sul Legno
Corte San Rocco, Via G. Matteotti, 39 - 22036 - Cantù
info@cesrl.org - www.cesrl.org

IL RESTAURO DELLE CHIUSE DI LEONARDO DA VINCI - LE CHIUSE DELLA CONCA DELL'INCORONATA A MILANO

a cura di Maria Rosa Vittadini, Domenico Bolla, Armando Barp,
SPAZI VERDI DA VIVERE
IL VERDE FA BENE ALLA SALUTE

pp 284 - F.to 21x 29,5 - p.d.c. € 25,00
ISBN 978-88-6336-294-7
Arte86

Le Linee Guida presentate in questo volume affrontano molte diverse questioni che oggi coinvolgono la progettazione e la gestione del verde urbano. Questioni rese sommamente urgenti dai cambiamenti che nel loro insieme stanno profondamente trasformando le logiche
dell'organizzazione urbana. La concentrazione di popolazione e di attivita' fa delle aree urbane l'ambito di maggiore efficacia per procedere verso un'economia low carbon e al tempo stesso le rende ambito di massima vulnerabilita' economica e sociale al cambiamento climatico e alla sua vasta gamma di conseguenze. Gli spazi verdi, le alberature, le aree aperte divengono fattori fondamentali di politiche diverse da quelle tradizionali dell'urbanistica e dall'architettura: strumento per migliori condizioni di salute fisica e mentale e più efficace integrazione sociale, strategia di adattamento al cambiamento climatico, governo dei consumi energetici e del microclima, tramite per la riconnessione funzionale dei servizi eco-sistemici. Tutte funzioni che convergono nella
prospettiva della Green infrastructure teorizzata a livello comunitario come asse portante di una rinnovata forma urbis. Ma per muoversi verso tale prospettiva occorre una consapevolezza dei problemi e delle loro relazioni oggi solo ai primi passi. Le Linee Guida offrono una sintetica inquadratura dei principali problemi e una gamma di esperienze e buone pratiche italiane e di altrove che danno un'idea delle possibili politiche, dei possibili criteri di azione, delle possibili forme di partecipazione, dei possibili
criteri di progetto e anche, ovviamente, dei possibili risultati. Le Linee Guida sono pensate principalmente ad uso degli operatori che agiscono all'interno di diversi comparti della Pubblica Amministrazione. Ma non solo: la scelta degli esempi, la forma piana delle descrizioni, il ricco apparato di rimandi a bibliografie e siti web ne fanno un strumento utile anche per i molti soggetti che con intenti diversi si occupano attivamente dell’ambiente in cui vivono, in generale partendo proprio dalla presenza e dalla cura del verde.

CURATORI
Maria Rosa Vittadini, Universita' IUAV di Venezia, professore associato - settore scientifico-disciplinare: Tecnica e pianificazione urbanistica. Dipartimento di Progettazione e pianificazione in ambienti complessi.
Domenico Bolla, Universita' IUAV di Venezia, professore associato - settore scientifico-disciplinare: Composizione architettonica e urbana. Dipartimento di Culture del progetto.
Armando Barp, professore associato di Urbanistica presso l'Iuav dal 1984. E' stato assistente ordinario della stessa materia e professore incaricato di Tecniche di Progettazione Urbanistica e di Igiene edilizia.

SPAZI VERDI DA VIVERE - IL VERDE FA BENE ALLA SALUTE

Renzo Alessi,
BOB DYLAN
SE NON HAI NIENTE, NON HAI NIENTE DA PERDERE. BRINGING IT ALL BACK HOME

pp 496 - F.to 15x 21 - p.d.c. € 35,00
ISBN 978-88-6336-288-6
Arte85

Bob Dylan: un artista, un poeta, una persona, un cantore generazionale che, come ha efficacemente descritto Patti Smith, "ha errato di città in citta', di mondo in mondo, attraverso due secoli, come un menestrello benigno, e con i suoi molti compari, un medicine show con personaggi bizzarri e una vibrante miscela di medicina buona, cibo per la mente e intrattenimento per famiglie". Studiare, capire e interpretare Bob Dylan significa passare attraverso la complessità del personaggio e dell’artista più enigmatico della storia della musica, un "songwriter" che tra decenni i nostri nipoti continueranno a studiare come una specie di Shakespeare del rock. In questo testo, un po' saggio, un po’ guida e un po' manuale, si analizzano - con commento di testi e musica - oltre 200 dischi, un viaggio e un atto di passione verso il più grande songwriter di tutti i tempi.

All’interno possiamo trovare:
- Bob Dylan si affaccia sulla scena musica
- Gli anni ’60
- la discografia ufficiale
a) l’esordio e le radici (1960-1964)
b) l’evoluzione elettrica (1965-1969)
- “L’altro” Dylan ufficiale
a) le “other songs: outtakes”
b) le “collaborazioni su disco”
- Il “recupero del tesoro”
a) “The Bootleg Series” ed altro by “Columbia Records”
b) le “nuove pubblicazioni” di recupero
- Il mondo artistico “tributa” al Dylan degli anni ‘60
a) Alcuni album dedicati a Bob Dylan da un unico artista (o band)
b) Alcuni album dedicati a Bob Dylan con la presenza di più artisti
c) Bob Dylan in alcuni album di cover
- L’universo sommerso
a) Alcune registrazioni di concerti o performance tenuti negli anni ’60
b) Alcune sessions di studio tenute negli anni’60
- I richiami nel testo, le note ed alcuni approfondimenti
a) Le canzoni di Bob Dylan negli anni ’60
b) Le canzoni citate e riportate nel testo, escluse quelle scritte di Dylan
c) Le performance citate nel testo con gli album di riferimento
d) Note ed alcuni approfondimenti richiamati nel testo per gli anni ’60.

Renzo Alessi, Padova, autore di varie pubblicazioni scientifiche,
affronta la passione della sua vita: Bob Dylan. Dopo oltre trent’anni di concerti, migliaia di ore di ascolto, la scelta di scrivere questo testo rappresenta il desiderio di rendere un personale tributo all’autore della propria colonna sonora, al maestro di emozioni, al compagno di viaggio. Un viaggio complesso quale è la vita.

BOB DYLAN

Paolo Cremonesi,
AD ALTITUDINE DI CROCIERA SPLENDE SEMPRE IL SOLE
PENSIERI IN LIBERTÀ SULL'ARTE
CHI LA FA E CHI LE STA INTORNO


pp 96 - F.to 14x 21 - p.d.c. € 13,00
ISBN 978-88-6336-280-0
Arte84

Le Lettere, l’Arte e la Filosofia sono allo stesso tempo soggetto ed oggetto del pensiero umano: ne sono continuamente generate, ed allo stesso tempo ne promuovono di sempre nuovo, fresco, giovane. Ambiti in cui il pensiero si manifesta, creativo, e da cui viene instancabilmente stimolato. Se la scuola ci formasse con un’educazione veramente multi-disciplinare, riusciremmo più facilmente a vedere che anche la Scienza è semplicemente un altro di questi ambiti, piuttosto che un percorso alternativo alla Lettere. Considerate da una diversa prospettiva, queste aree della conoscenza possono divenire per noi potenti propulsori, capaci di trasportarci dal suolo, dal circoscritto campo visivo del quotidiano verso un’aria più rarefatta, dove magari i particolari sfumano ma la visione d’insieme risulta meglio definita: ad altitudine di crociera, appunto. Pur consapevoli che la nostra permanenza a quelle alte quote azzurre, dove splende sempre il sole, sarà inevitabilmente limitata, da questi viaggi torniamo al suolo, motivati e con un sottile, indefinibile anelito a quell’azzurro. Che, forse, ci spingerà a nuovi viaggi. All’Arte, in particolare, sono dedicati questi pensieri; pensieri in libertà, la cui unica ambizione è stimolare qualche riflessione, e suggerire un diverso approccio, a più basso impatto, alla valorizzazione e conservazione dei manufatti artistici. Scrive Pietro Segala nella bella introduzione a questo libro, “Questo piccolo-denso libro di poesia in prosa, infatti, propone una intensa riflessione sulla necessità di maturare una cultura che sia fondativa delle responsabilità e delle potenzialità della scienza. Almeno se la scienza, smettendo di essere alleata-serva della sola estetica, voglia davvero contribuire a far durare la più importante e più qualificante risorsa di questa Italia”.

Paolo Cremonesi, chimico e bio-chimico, formatosi anche nel restauro dei dipinti, lavora come libero professionista nella conservazione dei beni culturali.

AD ALTITUDINE DI CROCIERA SPLENDE SEMPRE IL SOLE

a cura di Maria Beatrice Failla,
STORIA DELLA TUTELA E DEL RESTAURO IN PIEMONTE - ESPERIENZE SUL TERRITORIO TRA OTTO E NOVECENTO

pp 176 - F.to 21x 28 - p.d.c. € 20,00
ISBN 978-88-6336-284-8
Arte83

Il volume illustra alcuni episodi relativi alla cultura della tutela in Piemonte a cavallo tra Otto e Novecento, soffermandosi sulle metodologie di restauro e sul dibattito
istituzionale in un arco cronologico che si estende dall'Unità al momento successivo alla creazione, nel 1907, delle Soprintendenze.
Il territorio piemontese, dove è particolarmente evidente la dialettica tra amministrazione centrale e istituzioni periferiche, è un caso esemplificativo di studio per riflettere sui nessi tra i percorsi di formazione degli artisti, dei restauratori e degli storici dell’arte e il radicamento di una consapevolezza civica sulla tutela del patrimonio, oltre che sul ruolo dei musei in chiave locale e nazionale.
Gli studi qui raccolti sono frutto delle ricerche condotte nell'ambito dei progetti PRIN sulla storia del restauro in Piemonte avviati dal 2002 in collaborazione con altri atenei
nazionali e confluiti nell'Archivio Storico dei Restauratori Italiani (ASRI) promosso dall'Associazione Secco Suardo.

Maria Beatrice Failla è ricercatrice all’Università degli Studi di Torino dove insegna Museologia e Storia del collezionismo e Storia e tecnica del restauro presso il Corso di Studi in Conservazione e Restauro de La Venaria Reale. Si è occupata degli ordinamenti museali delle residenze sabaude e studia la stratificazione e le connessioni tra restauri storici e storia dei musei.

STORIA DELLA TUTELA E DEL RESTAURO IN PIEMONTE

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