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Sezione Beni Culturali
"ARTE"

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Gabriele Bellotti,
APPUNTI DI ESOTERISMO ED
ARCHITETTURA DEI LUMI
Aspetti anticlassici in
Marc-Antoine Laugier (1713-1769)

pp 116 - F.to 21x 28 - p.d.c. € 22,00
ISBN 978-88-6336-247-3
Arte82

Quando nel Settecento Marc-Antoine Laugier pubblica il suo Saggio sull'Architettura, la "cultura europea e' tutt'altro che una pacificata congerie che avanza verso le magnifiche sorti e progressive dell'Illuminismo". Tra luci e ombre, liberi muratori e neo-templari contendono dialetticamente la scena a enciclopedisti e filosofi. Alchimisti, illuminati, mistici e visionari a medici, naturalisti, biologi e chimici. Il clima in cui si determina nel Settecento l'adozione di un "nuovo modello" sociale e architettonico e' un concorso di risorgenze sapienziali, simboli millenari e archetipi antichi congiunto a innovazioni tecniche, scientifiche e filosofiche. Il Tempio di Salomone, la dea Iside e il Polifilo si confondono tra i dizionari, gli studi sull'ottica e le digressioni sul bello. Per un istante la "Nova Hierosolyma" di Swedenborg e l'architettura immaginata da Laugier per Parigi (e che a tratti anticipa quella di Le Corbusier), si sovrappongono alle misteriose descrizioni del Terrasson sull'antico Egitto. Il culto solare e il simbolismo vegetale permeanti il Tempio Salomonico e le cattedrali gotiche sono risvegliati dal Discorso di Ramsay e ispirano ingegneri e architetti allo studio di nuove tecniche e materiali per edifici slanciati, leggeri e luminosi anticipatori del "Razionalismo".

Gabriele Bellotti, libero ricercatore, laurea in tutela e recupero del patrimonio storico-architettonico, socio della Societa' Italiana di Studi sul Diciottesimo secolo. Dal 2001 al 2010 ha pubblicato numerosi articoli di storia cultura e folclore sulla rivista "Brianze". Dal 2000 al 2006 e' stato responsabile per la sezione storica del Gruppo storicofolcloristico "vecchia brianza". Nel 2001 e nel 2004 ha collaborato con il prof. Grado Giovanni Merlo e la prof.ssa Marina Benedetti curando l'apparato iconografico di alcuni testi inerenti il catarismo lombardo.

APPUNTI DI ESOTERISMO ED ARCHITETTUA DEI LUMI

Fernando Rigon,
IL TETRAMORFO DEI QUATTRO EVANGELISTI
copertina a 4 colori
ricco apparato iconografico a colori e in bianco e nero
pp 240 - F.to 17x 24 - p.d.c. € 25,00
ISBN 978-88-6336-220-6
Arte80

"Il Tetramorfo, nel suo aspetto ieratico di un solo essere dalle molteplici facce, condensa in se' i diversi sensi cristici dei quattro Animali che lo compongono e questa 'forma' impressionante, presa nel regno stesso in cui si trova l'Eterno, per noi velata dal mistero, possiede una tale potenza che trascina il pensiero infinitamente lontano dal piano terrestre, ove noi viviamo effimeramente, per prosternarlo davanti ad un Cristo stabilizzato in un'apoteosi eterna"
(L. Charbonneau-Lassay, Il bestiario del Cristo, Roma 1944, vol. I , p. 87). Il Tetramorfo e' dovunque: dovunque ci sia proclamazione dell'annuncio evangelico; dovunque il messaggio di Cristo trovi sede. Di questa Parola "vivente" il Tetramorfo e' emblema e vessillo: il suo sigillo di garanzia. Dopo aver letto il presente saggio e aver imparato a conoscere e interpretare il Tetramorfo, cercatelo. Subito lo troverete come vessillo della stessa religione cristiana e dei suoi Quattro Evangelisti.

Fernando Rigon, si laureato a Padova nel 1968 con Sergio Bettini e Lionello Puppi e ha conseguito il perfezionamento con Roberto Pallucchini. Ha lavorato presso il Centro Internazionale di Studi di
Architettura "A. Palladio" di Vicenza dal 1969 al 1974. Dal 1976 al 1983 ha diretto il Museo Biblioteca Archivio di Bassano e dal 1983 al 1991 e' stato Direttore dei Musei e conservatore dei monumenti civici di Vicenza. Ha svolto attivita'  di consulenza presso il Banco Ambrosiano e attualmente presso la Banca Popolare di Vicenza e' autore di oltre duecento pubblicazioni su riviste specializzate e in cataloghi di mostre, musei e collezioni. Tra le monografie "Andrea Palladio" (1980, 15mila copie vendute); "Pittori vicentini minori del '700", "Il Teatro Olimpico di Vicenza" (Electa 1978, in 4 lingue, 40mila copie vendute), "Arte di terra" vicentina (1983); "Gli animali di Jacopo Bassano" (1983), "Le tre Grazie" (Skira 1998), "Arte dei Numeri" (2006), "La decorazione di palazzo Thiene" (2007), "Palladio" (SkiraMiniArt, 2008 ed. italiana; 2010 ed. inglese), "Vicenza" (SkiraMiniArt 2009), "Palladio" (Electa 2009 ed. italiana e francese), "Jacopo Bassano (SkiraMiniArt, 2010), "L'orma del tempo" (Skira 2013).

IL TETRAMORFO DEI QUATTRO EVANGELISTI

Paolo Voltolina,
LUIGI VENDRASCO "LA CASSANDRA DI VENEZIA" STORIA DI UNA RICERCA
ricco apparato iconografico a colori e in bianco e nero
pp 240 - F.to 17x 24 - p.d.c. € 30,00
ISBN 978-88-6336-219-0
Arte79

Si tratta di uno studio frutto di diversi anni di ricerca dalla quale si delinea il profilo di un importante personaggio considerato finora minore nella storiografia veneziana: un abile capomastro che lavoro' ininterrottamente, per oltre settant'anni, sui principali monumenti di Venezia. Luigi Vendrasco porto' avanti la sua battaglia, ormai personale, condotta in nome dell'arte e della bellezza, denunciando l'incompetenza e l'inavvedutezza nella conduzione di alcuni lavori di consolidamento e restauro. Gia'  nel 1892 era intervenuto duramente contro la proposta di collocare un ascensore all'interno del Campanile di San Marco, scongiurandone di fatto la realizzazione, nel 1898 richiama nuovamente l'attenzione delle autorita'  preposte, contestando i lavori che la Procuratia di San Marco di concerto con l'Ufficio Regionale stanno eseguendo sulla pericolante torre marciana. L'ultimo tentativo dell'anziano capomastro per evitare la catastrofe sara'  quello di prevedere con netto anticipo, e un'attendibilita'  che ha dell'incredibile, le modalita'  del futuro crollo del Campanile. Cio' nonostante, come ben conosciamo, la tragedia non verra'  evitata, e le vicende successive alla caduta del 14 luglio 1902 sono ormai note. Meno nota invece e' la manifestazione di affetto e solidarieta'  che Vendrasco riceve dal popolo veneziano subito dopo l'evento.

Paolo Voltolina, ama definirsi uno "storico artigiano". La sua preparazione infatti e' il frutto di esperienze maturate direttamente sul campo, a contatto con maestranze e professionisti in materia di conservazione e restauro, di frequentazioni e amicizie con antiquari e collezionisti, consolidata con anni di letture, studio e documentazione. Ha composto questo libro con l'intento di trasmettere quella passione che deve necessariamente animare l'amante del bello. Questo studio e', in sostanza, un dono di un appassionato a un appassionato. Come tale, anche
l'impostazione del testo ne risente, configurandosi come un'originale commistione tra lo stile prosaico e il piu' prettamente specialistico.

LUIGI VENDRASCO “LA CASSANDRA DI VENEZIA” STORIA DI UNA RICERCA

a cura di Vittorio Dal Piaz,
"RAGGI DI SOLE" SULLE MURA DI PADOVA:
SCUOLE E STRUTTURE OSPEDALIERE CONTRO LA TUBERCOLOSI

CON TESTI DI: Chiara Bertoncello, Gianumberto Caravello, Vittorio Dal Piaz, Patrizia Dal Zotto, Giuliano Lenci, Giuseppe Rausa, Fabio Targhetta, Andrea Ulandi, Adriano Verdi, Patrizia Zamperlin
copertina a 4 colori
pp 128 - F.to 23x 28,5 - p.d.c. € 30,00
ISBN 978-88-6336-210-7
Arte78

La storia del fronte bastionato di Padova, il monumento meno noto ma piu' esteso della citta' , costruito dalla Repubblica di Venezia a partire dal 1513, e' ricca di episodi, che non sono legati solo al tema specifico dell'architettura militare. Tra le varie tematiche che riguardano gli interventi sulla cinta
bastionata, in questo testo si affronta il tema delle scuole all'aperto. Viene illustrato l'importante ruolo che la citta', all'inizio del Novecento, ha svolto contro la "malattia del secolo", evidenziando l'attivita'  dei due principali protagonisti, grazie ai quali Padova detiene il primato nella secolare lotta antitubercolare, Achille De Giovanni e Alessandro Randi. Il primo, gia'  garibaldino, rettore dell'Universita' , illustre clinico; il secondo, direttore dell'Ufficio di Igiene del Comune per quarant'anni e artefice della prima scuola all'aperto, il "Raggio di Sole" al bastione Impossibile. La serie di strutture edilizie "cliniche, ricreatori, aule e scuole all'aperto" coinvolgono quattro bastioni: escluso il Cornaro, che non contiene piu' gli originali padiglioni tisiatrici dell'Ospedale, gli altri tre, l'Impossibile, il Santa Croce e il Venier, conservano importanti manufatti, oggetto anche di restauri recenti. Queste testimonianze, facenti sicuramente parte del patrimonio edilizio da salvaguardare, sono analizzate sotto gli aspetti storici e architettonici, attraverso fonti archivistiche e iconografiche inedite o poco note.

RAGGI DI SOLE SULLE MURA DI PADOVA: SCUOLE E STRUTTURE OSPEDALIERE CONTRO LA TUBERCOLOSI

Angela Squassina,
TEMPO CHE DISTRUGGE
TEMPO CHE CONSERVA
SENTIMENTO DEL TEMPO NEL RESTAURO

Prefazione Anna Lucia Maramotti Politi
Presentazioni Amedeo Bellini, Francesco Doglioni
copertina a 4 colori
ricco apparato iconografico a colori e in bianco e nero
pp 240 - F.to 17x 24 - p.d.c. € 25,00
ISBN 978-88-6336-193-3
Arte77

Analogamente all'angelo della storia di Benjamin, che volge lo sguardo al passato mentre viene vorticosamente sospinto nel futuro, l'uomo contemporaneo avrebbe bisogno delle rovine, perche' vive in un mondo divorato dal presente, come sostiene Marc Auge', denunciando il continuo sbilanciamento temporale in cui viviamo. L'affermazione di Auge' e l'immagine benjaminiana suscitano una riflessione generale sul significato che ha assunto il tempo nella cultura contemporanea e, conseguentemente, una serie di domande sulle possibili ricadute di questo tema nel campo del restauro, dove il legame fra senso del tempo e volonta'  conservativa, che pure ha alimentato e continua a finalizzare il rapporto con le testimonianze del passato, non viene quasi mai dichiarato in forma esplicita. Cosi' il tempo, forse proprio perche' per sua natura richiede forme di approfondimento filosofico, diventa una sorta di elemento animatore inespresso di ogni azione conservativa. E' quindi interessante ricercare, per esempio, in che modo e con quali limiti una percezione sempre piu' articolata della temporalita' , come e' quella dell'uomo contemporaneo anche in relazione ai monumenti, possa contribuire allo sviluppo della coscienza conservativa e suggerire possibili nuovi significati e modi di apprezzamento delle opere del passato. Si delinea un percorso personale di ricerca, che richiede continue verifiche e aperture, ma soprattutto un approccio complesso al tema della conoscenza, in cui convergono letture tecniche e percezioni, ragione e emozioni, che puo' essere significativo tentare di comporre nel progetto di restauro.

Angela Squassina, detta Paola, dopo la laurea all'Universita'  Iuav di Venezia e la Specializzazione in Restauro dei Monumenti presso l'Universita'  degli Studi di Genova, ha conseguito il Dottorato in Conservazione dei Beni Architettonici presso il Politecnico di Milano, approfondendo il tema del rapporto fra tempo e coscienza conservativa. Questo libro e' frutto di un approfondimento dei temi elaborati nell'ambito della tesi di dottorato e di maturazioni che ha successivamente compiuto, occupandosi di opere e di studi di restauro e stratigrafia, tra Brescia "" dove svolge attivita'  professionale "" e Venezia, dove e' attualmente docente a contratto di restauro presso l'Universita'  Iuav di Venezia e partecipa alle attivita'  dell'Unita'  di Ricerca "Venezia: Conoscenza del costruire e nuova conservazione della citta'€š" diretta da Francesco Doglioni. Nell'ambito veneziano, particolarmente sensibile al tema del rapporto fra tempo, degrado e restauro, segue ricerche sui caratteri costruttivi e questioni conservative dell'edilizia storica, che rilegge attraverso il filtro di questo percorso personale di ricerca.

TEMPO CHE DISTRUGGE TEMPO CHE CONSERVA SENTIMENTO DEL TEMPO NEL RESTAURO

Beatrice Bertone, Luca Caburlotto,
IL CAMPANILE E L'ARCANGELO GABRIELE DELLA CHIESA DI SANTA MARIA DI CASTELLO
STORIA E RESTAURO

copertina a 4 colori - ricco apparato iconografico a colori
pp 112 - F.to 21x 29,7 - p.d.c. € 20,00
ISBN 978-88-6336-201-5
Arte76

Questo studio, e' dedicato al restauro del campanile di S. Maria di Castello (Udine), con una approfondita attenzione per l'intervento di restauro eseguito sulla statua raffigurante
l'Angelo Gabriele, che svetta alla sommita'  dello slanciato campanile. La statua, strettamente collegata alla dedicazione alla Vergine Annunziata del Duomo della citta' , riveste un
valore simbolico per gli udinesi e i friulani che oltrepassa il suo pur cospicuo valore storico artistico. Questa pubblicazione presenta i dati tecnici relativi in particolare al restauro della statua e consente di dar conto al pubblico della complessita'  dei restauri dei manufatti metallici. Gli interventi sono stati infatti redatti dagli operatori specializzati che sono intervenuti, oltre che dai restauratori delle Soprintendenze che hanno seguito in modo capillare lo svolgersi delle operazioni di intervento.

CURATORI
Beatrice Bertone, conservatore del Museo del Duomo di Udine.
Luca Caburlotto, Soprintendente per i beni storici artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia.

IL CAMPANILE E L’ARCANGELO GABRIELE DELLA CHIESA DI SANTA MARIA DI CASTELLO

a cura di Giuseppe Basile,
IL CAVALLO MORENTE DI FRANCESCO MESSINA NELLA SEDE CENTRALE RAI:
studio, restauro, manutenzione
con testo in inglese
e con all'interno il video "Un cavallo, un mito"
di Ferdinando Ferrigno per RAI TRE
copertina a 4 colori - ricco apparato iconografico a colori
pp 160 - F.to 17x 24 - p.d.c. € 35,00
ISBN 978-88-6336-199-5
Arte75

Il restauro del Cavallo morente di Francesco Messina (collocato davanti alla sede della RAI, simbolo delle antiche comunicazioni umane che soccombono di fronte alle nuove tecnologie), eseguito a partire dal 2000 dall'Istituto Centrale per il Restauro -oggi Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro- costituisce una prova della continuita'  che nel tempo ha mantenuto questa eccellente istituzione, caratterizzata dall'impostazione multidisciplinare che le era stata conferita fin dalla sua fondazione avvenuta nel 1939. Con il Regio Istituto Centrale del Restauro si era voluto infatti porre in campo un organismo unico in cui promuovere la formazione dei restauratori, la ricerca e l'attivita'   di restauro e di sperimentazione facendo interagire tutte le professionalita'   necessarie ad una consapevole e corretta pratica del restauro. Cosi' e' stato anche per l'intervento conservativo sul Cavallo morente che si e' potuto avvalere delle cure di restauratori esperti nel settore dei metalli, di allievi della Scuola di Alta Formazione dell'ICR, nonche' di esperti diagnosti che, prima con l'uso di indagini non distruttive di tipo estensivo e poi con verifiche puntuali, hanno analizzato i processi di degrado in atto e contribuito ad individuare le procedure conservative
necessarie. Gli interventi che si potranno leggere all'interno del libro sono i seguenti: G. Capponi, V. Emiliani: Presentazioni; G. Basile: Un cantiere pilota: studio, sperimentazione, restauro; I. M. Marcelli: Il progetto conservativo e manutentivo; G. Fabretti, M. Bottoni: L'analisi del bilancio termodinamico nel processo d'intervento conservativo-manutentivo su manufatti monumentali esposti all'aperto; M. Marabelli, G. D'Ercoli, V. Santin: Indagini per la conservazione e la manutenzione; G. Guida: Analisi della lega; S. Federico: Tecniche esecutive; S. Ferrari: Lo stato di conservazione; E. Senatore: L'intervento conservativo: fasi operative; C. Bartuli: Progetto di protezione catodica della porzione interrata della struttura di sostegno.

IL CAVALLO MORENTE DI FRANCESCO MESSINA NELLA SEDE CENTRALE RAI

a cura di Francesco Trovo',
I SERRAMENTI DELL'EDILIZIA STORICA DI VENEZIA
Conoscenza e intervento

copertina a 4 colori - ricco apparato iconografico a colori
pp 168 - F.to 23x 27 - p.d.c. € 30,00
ISBN 978-88-6336-198-8
Arte74

L'obiettivo della tutela di Venezia richiede un costante controllo e indirizzo degli interventi edilizi, la cui qualita'   e' spesso minacciata dalla progressiva perdita delle peculiari competenze tecniche degli operatori e dall'impoverimento delle modalita'  operative, con la conseguenza di favorire una prassi di omologazione degli esiti e di allontanamento da istanze conservative. Il presente studio affronta il tema dei serramenti dell'edilizia storica, spesso dimenticati negli studi relativi al costruito materiale, e, per loro natura, particolarmente vulnerabili. Il volume ne descrive i caratteri con riferimento all'iconografia, alle fonti edite e alle peculiarita'  costruttive osservabili ancora oggi; sviluppa una serie di riflessioni per superare l'apparente incompatibilita'  tra esigenze diverse come il miglioramento delle prestazioni energetiche e la tutela delle componenti edilizie; propone soluzioni operative finalizzate sia alla conservazione, sia alla sostituzione dei serramenti, dopo averne valutato lo stato di
conservazione; riporta infine la disciplina degli sgravi fiscali, la normativa di riferimento per committenti, professionisti e produttori. Nel volume matura una convergenza di principi e finalita'  da parte degli Enti di tutela, delle associazioni di categoria, dei professionisti; convergenza peraltro auspicata e ricompresa nel Piano di Gestione del sito Unesco Venezia e la sua Laguna, che prevede, fra le cosidette azioni, l'elaborazione di una serie di Quaderni di pratica per la tutela attiva di Venezia, di cui questo studio fa parte.

CURATORE
Francesco Trovo', architetto,
Soprintendenza BAP Venezia e Laguna

I SERRAMENTI DELL'EDILIZIA STORICA DI VENEZIA

Testi di Claudia Gambino,
Coordinamento scientifico Francesca Veronese,
LA COLLEZIONE EGIZIA dei Musei Civici di Padova
copertina a 4 colori - ricco apparato iconografico a colori
pp 64 - F.to 15x 21 - p.d.c. € 10,00
ISBN 978-88-6336-194-0
Arte73

Lunga è la storia del Museo Archeologico di Padova, diverse le collezioni che ospita nelle sue sale. Tra queste la Collezione Egizia, di notevole rilievo pur non essendo particolarmente cospicua. E' costituita, infatti, da circa 180 reperti confluiti in Museo a partire dal XIX secolo e da un nucleo di 13 reperti in deposito permanente dal 1982 dal Museo Egizio di Torino. A questi materiali vanno poi aggiunti due reperti di eccezionale rilevanza, legati alla figura dell'illustre padovano Giovanni Battista Belzoni. Nel marzo del 1819 Belzoni, donava a Padova due statue in diorite raffiguranti la dea leontocefala Sekhmet, da lui scoperte nel corso delle esplorazioni nell'antica Tebe. Ancora a Belzoni e al suo breve rientro a Padova nel 1819 sono riconducibili alcuni papiri in aramaico da lui rinvenuti nell'isola Elefantina e in seguito donati al Museo dai suoi eredi. Il dato rilevante è che questi papiri in aramaico sono stati i primi a giungere in Europa; I reperti egizi esposti nelle sale sono stati oggetto di studi approfonditi che ne hanno permesso un corretto inquadramento tipologico e cronologico. La visita alla collezione permette quindi di cogliere in modo coerente l'evoluzione di una cultura millenaria che ha influenzato sotto molti aspetti la storia dell'intero mondo. L'obiettivo dell'esposizione museale e di questa guida è dunque di condurre il visitatore alla scoperta di un'antichità  senz'altro ricca di fascino, ma secondo chiavi di lettura che poggiano su solide basi scientifiche.

LA COLLEZIONE EGIZIA dei Musei Civici di Padova

Alberto Espen,
TI RACCOMANDO DI FARMI DIRE UNA MESSA AL SANTO DI PADOVA...
Vite spezzate di soldati e civili cervaresani nella seconda guerra mondiale

copertina a 4 colori - ricco apparato iconografico a colori
pp 240 - F.to 17x 24 - p.d.c. € 30,00
ISBN 978-88-6336-192-6
Arte72

Se il microcosmo da cui parte l'accurata analisi di Alberto Espen è la cittadina di Cervarese S. Croce, la lettura del libro ci porta lontano: nei fronti di guerra su cui si combatte
e si muore, nei campi di concentramento dove i soldati "all'indomani dell'8 settembre 1943" vengono rinchiusi, nei cimiteri dove sono seppelliti. Il libro è un susseguirsi di "fotografie" di questi soldati: grazie ad un attento scavo archivistico, al quale si è affiancato il recupero delle memorie dei parenti dei caduti, sappiano della vita che questi svolgevano prima di indossare il grigioverde e soprattutto della loro vita sotto le armi. Ma è tutta la comunità  di Cervarese S. Croce che riemerge dalla lettura: se gli attori primari sono i soldati caduti in guerra, attori comprimari sono le famiglie di questi ultimi, le loro donne, i loro figli, che rimangono a casa in attesa. Ai caduti militari si affiancano, poi, i caduti civili; accanto a chi è morto in guerra e ha lasciato memoria della propria esperienza grazie alle lettere spedite a casa, c'è anche chi l'ha guerra l'ha fatta, l'ha persa ed è riuscito a tornare in Italia e poi a raccontarcela di persona. Alberto Espen aveva già  affrontato in un suo precedente lavoro la vita della gioventù di Cervarese S. Croce durante la Prima guerra mondiale; ora "riannodati i fili della memoria per la Seconda guerra mondiale" riprendono vita le storie di quei membri della comunità  che hanno vissuto la guerra totale. Un nuovo tassello all'interno della nostra storia, lunga 150 anni.

Alberto Espen, bibliotecario e archivista, da tempo rivolge la sua attenzione alle vicende storico-artistiche di quella porzione di territorio padovano corrispondente al comune di Cervarese S. Croce, cui ha dedicato numerose pubblicazioni. Nel 2009 ha vinto la 26a edizione del "Premio Brunacci per la storia veneta" con il libro Uomini e territorio fra passato e presente.

TI RACCOMANDO DI FARMI DIRE UNA MESSA AL SANTO DI PADOVA…

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