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Sezione Beni Culturali
"ARTE"

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a cura di Don Gianmatteo Caputo,
CODEX VITAE
CATALOGO DELL’OPERA DI ANNA MORO LIN

scritti di Myriam Zebi
illustrazioni a colori - copertina a 4 colori
pp 20 - F.to 16 x 22 - p.d.c. € 5,00
Arte44

Nell’oratorio di San Gallo brilla il Codex Vitae.
È il mosaico pavimentale tripartito, con fascia centrale più stretta fiancheggiata da due bande laterali più ampie e di uguali dimensioni di Anna Moro Lin, che, assemblato con 1500 tessere quadrate di carton cuoio ciascuna di 10 x 10 centimetri, ricopre, con la sua superficie di 5 metri per 3, l’intero spazio calpestabile del luogo. La genesi del racconto per immagini dell’artista veneziana ha origine da un’emozione: quella suscitata dal medievale Albero della vita concepito dal monaco Pantaleone come pavimento dell’intera navata della Cattedrale di Otranto tra il 1163 e il 1165. La metafora dell’albero cosmico, asse del mondo intorno al quale sboccia la molteplicità degli organismi, è interpretata oggi dall’artista attraverso un’icona dei nostri giorni, la figurazione del DNA, sequenza elicoidale che porta l’informazione ereditaria e che codifica le proprietà di tutte le molecole di tutti gli organismi viventi. In una confusione organica che fugge ogni ingannevole quanto convenzionale classificazione, l’artista ordisce una composizione corale in cui ogni singola parte ha il suo peso e la sua ragione estetica e significante. Anna Moro Lin nella policroma sarabanda delle sembianze, gioia per i nostri occhi, ci fa assaporare il sottile piacere cerebrale che la rivelazione dell’unità nel molteplice svela essere l’essenza che sta alla base del fenomeno “vita”: dal Codex vitae soffia leggera l’anima del mondo, uno slancio vitale comune che avvicina tutto e tutti in genetica consistenza e fratellanza, rendendo ciascuno tassello unico e insostituibile dell’avvincente e misteriosa avventura sinfonica che è l’esistere.

Anna Moro Lin, veneziana, esordisce come pittrice astratto-lirica nel 1978. L’interesse per i materiali leggeri come medium espressivo la induce a focalizzare la propria ricerca sui valori della materia. Lavora in questo periodo (1980-1985) ai cicli “Spazi allusivi” e “Immagini d’assenza” realizzati con la tecnica del collage/decollage su garza. L’esigenza di allargare i contenuti e i confini del proprio lavoro, di uscire dai margini dell’opera come oggetto, la stimola a sperimentare altre energie di attivazione nell’ambiente e sull’ambiente. Di questo periodo (1990- 2008) sono le Installazioni:
“Fuori dal vento”, ”Muri d’acqua”, “Invisible exhibition”, “Last song of the tree”, ”Dark room”, “Sisiphus”, “Leonia”, “Co-abitare”, “Rigida-mente”, “Food for the spirit”,“Wolferl: dieci leggii lo raccontano”(con il Gruppo Verdeaqua), “Our daily bread”. È stata invitata ad esporre il proprio lavoro in sedi prestigiose in Italia e all’estero, ha partecipato a workshops internazionali e alle mostre di Fiber Art. Vastissima la sua Bibliografia, numerose le mostre personali, in Italia e all’estero e quelle collettive.

CODEX VITAE - CATALOGO DELL’OPERA DI ANNA MORO LIN

 

a cura di Guglielmo Monti, Cesare Crova,
TUTELA E CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE. LO STRUMENTO DEL VINCOLO
DALLE VILLE PALLADIANE ALLA CONSERVAZIONE DEL PAESAGGIO REGIME GIURIDICO E REGIME FISCALE

illustrazioni in bianco e nero - copertina a 4 colori
pp 160 - F.to 21 x 29,7 - p.d.c. € 25,00
ISBN 978-886336020-2
Arte43

Da sempre una delle attività delle Soprintendenze è la difesa del patrimonio storico-artistico attraverso la formulazione di vincoli di tutela, per garantire la permanenza dei segni delle generazioni, costituiti da monumenti che assicurano la sopravvivenza della cultura di cui sono il portato. Ma la consapevolezza di possedere un patrimonio storico da proteggere di alto valore, segno e testimonianza della nostra storia recente e passata, è tutt’altro che scontata. Nel pensiero comune il vincolo di un bene culturale è spesso inteso come una privazione del diritto alla proprietà. Viceversa il vincolo può determinare un nuovo corso vitale del bene e del suo territorio. Ogni impresa creativa si misura coi vincoli, ciò che regola e rende produttivi i rapporti sociali non è l'anarchia dei comportamenti, il caos, ma il rispetto di regole che indirizzano le attività e i modi di agire verso la realizzazione di progetti sempre più ambiziosi e sempre più rispondenti ai bisogni umani.  Obiettivo di questo volume è provocare una discussione intorno a quel cardine della tutela dei beni culturali che è la “dichiarazione di interesse” e far comprendere, viceversa, ai proprietari di immobili storici che dovrebbero essere orgogliosi di ricevere un tale riconoscimento, che oltretutto comporta un aiuto finanziario per le iniziative di restauro; in questo modo un giorno, forse, avanzando nella pratica di pianificazione del paesaggio storico, avremo una guida esaustiva in ogni valenza del nostro territorio e per ognuna esisteranno specifiche norme di rispetto. Allora non ci sarà più bisogno di vincoli, perché i controlli avverranno nel corso di serene discussioni su un futuro del territorio che ne rispetti e anzi ne esalti i valori da tutti conosciuti e rispettati.

TUTELA E CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE. LO STRUMENTO DEL VINCOLO DALLE VILLE PALLADIANE ALLA CONSERVAZIONE DEL PAESAGGIO REGIME GIURIDICO E REGIME FISCALE

 

Alberto Espen,
UOMINI E TERRITORIO
FRA PASSATO E PRESENTE
I PRIMI DUECENTO ANNI DEL COMUNE DI CERVARESE S. CROCE (1807-2007)

illustrazioni in bianco e nero - copertina a 4 colori
pp 216 - F.to 21 x 26 - p.d.c. € 30,00
ISBN 978-88-6336-021-9
Arte42

Questo libro, corredato da un ricco apparato illustrativo in larga parte inedito, offre l’insostituibile opportunità di ricomporre in maniera straordinaria “il volto” degli insediamenti abitativi di Cervarese S. Croce e Montemerlo agli albori del XIX secolo attraverso l’attenta indagine dei primi catasti (il napoleonico prima, l’austriaco poi), arricchendo l’analisi ricostruttiva di tutta una serie di interessanti elementi esplicativi che offrono l’occasione per far piena luce sulle condizioni socio-economiche delle due comunità nel corso del primo Ottocento. L’ultima parte del libro è invece dedicata a coloro i quali (oltre duecentocinquanta), in un percorso lungo due secoli, hanno guidato la comunità cervaresana. Deputati comunali prima dell’annessione del Veneto al Regno d’Italia, sindaci, assessori consiglieri all’indomani del 1866 che, seguendo i propri ideali, si sono spesi per amministrare la
“cosa pubblica” in loco in un lasso di tempo innervato da profondi mutamenti e, specie negli ultimi cinquant’anni, contrassegnato da uno straordinario progresso che ha di fatto significato condizioni di vita più favorevoli anche per le nostre popolazioni.

Alberto Espen, bibliotecario e archivista, da tempo rivolge la sua attenzione alle vicende storico-artistiche di quella porzione di territorio padovano racchiusa fra il corso sinuoso del Bacchiglione e le propaggini settentrionali dei Colli Euganei, corrispondente al comune di Cervarese S. Croce, cui ha dedicato numerose pubblicazioni.

UOMINI E TERRITORIO FRA PASSATO E PRESENTE

a cura di / edited by Giuseppe Basile,
IL PENSIERO DI CESARE BRANDI DALLA TEORIA ALLA PRATICA. Atti dei seminari di Monaco, Hildesheim, Valeza, Lisbona, Londra, Varsavia, Bruxelles, Parigi
[Cesare Brandi’s thought from theory to practice. Acts of the Seminare of München, Hildesheim, Valencia, Lisboa, London, Warszawa, Bruxelles, Paris]

TESTI in 8 LINGUE
illustrazioni in bianco e nero - copertina a 1 colore
pp 352 - F.to 21 x 29,7 - p.d.c. € 60,00
ISBN 978-88-6336-005-9
Arte41

Dopo più di due secoli nel corso dei quali le opere d’arte erano state conservate con le più diverse prassi, Cesare Brandi realizzò un impianto filosofico che è stato fino ad oggi una vera guida per tutti coloro che hanno operato o che hanno studiato il restauro o la storia dell’arte in Italia. Le sue riflessioni e le sue teorie non hanno conosciuto confini geografici o culturali, le sue opere tuttavia non hanno avuto finora, quella necessaria diffusione fuori dall’Italia che avrebbero meritato. Lo straordinario aumento dell’attività di restauro in tutti i paesi europei nel secondo dopoguerra, ha fatto si che non si potesse più ignorare la fondamentale portata teorica del pensiero di Cesare Brandi.
La lettura di questo volume permette di valutare l’attualità, nei diversi paesi e culture, del suo pensiero e la conseguente messa in pratica soprattutto nel campo della conservazione e del restauro.

Dal 1976, Giuseppe Basile,  è funzionario storico d’arte presso l’Istituto centrale del restauro (Ministero Beni Culturali), dove dal 1987 dirige il Servizio per gli interventi sui Beni artistici e storici.
Dall’anno accademico 1991 - 92 è docente presso la Scuola di specializzazione in Storia dell’arte all’Università “La Sapienza” di Roma (Teoria e storia del restauro delle opere d’arte), dal 1995 è membro ordinario della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa e della Pontificia Commissione per l’Archeologia sacra.

IL PENSIERO DI CESARE BRANDI DALLA TEORIA ALLA PRATICA

a cura di Giuseppe Basile,
CESARE BRANDI OGGI, PRIME RICOGNIZIONI
Atti del convegno a 100 anni dalla nascita
di Cesare Brandi
(8 aprile 1906 – 19 gennaio 1988)

interno in b/n – copertina a 2 colori
pp 336 - F.to 21x 29,7 - p.d.c. € 50,00
ISBN 978-88-6336-066-6
Arte40

Questo testo si prefigge l’obiettivo di, non solo celebrare, ma soprattutto promuovere, diffondere, divulgare e meglio conoscere l’opera brandiana, oltre che di capirne i suoi riflessi all’estero. L’obiettivo viene raggiunto grazie ai numerosi e prestigiosi interventi di quanti hanno partecipato a questo convegno di cui il libro raccoglie gli esiti. Indice:
On. Francesco Rutelli, Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Introduzione; Danielle Gattegno Mazzonis, Sottosegretario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Presentazione; Caterina Bon Valsassina, Direttore dell’Istituto Centrale del Restauro, Presentazione; Giuseppe Basile, Cesare Brandi oggi, prime ricognizioni. Nota introduttiva; Antonio Paolucci, Cesare Brandi oggi; Vittorio Rubiu Brandi, Cesare Brandi, come un’autobiografia; Lucio Villari, Cesare Brandi uomo “impolitico”; Cesare Segre, L’impegno linguistico di Cesare Brandi; Vittorio Stella, Cesare Brandi nell’estetica del Novecento; Massimo Prampolini, Celso e la speciale essenza della poesia; Paolo Emilio Carapezza, Brandi e la musica: radici e frutti de “l’astanza secondo la datità fonica”; Heinz Althöfer, Marion Frigeri Behrmann, La teoria di Cesare Brandi e l’arte moderna; Claudio Gigante, Cesare Brandi e il mondo della scienza e della tecnologia; Desideria Pasolini dall’Onda, Problemi di conservazione e di restauro tra Cesare Brandi e Italia Nostra; Fabio Isman, Tutela e mass media da Brandi ad oggi; Philippe Daverio, Brandi nei suoi libri di viaggio; Andrea Emiliani, Cesare Brandi tra Bologna e Rimini, anno 1935; Claudio Zambianchi, Brandi e il Contemporaneo: gli anni Quaranta; Marco Spesso, Il tema spaziale in Cesare Brandi; Francesco Scoppola, L’architettura in Brandi tra “visuale” e paesaggio; Paolo Fancelli, Ecfrasi e rudero; Franco Tomaselli, Influenza del pensiero di Brandi negli interventi di restauro archeologico di Franco Minissi in Sicilia; Giuseppe Basile, La ricezione della teoria e della prassi del restauro di Cesare Brandi all’Estero: alcuni esempi. Significato e scopi del Convegno; Paul Philippot, L’influence de la conception de la restauration de Cesare Brandi hors d’Italie; Pilar Roig Picazo, La ricezione della teoria e della prassi del restauro di Cesare Brandi in Spagna: l’esempio dell’Università Politecnica di Valencia; Doroty Bell, The Influence of Cesare Brandi’s Teoria in the United Kingdoms; Ursula Schädler-Saub, Le influenze di Cesare Brandi e dell’Istituto Centrale per il Restauro sulla teoria e sulla prassi del restauro in Germania; Ségolène Bergeon Langle, Cesare Brandi et la France: l’Institut Central de Restauration de Rome et le Louvre (jusqu’en 1988); Celina Contreras de Berenfeld, The impact of Brandi’s restoration theory in the United States, with a focus on George Stout; Toshihide Uchida, La situazione attuale nel restauro dei beni culturali giapponesi. Mantenere lo stato attuale o restituire l’aspetto originale?; Ivi Gabrielides, L’organizzazione dei laboratori di restauro del Museo Nazionale di Atene negli Anni Sessanta; Anthony Pontabry, Cesare Brandi e l’activité de restauration dans le Centre de Recherche et de Restauration des Musées de France; Christoph Merzenich, Dietro la “cortina di ferro”. Il restauro in Turingia (ex Germania Orientale) in rapporto con la Teoria del Restauro di Cesare Brandi; Helena Nikkanen, Brandi in Finland; Raniero Baglioni, El pensamiento de Cesare Brandi aplicado en dos intervenciones emblematicas realizadas por el Instituto Andaluz del Patrimonio Històrico; Christiana Cunningham-Adams, Denying Historic Reality; Maria Fernanda Falcon Martinez, Tra Italia e Messico: viaggio nel mondo del restauro; Andrzej Tomaszewski, Cesare Brandi e l’influsso della “scuola italiana del restauro” all’estero; Jukka Jokilheto, La teoria del restauro “in fieri”; Mario Micheli, Zhan Chang Fa, La ricezione della teoria e della prassi del restauro di Brandi in Cina; Beatriz Mugayar Kuehl, Aspetti della ricezione della Teoria del Restauro a tre anni della sua pubblicazione in Brasile; Michele D’Arcy Marincola, Brandi in America: Further Thoughts towards a History; Manfred Koller, Cesare Brandi in Austria: attività e recezione; Ursula Schädler-Saub, Cesare Brandi e il restauro in Germania oggi; Helen Glanville, Cesare Brandi, Newton and the National Gallery, London; Román Fernández-Baca Casares, Restauración española e influencia de Cesare Brandi: el caso del IAPH; Maurizio De Luca, L’esperienza del Laboratorio Restauro Pitture dei Musei Vaticani; Nicola Bonacasa, “Verde Nilo” di Cesare Brandi. Una chiosa; Mario Rubino, Ricordo di Cesare Brandi a Palermo; Roman Vlad, Testimonianza per Cesare Brandi; Franco Tomaselli, Il trattamento delle lacune nel restauro architettonico: il Palazzo della Zisa a Palermo; Mizuko Ugo, Il ruolo dell’UNESCO nella conservazione del Patrimonio culturale egiziano; Patrizia Cinti, Cesare Brandi creatore di organizzazioni di persone.

CURATORE
Giuseppe Basile. Dal 1976 è funzionario storico d’arte presso l’Istituto centrale del restauro (Ministero Beni Culturali), dove dal 1987 dirige il Servizio per gli interventi sui Beni artistici e storici. Dall’anno accademico 1991 - 92 è docente presso la Scuola di specializzazione in Storia dell’arte all’Università “La Sapienza” di Roma (Teoria e storia del restauro delle opere d’arte), dal 1995 è membro ordinario della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa e della Pontificia Commissione per l’Archeologia sacra.

CESARE BRANDI OGGI

Nina Nasilli,
SO CHE SEI BELLA ANIMA MIA

illustrazioni a colori - copertina a colori
pp 88 - F.to 23,5 x 31 - p.d.c. € 25,00
ISBN 978-88-89566-97-8
Arte39

In questo libro viene raccontata una storia che si poggia su due livelli che rappresentano i due linguaggi con i quali Nina Nasilli esprime se stessa: la scrittura e la pittura. I due livelli si congiungono in un progetto che è quello di realizzare un programma iconografico di una chiesa in Messico scegliendo un percorso liturgico al di fuori (o forse soltanto a lato) della dottrina, proponendone uno dove il flusso emotivo scorre impetuosamente all’interno di argini razionali che però permettono l’esondazione.
La cronaca ci dice che questo progetto non ha potuto realizzarsi, ma sappiamo che non è così, il progetto si è realizzato e a farne fede è questo libro.
Il volume si rivolge agli appassionati e studiosi di arte contemporanea.

L’artista, nata a Rovigo nel 1968, ha assunto Nina Nasilli come pseudonimo.  I suoi primi quadri vengono esposti in una personale a Thiene nel 1996. Nello stesso anno si rivela determinante l’incontro con una delle figure letterarie più significative del Novecento, Ottiero Ottieni. Dal 2002 ottiene menzioni e premi letterari, a Ischia, dove nel 2004 le viene conferita la nomina di accademico in occasione della quinta edizione del concorso partenopeo Premio Ischia.
La sua sempre più intensa attività pittorica si traduce in due prestigiose personali: SegniUrgenti e Imperfezioni Moleste.
Imperfezioni Moleste è anche il titolo del suo primo libro di poesie, pubblicato nel 2006 da Giraldi editore.
Nel 2007 interviene all’esibizione To call to mind nella sezione Contemporary Art della 52a Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. Le sue opere vengono presentate in numerose capitali e nel 2008 partecipa ad una mostra itinerante in alcune città statunitensi, tra cui New York, Boston, Atlanta. Nina vive e lavora tra Padova e Chioggia.

SO CHE SEI BELLA ANIMA MIA

Giuseppe Basile,
TEORIA E PRATICA DEL RESTAURO IN CESARE BRANDI
(prima definizione di termini)

illustrazioni in bianco e nero - copertina a 4 colori
pp 160 - F.to 21 x 29,7 - p.d.c. € 35,00
ISBN 978-88-89566-86-2
Arte38
Testo tradotto in 6 lingue:
inglese, tedesco, francese, spagnolo, portoghese, polacco

Il progetto, da cui è nata questo libro, prevedeva una pubblicazione in varie lingue che potesse facilitare una maggiore comprensione dei testi di Brandi ed in particolare della Teoria del Restauro, ora finalmente tradotta in moltissimi paesi.
Un’esigenza che già da tempo veniva evocata e che ha trovato conferma – se mai ce ne fosse stato bisogno – nei numerosi convegni e dibattiti realizzati nelle varie città europee e d’oltreoceano quando, ancor più che in Italia, è risultato assolutamente necessario un primo strumento di interpretazione di alcuni dei termini e dei passaggi più complessi del testo. Termini o passaggi da non equivocare per compenetrare pienamente il significato della Teoria.
Una esigenza inoltre anche per rispondere a coloro, alcuni docenti di restauro, che, a lato di interventi competenti e appassionati, hanno strutturato scientemente le loro relazioni insistendo su una presunta “oscurità” della Teoria. Primo passo forse per una progressiva archiviazione di un testo che da alcuni si vuol considerare estremamente interessante come testo “filosofico”, indubbiamente fondamentale per la storia del restauro, ma assai poco praticabile oggi nel restauro e nel suo insegnamento. Posizione che è stata contraddetta dall’estremo interesse registrato durante tutti gli incontri organizzati.

Giuseppe Basile, dal 1976 è funzionario storico d’arte presso l’Istituto centrale del restauro (Ministero Beni Culturali), dove dal 1987 dirige il Servizio per gli interventi sui Beni artistici e storici.
Dall’anno accademico 1991/92 è docente presso la Scuola di specializzazione in Storia dell’arte all’Università “La Sapienza” di Roma (Teoria e storia del restauro delle opere d’arte),
dal 1995 è membro ordinario della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa e della Pontificia Commissione per l’Archeologia sacra.

TEORIA E PRATICA DEL RESTAURO IN CESARE BRANDI

a cura di Giuliana Tomasella,
ALTROVE NON LONTANO
Scritti di amici per Raffaella Piva

illustrazioni in bianco e nero - copertina a 4 colori
pp 184 - F.to 17 x 24 - p.d.c. € 15,00
ISBN 978-88-89566-88-6
Arte37

Questo libro è stato realizzato per ricordare Raffaella Piva, scomparsa nello Sri Lanka nel 2004 a causa dello Tsunami. Raffaella Piva era una apprezzata storica dell’arte di origine friulana attiva in Veneto e in Trentino, collaboratrice per lungo tempo con la Soprintendenza regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto. Nel libro compaiono saggi di storia dell’arte di:
Alessandro Pasetti Medin, Luca Baggio, Giuseppe Barbieri, Nicoletta Boschiero, Lia Camerlengo, Giulia Ericani, Giuliana Galasso, Sergio Marinelli, Marta Nezzo, Loredana Olivato, Alessandra Pattanaro, Paola Pettenella, Lionello Puppi, Emanuela Rollandini, Giuliana Tomasella, Gian Maria varanini, Tiziana Franco, Francesca Venuto.

ALTROVE NON LONTANO - Scritti di amici per Raffaella Piva

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