Sezione Beni Culturali "QUADERNI DELL'ARTIGIANATO PADOVANO"
collana pagina 1
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Francesco Liguori,
L’ARTE DEL LIUTO
Le botteghe dei Tieffenbrucker prestigiosi costruttori di liuti a Padova tra
il Cinquecento e il Seicento pp.144 - F.to 22,5x27 - pdc 25,00 copertina a 4 colori
Pad11
ISBN 978-88-6336-087-5
Questo ultimo volume della collana
“I quaderni dell’artigianato padovano” ci mostra altre presenze, di
provenienza straniera e ben radicate a Padova, attive nell’ambito della
liuteria: un’arte al servizio di un’altra arte.
L’autore, grazie a una lunga consuetudine con le carte d’archivio, ha
ricostruito le biografie dei Tieffenbrucker: giunti in città dalla Baviera,
nei primi decenni del Cinquecento, essi si inserirono nell’ambiente
padovano, impiantarono qui famiglia e intrecciarono le loro vite, nel nome
della musica, con personalità di primo piano dell’ambiente cittadino.
Il colloquio con le cerchie culturali più qualificate, come si è visto per
gli orologiai o per gli orefici, caratterizza le produzioni di arte
applicata a Padova.
Il volume, è un testo di sicuro interesse per gli studiosi e appassionati di
storia della musica, di storia locale.
Il padovano Francesco Liguori è stato violinista e ha suonato nell’Orchestra
Filarmonica d’Archi di Padova con il maestro Eugenio Brancaleon. Lasciato il
mondo della musica, ha orientato i propri iteressi verso la ricerca storica,
trovando nel compianto professor Paolo Sambin, un maestro eccezionale. Il
suo primo libro, “Batagia”, dedicato a Battaglia Terme, gli ha consentito di
ricevere il Premio Brunacci 2001- Città di Monselice. Recentemente ha vinto,
nella sezione saggistica, il XXXVII Premio Letterario Basilicata con una
singolare ricerca: “Roberto de Mabilia da Montepeloso, prete e notaio in
Padova, committente di Andrea Mantegna”.
NOVITA'
Giovanna Baldissin Molli,
FIORAVANTE NICOLÒ E ALTRI ARTIGIANI DEL LUSSO NELL’ETÀ DI MANTEGNA
Ricerche d’archivio a Padova pp.184 - F.to 23x27 - pdc 30,00 illustrazioni a colori - copertina a colori
Pad10
ISBN 88-89566-52-3
La
ricerca di Giovanna Baldissin Molli dispiega uno dei lati tipologicamente
più affascinanti della città tradizionale, del modello di città, cioè, che
assommando una pluralità di funzioni si configurava come luogo di
convergenza d’interessi, di attività, di professioni e mestieri d’ogni
genere. Ambientata a Padova nel Quattro e inizio Cinquecento, la monografia
qui pubblicata consiste infatti nella messa in scena di un variopinto
corteo, nel quale artefici provetti – taluni noti, altri identificati per
l’occasione e i più del tutto sconosciuti – esibiscono a prestigiosi
committenti e a clienti danarosi i preziosi manufatti delle loro botteghe,
approfittando della luce smagliante emanata dai modelli ‘inventati’ dai
grandi artisti del tempo e in primo luogo dello splendore dei gioielli,
delle acconciature, delle vesti, degli arredi, sparsi a piene mani da Andrea
Mantegna (1431-1506) nei propri dipinti.
Il volume, per lo stile agile e divulgativo con cui è scritto è rivolto ad
un largo pubblico. È un testo di sicuro interesse per gli studiosi della
storia di Padova, per gli studenti universitari, docenti universitari e per
gli antiquari.
Giovanna
Baldissin Molli insegna all’Università di Padova e dirige la collana
Quaderni dell’artigianato padovano.
Michelangelo Munarini,
IL MESTIERE DEL VASAIO
Artigiani ceramisti a Padova e nel Padovano tra medioevo ed età dei lumi pp.96 - F.to 23x27 - pdc 20,00 illustrazioni in bianco e nero 30 - copertina a colori
Pad9
ISBN 88-89566-38-8
La
ceramica ingobbiata, graffita e dipinta sotto vetrina e la maiolica - cioè
la ceramica coperta dalla vernice stannifera - sono le produzioni di casa
nostra, soprattutto la prima, e si vedrà come Michelangelo Munarini - uno
specialista delle produzioni ceramiche di area padana, ha tracciato un
analitico percorso in questo ambito, prendendo in considerazione le
tipologie dei manufatti, le tecniche esecutive, le diverse famiglie
“ornamentali”, i documenti d’archivio e le più importanti personalità attive
in questo comparto padovano. Contemporaneamente tuttavia - ed è questo
l’aspetto che ci piace sottolineare - anche uno studio apparentemente
settoriale come quello sulla produzione ceramica padovana apre squarci sulla
vita organizzativa della città, la sua storia sociale, il modo in cui i
problemi connessi alle attività lavorative furono risolti, imprimendo tracce
durature sulla toponomastica e l’urbanistica del centro. Si sta dunque
parlando del cuore della città, le piazze, protagoniste della produzione e
del commercio di Padova. Nel Quattro-cento, dopo aver operato in altri
punti, i ceramisti si attestano in via Boccalerie, dove un’inaspettata
alternanza di botteghe di vasai e di pistori condivide l’uso del fuoco e dei
fumi caldi tante per cuocere i vasi che per far lievitare, nella bottega
vicina, il pane.
Michelangelo Munarini, padovano, è uno dei principali studiosi di
ceramica italiani.
Elda Martellozzo Forin,
La bottega dei fratelli Mazzoleni,
orologiai in Padova (1569)
La sorprendente attività dellartigianato padovano nelletà di Galileo svelata
da inedita documentazione archivistica pp.144 - F.to 23x27 - pdc 20,00 illustrazioni in bianco e nero 27 - copertina a colori
Pad8
ISBN 88-89566-16-7
Orologi: un mondo
fascinoso che da sempre ha attirato la cupidigia di collezionisti innamorati. Passato
dalla grande alla piccola misura, dalla scansione comunitaria del tempo, battuta sulle
torri civiche o sui campanili, alla dimensione della casa e quindi a quella della persona,
lorologio non ha conosciuto soste nel suo mutare, adattandosi alle nuove messe a
punto tecnologiche, alle diverse nicchie di mercato.
Lorologio ha sfruttato i materiali più diversi. Come oggetto darte applicata,
ha richiesto di frequente specializzazioni diverse e la compresenza di più mani.
Lorologio ci offre un caso ancor più pregnante di significato, nella sua unione di
lavoro manuale, attività artistica, conoscenza scientifica e filosofica: tanto che
dallalto dei campanili scritte morali sul fluire del tempo richiamavano ed
esortavano alla riflessione sulla propria condotta di vita.
A monte e ancor prima, lo strumento di misurazione del divenire si confronta con
lassoluta enigmaticità e ambiguità del concetto di tempo rispetto al
punto di vista umano.
Laura Sabatino,
LAPICIDI E MARANGONI IN UN CANTIERE RINASCIMENTALE
La Sacrestia della Basilica di
Santa Giustina in Padova pp.112 - F.to 23x27 - pdc 20,00 illustrazioni in bianco e nero 50 - copertina a colori
Pad7
ISBN 88-89566-06-X
Questo nuovo volume
della collana
Quaderni dellartigianato padovano riunisce diversi spunti di
ricerca, portando nuova luce non solamente sulle attività di due categorie di artigianati
storici di notevole rilevanza artistica, ma anche su un vano architettonico che, pur poco
conosciuto, presenta motivi di interesse per la sua storia architettonica, la sua
committenza e il suo arredo.
La sacrestia della basilica di Santa Giustina è oggi non solo la più bella di Padova, ma
anche, manomesse e modificate altre sacrestie importanti quella della basilica del
Santo a esempio - una delle poche pervenute in un assetto prossimo alloriginario In
linea con la tradizione benedettina la sacrestia fu concepita come una grande aula,
prossima alla basilica e destinata a diverse funzioni: sito di servizio per i monaci
officianti la chiesa, ambiente per la custodia delle suppellettili sacre, delle vesti e
della biancheria per gli altari, dei libri liturgici.
Ma anche luogo destinato alla preghiera, alla meditazione, alla stipula di
testamenti e patti, alla conservazione di carte e oggetti importanti e come tale dotato di
mobili contenitori e di unità di seduta.
Il volume, per lo stile agile e divulgativo con cui è scritto è rivolto ad un largo
pubblico.
È un testo di sicuro interesse per gli studiosi della storia di Padova, per gli
studenti universitari, docenti universitari e per gli antiquari.
Laura Sabatino, Laureata in
Storia dellarte a Padova, specializzata nello studio degli artigianati storici.
Giovanna Baldissin Molli
con contributo di Marco Callegari,
Il Poeta e il Marangone.
L'artigianato padovano al servizio di Petrarca e del letterato Umanista pp.144 - F.to 23x28,5 - pdc 30,00 illustrazioni in bianco e nero e colori - copertina a
quattro colori
Pad6
ISBN 88-87243-97-2
Questo libro si
propone, partendo dalla riflessione sulla nuova figura di studioso rappresentato dal
Petrarca, di indagare quali erano i rapporti tra il mondo intellettuale e quello
artigianale tra Due e Trecento. Lo studio ci fa scoprire due mondi che collaborano
strettamente. Per lo studio, lambiente di lavoro dellintellettuale, gli
artigiani misero a punto nuove forme di arredo, comprendenti tavoli per la scrittura,
scaffali, leggii, sistemi rudimentali di archiviazione delle carte e dei documenti e dei
libri; negli studi è documentata anche la presenza di oggetti particolari, la cui
invenzione è medioevale: i vetri alle finestre, gli occhiali, gli orologi. E
su questa scia potremmo continuare, elencando cose che, pur non di stretta ed esclusiva
pertinenza dello studioso, rientrarono anche nel suo mondo e datano al partire dal
Trecento: i bottoni, le maniche staccabili, la carriola, le note musicali.
Di questo fervido movimento culturale patavino fecero parte docenti delle facoltà
giurista e artista dello Studium, notai, maestri di grammatica, medici, ecclesiastici e
persone i cui orizzonti mentali erano stati modellati da una formazione universitaria.
Il libro si rivolge a tutti, in modo particolare agli studiosi di storia
dell'arte, di storia locale, di arti applicate, ai docenti universitari, studenti e
appassionati di arte e storia.
Giovanna Baldissin Molli è
docente di Storia dell'Oreficeria e delle Arti Minori presso l'Università di
Padova. È direttrice della collana Quaderni dell'artigianato padovano.