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CASA EDITRICE

Sezione Beni Culturali
Collana
"Documenti di Bottega"

 

Elda Martellozzo Forin,
FLESSIBILITA' MEDIOEVALE
I cartolai padovani nel secolo dell'invenzione della stampa


illustrazioni  in bianco e nero - copertina a due colori
Due volumi pp. Totali 288 - F.to 17 x 24 - p.d.c. € 35,00
   ISBN 978-88-6336-312-8
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PRIMO VOLUME
A meta' del secolo XV l'invenzione della stampa rivoluziono' il mercato del libro. Per gli operatori del settore nulla fu piu' come quel "prima" che viene qui studiato nelle sue caratteristiche e nei suoi protagonisti. La prima meta' del secolo fu il tempo dei cartolai. Nelle botteghe in piazza, al pianterreno del palazzo del podesta', e nelle straducole del quartiere S. Biagio ove erano ubicate le scuole universitarie, i cartolai vendettero carta e pergamena e accettarono commissioni per far copiare manoscritti che provvedevano poi a rilegare. Il cartolaio era commerciante e artigiano: in quanto commerciante metteva in vendita carta, rigorosamente quella spesso insufficiente e scadente prodotta nella cartiera di Battaglia, e pergamene che poteva acquistare dai pellettieri o produrre direttamente, magari in laboratori sulle rive del fiume nella zona dei Contarini come fecero i da Fabriano, che furono per decenni responsabili della cartiera e proprietari di un'attiva bottega di lavorazione delle pelli che permetteva un ricchissimo rifornimento di pergamene e di cuoi per la rilegatura di libri nelle loro tre botteghe in piazza. Combattendo o alleandosi quotidianamente con i bidelli dell'Universita', a loro volta amanuensi e legatori, i cartolai padovani riuscirono a rifornire i cittadini e gli studenti degli strumenti indispensabili del sapere. La pubblicazione di una manciata di documenti permette di capire come erano organizzate le botteghe dei cartolai, descrivendone i mobili e le tappezzerie ed elencando accuratamente tipologia e quantita' della merce in vendita, dalla materia di scrittura a tutto il necessario per la rilegatura dei libri e, talora, a pochissimi libri gia' pronti, tutti rigorosamente testi di avviamento alla lettura offerti a una clientela numerosa e di poche pretese.

SECONDO VOLUME
A meta' del secolo XV l'invenzione della stampa rivoluziono' il mercato del libro. Per i cartolai fu un momento difficile, ma seppero accettare la diminuzione delle commesse per libri da far copiare e rilegare e afferrare le nuove opportunita' di un mercato in cui erano aumentati in modo esponenziale i titoli piu' che le copie a disposizione. Alcuni cartolai mantennero la vecchia tipologia e continuarono a fornire carta, pergamena e inchiostri: il loro numero diminui' ma non si azzero'; inoltre si occuparono ancora e per tutto il secolo XV di far miniare i libri che uscivano dalle tipografie con spazi bianchi riservati alle lettere iniziali e a decorazioni. Poiche' i libri stampati venivano consegnati in fascicoli sciolti (libri desliga'), si spalanco' per loro un campo ricchissimo, quello delle legature: e parecchi cartolai si specializzarono nella legatoria, profittando di una richiesta che aumentava quotidianamente da parte di scolari e cittadini, alcuni dei quali, come Francesco Buzzacarini, andavano costituendo nei loro palazzi notevoli biblioteche nelle quali accanto al prezioso manoscritto comparivano anche quei libri stampati che permettevano di possedere un numero prima impensabile di copie di testi antichi e moderni, per la consultazione, per lo studio attento e per la lettura distensiva. Nella citta', in zone diverse e non piu' soltanto nelle piazze e nel quartiere delle scuole universitarie, i cartolai accolsero nelle botteghe un numero sempre crescente di libri stampati e diventarono librai. Poiche' il mercato padovano era ricco, aprirono librerie gli stessi stampatori che pure avevano installato i loro torchi a Venezia. Si insediarono in piazza i fratelli Torti che affidarono una rifornitissima bottega a un salariato. L'inventario dei libri esposti negli scaffali per la vendita steso nel 1488 ne elenca i titoli: si tratta di testi giuridici e medici, di classici e di manuali scolastici, di libri per ecclesiastici e di libretti di preghiere; nel complesso le letture offrono il ritratto di una societa' attenta e affamata di cultura.

Elda Martellozzo Forin, Padovana di Camposampiero per nascita (e per "passione"), ha studiato nella sua citta' e vi si e' laureata in materie letterarie con una tesi che ha segnato per sempre le sue ricerche: con la guida generosa di Paolo Sambin si e' occupata per anni di storia dell'Universita' di Padova nei secoli XV e XVI, quelli in cui Padova fu il faro culturale dell'Europa. Da quasi un ventennio ha alternato quella ricerca con l'interesse per la storia locale, pubblicando numerosi articoli sulle vicende e su personaggi del territorio a nord di Padova, quello delle antiche centuriazioni di Camposampiero e di Cittadella. Da un decennio raccoglie documenti d'archivio sull'artigianato padovano grazie ai quali ha ricostruito spaccati di storia sociale e del lavoro di orologiai e di speziali, e ora di cartolai e librai. In ogni caso e' rimasta sempre fedele alla ricerca d'archivio nella convinzione che il nuovo e il vero possono scaturire soltanto dai documenti.

NOVITA'
FLESSIBILITA' MEDIOEVALE - vol.1 -I cartolai padovani nel secolo dell'invenzione della stampa



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