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CASA EDITRICE

Sezione Guide Turistiche

"ALTRE GUIDE"
collana

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altre/guide, e' una collana di formato tascabile che avra'  un occhio di riguardo soprattutto per quegli spazi storici, quei luoghi naturali e quegli angoli d'arte che il piu' delle volte le comuni guide turistiche, per motivi di spazio, si vedono costrette, ormai da tempo, a trascurare o a sintetizzare nelle loro pagine.
Con altre/guide, invece, la nostra casa editrice proporra'  proprio tutte queste realta'  "minori", anch'esse ricche di fascino e di storia.

Mario Jona,
IL GHETTO E I LUOGHI EBRAICI
Citta'  di Padova
INTRODUZIONE
Davide Romanin Jacur
Adolfo Aharon Locci
 NUOVA EDIZIONE
La guida è impaginata in due lingue italiano e inglese
pp. 60 - F.to 12 x 22 - copertina a quattro colori
Ricco apparato iconografico a colori
ISBN 978-88-6336-293-0 - pdc. € 6,00
Guide 01
 

Il Ghetto rappresenta sicuramente una parte importante della storia padovana e farla conoscere e' un dovere. Camminare per queste vie con l'ausilio di questa guida, incontrare l'ex Sinagoga Tedesca - ora sede del Museo della Padova Ebraica - scorgere la finestra colonnata della Sinagoga Spagnola, visitare la Sinagoga Italiana ancora in uso, riconoscere i punti dove erano posti i cancelli di chiusura del Ghetto, sono esperienze che consentono di entrare in contatto con la storia e la cultura ebraica italiana. Sebbene la collettivita' ebraica in Italia non sia stata molto numerosa, ha sempre avuto grande importanza nella vita del paese. La civilta'  ebraica, quando e' venuta a contatto con la civilta' europea, ha saputo alimentarne una straordinaria fioritura culturale nel campo del pensiero, delle arti, delle scienze. Tale fusione costituisce, soprattutto in questi tempi, la garanzia contro il riemergere dei veleni del razzismo e dell'antisemitismo, mai rimossi dal fondo di certe coscienze. Storicamente, nonostante il Ghetto richiami alla mente un periodo buio della storia ebraica padovana, il mantenimento e lo sviluppo della cultura ebraica al suo interno non subirono interruzioni. L'ebraismo esprime un complesso di valori universali che, per la loro grande vitalita', fanno della cultura ebraica una pianta dalle radici profonde, capace di tramandare se stessa anche nelle piu' avverse condizioni.

Il volume e' un testo per tutti, per amanti della storia e turisti, per studiosi della cultura ebraica e per i cittadini padovani.

NOVITA'
IL GHETTO E I LUOGHI EBRAICI - Citta' di Padova

Amalia Donatella Basso, Claudio Spagnol,
PORTO FLAVIA
 pp. 80 - F.to 12 x 22 - copertina a quattro colori
Ricco apparato iconografico a colori
ISBN 978-88-6336-212-1 - pdc. € 5,00
Guide 13

Si tratta di una guida dedicata all'importante sito di Porto Flavia, fra i piu' insigni monumenti di archeologia industriale presenti in Sardegna. E' un luogo suggestivo, ricco di fascino evocativo che si apre nella falesia di Masua, lungo la costiera sudoccidentale della Sardegna, sembra un castello in miniatura. Condensa una storia che parla di lavoro, di fatiche, di sfide, un luogo che rimanda all'epoca eroica delle miniere. E' soprattutto un capolavoro d'ingegneria, fu progettato e costruito da Cesare Vecelli, segno' un'importante conquista industriale e contribui' al miglioramento delle condizioni di lavoro degli addetti.

Amalia Donatella Basso e' storica dell'arte. Da oltre trent'anni si occupa di conservazione e restauro presso la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna. Numerosi i suoi articoli e studi di storia dell'arte.
Claudio Spagnol e' architetto. Ha progettato e diretto numerosi lavoro di restauro a Venezia tra cui, in Palazzo Ducale, quello dei caminetti lapidei cinquecenteschi e dei serramenti storici; della chiesa dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca.

Entrambi sono i curatori del volume, Cesare Vecelli ingegnere minerario. Una storia che attraversa l'Italia.

PORTO FLAVIA

a cura di Chiara Ceschi,
VILLA MIARI DE' CUMANI
 pp. 96 - F.to 12 x 21 - copertina a quattro colori
Testo Italiano
ISBN 978-88-6336-152-0 - pdc. € 5,00
Guide 12

Rivivere attraverso questo libro la storia della villa Miari de' Cumani e' in parte rivivere anche la storia del territorio di Sant'Elena e colpiscono il modo dettagliato e la semplicita'  con cui viene presentata al viaggiatore curioso. Un'analisi approfondita dell'edificio e del suo vasto giardino romantico, eseguita con una scrupolosa ricerca d'archivio, sicuramente promette al lettore interessanti spunti di riflessione non solo sulle vicende della nobile famiglia Miari, ma anche sulla storia del comune. Squarci fotografici e suggestioni testuali che riescono sorprendentemente a raccontare per immagini la storia e la bellezza di questi ambienti. Una bellezza che si basa sulle decorazioni accanto alla semplicita'  del complesso che accorda economia, necessita'  e grazia.

VILLA MIARI DE’ CUMANI

Marco Ferreo,
VILLA SPESSA
Carmignano di Brenta

 pp. 60 - F.to 12 x 22 - copertina a quattro colori
Testo Italiano - pdc. € 5,00
Guide 11

Ai confini con il territorio vicentino sorge Villa Spessa a Carmignano di Brenta. Nella impostazione goticheggiante delle forature, nell'uso della decorazione parietale indica il
passaggio al Quattrocento. Villa Spessa nasce in un territorio ad alta vocazione agricola nell'area detta Destra Brenta tesa allo sfruttamento economico con produzione, nel periodo tra XV e XVI secolodella lana e, ricca di abbondante acqua, successivamente alla produzione e allo sviluppo del riso. Quale imprenditore laniero della zona, Giovanni Andrea da Quinto, proprietario di una bottega a Vicenza, proprio per incrementare l'attivita'  di vendita, acquista i terreni che dovevano servire all'allevamento degli ovini. E' da qui che parte la storia della Villa caratterizzata da corsi d'acqua indispensabili per il trasporto delle merci. Attraverso l'esame architettonico e stilistico l'autore della pubblicazione ci accompagna nella visita, ricca di spunti e suggestioni, della villa.
Un ricco apparato iconografico illustra, nelle sue linee essenziali, la ricchezza del manufatto, e ci guida nella scoperta di uno dei patrimoni di cui e' ricca la nostra provincia. La chiesa, annessa alla villa e dedicata a Sant'Andrea, risalente ad anni a ridosso del 1492 e' nata come edificio di culto e, come da disposizione testamentaria di Giovanni Andrea da Quinto, il proprietario, doveva servire "ut cotidie celebretur missa et ufficia occorrentia" (affinche' si celebrasse ogni giorno messa e i riti che servivano). Oggi, la chiesa di Sant'Andrea, non fa piu' parte della proprieta' , ma appartiene alla parrocchia di Carmignano di Brenta cui fu donata nel 1936.

VILLA Spessa - Carmignano di Brenta

Matteo Piccolo
VILLA GRIMANI VALMARANA
Noventa Padovana

 pp. 60 - F.to 12 x 22 - copertina a quattro colori
Testo Italiano - pdc. € 5,00
Guide 10

Nel 1520 Domenico Grimani, gia'  patriarca di Aquileia, acquista tutta la proprieta'  per duemila ducati. La casa in questo periodo arrichisce la sua vocazione di luogo di svago, di soggiorno, di distacco dagli obblighi cittadini, ma anche di accogliente ritrovo per alcuni personaggi politici e della cultura. Nel 1661 la villa di Noventa passa in proprieta'  a Maria Grimani, consorte di Giovanni Grimani Calergi. Tra il 1762 e il 1773 Francesco Vendramin, figlio di Nicolo' Vendramin, senatore e membro del Consiglio dei dieci, decide di far ristrutturare l'edificio e per la decorazione incarica il pittore Andrea Urbani. Nel 1893, sul testamento, la contessa compie un gesto di beneficenza donando la villa Beneficiario delle disposizioni testamentarie: il Comune di Noventa Padovana, al quale spetta la costituzione della Fondazione benefica. Da casa di villeggiatura ad istituto educativo.
Il fascino di questa villa si manifesta appena entrati: uno scrigno in cui sono conservati, ancora oggi, i tesori artistici chiamati comunemente "ville venete".
Bello il parco ma ancor piu' bella la visita all'interno, con la cappellina, il salone delle Virtu' o Portego, la stanza della Sincerita' , la stanza del Consiglio, la stanza della Prudenza, la stanza delle Quattro Stagioni o di Astrea, la stanza della Concordia e stanza degli ospiti, la stanza "cinese".

Matteo Piccolo, Laureato in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Universita'  degli Studi di Udine, presta servizio presso la segreteria di direzione della Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia Ca’ Pesaro. Autore di numerosi articoli e i saggi comparsi sulle riviste specializzate, si segnala la realizzazione dell’Appendice, in La chiesa di S. Lorenzo in Mestre. Storia restauro arte vita, aa. vv., Mestre 2001, pp. 163-165 e la cura delle biografie e schede del volume Dalle maschere alle macchine. Pittura veneziana 1869-1914, Flavia Scotton (a cura di), catalogo della mostra, Mestre 27 ottobre 2002 / 2 febbraio 2003.

VILLA GRIMANI VALMARANA - Noventa Padovana

Lisa Magagnin
I PATRONI E I LUOGHI DI CULTO A PADOVA
La luce dei santi nell’operato degli artigiani
 pp. 60 - F.to 12 x 22 - illustrazioni a colori - copertina a quattro colori
Testo Italiano
ISBN 88-89566-25-6 - pdc. € 10,00
Guide 9

Questa breve guida ha inteso riscoprire, o meglio, iniziare a riscoprire, le forme della devozione proprie delle diverse categorie artigiane, andando alla ricerca dei santi patroni e delle chiese dove erano venerati. Ne e' uscito un affresco colorato, diversificato, che mette insieme grandi titani della fede come Giovanni Battista, o gli evangelisti Luca e Marco, a santi forse mai esistiti, come i santi Quattro Coronati, o vissuti fuori dall’Italia, come San Bovo, o ancora dai nomi desueti o ristretti ad ambiti locali, come sant’Omobono, patrono di Cremona. E se questi, di professione sarto, e' riconosciuto ovunque quale patrono della categoria, nello stesso modo di Giuseppe, in vita falegname, di Eligio, in vita fabbro e orefice, o di Crispino e Crispiniano, in vita calzolai, altri patroni non hanno riscontro con la categoria protetta. Non solo la storia della loro vita e' priva di aspetti che si possano collegare al mestiere di cui sono i patrocinatori, come nel caso di Egidio per i merciai, di Michele Arcangelo per gli speziali, di Biagio per i fruttaroli, ma neppure, in Italia o in Europa, taluni santi sono mai stati invocati come patroni di certe categorie.

Lisa Magagnin, storica dell’arte.

I PATRONI E I LUOGHI DI CULTO A PADOVA

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