altre/guide,
e' una collana di formato tascabile che avrà un
occhio di riguardo soprattutto per quegli spazi storici, quei luoghi naturali e quegli
angoli d'arte che il più delle volte le comuni guide turistiche, per motivi di spazio, si
vedono costrette, ormai da tempo, a trascurare o a sintetizzare nelle loro pagine.
Con altre/guide, invece, la nostra casa editrice
proporrà proprio tutte queste realtà "minori", anch'esse ricche di fascino e
di storia.
Marco Ferreo VILLA SPESSA
Carmignano di Brenta pp. 60 - F.to 12 x 22 - copertina a quattro colori
Testo Italiano - pdc. 5,00 Guide 11
Ai confini con il territorio vicentino sorge
Villa Spessa a Carmignano di Brenta. Nella impostazione goticheggiante delle
forature, nell’uso della decorazione parietale indica il
passaggio al Quattrocento. Villa Spessa nasce in un territorio ad alta
vocazione agricola nell’area detta Destra Brenta tesa allo sfruttamento
economico con produzione, nel periodo tra XV e XVI secolodella lana e, ricca
di abbondante acqua, successivamente alla produzione e allo sviluppo del
riso. Quale imprenditore laniero della zona, Giovanni Andrea da Quinto,
proprietario di una bottega a Vicenza, proprio per incrementare l’attività
di vendita, acquista i terreni che dovevano servire all’allevamento degli
ovini. E’ da qui che parte la storia della Villa caratterizzata da corsi
d’acqua indispensabili per il trasporto delle merci. Attraverso l’esame
architettonico e stilistico l’autore della pubblicazione ci accompagna nella
visita, ricca di spunti e suggestioni, della villa.
Un ricco apparato iconografico illustra, nelle sue linee essenziali, la
ricchezza del manufatto, e ci guida nella scoperta di uno dei patrimoni di
cui è ricca la nostra provincia. La chiesa, annessa alla villa e dedicata a
Sant’Andrea, risalente ad anni a ridosso del 1492 è nata come edificio di
culto e, come da disposizione testamentaria di Giovanni Andrea da Quinto, il
proprietario, doveva servire “ut cotidie celebretur missa et ufficia
occorrentia” (affinché si celebrasse ogni giorno messa e i riti che
servivano).
Oggi, la chiesa di Sant’Andrea, non fa più parte della proprietà, ma
appartiene alla parrocchia di Carmignano di Brenta cui fu donata nel 1936.
NOVITA'
Matteo Piccolo VILLA GRIMANI VALMARANA
Noventa Padovana pp. 60 - F.to 12 x 22 - copertina a quattro colori
Testo Italiano - pdc. 5,00 Guide 10
Nel 1520 Domenico Grimani, già patriarca di
Aquileia, acquista tutta la proprietà per duemila ducati. La casa in questo
periodo arrichisce la sua vocazione di luogo di svago, di soggiorno, di
distacco dagli obblighi cittadini, ma anche di accogliente ritrovo per
alcuni personaggi politici e della cultura.
Nel 1661 la villa di Noventa passa in proprietà a Maria Grimani, consorte di
Giovanni Grimani Calergi. Tra il 1762
e il 1773 Francesco Vendramin, figlio di Nicolò Vendramin, senatore e membro
del Consiglio dei dieci, decide di far ristrutturare l’edificio e per la
decorazione incarica il pittore Andrea Urbani. Nel 1893, sul testamento, la
contessa compie un gesto di beneficenza donando la villa Beneficiario delle
disposizioni testamentarie: il Comune di Noventa Padovana, al quale spetta
la costituzione della Fondazione benefica. Da casa di villeggiatura
ad istituto educativo.
Il fascino di questa villa si manifesta appena entrati: uno scrigno in cui
sono conservati, ancora oggi, i tesori artistici chiamati comunemente “ville
venete”.
Bello il parco ma ancor più bella la visita all’interno, con la cappellina,
il salone delle Virtù o Portego, la stanza della Sincerità, la stanza del
Consiglio, la stanza della Prudenza, la stanza delle Quattro Stagioni o di
Astrea, la stanza della Concordia e stanza degli ospiti, la stanza “cinese”.
Matteo Piccolo, Laureato in Conservazione dei Beni
Culturali presso lUniversità degli Studi di Udine, presta servizio presso la
segreteria di direzione della Galleria Internazionale dArte Moderna di Venezia
Ca Pesaro. Autore di numerosi articoli e i saggi comparsi sulle riviste
specializzate, si segnala la realizzazione dellAppendice, in La chiesa di S. Lorenzo
in Mestre. Storia restauro arte vita, aa. vv., Mestre 2001, pp. 163-165 e la cura delle
biografie e schede del volume Dalle maschere alle macchine. Pittura veneziana 1869-1914,
Flavia Scotton (a cura di), catalogo della mostra, Mestre 27 ottobre 2002 / 2 febbraio 2003.
NOVITA'
Lisa Magagnin I PATRONI E I LUOGHI DI CULTO A PADOVA
La luce dei santi nelloperato degli artigiani pp. 60 - F.to 12 x 22 -
illustrazioni a colori - copertina a quattro colori
Testo Italiano
ISBN 88-89566-25-6 - pdc. 10,00 Guide 9
Questa breve
guida ha inteso riscoprire, o meglio, iniziare a riscoprire, le forme della devozione
proprie delle diverse categorie artigiane, andando alla ricerca dei santi patroni e delle
chiese dove erano venerati. Ne è uscito un affresco colorato, diversificato, che mette
insieme grandi titani della fede come Giovanni Battista, o gli evangelisti Luca e Marco, a
santi forse mai esistiti, come i santi Quattro Coronati, o vissuti fuori dallItalia,
come San Bovo, o ancora dai nomi desueti o ristretti ad ambiti locali, come
santOmobono, patrono di Cremona. E se questi, di professione sarto, è riconosciuto
ovunque quale patrono della categoria, nello stesso modo di Giuseppe, in vita falegname,
di Eligio, in vita fabbro e orefice, o di Crispino e Crispiniano, in vita calzolai, altri
patroni non hanno riscontro con la categoria protetta. Non solo la storia della loro vita
è priva di aspetti che si possano collegare al mestiere di cui sono i patrocinatori, come
nel caso di Egidio per i merciai, di Michele Arcangelo per gli speziali, di Biagio per i
fruttaroli, ma neppure, in Italia o in Europa, taluni santi sono mai stati invocati come
patroni di certe categorie.
Lisa Magagnin, storica dellarte.
Anna Pietropolli Provincia di Padova
VILLA ZABORRA
CASTELLO DI S. PELAGIO pp. 48 - F.to 12 x 22 -
illustrazioni a colori - copertina a colori
Testo Italiano
ISBN 88-89566-03-5 - pdc. 5,00 Guide 8
Le origini di
questo imponente complesso sono ancora medievali. Limpianto che oggi possiamo vedere
risale però al XVI secolo. Le strutture vennero poi ampiamente rimaneggiate nel corso del
Settecento, quando divennero di proprietà dei conti Zaborra.
Allinterno alcune sale conservano ancora tracce degli affreschi che le decoravano,
con motivi a grottesche.
Il complesso fu sede nel 1918 della squadra La Serenissima, che effettuò il
volo su Vienna capitanato da Gabriele DAnnunzio, che qui soggiornò a lungo, ospite
dei proprietari. Dal 1980 ospita un notevole Museo dellAria, con cimeli, documenti,
modelli in scala e velivoli autentici (oltre 300 modelli di macchine volanti e aerei).
La villa è immersa in un ampio parco con belle piante esotiche, alberi monumentali, rose
antiche e moderne, la ghiacciaia, un laghetto e il Labirinto del Minotauro. Tutto il
complesso è visitabile.
La guida è stata pensata e realizzata per rivolgersi ad un vasto pubblico.
Anna Pietropolli, laureata in Conservazione dei Beni
Culturali presso lUniversità di Udine, specializzata in Storia dellArte
presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dellUniversità di Bologna, con
perfezionamento in Legislazione dei Beni Culturali. Cultore della materia per la cattedra
di Storia dellArte Moderna II presso lUniversità degli Studi di Udine,
autrice di diversi articoli in riviste specializzate.
Si segnala la sua monografia Gerolamo Brusaferro, dipinti e disegni, e la
realizzazione per la collana Altre/Guide, con Irene Galifi e Gianmatteo Caputo, della
guida Le chiese di Venezia. I luoghi di culto della città e delle sue isole.
È autrice, sempre per la collana Altre/Guide, del volume Le ville della Provincia
di Padova.
Anna Pietropolli Provincia di Padova
VILLA SANTA SOFIA SCERIMAN - CORNER pp. 48 - F.to 12 x 22 -
illustrazioni a colori - copertina a colori
Testo Italiano
ISBN 88-89566-02-7 - pdc. 5,00 Guide 7
Villa Santa
Sofia-Sceriman è un complesso costruito nel Cinquecento in stile palladiano, con al
centro pronao tetrastilo sormontato da timpano, e comprende numerose adiacenze e un
labirinto. La nobile famiglia dei Santa Sofia pare fosse già da tempo insediata in questi
territori, forse ancora nel XII secolo.
Una prima documentazione risale al XV secolo: infatti venne redatta nel 1447 una mappa del
territorio in cui compare la parte più antica della villa, attualmente corrispondente
alla zona delle cantine, delle cucine, delle stalle. La famiglia di ricchi armatori degli
Sceriman, di origini armene, divenne proprietaria della villa e dei terreni circostanti
nel 1740.
La piccola cappella si trova al di fuori della cinta muraria del complesso e risulta già
presente nel Settecento, citata nelle relazioni alle Visite Pastorali dellepoca.
Il complesso venne completamente restaurato ed ampliato nel 1959 dagli attuali
proprietari, i signori Soranzo.
La guida è stata pensata e realizzata per rivolgersi ad un vasto pubblico.
Anna Pietropolli, laureata in Conservazione dei Beni
Culturali presso lUniversità di Udine, specializzata in Storia dellArte
presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dellUniversità di Bologna, con
perfezionamento in Legislazione dei Beni Culturali. Cultore della materia per la cattedra
di Storia dellArte Moderna II presso lUniversità degli Studi di Udine,
autrice di diversi articoli in riviste specializzate.
Si segnala la sua monografia Gerolamo Brusaferro, dipinti e disegni, e la
realizzazione per la collana Altre/Guide, con Irene Galifi e Gianmatteo Caputo, della
guida Le chiese di Venezia. I luoghi di culto della città e delle sue isole.
È autrice, sempre per la collana Altre/Guide, del volume Le ville della Provincia
di Padova.