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CASA EDITRICE

Sezione Letteratura, Poesia
e Tematiche Sociali

"La STIRPE delle API"
collana

 

Silvia Veronese,
L’ECO DELL’ARIA

copertina a quattro colori
pp 128 - F.to 16 x 24 - p.d.c. € 13,00
   ISBN 978-88-6336-111-7
Api07

Per l’autrice la poesia è uno spazio di libertà, un luogo insieme privilegiato e democratico, personalissimo e a disposizione di tutti, perché obbliga a mettersi in gioco davanti a un pubblico di amici e sconosciuti, senza il comodo paravento dei romanzieri che parlano e agiscono
per interposta persona. Far leggere la propria anima con il solo sottilissimo velo dei versi a proteggerla, richiede coraggio. E naturalmente la presenza di un’anima, il che non è sempre scontato. Questa raccolta di poesie pone tante
domande; poche, invece, le risposte e quasi tutte provvisorie e insoddisfacenti. Non è detto poi che poetare significhi soltanto parlare agli altri e a se stessi: molti brani di Silvia Veronese sono l’umile ascolto di voci altrui, della gente, della Natura, qualche volta di Dio. Ovvio che parlare e ascoltare sono doti che possiede ogni homo più o meno sapiens: solo che Silvia ascolta le cose con più attenzione e le scrive meglio, ossia cercando e trovando le parole adatte, tratte dal lessico quotidiano o arcaiche, aeree e terrene, brutali e dolcissime, non senza un’attenzione all’aspetto metrico. Alcune liriche sono ossessivamente ritmate, altre scorrono leggere come frammenti di un diario segreto.

Silvia Veronese, nata in “terra d’Este” nel 1967, è responsabile dell’Ufficio stampa e comunicazione della CNA (Confederazione Nazionale Artigianato) della provincia di Padova, laureata in lettere con una tesi in stilistica e metrica italiana con Fernando Bandini, ha scritto diversi articoli per quotidiani e riviste letterarie.
Questa raccolta di poesie è la sua prima pubblicazione.

NOVITA'

L’ECO DELL’ARIA

Giuseppe Antonio Brunelli,
PREGHIERAPOESIA

copertina a quattro colori
immagini interne a colori di Elio Jodice
pp 64 - F.to 16 x 24 - p.d.c. € 12,00
   ISBN 978-88-6336-018-9
Api06

In queste liriche si ripropone l’ebbrezza e lo stupore della creatura di fronte all’immensità dell’universo, per scoprire che esso ha un’anima e... che anche l’universo è mio fratello.
Qui riaffiorano le ataviche eterne contraddizioni che sembrano inconciliabili: il buio dello spirito e la luce della fede, la solitudine dell’uomo nel vasto universo. Ma ecco, nel Sole che bacia la rosa come amasse lei sola la preziosità d’ogni singolo essere nel mondo; ecco la preghiera come un effondersi del cuore, ed ecco infine la signoria della Parola per cui hanno sapore anche le ore vane.

Giuseppe Antonio Brunelli (Milano, 1922), poeta, saggista, traduttore, ha concluso a Firenze, dove attualmente risiede, i suoi cinquant’anni universitari nell’insegnamento della lingua e letteratura francese. Oltre ad opere di filologo e saggista, relative a una lunga attività di ricerche, ha edito testi poetici suoi e traduzioni in versi. Nel 1948 e nel 1949, a Milano, Garzanti pubblica le prime due raccolte di poesie di Brunelli: Se canto se rido se gioco (1938-1942) e Le cascate d’agosto (1943-1945), riedite, queste ultime, a Firenze nel 1996. In Sicilia vedono la luce altri tre volumi di liriche, L’Amore e il Tempo (1964), Le ballate di Villon e altre cose mie (1968), Omaggio a Ch. Baudelaire (1971); tre libri da cui derivano quasi tutte le poesie Per Giovanna (1946-1982), A Firenze, Brunelli ristampa nel 1999 la prima delle sue raccolte, il Se canto, nella stessa collana bilingue gestita f.c. e con il consenso della Facoltà di Scienze Politiche, dove è succeduto dal 1987 nella cattedra del francesista e poeta Mario Luzi. Nel 2001 vengono edite la riedizione del Concerto per Palma e le 17 Poesie da pensieri di Padre Pio. Per gli ottant’anni del poeta, pubblica un estratto di
Per Giovanna (tre poesie) con saggio critico di G. Baroni sulla poesia brunelliana: estratto intitolato Ritratto come un paesaggio. Poesie di Brunelli sono state tradotte e pubblicate in latino, in francese, in spagnolo ed in veneziano.
Nella stessa collana, Il più bel Credo (2006), casa editrice il prato.

PREGHIERAPOESIA

Nina Nasilli,
IMPERFEZIONI MOLESTE. E OLTRE

Introduzione: Angelo Andreotti
Prefazione: Giuseppe Conte
Postfazione: Renzo Ravagnan
copertina a quattro colori
pp 160 - F.to 16 x 24 - p.d.c. € 13,00
   ISBN 978-88-6336-007-3
Api05

C’è un luogo in cui è impossibile stare, ma che qualcuno è indotto ad attraversare.
L’attraversamento è breve, a volte appena il tempo di una poesia. Però in quel luogo il tempo imbroglia perché non separa passato presente futuro, scombina l’ordine degli eventi e li impasta con inesorabile indifferenza in un unico interminabile istante. I versi di Nina raccontano un attraversamento di quel luogo. Quasi di corsa, in apnea. Lei sobbalza a ogni incontro. Disarmata e nuda si lascia percuotere, strattonare, scuotere, subisce la violenza dell’indistinto, ma qualche volta si ribella cascando parole le une sulle altre, che a lama penetrino la massa informe di quel mondo e ne sventrino la durezza, e qualche altra volta si difende armando la ragione che lì, in quel luogo, può soltanto limitare danni che a forza saranno subiti. A piene mani afferra ciò che incontra, e lo porta al di qua, dove ancora ansimante trova il tempo grazie al quale può dare ordine a quel magma di sensazioni e di emozioni, lacerante e insostenibile. L’ordine si chiama poesia, un esercizio con il quale è possibile ricomporre quell’informe in una forma che ci possa riguardare, che possa dialogare ed essere compresa da chi, al di qua del limite, è rimasto ad aspettare una voce che riesca a raccontargli l’insostenibile prossimità dell’anima. Perché la poesia è anche conoscenza, è il mezzo con cui è possibile avvicinarsi allo smarrimento di sé stessi, per poi tornare pieni di quel vuoto che ci consente di trovare spazio per una vita che scorra verso un senso… e oltre.

L’artista, nata a Rovigo nel 1968, ha assunto Nina Nasilli come pseudonimo. Giovanissima, inizia a scrivere le prime poesie. Si rivela determinante l’incontro con una delle figure letterarie più significative del Novecento, Ottiero Ottieri, che nel 1997 recensisce due sue composizioni in Nuovi Argomenti. Da allora, fino alla morte di lui, avvenuta nel 2002, Nasilli mantiene con Ottieri un intenso rapporto umano ed intellettuale, al termine del quale si ripropone sia come poeta sia come pittrice, dopo un periodo di operoso silenzio. Dal 2002 ottiene menzioni e premi letterari ad Augusta (Siracusa), Chieti, Legnano (Milano), Napoli; a Roma, dall’Associazione Italiana d’Arte Moderna; a Ischia, dove nel 2004 le viene conferita la nomina di accademico in occasione della quinta edizione del concorso partenopeo Premio Ischia. Nel maggio 2005 partecipa, in qualità di membro fondatore, alla nascita dell’associazione Ambasciatori del Certamen Ciceronianum.

IMPERFEZIONI MOLESTE. E OLTRE

Attilio Carminati,
LA BAMBOLA ETRUSCA

copertina a quattro colori - immagini interne a colori di Elio Jodice
pp 96 - F.to 16 x 24 - p.d.c. € 12,00
   ISBN 88-89566-67-1
Api04

Generi diversi tra quelli in cui per decenni Carminati si è cimentato – la creazione poetica, anzitutto, la traduzione dei classici in veneziano, la volgarizzazione biblica – sono testimoniati in questa antologia composta da inediti recenti e datati; non è la prima volta che l’Autore va ricuperando vecchi scritti dalle montagne di carte che egli stesso, in occasione della pubblicazione del suo Pascoli di silenzio, un anno fa, confessava di conservare a casa inesplorate, in un anelito di rilettura di un passato continuamente superato dallo studio, dall’applicazione, dall’evoluzione di una poetica sempre in crescita: “Mi sono trovato davanti un altro me stesso”, scriveva allora presentando quelle sue “nuove” poesie, la maggior parte delle quali scritte fra i venti e i trent’anni d’età, epoca in cui il giovane poeta – già detentore di una ferrea padronanza della tecnica versificatoria, e di una competenza linguistica e lessicale di grande spessore – sfornava i frutti di una sensibilità esacerbata, versi nei quali i critici di allora non esitavano a scorgere gli albori di un futuro promettente.

Attilio Carminati, poeta, nato a Venezia nel 1922 e risiede al Lido di Venezia. Giovanissimo si è dedicato alla poesia pubblicando, poco più che ventenne, due libri: Fronde sparte e Risveglio, che ottennero consensi da critici e da letterati. Del 1966 è la raccolta Eravamo vento d’estate (Premio nazionale Illasi), del 1967 Lettere al sole (Premio nazionale Il Gerione d’Oro). Nel 1971, su particolare consiglio e incoraggiamento del poeta Ugo Fasolo, inizia la sua intensa attività in dialetto che lo ha fatto emergere in campo nazionale, Nel
2004 ha pubblicato la raccolta poetica Il sesso della Terra. Ha curato antologie poetiche e vinto i più importanti premi in dialetto delle Tre Venezie. È stato tradotto in lingua spagnola, di lui hanno scritto e parlato poeti e critici di fama nazionale e internazionale. Nel 2006, pubblica in questa collana la raccolta Pascoli di silenzio (1946-1970).

LA BAMBOLA ETRUSCA

Francesca Ruth Brandes,
PICCOLE BENEDIZIONI

copertina a quattro colori
pp 72 - F.to 16 x 24 - p.d.c. € 12,00
ISBN 88-89566-53-1
Api03

Delle poesie di Francesca Brandes mi colpiscono, innanzitutto, i paesaggi, così straordinariamente accordati al suo io; c’è in tedesco una parola quasi intraducibile: Stimmung, per alludere alla compenetrazione magica tra il Sé e la natura, fino al punto che l’accordarsi, che il contemperarsi non permettono più una separazione netta.
L’intero corpus poetico di Brandes potrebbe esser caratterizzato come il passaggio dal rumore alla voce. La voce dell’Autrice non è roboante, ma incisiva: inconfondibile, personale, anche se sembra ridursi, a tratti, a un filo di voce, a un parlare sommesso, pieno di dolcezza e malinconia, una malinconia che si stempera nella gratitudine e nelle piccole benedizioni che punteggiano l’esperienza quotidiana, che rimane, comunque, un dono sorprendente.

Francesca Ruth Brandes vive ed opera a Venezia. Saggista, curatrice e critica d’arte, ha scritto e condotto per RadioRai programmi di attualità culturale. Si è spesso occupata di tematiche ebraiche. Ha pubblicato, fra gli altri, per i tipi di Marsilio Itinerari ebraici del Veneto, oltre a testi per il teatro e cataloghi monografici.
è collaboratrice del Centro Internazionale della Grafica di Venezia e del Gruppo di ricerca visuale Verifica 8+1 di Venezia-Mestre. Tra le pubblicazioni si possono ricordare: L’altra storia, Eidos, 1995; Pacovska. Magica Kveta, Padova, 1999; Albedo. L’acqua della luna, Roma-Spello, 2002; Tobia Ravà. Memoria del futuro, Verona, 2003; Nagual o del non-visto, Castelfranco Veneto, 2004; Canto a più grida (poesie), Venezia, 2005.

PICCOLE BENEDIZIONI

Giuseppe Antonio Brunelli,
IL PIÙ BEL CREDO

copertina a quattro colori - immagini interne a colori di Elio Jodice
pp 48 - F.to 16 x 24 - p.d.c. € 12,00
ISBN 88-89566-54-x
Api02

Di fronte al candore di queste pagine, non serve proprio rispolverare la “vexata quaestio” dei discussi rapporti tra poesia e preghiera. Vi è palese l’urgenza di racchiudere in battute sentenziose il significato d’un fatto, d’un episodio, di una condizione umana, sul modello fissato nell’alta sapienza del Vangelo. La parola, qui, deve farsi null’altro che umile ancella del pensiero.

Giuseppe Antonio Brunelli (Milano, 1922), poeta, saggista, traduttore, ha concluso a Firenze, dove attualmente risiede, i suoi cinquant’anni universitari nell’insegnamento della lingua e letteratura francese. Oltre ad opere di filologo e saggista, relative a una lunga attività di ricerche, ha edito testi poetici suoi e traduzioni in versi.
Nel 1948 e nel 1949, a Milano, Garzanti pubblica le prime due raccolte di poesie di Brunelli: Se canto se rido se gioco (1938-1942) e Le cascate d’agosto (1943-1945), riedite, queste ultime, a Firenze nel 1996. In Sicilia vedono la luce altri tre volumi di liriche, L’Amore e il Tempo (1964), Le ballate di Villon e altre cose mie (1968), Omaggio a Ch. Baudelaire (1971); tre libri da cui derivano quasi tutte le poesie Per Giovanna (1946-1982), A Firenze, Brunelli ristampa nel 1999 la prima delle sue raccolte, il Se canto, nella stessa collana bilingue gestita f.c. e con il consenso della Facoltà di Scienze Politiche, dove è succeduto dal 1987 nella cattedra del francesista e poeta Mario Luzi. Nel 2001 vengono edite la riedizione del Concerto per Palma e le 17 Poesie da pensieri di Padre Pio. Per gli ottant’anni del poeta, pubblica un estratto di Per Giovanna (tre poesie) con saggio critico di G. Baroni sulla poesia brunelliana: estratto intitolato Ritratto come un paesaggio. Poesie di Brunelli sono state tradotte e pubblicate in latino, in francese, in spagnolo ed in veneziano.

IL PIÙ BEL CREDO

Attilio Carminati,
PASCOLI DI SILENZIO
(1946-1970)

copertina a quattro colori
pp 136 - F.to 16 x 24 - p.d.c. € 12,00
ISBN 88-89566-39-6
Api01

Come un dono, come scrigno prezioso ci sorprende questa raccolta di liriche inedite di Attilio Carminati. Quasi trent’anni di vita in versi, riscoperti dal cupo di un cassetto: presenza rivelatrice, seme che ha riposato d’inverno e fiorisce, infine, al calore di una primavera tardiva.
Dai versi ben imbrigliati, domati in una forma lucida, piana e scelta (che è poi uno dei tratti distintivi di Carminati), emerge un sottile senso d’inquietudine, con l’impazienza di giovinezza e lo sguardo limpido del veggente.

Attilio Carminati, poeta, nato a Venezia nel 1922 e risiede al Lido di Venezia. Giovanissimo si è dedicato alla poesia pubblicando, poco più che ventenne, due libri: Fronde sparte e Risveglio, che ottennero consensi da critici e da letterati. Del 1966 è la raccolta Eravamo vento d’estate (Premio nazionale Illasi), del 1967 Lettere al sole (Premio nazionale Il Gerione d’Oro). Nel 1971, su particolare consiglio e incoraggiamento del poeta Ugo Fasolo, inizia la sua intensa attività in dialetto che lo ha fatto emergere in campo nazionale, ricordiamo del 1973 la raccolta Pière rosse, altre opere in veneziano sono: El vangelo in venexian (1978), Requiem per un colombo (1978), Un fia’ de Bibia in venexian (1981), El pagiasso co la tromba (1981), Le Sene venesiane (1985), Versi d’amor per na gata (1990), Zornada bogia (1991), Santi, Madòne, ànzoi, diàvoi... (1994), El putélo e ‘l fiume (1996), El cantar ultimo (1998), Òmo de casa (1999), Ai amissi (2000). Nel 2004 ha pubblicato la raccolta poetica Il sesso della Terra. Ha curato antologie poetiche e vinto i più importanti premi in dialetto delle Tre Venezie. È stato tradotto in lingua spagnola, di lui hanno scritto e parlato poeti e critici di fama nazionale e internazionale.

PASCOLI DI SILENZIO

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