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CASA EDITRICE

Sezione Restauro
"Il Laboratorio dell'Arte
Fonti e ricerche per la storia delle tecniche artistiche"

collana

 

La collana “Il laboratorio dell’arte. Fonti e ricerche per la storia delle tecniche artistiche” si propone di colmare una lacuna nell’editoria italiana dedicata agli studi storico-artistici. Nonostante molte singole iniziative di rilevante valore scientifico non è mai stato sinora proposto un progetto editoriale dedicato specificatamente alle ricerche sui materiali costitutivi e sui procedimenti esecutive delle opere d’arte. Le tecniche artistiche vengono sinora trattate prevalentemente in manuali volti a illustrare le modalità operative attuali oppure sono state considerate, giustamente d’altronde, la premessa fondante delle operazioni di restauro e quindi proposte in pubblicazioni collegate a queste ultime. Questa collana nasce con l’intento di sottolineare l’importanza specifica e autonoma dello studio dei procedimenti esecutivi come momento imprescindibile della conoscenza dei meccanismi creativi, una via per accedere appunto al laboratorio dell’arte, e del confronto dell’artista con la materia per assecondarla o indirizzarla o piegarla alle proprie esigenze espressive.
I temi che saranno trattati sono da una parte la presentazione di fonti inedite e la revisione critica di fonti edite e dall’altra lo studio delle tecniche esecutive di vari tipi di manufatti, senza limitazioni pregiudiziali, e dell’impatto di queste sugli aspetti formali, sociali e antropologici delle espressioni figurative.
DIRETTORE DI COLLANA
Paolo Bensi, laureato in Chimica Industriale e in Lettere, professore associato di Storia e Tecnica del Restauro nella Seconda Università di Napoli, è autore di numerose pubblicazioni nel campo della storia delle tecniche artistiche dal Medioevo all’Ottocento, della storia del restauro e della diagnostica applicata ai beni culturali

Susan Grundy, Roberta Lapucci,
CARAVAGGIO E LA SCIENZA DELLA LUCE
CARAVAGGIO AND THE SCIENCE OF LIGHT
Vol 1
Testo in italiano e inglese
pp.190 - F.to 16x24
interno in b/n – copertina a 4 colori
ISBN 978-88-6336-106-3  pdc € 25,00
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Nella sua monografia su Caravaggio (1952) Roberto Longhi, il celebre storico dell’arte, notava come alcuni riferimenti al suo studio mostrassero chiare somiglianze con le descrizioni della camera oscura nel XVII secolo. Il resoconto profetico di Longhi è il fondamento di ciò che oggi viene definita la teoria “Italo- Inglese”, che fa riferimento all’attuale, provato, conscio uso applicato della camera oscura o di altri sistemi ottici da parte degli artisti europei nella creazione dei loro capolavori almeno fin dal
tredicesimo secolo. Tuttavia poiché molti esperti ancora oggi sono in disaccordo sul fatto che artisti di questo calibro avessero potuto usare l’ottica e sicuramente non accettano la camera oscura, si è sentita forte l’esigenza, nel quattrocentesimo anniversario della morte del Caravaggio, di raccogliere in due volumi di facile accesso alcune delle più chiare evidenze ottiche presenti nei suoi dipinti, il primo volume dal titolo Caravaggio e la scienza della luce mira ad aggiornare la teoria Italo-Inglese. il testo passa in rassegna un campione di capolavori significativi databili dal 1593 al 1601 circa, anno in cui Caravaggio lasciò l’entourage del Cardinal Del Monte.
Il libro che seguirà, La camera oscura del Caravaggio, non pretende dal lettore conoscenze tecniche; laddove vengono usati termini ottici o scientifici, essi sono spesso introdotti in modo chiaro e preciso e spiegati per il lettore non addetto.

Roberta Lapucci: Storica dell’arte e restauratrice; Capo Dipartimento del settore Restauro presso lo Studio Art Centers International, docente di storia e teoria del Restauro e di Diagnostica artistica presso l’Università degli Studi di Firenze, specialista della tecnica del Caravaggio.
Susan Grundy: Storica dell’arte e ricercatrice specializzata nel rapporto fra l’Arte e l’Ottica, Phd all’Università del Sud Africa..

NOVITA'
CARAVAGGIO E LA SCIENZA DELLA LUCE

a cura di Erminio Signorini,
VICENTE POLERÒ Y TOLEDO L’ARTE DEL RESTAURO. OSSERVAZIONI SUL RESTAURO DEI DIPINTI
in appendice
Vicente Polerò y Toledo
Brevi osservazioni, sull’opportunità di riunire in uno solo i due musei di pittura di Madrid e sul reale stato di conservazione dei quadri del Museo del Prado
Traduzione di Fiorenza Redi
pp.144 - F.to 14x21
copertina a 2 colori
ISBN 978-88-6336-089-9  pdc € 20,00
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Vicente Polerò y Toledo fu autore del primo manuale spagnolo di restauro, pubblicato nell’Ottocento, e finora inedito in Italia. Uscita qualche anno prima dei testi italiani di Ulisse Forni e Giovanni Secco Suardo, l’opera del Polerò apre uno squarcio sulla conoscenza della realtà della conservazione e del restauro in Spagna nel sec. XIX. Un secolo che vide il formarsi di una più definita coscienza della necessità di conservare e valorizzare il patrimonio storico e artistico delle nazioni, che portò a importanti innovazioni nei metodi di intervenire sulle opere e definì meglio che in passato, rendendola più autonoma, la figura e l’identità del restauratore. Le opere di Polerò si inseriscono in questo clima culturale e lo ridefiniscono per la realtà spagnola, evidenziandone anche alcuni contatti con altre realtà europee, come studi recenti in Spagna e ora anche la pubblicazione in Italia potranno ulteriormente approfondire.

Erminio Signorini, laureato in Lettere, dopo un periodo di insegnamento nelle scuole statali, è passato al restauro di dipinti, attraverso una formazione teorica in corsi regionali e pratica sul campo. Attualmente svolge questa attività come restauratore privato, alternandola con l’insegnamento di Metodologie di restauro dei dipinti su tela presso Corsi Regionali e l’Accademia di Belle Arti di Lecce. Ha svolto insegnamenti sugli stessi temi all’interno di due Master nell’Università di Verona. Da alcuni anni unisce un’attività di aggiornamento ai restauratori sul tema della pulitura delle superfici policrome, all’interno dell’associazione Cesmar7, in numerosi corsi in Italia e all’estero.

VICENTE POLERÒ Y TOLEDO L’ARTE DEL RESTAURO

Claudio Frezzato, Claudio Seccaroni,
SEGRETI D’ARTI DIVERSE NEL REGNO DI NAPOLI
Il manoscritto It. III.10 della Biblioteca Marciana di Venezia

pp.208 - F.to 16x24
copertina a 4 colori
ISBN 978-88-6336-088-2  pdc € 20,00
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Il Codice della Biblioteca Marciana IT. III, 10,
di cui Mary Ph. Merrifield nel 1849 aveva pubblicato un estratto nei suoi Original Treatises, rivela nella versione integrale il suo autentico carattere di ‘libro di segreti’.
Scritto in ambito gaetano intorno al 1570 sull’onda del grandissimo successo editoriale che questo genere di pub­blicazioni riscosse dopo la metà del XVI secolo, presenta ricette di carattere medico-farmacologico, cosmetico e anche gastronomico, oltre alle numerosissime prescrizioni di carattere tecnico-artistico, il cui contenuto permette di gettare una luce sulla produzione di materiali artistici nell’Italia meridionale.

Fabio Frezzato, storico delle tecniche artistiche ed esperto di chimica strumentale si occupa di indagini diagnostiche per i Beni Culturali e di trattatistica. Ha fra l’altro curato nel 2003 una nuova edizione del Libro dell’Arte di Cennino Cennini.
Claudio Seccaroni, lavora presso l'ENEA ed è autore di numerose pubblicazioni relative alla diagnostica artistica, alle tecniche esecutive e ai materiali pittorici impiegati in antico, in cui i dati tecnici sono letti alla luce delle informazioni contenute nelle fonti.

SEGRETI D’ARTI DIVERSE NEL REGNO DI NAPOLI

Roberta Lapucci,
L’EREDITA' TECNICA DEL CARAVAGGIO A NAPOLI, IN SICILIA E A MALTA
Spigolature sul caravaggismo meridionale

pp.176 - F.to 16x24
interno in bianco e nero - copertina a 4 colori
ISBN 978-88-6336-079-0  pdc € 25,00
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Passa il Caravaggio e lascia un’impronta indelebile nell’arte del meridione, che i Vicereami spagnoli, immediatamente esportano verso la Spagna e verso il Nuovo Continente americano. Dalla circolazione marittima delle navi con i loro carichi di spezie e pigmenti, dalla distribuzione di nuovi repertori iconografici, dal senso di lontananza e di paura, scaturisce una cupa e profonda meditazione sul significato della vita, che coinvolge oltre alla revisione dei soggetti raffigurati, anche l’adozione di materiali “macabri”. Il volume vuole essere insieme una raccolta quanto più esaustiva delle informazioni tecniche e scientifiche esistenti sui pittori meridionali in un arco cronologico che si estende dal 1571 (Battaglia di Lepanto) al 1647 (Rivolta di Masaniello), i due episodi chiave che marcano l’inizio e la fine della grande stagione del naturalismo.

Roberta Lapucci, storica dell’arte e restauratrice; Capo Dipartimento del settore Restauro presso lo Studio Art Centers International, Università americana con sede a Firenze; docente a contratto di Storia e Tecnica del Restauro presso l’Università degli Studi di Firenze, Scuola di specializzazione in storia dell’arte. Specialista della tecnica del Caravaggio, negli ultimi anni ha dedicato la sua attenzione all’interesse di quel pittore verso l’uso di espedienti ottici e all’utilizzo di una camera oscura per la composizione delle sue immagini.

L’EREDITà TECNICA DEL CARAVAGGIO A NAPOLI, IN SICILIA E A MALTA

Silvia Bordini,
IL DIZIONARIO DI BELLE ARTI DI
EUGÈNE DELACROIX

pp.120 - F.to 16x24
interno in bianco e nero - copertina a 4 colori
ISBN 978-88-6336-053-0  pdc € 20,00
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Il Diario accompagna la produzione e i pensieri di Delacroix per gran parte della sua vita, configurandosi come il tessuto connettivo delle aspirazioni e delle inquietudini dell’artista romantico, costantemente modulato sul motivo ricorrente delle pulsioni e degli scopi della pittura e dei mezzi per realizzarla. Delacroix si interroga sui modelli dell’arte del passato e su quelli contemporanei, sui rapporti tra pittura e letteratura, sulla musica, sul teatro, sul classicismo, sul Romanticismo, sul Realismo, sulla fotografia, sull’immaginazione, sulle emozioni, sul bello; e anche, con notevole incisività e continuità, sui materiali e sui procedimenti del fare pittura. Le osservazioni di Delacroix, infatti, siano esse di carattere più speculativo oppure legate al quotidiano fluire dell’esistenza, sono sempre quelle di un artista che osserva se stesso e il mondo con uno sguardo teso a cogliere i meccanismi mentali e manuali - che presiedono ai processi della pittura. Il Diario è costellato di annotazioni sulle tecniche: il modo di immaginare la realizzazione di un dipinto e le infinite articolazioni delle pratiche ad esso inerenti - le tele e le tavolozze, i pigmenti e i leganti, le preparazioni, gli abbozzi, gli impasti, lo schizzo, il tocco, le velature, le vernici - costituiscono un filo conduttore ininterrotto.
E diventano una parte importante del Dizionario d’arte che Delacroix progetta di scrivere negli ultimi anni della sua vita.

Silvia Bordini insegna Storia dell'arte contemporanea e Storia delle tecniche artistiche all'Università di Roma La Sapienza. Le sue ricerche riguardano specifici temi della pittura e della critica d'arte dell'Ottocento e rivolgono particolare attenzione alla storia del rapporto tra arte e tecnica, inteso come un fondamentale metodo di interpretazione di opere e contesti; sull'argomento ha scritto vari saggi. In questa chiave di lettura ha analizzato le connessioni tra pittura e fotografia e, in particolare, la storia delle sperimentazioni dei nuovi linguaggi artistici che utilizzano le tecnologie elettroniche e digitali.

IL DIZIONARIO DI BELLE ARTI DI EUGÈNE DELACROIX

Cristina Giannini,
MATERIALI E PROCEDIMENTI ESECUTIVI DELLA PITTURA MURALE
con la collaborazione di Deodato Tapete
pp.160 - F.to 16x24
interno a colori - copertina a 2 colori
ISBN 978-88-6336-052-3  pdc € 23,00
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Tecniche e procedimenti esecutivi della pittura murale: come si lavorava in una bottega romana, altomedievale e in un cantiere barocco; i tempi e l’organizzazione, la progettazione e le tecniche di trasferimento della prima idea. Ancora, materiali, ponteggi, pigmenti, cartoni; il procedere dell’artista e dei suoi collaboratori sono l’oggetto di questo volume, che offre una lettura del “pingere” che va “oltre la superficie”. Ciò che vediamo di un’opera è solo il risultato di qualificazione estetica di un complesso sistema organizzativo, che vede insieme uomini e saperi della tradizione: è frutto della conoscenza dei materiali e del loro sapiente impiego, della maestria e del virtuosismo tecnico. Il volume guida alla comprensione dei murali attraverso le fonti, che testimoniano questa storia quasi quotidianamente; la scelta di illustrazioni ad alta definizione trasferite in bianco/nero è voluta per potenziare effetti materici e volumetrici e per comunicare l’esperienza personale maturata a contatto con l’opera.

Cristina Giannini, Professore associato di Storia delle Tecniche Artistiche presso la Seconda Università di Napoli, collabora come docente con vari Istituti Universitari, con l’Opificio delle Pietre Dure, il Polo Museale e l’Amministrazione Provinciale di Firenze come curatrice di esposizioni. Lavora con Istituzioni straniere (Jacquemart-André a Parigi, Museo del Prado a Madrid, MNAC a Barcellona) con ricerche inerenti la storia delle collezioni e la loro dispersione. Ai suoi interessi rivolti alla storia del restauro, del collezionismo e del gusto, si affiancano gli studi sulle tecniche artistiche di epoca barocca e su Luca Giordano.

Deodato Tapete, Laureato in Scienze e Tecnologie per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali con una tesi sui fenomeni di alterazione chimica e biologica di dipinti murali in ambienti ipogei, è stato borsista all’Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali (ICVBC) del CNR di Firenze. Dottorando in Scienze della Terra presso l’Università degli Studi di Firenze, i suoi interessi di ricerca sono rivolti, oltre che alla diagnostica applicata allo studio dei materiali ai fini della loro conservazione, alle ricerche interdisciplinari sulle fonti tecnicoartistiche.

MATERIALI E PROCEDIMENTI ESECUTIVI DELLA PITTURA MURALE

Caterina Laskaris,
IL RICETTARIO DIOTAIUTI
Ricette di argomento tecnico-artistico in uno Zibaldone marchigiano del Quattrocento

pp.352 - F.to 21x29,7
illustrazioni in bianco e nero - copertina a 1 colore
ISBN 978-88-6336-005-9  pdc € 16,00
LabArt01


Negli ultimi decenni del Quattrocento prende forma il quaderno di appunti di Diotaiuto Diotaiuti da Osimo, che vi registra lungo tutta la vita annotazioni legate a memorie familiari, ma anche a curiosità e interessi culturali personali. Il giovane, che studia Diritto a Perugia e che torna in terra marchigiana per esercitarvi la propria professione, sviluppa parallelamente uno spiccato e costante interesse per i “segreti di bottega”, l’abilità degli artigiani e “alchimisti” del suo tempo di manipolare, mescolare, trasformare materiali e sostanze per scopi medici, cosmetici e artistici. La raccolta di ricette per pittori e miniatori, da lui trascritte accuratamente nello zibaldone, documenta i metodi di preparazione di pigmenti, coloranti, inchiostri metallici e altri prodotti necessari alla pratica artistica, così come poteva averli osservati, ascoltati o letti tra gli appunti e i ricettari negli ateliers del tardo Medioevo.

Caterina Laskaris, nata a Pavia nel 1972, si è laureata in Lettere, specializzata in Storia dell’arte e ha conseguito il Dottorato di ricerca in Storia e conservazione dei beni culturali. I suoi interessi si concentrano soprattutto nell’ambito della storia delle tecniche artistiche, con particolare riferimento alla miniatura.

IL RICETTARIO DIOTAIUTI

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