
CASA EDITRICE
Sezione Restauro
"Collana QUADERNI del CESMAR7"
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I quaderni del Cesmar7 sono degli
agili volumi dove vengono pubblicate le ricerche e gli studi
dell’associazione Cesmar7 |
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a cura di Davide
Riggiardi, IL CICLODODECANO NEL RESTAURO DEI MANUFATTI ARTISTICI pp.64 - F.to 21x29,7 opertina a due colori ISBN 978-88-6336-093-6 pdc 20,00 Cesmar 08 A seguito del corso organizzato a Bergamo nel Settembre del 2009 con il Prof. Hans M. Hangleiter sui metodi applicativi del Ciclododecano, il CESMAR7 ha ricondotto all’interno di una pubblicazione, il diario delle esperienze realizzate. Il Ciclododecano è un materiale versatile, con caratteristiche chimico-fisiche note, che consente un approccio anche nella logica del “minimo intervento”, poiché non limita alcuna scelta operativa successiva al suo impiego e soprattutto poiché possiede la caratteristica di passare dallo stato solido a quello gassoso, sublimando, a differenza di tutte le tradizionali sostanze finora impiegate nel restauro. Per queste caratteristiche il Ciclododecano ha suscitato in questi anni l’ attenzione del CESMAR7 e continuerà a stimolare nuove riflessioni come ha fatto nel presente Quaderno. Prendendo spunto da esperienze di restauri condotti e illustrati dal Prof. Hans M. Hangleiter durante una giornata teorica aperta ad una vasta platea di restauratori, gli autori hanno avuto modo nella parte pratica di prendere confidenza col materiale, di apprenderne concretamente i limiti e le possibilità di utilizzo fino ad essere stimolati, anche attraverso le difficoltà incontrate, a proporre nuovi spunti di ricerca. |
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Michela Berzioli, Antonella Casoli, Paolo Cremonesi, Maria Fratelli, Davide
Riggiardi, Irene Zorzetti, VERIFICA ANALITICA DELL’IDONEITÀ DELLE SOLUZIONI ACQUOSE NELLA PULITURA DI SCULTURE IN CERA pp.56 - F.to 21x29,7 copertina a due colori ISBN 978-88-6336-092-9 pdc 18,00 Cesmar 07 Il progetto volto alla ricerca di approcci più corretti al restauro delle sculture in cera nasce, nell’ambito della collaborazione, ormai non più episodica, tra la Galleria d’Arte Moderna di Milano (GAM) e il Centro per lo Studio dei Materiali per il Restauro Padova (CESMAR7). Il Museo, quale responsabile di un cospicuo patrimonio di oltre 3.000 opere, trova nel centro un consulente capace di affiancare il lavoro del conservatore con competenze e studi che l’istituzione, per mancanza di personale e risorse, non potrebbe promuovere. Tramite il Cesmar7 il Museo ha instaurato una ulteriore collaborazione con diversi Istituti Universitari che hanno consentito di incrementare e sviluppare con le necessarie argomentazioni e strumentazioni nuove indagini e nuovi progetti, finalizzati alla conoscenza del patrimonio e quindi alla sua più efficace conservazione. Per questa ricerca, imprescindibile è stato il gruppo di lavoro del Dipartimento di Chimica Generale ed Inorganica, Chimica Analitica, Chimica Fisica dell’Università degli Studi di Parma, che ha impostato e condotto con noi le procedure analitiche di verifica dei materiali costitutivi di un nucleo di cere del Museo, procedendo poi al riscontro di alcune applicazioni idonee alla loro pulitura. |
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Marilena Anzani, Michela Berzioli, Marco Cagna, Elisa Campani, Antonella
Casoli, Paolo Cremonesi, Maria Fratelli, Alfiero Rabbolini, Davide Riggiardi, GEL RIGIDI DI AGAR PER IL TRATTAMENTO DI PULITURA DI MANUFATTI IN GESSO USE OF RIGID AGAR GELS FOR CLEANING PLASTER OBJECTS (IN DUE LINGUE INGLESE/ITALIANO) pp.60 - F.to 21x29,7 copertina a due colori ISBN 978-88-6336-034-9 pdc 20,00 Cesmar 06 In un precedente Quaderno alcuni di noi descrivevano uno studio su due polimeri polisaccaridici, l’Agarosio e l’Agar, come materiali gelificanti di soluzioni acquose, capaci di produrre veri “gel rigidi” caratterizzati da forte ritenzione del mezzo acquoso. Il limite principale dei gel rigidi di Agarosio e Agar era proprio la loro intrinseca rigidità, che di fatto rendeva possibile solo l’applicazione a delle superfici sostanzialmente planari. Possibile ipotizzare un’applicazione diversa dell’Agar, non come gel rigido preformato ma quando, durante il raffreddamento, è ancora in una forma semi-solida, così da poterlo stendere su una superficie tridimensionale? Le prime prove su gessi davano risultati a dir poco davvero incoraggianti: il risultato di pulitura era efficace, e l’osservazione della superficie trattata non rivelava erosione o altri segni di interazione. Così decidemmo di avviare questo secondo studio e, unendo le varie persone che avevano studiato gli aspetti teorici o quelli applicativi di questi materiali. Anche in questo caso lo studio ha portato ad una conclusione positiva, e siamo in grado di “certificare” anche questo nuovo modo di applicazione dell’Agar, che permette un trattamento di pulitura dei gessi davvero efficace ed innovativo, e rispettoso nei confronti di supporti così porosi e così potenzialmente suscettibili all’acqua. Several of the
authors of the present study have previously experimented the use of two
polysaccharide polymers, Agarose and Agar, for gelling aqueous solutions,
publishing the results in a recent Quaderno. These materials, which are able
to form true “rigid gels” characterized by a particularly high degree of
water retention, have proven appropriate for cleaning polychrome artworks.
The main limit attributed to Agarose and Agar gels was their intrinsic
stiffness, as stated in our previous publication; this in fact restricts
their application only to practically flat surfaces. These conclusions
stimulated the curiosity of several of the authors, in particular two
restorers specialized in three-dimensional objects, terracottas, plaster
objects, and marble sculpture. Might a different method for applying Agar be
hypothesized, no longer using it in the form of a pre-prepared rigid gel,
but rather during the cooling phase when the material is still in a
semi-solid state, thus allowing it to be distributed over an irregular
surface? The results of initial testing on plaster objects were very
promising, to say the least: adequate cleaning appeared to have been
achieved, while observation of the treated surface revealed no signs of
erosion or other forms of interaction. We therefore decided to proceed with
research, forming a work group which united the various persons who had
already examined the theoretical aspects or performed practical applications
of these materials, all of whom are represented here. Our studies have again
achieved positive results, enabling us to “certify” this new system for Agar
application. |
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Gudun Hiby, IL CICLODODECANO NEL RESTAURO DI DIPINTI SU TELA E MANUFATTI POLICROMI Cura e traduzione Silvia Invernizzi pp.52 - F.to 21x29,7 illustrazioni in bianco e nero 40 - copertina a due colori ISBN 978-88-89566-65-7 pdc 20,00 Cesmar 05 A sostegno delle esperienze disponibili nell’ambito dell’applicazione di leganti volatili nel restauro di dipinti su tela e manufatti policromi sono state eseguite delle analisi approfondite sulle proprietà materiali del legante volatile ciclododecano. Questo sembra essere un ausilio per la conservazione molto adatto grazie alla sua versatilità e la sua irrilevante reattività. Le prove si riferiscono specialmente ai materiali degli strati pittorici e policromi in genere, cosi come ai materiali che vengono impiegati nel restauro1. Le molteplici e complesse strutture degli strati pittorici contengono spesso numerose problematiche nel restauro dei beni artistici e culturali. Nel libro viene descritta la verifica delle possibilità e dei limiti mediante una serie di prove selezionate e l’utilizzazione del ciclododecano. Vengono chiarite domande nell’ambito dell’impiego del ciclododecano sul suo comportamento in combinazione con gli strati pittorici e le policromie. |
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Elisa Campani, Antonella Casoli, Paolo Cremonesi, Ilaria Saccani, Erminio
Signorini, L’USO DI AGAROSIO E AGAR PER LA PREPARAZIONE DI "GEL RIGIDI" USE OF AGAROSE AND AGAR FOR PREPARING "RIGID GELS" TRADUZIONE: Diane Kunzelman pp.52 - F.to 21x29,7 illustrazioni in bianco e nero 40 - copertina a due colori ISBN 88-89566-65-7 pdc 15,00 Cesmar 04 Nel 2003 il Cesmar7 ha organizzato a Verona con un suo membro del Comitato Scientifico, il Prof. Richard Wolbers, della University of Delaware statunitense, un corso teorico-pratico di aggiornamento professionale per restauratori sui metodi di pulitura acquosi. In quell’occasione il Prof. Wolbers ci ha introdotto ad un nuovo utilizzo nell’ambito delle sostanze addensanti: i cosiddetti “gel rigidi” a base di Agarosio, o del suo parente... più povero (in termini di costo), l’Agar. Così è nato l’interesse per questo “nuovo” materiale, materiale che ci siamo resi conto subito aver straordinarie potenzialità non solo come agente gelificante, ma come vero mezzo di umidificazione controllata di superfici. Il risultato di questo studio già ci permette di “legittimare” l’uso di questo materiale su manufatti così “delicati” come i Beni Culturali (in particolare, i dipinti mobili), grazie all’osservazione che i gel rigidi così preparati non hanno tendenza a rilasciare il materiale di cui sono composti, o eventuali suoi componenti, all’interno di un supporto molto poroso, contaminandolo. |
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Luigi Rella, Lucia Saccani, UN RESTAURO RAGIONATO La Crocifissione di Stephan Kessler pp.32 - F.to 21x29,7 illustrazioni in bianco e nero 40 - copertina a due colori ISBN 88-89566-58-6 pdc 10,00 Cesmar 03 La pubblicazione tratta del restauro di un dipinto secentesco ad olio su tela, di grandi dimensioni – m 3,04 x m 4,11. La particolarità dell’intervento descritto non consiste nella presentazione di chissà quali novità tecnologiche o metodologiche, ma nell’aver cercato, sin dalla fase progettuale, un atteggiamento critico verso le consuete fasi operative, e un rispetto per l’opera nella sua totalità e complessità. Da anni ormai si parla di minimo intervento, ma ancora troppi restauratori sono convinti che ciò significhi unicamente evitare una foderatura, o limitare l’apporto di nuovi materiali, o utilizzare solventi meno tossici. Questa era sicuramente una prima fase, che ci ha permesso di migliorare, di uscire da una manualità artigianale e di routine, di pensare in generale al restauro come ad una successione di operazioni non standardizzate e poco invasive. Ma con il passare degli anni, ci ha insegnato anche ad affrontare i problemi con un approccio conoscitivo e di ragionamento, secondo cui non è l’opera che “subisce” un restauro, ma è il restauratore che si adatta alle esigenze conservative dell’opera. Luigi Rella e Lucia Saccani sono due restauratori, hanno al loro attivo la pubblicazione "Le relazioni tecniche per il restauro". |
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cura di Cesmar7 LA CROCIFISSIONE DI DRO Un’esperienza di minimo intervento su un dipinto di grandi dimensioni con contributi di: Barbara Tomasoni, Paola Orsolon, Cristiana Sburlino, Luisa Landi, Roberto Bestetti, Erminio Signorini, Stefano Volpin, Paolo Cremonesi, Alberto Finozzi pp.48 - F.to 21x29,7 illustrazioni in bianco e nero 40 - copertina a due colori ISBN 88-89566-58-9 pdc 15,00 Cesmar 02 Il libro vuole rispondere ad alcune domande che sono emerse durante il restauro della Crocefissione di Dro, in particolare. Si affronta il restauro di tela cinquecentesca che non ha mai subito alcun intervento di restauro ed è arrivata abbastanza integra ai giorni nostri, fino a che punto è giustificato interporsi in questo suo equilibrio apportando materiali,nuove tensioni e quant ’altro? - A prima vista il danno maggiore pare sia causato dalle lacerazioni della tela, ma verosimilmente la stessa invece di cedere rovinosamente ha trovato una sua stabilità ed un tensionamento, quanto è giusto pensare di alterare questo suo equilibrio con una foderatura? - Quanto è giusto che i restauratori intervengano imponendo una metodologia che non permette di tenere conto delle condizioni di partenza dell’opera? - È più corretto consegnare un’opera restaurata in maniera impeccabile o considerare lo stato in cui ci viene consegnata e da questo partire,“ascoltando” veramente quelle che sono le sue esigenze?
CESMAR7, per gli studi e la ricerca scientifica sui materiali
usati nella conservazione e restauro delle opere policrome mobili,è nata
nel Dicembre 2000,per volontà di sette soci fondatori,con l ’intento di
colmare,con azioni specifiche,alcune lacune esistenti nel settore: • la
scarsità di prodotti specifici realizzati con le caratteristiche che l
’impiego nel restauro richiederebbe,ed il conseguente utilizzo di materiali
creati per tutt ’altre applicazioni; |
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| Richard Wolbers, Un approccio acquoso alla pulitura dei dipinti a cura di Paolo Cremonesi pp.48 - F.to 21x29,7 illustrazioni in bianco e nero 40 - copertina a due colori ISBN 88-87243-83-2 pdc 10,00 Cesmar 01 Si tratta della pubblicazione delle lezioni, di un corso teorico-pratico di aggiornamento professionale per restauratori dedicato al tema della pulitura. Di queste lezioni viene divulgata la parte relativa ai metodi acquosi. Richard Wolbers, statunitense, è una figura di
rilievo mondiale nel panorama del restauro moderno: la persona che, a partire dagli anni
80 ha rivoluzionato la pulitura con lintroduzione dei metodi acquosi. È
professore alla University of Delaware a Newark. |
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| Vishwa Raj
Mehra, Pensando ad alta voce... Thinking out loud... pp.12 - F.to 24x24 illustrazioni 4 in bianco e nero - copertina a due colori pdc 3,00 + 1,00 per spese postali Cesmar 0 In questa pubblicazione sono riportate le riflessioni di Vishwa Raj Mehra sulla pulitura dei dipinti e, più in generale, sulle procedure di restauro. Riflessioni scaturite da una particolare prospettiva del Prof. Mehra, quella di artista, e mediate dalla sua esperienza acquisita sulle strutture del dipinto e sulle forze che costantemente lo modificano. Riflessioni che, inevitabilmente, non possono non lasciare trasparire il totale senso di rispetto verso lopera, sentimento che ha ispirato Vishwa nel coso di questi decenni. Il volume è rivolto a restauratori, storici dellarte, Soprintendenti e, in modo particolare, alle scuole di restauro. Vishwa Raj Mehra, figura storica nel panorama internazionale del restauro, ha dedicato decenni al structural care dei dipinti, sforzandosi di limitare linvasività dei materiali e dei metodi tradizionalmente usati per le fasi conservative del restauro. Un lavoro che si è sviluppato attraverso la messa a punto di procedure come la foderatura a freddo (cold lining), ladesione per punti (nap-bond) e la tavola a bassa pressione (low-pressure table) animate da una logica di minimo intervento conservativo. |
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