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Sezione Restauro
"I TALENTI"
Collana a cura di Paolo Cremonesi
pagina 1 : pagina 2 : pagina 3 : pagina 4

 

Roberta Verteramo,
THE AGE OF PLASTIC
Beni artistici e industriali
 pp. 112 - F.to 14 x 21 - copertina a 4 colori
ISBN 978-88-6336-200-8   pdc € 20,00
Talenti 30

Osservando il panorama internazionale, si riscontra come siano stati fatti parecchi sforzi per approfondire un tema, che sino a pochi anni fa era poco conosciuto: la conservazione delle materie plastiche. Pochi sono i testi che trattano l’argomento in lingua italiana: questo testo nasce proprio dalla volontà di voler trasmettere le nozioni acquisite dall’autrice sulla conservazione delle materie plastiche grazie all’esperienza “sul campo”, in contatto con collezioni private e pubbliche. Di norma si ha a che fare prevalentemente con due famiglie di materie plastiche, quelle semisintetiche e le sintetiche. Con il proposito di conservare gli oggetti o le opere realizzati con questi materiali, bisogna inevitabilmente comprendere cosa essi siano sia da un punto di vista storico, che tecnico-scientifico. La prima parte del libro vuole presentare, senza pretesa di esaustività, le materie plastiche semisintetiche e sintetiche e la loro applicazione nel contesto artistico e del design. La seconda parte va ad approfondire l’aspetto scientifico e tecnico. La terza parte vuole mettere bene in evidenza come, pur disponendo di una buona conoscenza ed esperienza sulle materie plastiche, solo la strumentazione scientifica possa aiutare a identificarle oggettivamente, in quanto oggi si può usufruire di una vasta tipologia di strumentazione per ottenere specifiche informazioni.

Roberta Verteramo, restauratrice d’arte contemporanea e del design specializzata sui materiali sintetici. Durante i suoi anni di studio avanza una sperimentazione, tesa a recuperare i materiali sintetici, in collaborazione con l’Universitad Politecnica di Valencia e il dipartimento IFM, Facoltà di chimica, Torino. Verteramo approfondirà tale ambito di ricerca e di lavoro compiendo specifici soggiorni di studio in altri laboratori e centri di studi internazionali. L’interesse sviluppato dal 2002 per i new materials (per le materie plastiche e quelle sintetiche), l’approccio tecnico-scientifico, fanno di lei una “pioniera restauratrice” impegnata in questo settore nel panorama nazionale in termini innovativi anche in virtù della stretta collaborazione sviluppata con Università e Centri di ricerca avanzata. Le sue collaborazioni si svolgono tra collezioni private, Fondazioni d’arte contemporanea e Musei in Italia e all’Estero. È membro di Plastics Historical Society, Londra, e dell’ INCCA (International Network for the Conservation of Contemporary Art), Amsterdam.

NOVITA'
THE AGE OF PLASTIC

 

Paolo Cremonesi, Erminio Signorini,
UN APPROCCIO ALLA PULITURA DEI DIPINTI MOBILI
 pp. 256 - F.to 14 x 21 - copertina a 4 colori
ISBN 978-88-6336-191-9   pdc € 25,00
Talenti 29

Perché questo libro? Probabilmente molti lettori de I talenti si domanderanno perché un nuovo volume sulla pulitura, dopo che vari altri testi specifici e approfonditi su singoli aspetti (Solventi, Tensioattivi e Chelanti, Enzimi, Ambiente Acquoso) sono già stati pubblicati? Perché riprendere in forma generale l’argomento? Quale nuova specificità lo caratterizza?
Già dal titolo si potrà cogliere un taglio particolare di questo nuovo volume, un’angolazione più pratica, il proposito di affrontare la pulitura dal punto di vista degli operatori, porsi con loro le domande che spesso ci facciamo prima e durante l’esecuzione dell’intervento. Riassumendo in modo un po’ semplicistico si potrebbe dire “un po’ meno chimica e più pratica”. Questo volume deve moltissimo all’esperienza condotta in questi ultimi 17 anni in Italia e all’estero di numerosi corsi di aggiornamento ai restauratori da parte inizialmente di Paolo Cremonesi e poi dei due autori all’interno delle iniziative del Cesmar7. In queste centinaia di iniziative sono stati incontrati tantissimi restauratori, che ci hanno stimolato ad approfondire gli argomenti e a cercare di presentarli in una maniera sempre più chiara e semplice e che nell’affrontare i casi concreti sono stati spinti a cercare le soluzioni, piuttosto che a ricevere le ricette pronte.
Anche i contenuti sono stati via via aggiustati, rivisti in qualche caso, ampliati, fino agli aggiornamenti più recenti, che qui sono presentati.

Paolo Cremonesi, chimico formatosi nel restauro dei dipinti, svolge la sua attività didattica, di ricerca e di consulenza come libero professionista.
Erminio Signorini, restauratore, docente in scuole di restauro, presidente del Cesmar7 (Centro per lo studio dei materiali per il restauro).

UN APPROCCIO ALLA PULITURA DEI DIPINTI MOBILI

 

Paolo Cremonesi,
L’AMBIENTE ACQUOSO PER LA PULITURA DI OPERE POLICROME
 pp. 144 - F.to 14 x 21 - copertina a 4 colori
ISBN 978-88-6336-119-3   pdc € 18,00
Talenti 20

L'ambiente acquoso, semplice acqua o soluzioni acquose
tamponate con eventuale presenza anche di Tensioattivi, Chelanti od Enzimi, rappresenta un importante approccio ad operazioni che con la terminologia tradizionale definiremmo “di pulitura” di opere policrome, ma che ormai è tempo di definire con maggiore precisione, visto che si può trattare di operazioni profondamente diverse: pulitura della superficie dallo sporco di deposito, oppure rimozione di sostanze filmogene applicate con diversa funzione (vernici e strati protettivi, residui di adesivi e consolidanti, ritocchi
e ridipinture). L'ambiente acquoso affronta alla radice il problema della tossicità dei materiali, e mette a disposizione un maggior numero di “parametri di controllo”, come il pH, le concentrazioni, e la conducibilità, attraverso i quali spesso l'intervento può essere reso meno aggressivo e più selettivo, rispetto ai tradizionali solventi organici.

Paolo Cremonesi, chimico formatosi anche nel restauro dei dipinti, svolge la sua attività didattica, di ricerca e di consulenza, come libero professionista.

L’AMBIENTE ACQUOSO PER LA PULITURA DI OPERE POLICROME

 

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Luca Becchetti,
I SIGILLI
Orientamenti e metodologie di conservazione e restauro
 pp. 192 - F.to 14 x 21 - copertina a 4 colori
ISBN 978-88-6336-120-4   pdc € 20,00
Talenti 28

Il patrimonio sigillografico italiano, unico nel suo genere,
è stato nel corso delle epoche recenti solo parzialmente valorizzato. Parallelamente, anche sotto il profilo del restauro e della custodia, i sigilli sono spesso relegati ad appendici dei beni documentari. In realtà tali oggetti, straordinari prodotti dell’attività intellettiva e tecnologica dell’uomo, richiedono - vista la loro composizione materiale complessa - una particolare cura nell’ambito della conservazione.
Solo un’attenta comprensione conoscitiva della natura storica e morfologica dei sigilli permette la codifica delle cause più evidenti del loro degrado e conseguente pianificazione della politica di salvaguardia. Cera, ceralacca, carta e metallo, materie su cui venivano impresse le matrici, esigono scelte adeguate quanto alle metodologie di intervento e normalizzazione dei parametri ambientali, allo scopo di garantire loro un’idonea conservazione.
Il volume è diretto a conservatori, restauratori e studenti
universitari che si confrontano con tematiche riguardanti questioni di carattere materiale, morfologico e soprattutto di tutela dei sigilli. In tal senso è stato sviluppato un percorso che tratta del significato storico dell’oggetto sfragistico, della sua tecnologia, delle cause di degrado e delle possibili soluzioni, pregresse e d’avanguardia, che offre la disciplina del restauro sigillografico.
Tale strumento riempie una lacuna, almeno a livello nazionale, in questo campo che mai è stato trattato con rigore scientifico sotto i suoi molteplici aspetti, proponendo al lettore anche un’ampia bibliografia di titoli italiani ed europei concernenti il restauro e la conservazione dei sigilli.

Luca Becchetti, è il Conservatore dei Sigilli dell’Archivio Segreto Vaticano e il Responsabile del Laboratorio di restauro, riproduzione e conservazione dei sigilli, nonché docente di sigillografia alla Scuola di Paleografia, Diplomatica e Archivistica, annessi allo stesso istituto. Autore di diverse pubblicazioni e cultore della materia, svolge attività di ricerca storico- tecnologica sui sigilli e funzioni formative e di restauro
sulle problematiche del degrado e della conservazione del patrimonio sfragistico di archivi, musei e biblioteche.

I SIGILLI - Orientamenti e metodologie di conservazione e restauro

Claudio Canevari, Emanuele Marconi,
FOTOGRAFARE STRUMENTI MUSICALI
Rilevamento, documentazione, diagnostica per immagini come pratica di conservazione
 pp. 160 - F.to 14 x 21 - copertina a due colori
ISBN 978-88-6336-091-2   pdc € 18,00
Talenti 27

Il termine “strumento musicale” comprende una grande varietà di manufatti con caratteristiche assai diverse gli uni dagli altri, accomunati dalla loro funzione originale di oggetti sonori. Fotografare uno strumento musicale durante un intervento di restauro o di studio è una pratica ovvia e indispensabile che investe varie fasi dell’intervento: ad esempio, il rilievo delle caratteristiche dello strumento e dello stato di conservazione, la documentazione delle fasi dell’intervento ma anche la messa in atto di semplici tecniche di diagnostica per immagini. Gran parte del lavoro può oggi essere svolto direttamente, con risultati immediati e di ottima qualità, dal restauratore stesso o da chi si sta occupando dell’intervento, grazie alla disponibilità ed alla accessibilità di tecniche ed apparecchiature di buon livello per la fotografia digitale; l’uso di un comune p.c. consente poi di archiviare e organizzare rilevanti quantità di dati e di immagini. Il testo affronta direttamente e con immediatezza le tematiche specifiche della fotografia digitale applicata al restauro ed alla conservazione di strumenti musicali nei suoi vari aspetti: le basi teoriche, i riferimenti tecnici e normativi, le attrezzature necessarie, le modalità di allestimento del set fotografico e di ripresa, con particolare riguardo alle attività da svolgere quando si lavora sul campo. Oltre alla fotografia con illuminazione ordinaria e con tecniche di illuminazione speciale, vengono illustrate le principali tecniche di imaging diagnostico alle quali il restauratore di strumenti musicali può accedere, se necessario, facendo riferimento a strutture in possesso della necessaria strumentazione. Una ampia sezione è dedicata all’utilizzo pratico dei principali programmi per il trattamento, l’elaborazione e la gestione delle immagini digitali.

Claudio Canevari è responsabile dell’area didattica scientifico-tecnologica della Civica Scuola di Liuteria di Milano, presso la quale è docente dal 1978, e dove nel 1987 ha istituito il corso di tecniche per la diagnostica e la documentazione del restauro di strumenti musicali. Ha preso parte a numerosi interventi di restauro, conservazione e catalogazione presso musei e collezioni private: tra questi, il restauro conservativo di un liuto attribuito a Wendelio Venere conservato presso il Museo Teatrale alla Scala, con una equipe coordinata da Marco Tiella (1985),
tra i primi esempi in Italia di approccio scientifico e conservativo al restauro di uno strumento musicale, e il coordinamento e la realizzazione della campagna di rilevamenti fotografici e radiografici per il catalogo del Civico Museo degli Strumenti Musicali di Milano.
Emanuele Marconi, Emanuele Marconi, conservatore - restauratore di strumenti musicali, si è diplomato in restauro con il massimo dei voti presso la Civica Scuola di Liuteria di Milano e laureato con lode presso la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali di Ravenna. è assistente conservatore esterno presso il Civico Museo degli Strumenti Musicali di Milano, svolge attività di consulenza come conservatore presso la Soprintendenza Regionale Lombarda e attività di ricerca con G. Maino presso l’Enea di Bologna. è responsabile delle attività diagnostiche e degli interventi di conservazione e restauro mirati alla tutela e valorizzazione della
collezione Correr di Venezia. www.conservazionestrumentimusicali.com

FOTOGRAFARE STRUMENTI MUSICALI

Natalia Bevilacqua, Leonardo Borgioli, Imma Adrover Gracia,
I PIGMENTI NELL’ARTE DALLA PREISTORIA ALLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
 pp. 304 - F.to 14 x 21 - copertina a due colori
ISBN 978-88-6336-090-5   pdc € 25,00
Talenti 26

La relazione tra colore e materia è uno degli aspetti più coinvolgenti dell’arte. Tutte le professionalità che in qualche modo entrano nel rapporto arte-restauro ne rimangono affascinate: i chimici per la parte analitica e per le ingegnose sintesi che hanno le proprie radici nell’alchimia, gli storici per affrontare la genesi dell’opera e indirettamente lo spirito dell’autore, i restauratori per la necessità più varie, come quella di replicare le tonalità che il tempo ha mutato, oppure di far tornare un pigmento alterato alla suo cromatismo originale. Il volume si articola in blocchi descrittivi, con le caratteristiche dei più importanti pigmenti che l’uomo ha adoperato fino alla metà dell’800, suddivise nelle schede della prima parte, che riportano i vari sinonimi utilizzati, una loro storia sintetica, le caratteristiche di resistenza all’invecchiamento, le proprietà chimico-fisiche.
La seconda parte è dedicata alla diagnostica: chi desidera approfondire e trovare con rapidità le informazioni relative alle principali tecniche analitiche troverà i dati relativi alle spet­trofotometrie UV/VIS/NIR, FTIR e RAMAN, nonché EDS, XRF e XRD, tutte corredate da una bibliografia specifica.
Una terza parte raccoglie in tabelle i periodi di utilizzo dei vari
pigmenti, permettendo una semplice individuazione temporale, ed infine una ricca ed aggiornatissima bibliografia risulterà particolarmente utile per approfondire un argomento tanto vasto ed in continua revisione. Chi vorrà addentrarsi in questo mondo troverà qui raccolte in maniera sistematica informazioni che per il pubblico italiano sono risultate finora disperse in mille fonti.

Natalia Bevilacqua si è laureata in Scienze e Tecnologie Chimiche per la Conservazione ed il Restauro a Venezia nel 2006, con tesi sulla fluorescenza UV dei pigmenti in tempera e standoil a seguito di uno stage effettuato presso l’Opificio delle Pietre Dure in collaborazione con L'INOA (Istituto Nazionale di Ottica Applicata). Attualmente lavora come supporto tecnico scientifico per C.T.S. Srl, con specializzazione nel campo dei pigmenti e dei metalli.
Leonardo Borgioli si è laureato in chimica a Firenze, con una tesi sulle microemulsioni applicate agli affreschi della Cappella Brancacci, nella Chiesa del Carmine.
Ha lavorato come ricercatore, per poi approdare all’esperienza di docenza e di assistenza tecnica per i prodotti, sempre nel settore del restauro. È responsabile dell’ufficio tecnico-scientifico di C.T.S. Srl.
Imma Adrover Gracia si è laureata in Chimica presso l’Università di palma di maiorca, si è specializzata nella scienza applicata ai beni culturali presso l’Università e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

I PIGMENTI NELL’ARTE DALLA PREISTORIA ALLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Maria Fratelli,
BENI MOBILI: LA MOVIMENTAZIONE DELLE OPERE D’ARTE
Riflessioni, esperienze e progetti dalla Galleria d’Arte Moderna di Milano
 pp. 352 - F.to 14 x 21 - interno a colori - copertina a due colori
ISBN 978-88-6336-056-1   pdc € 20,00
Talenti 25

Questo libro è la storia di un viaggio dentro la movimentazione delle opere d’arte a partire dalle ragioni, dalle condizioni e dalla legislazione che la consente, per passare al sistema degli imballi e dei trasporti, per arrivare attraverso la lettura della materia delle opere alle modalità della loro descrizione, fino alla dotazione di un repertorio bibliografico per chi intenda documentarsi prima di partire.
È una esperienza nata dentro al museo perché è il luogo della partenza e del ritorno, per i beni mobili e per noi che, consapevoli di un privilegio, ci lavoriamo.

Maria Fratelli, storico dell’arte laureato all’Università degli Studi di Milano e specializzato in Archeologia e storia dell’arte all’Università degli Studi di Siena; dal novembre 2002 è conservatore della Galleria d’Arte Moderna di Milano.
Si occupa di arte moderna e contemporanea, con particolare interesse per la museologia e la conservazione. È membro del Comitato Scientifico del Cesmar7 (Centro per lo Studio dei Materiali per il Restauro).

BENI MOBILI: LA MOVIMENTAZIONE DELLE OPERE D’ARTE

Luciano Residori,
Materiali fotografici, processi e tecniche, degradazione, analisi e diagnosi

CON LA COLLABORAZIONE DI
Giovanni Ettore Gigante
Matteo Placido
Maura Zecchi

 pp. 304 - F.to 14 x 21 - interno a colori - copertina a due colori
ISBN 978-88-6336-050-9   pdc € 25,00
Talenti 24

Il restauro e la conservazione dei materiali fotografici costituiscono oggi una realtà consolidata anche in Italia, grazie all’attività svolta in questo specifico settore dei beni culturali da parte di Istituti o Enti statali e non statali e da laboratori privati. Anche il nostro paese ha investito risorse per la prevenzione, la diagnostica, il recupero, la conservazione, la valorizzazione e la fruizione di un patrimonio consistente e, forse, non ancora sufficientemente conosciuto. Testimonianza evidente di questo interesse è il crescente numero di progetti, studi e pubblicazioni scientifiche recenti sull’argomento. Questo volume vuole dare un contributo alla divulgazione della conoscenza scientifica dei materiali fotografici trattando della loro struttura, composizione, caratteristiche chimico-fisiche, processi, procedimenti e tecniche. Una parte è dedicata alla diagnostica ed ai metodi di analisi non distruttivi e non invasivi.

Luciano Residori è stato Direttore del Gabinetto di Chimica (1986-1990) e Direttore del Laboratorio di chimica e tecnologia (1990-2008) del Centro di fotoriproduzione legatoria e restauro degli Archivi di Stato, Roma. Dal 1988 al 1992 è stato Membro effettivo del Comitato di Reprografia del Consiglio Internazionale degli Archivi.
Ha collaborato come professore a contratto con l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” e con l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” dove insegna “Tecniche e conservazione delle fotografie”. Svolge attività di ricerca scientifica presso l’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario ICRCPAL di Roma.

Materiali fotografici, processi e tecniche, degradazione, analisi e diagnosi

Antonella Casoli, Maria Elena Darecchio, Lara Sarritzu
I COLORANTI NELL’ARTE
 pp. 256 - F.to 14 x 21 - interno a colori - copertina a due colori
ISBN 978-88-6336-051-6   pdc € 20,00
Talenti 23

Dalla Robbia all’Indaco, dalla Cocciniglia all’Erba Guada, il libro ripercorre gli usi dei Coloranti Naturali che fin dall’antichità rientravano come elementi pregiati nell’arte e nell’artigianato.
Ognuno di questi ha una sua particolare storia fatta di commercio, leggi e differenti metodi tintori, per la cui ricostruzione sono state necessarie fonti storiche come Plinio il Vecchio, la Bibbia, Dioscoride ed i ricettari medievali e rinascimentali che violavano i segreti delle botteghe dei tintori per svelare, solo a pochi, i processi preparatori.
Ma il libro non è solo storia, nel mettere in evidenza le caratteristiche chimiche dei processi estrattivi e dei principi coloranti ottenuti, l’aspetto scientifico diventa preponderante. Il testo è infine
arricchito con numerose tavole iconografiche delle specie botaniche tratte dai più conosciuti e pregiati erbari: dalle seicentesche tavole in folio di Basilius Besler alle litografie di Daniel Wagner.

Antonella Casoli insegna Chimica dei Beni Culturali ed è Presidente del Corso di Laurea in Scienze per i Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Parma. Ha partecipato a progetti rivolti alla conoscenza e al restauro di importanti opere d’arte.
È membro del Comitato Scientifico del CESMAR7.
Maria Elena Darecchio, laureata in Scienze per i Beni Culturali, è attualmente iscritta al corso di Dottorato di ricerca in Progettazione di materiali ad alte prestazioni (Facoltà di Ingegneria, Università di Modena e Reggio Emilia). Presso l’Università di Parma ha collaborato a diversi progetti di studio e recupero di opere d’arte.
Lara Sarritzu ha 25 anni, si è laureata in Scienze per i Beni Culturali all’Università di Parma nel 2007. Ha collaborato come restauratrice al restauro delle statue di
Monte Prama presso il Centro di Restauro della Soprintendenza Archeologica di Sassari a Li Punti.

I COLORANTI NELL’ARTE

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