
CASA EDITRICE
Sezione Restauro
"I TALENTI"
Collana a cura di Paolo Cremonesi
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Claudio Canevari, Emanuele Marconi, FOTOGRAFARE STRUMENTI MUSICALI Rilevamento, documentazione, diagnostica per immagini come pratica di conservazione pp. 160 - F.to 14 x 21 - copertina a due colori ISBN 978-88-6336-091-2 pdc 18,00 Talenti 27 Il termine “strumento musicale” comprende una grande varietà di manufatti con caratteristiche assai diverse gli uni dagli altri, accomunati dalla loro funzione originale di oggetti sonori. Fotografare uno strumento musicale durante un intervento di restauro o di studio è una pratica ovvia e indispensabile che investe varie fasi dell’intervento: ad esempio, il rilievo delle caratteristiche dello strumento e dello stato di conservazione, la documentazione delle fasi dell’intervento ma anche la messa in atto di semplici tecniche di diagnostica per immagini. Gran parte del lavoro può oggi essere svolto direttamente, con risultati immediati e di ottima qualità, dal restauratore stesso o da chi si sta occupando dell’intervento, grazie alla disponibilità ed alla accessibilità di tecniche ed apparecchiature di buon livello per la fotografia digitale; l’uso di un comune p.c. consente poi di archiviare e organizzare rilevanti quantità di dati e di immagini. Il testo affronta direttamente e con immediatezza le tematiche specifiche della fotografia digitale applicata al restauro ed alla conservazione di strumenti musicali nei suoi vari aspetti: le basi teoriche, i riferimenti tecnici e normativi, le attrezzature necessarie, le modalità di allestimento del set fotografico e di ripresa, con particolare riguardo alle attività da svolgere quando si lavora sul campo. Oltre alla fotografia con illuminazione ordinaria e con tecniche di illuminazione speciale, vengono illustrate le principali tecniche di imaging diagnostico alle quali il restauratore di strumenti musicali può accedere, se necessario, facendo riferimento a strutture in possesso della necessaria strumentazione. Una ampia sezione è dedicata all’utilizzo pratico dei principali programmi per il trattamento, l’elaborazione e la gestione delle immagini digitali. Claudio Canevari è responsabile
dell’area didattica scientifico-tecnologica della Civica Scuola di Liuteria
di Milano, presso la quale è docente dal 1978, e dove nel 1987 ha istituito
il corso di tecniche per la diagnostica e la documentazione del restauro di
strumenti musicali. Ha preso parte a numerosi interventi di restauro,
conservazione e catalogazione presso musei e collezioni private: tra questi,
il restauro conservativo di un liuto attribuito a Wendelio Venere conservato
presso il Museo Teatrale alla Scala, con una equipe coordinata da Marco
Tiella (1985), |
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Natalia Bevilacqua, Leonardo Borgioli, Imma Adrover Gracia, I PIGMENTI NELL’ARTE DALLA PREISTORIA ALLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE pp. 304 - F.to 14 x 21 - copertina a due colori ISBN 978-88-6336-090-5 pdc 25,00 Talenti 26
La relazione tra colore e materia è uno degli aspetti più coinvolgenti
dell’arte. Tutte le professionalità che in qualche modo entrano nel rapporto
arte-restauro ne rimangono affascinate: i chimici per la parte analitica e
per le ingegnose sintesi che hanno le proprie radici nell’alchimia, gli
storici per affrontare la genesi dell’opera e indirettamente lo spirito
dell’autore, i restauratori per la necessità più varie, come quella di
replicare le tonalità che il tempo ha mutato, oppure di far tornare un
pigmento alterato alla suo cromatismo originale. Il volume si articola in
blocchi descrittivi, con le caratteristiche dei più importanti pigmenti che
l’uomo ha adoperato fino alla metà dell’800, suddivise nelle schede della
prima parte, che riportano i vari sinonimi utilizzati, una loro storia
sintetica, le caratteristiche di resistenza all’invecchiamento, le proprietà
chimico-fisiche. Natalia Bevilacqua si è laureata in
Scienze e Tecnologie Chimiche per la Conservazione ed il Restauro a Venezia
nel 2006, con tesi sulla fluorescenza UV dei pigmenti in tempera e standoil
a seguito di uno stage effettuato presso l’Opificio delle Pietre Dure in
collaborazione con L'INOA (Istituto Nazionale di Ottica Applicata).
Attualmente lavora come supporto tecnico scientifico per C.T.S. Srl, con
specializzazione nel campo dei pigmenti e dei metalli. |
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Maria Fratelli, BENI MOBILI: LA MOVIMENTAZIONE DELLE OPERE D’ARTE Riflessioni, esperienze e progetti dalla Galleria d’Arte Moderna di Milano pp. 352 - F.to 14 x 21 - interno a colori - copertina a due colori ISBN 978-88-6336-056-1 pdc 20,00 Talenti 25
Questo libro è la storia di un viaggio dentro la movimentazione delle opere
d’arte a partire dalle ragioni, dalle condizioni e dalla legislazione che la
consente, per passare al sistema degli imballi e dei trasporti, per arrivare
attraverso la lettura della materia delle opere alle modalità della loro
descrizione, fino alla dotazione di un repertorio bibliografico per chi
intenda documentarsi prima di partire. Maria Fratelli, storico dell’arte
laureato all’Università degli Studi di Milano e specializzato in Archeologia
e storia dell’arte all’Università degli Studi di Siena; dal novembre 2002 è
conservatore della Galleria d’Arte Moderna di Milano. |
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Luciano Residori, Materiali fotografici, processi e tecniche, degradazione, analisi e diagnosi CON LA COLLABORAZIONE DI Giovanni Ettore Gigante Matteo Placido Maura Zecchi pp. 304 - F.to 14 x 21 - interno a colori - copertina a due colori ISBN 978-88-6336-050-9 pdc 25,00 Talenti 24 Il restauro e la conservazione dei materiali fotografici costituiscono oggi una realtà consolidata anche in Italia, grazie all’attività svolta in questo specifico settore dei beni culturali da parte di Istituti o Enti statali e non statali e da laboratori privati. Anche il nostro paese ha investito risorse per la prevenzione, la diagnostica, il recupero, la conservazione, la valorizzazione e la fruizione di un patrimonio consistente e, forse, non ancora sufficientemente conosciuto. Testimonianza evidente di questo interesse è il crescente numero di progetti, studi e pubblicazioni scientifiche recenti sull’argomento. Questo volume vuole dare un contributo alla divulgazione della conoscenza scientifica dei materiali fotografici trattando della loro struttura, composizione, caratteristiche chimico-fisiche, processi, procedimenti e tecniche. Una parte è dedicata alla diagnostica ed ai metodi di analisi non distruttivi e non invasivi. Luciano Residori è stato Direttore del
Gabinetto di Chimica (1986-1990) e Direttore del Laboratorio di chimica e
tecnologia (1990-2008) del Centro di fotoriproduzione legatoria e restauro
degli Archivi di Stato, Roma. Dal 1988 al 1992 è stato Membro effettivo del
Comitato di Reprografia del Consiglio Internazionale degli Archivi. |
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Antonella Casoli, Maria Elena Darecchio, Lara Sarritzu I COLORANTI NELL’ARTE pp. 256 - F.to 14 x 21 - interno a colori - copertina a due colori ISBN 978-88-6336-051-6 pdc 20,00 Talenti 23
Dalla Robbia all’Indaco, dalla Cocciniglia all’Erba Guada, il libro
ripercorre gli usi dei Coloranti Naturali che fin dall’antichità rientravano
come elementi pregiati nell’arte e nell’artigianato. Antonella Casoli insegna Chimica dei
Beni Culturali ed è Presidente del Corso di Laurea in Scienze per i Beni
Culturali presso l’Università degli Studi di Parma. Ha partecipato a
progetti rivolti alla conoscenza e al restauro di importanti opere d’arte. |
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Cesare Fiori, Roberta Riccobene, Claudia Tedeschi, TECNICHE DI DISTACCO NEL RESTAURO DEI MOSAICI pp. 80 - F.to 14 x 21 - copertina a due colori ISBN 978-88-89566-80-0 pdc 15,00 Talenti 22 La tecnica del distacco nel restauro dei mosaici, aveva il solo scopo della conservazione dell'immagine, tralasciando l'importanza della sua matericità e distruggendone i valori tridimensionali: il mosaico era considerato, al pari di una pittura muraria, un'immagine applicata a un muro o a un pavimento e non come parte integrante di essi. Negli ultimi decenni l'interesse e le riflessioni sul restauro del mosaico hanno prodotto fondamentali progressi: si è iniziato a percorrere la strada della conservazione in sito (non solo per quanto riguarda le superfici musive ma anche per i supporti), delle indagini diagnostiche, del minimo intervento e della reversibilità, nell'ottica secondo la quale per quanto oggi un intervento può sembrare il più corretto ed efficiente è comunque destinato a non essere più considerato tale nel corso del tempo. Cesare Fiori, professore associato
presso il Dipartimento di Storie e Metodi per la Conservazione dei Beni
Culturali, Università di Bologna, sede di Ravenna, Insegna Chimica per i
beni culturali, Chimica del restauro e Conservazione dei materiali lapidei
ed ha una lunga esperienza di ricerca dedicata ai materiali ceramici e
musivi. È autore/coautore di molti articoli tecnico-scienifici e monografie
riguardanti studi archeometrici e per la conservazione dei materiali
inorganici naturali e artificiali costituenti le opere dʼarte, in
particolare i mosaici. |
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M.F. Mecklenburg, Meccanismi di cedimento nei dipinti su tela: approcci per lo sviluppo di protocolli di consolidamento Failure mechanisms in canvas supported paintings: approaches for developing consolidation protocols pp. 144 - F.to 14 x 21 - copertina a due colori ISBN 978-88-89566-92-3 pdc 18,00 ITALIANO and ENGLISH Talenti 21
Ricerca delle proprietà meccaniche dei materiali, sviluppo e migliore
comprensione delle teorie di perdita di efficenza, sviluppo di modelli di
previsione per la conservazione delle collezioni dello Smithsonian Institute
di Washington. Questi, in sintesi, gli interessi professionali prevalenti di
Marion Mecklenburg. Gli americani sono bravi nel fornire sintesi del loro
pensiero e attività. Sono abituati a dover presentare il lavoro, magari di
decenni, in dieci minuti o cinque cartelle. Questa sintetica frase, in
effetti, descrive bene il lavoro quotidiano di Marion da vent'anni, anche se
si è estesa ben oltre il glorioso Smithsonian e l'ambiente scientifico
americano. Per la prima volta in Italia vengono pubblicate, in questo
importante quaderno della Collana Talenti, i risultati del lavoro che
Mecklenburg svolge da anni sulle caratteristiche meccaniche dei materiali
costitutivi dei dipinti “da cavalletto”. Marion F. Mecklenburg, attualmente
Senior Research Physical Scientist e membro del corpo docente, dal 1965 al
1984, è stato restauratore privato di dipinti a Washington, D.C. Tra il 1988
al 1994, è stato Assistente Direttore della Ricerca per la Conservazione, al
Conservation Analytical Laboratory, Smithsonian Institution, Washington D.C.
Aree di interesse attuali: ricerca nelle proprietà meccaniche dei materiali,
sviluppo e miglioramento delle teorie dei meccanismi di fallimento, e
sviluppo di modelli di previsione per strutture atte alla conservazione
delle collezioni appartenenti allo Smithsonian. |
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Maria Letizia Amadori, Fabiano Ferrucci, Maria Giulia Terenzi, Dipinti su rame: storia, tecnica, fenomeni di degrado, diagnostica, indicazioni per la conservazione e il restauro pp. 80 - F.to 14 x 21 - copertina a due colori ISBN 88-89566-36-1 pdc 15,00 Talenti 19 Chi voglia oggi approfondire il tema della pittura su rame non si meravigli se, nonostante questa tecnica abbia una storia antica e fatta da nomi importanti, poco troverà sull’argomento. Famosi artisti italiani, fiamminghi e tedeschi scelsero la lamina di rame come supporto per i piccoli e raffinati dipinti. Sebastiano del Piombo, il Correggio, il Vasari, il Bronzino, i Carracci, il Domenichino, Guido Reni, Rembrant, Rubens ed in ultimo. Per quanto riguarda la conservazione di queste opere, nella pratica comune, i restauratori ed i conservatori dei musei hanno quasi sempre proceduto con le stesse modalità con cui si trattano i dipinti mobili costituiti da supporti più comuni come tele e tavole, ignorando la specificità della tecnica. Questa pubblicazione vuole quindi essere uno strumento, utile a chi, per motivi professionali, per necessità di studio, per interesse personale o per semplice curiosità, vuole comprendere meglio la natura, la storia ed i problemi di questa tipologia di opere ritenute un tempo vanto delle “Wunderkammern” dei palazzi nobiliari e delle residenze della ricca borghesia europea. Maria Giulia Terenzi, si è laureata
nell’anno accademico 2004/2005 presso la facoltà di Lettere e Filosofia
dell’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”, corso di “Tecnologie per
la conser–vazione e il restauro dei beni culturali”, discutendo una tesi
riguardante la pittura su lamina di rame. |
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