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CASA EDITRICE

Sezione Restauro
"I TALENTI"
Collana a cura di Paolo Cremonesi

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Cesare Fiori, Mariangela Vandini, Francesca Casagrande
L'integrazione delle lacune nel restauro dei mosaici
pp. 176 - F.to 14 x 21
Illustrazioni in bianco e nero - copertina a due colori
ISBN 88-89566-13-2   pdc € 15,00
Talenti 18

Il trattamento delle lacune non è semplicemente l’atto conclusivo di un restauro, ma va inquadrato in una preliminare visione critica dell’opera, dei relativi aspetti di degrado e conservazione, antecedenti e successivi al restauro stesso. Gli interventi di integrazione nel restauro di mosaici non hanno trovato, a tutt’oggi, una metodologia unica e precisa, ma ci si affida ancora, caso per caso, ad una vasta gamma di soluzioni. Alle questioni poste dalla presenza di lacune si danno così risposte diversificate, spesso nella convinzione di rispettare un metodo valido in generale. Il trattamento deve essere progettato tenendo conto di un complesso di variabili che comprendono epoca e tipologia del manufatto musivo, quindi tecniche e materiali per la sua realizzazione, manifestazioni e cause di degrado, quantità, qualità e distribuzione delle lacune, collocazione e presentazione dell’opera a restauro ultimato. Oltre alle qualità estetiche dell’intervento, occorre considerare il ripristino della stabilità strutturale dell’opera che si può ottenere con l’integrazione. Il contenuto di questo testo è un tentativo di costruire una base più solida, rispetto al passato, per progettare interventi di integrazione nel particolare settore del restauro musivo.

Cesare Fiori - Professore associato presso il Dip. di Storie e Metodi per la Conserv. dei Beni Culturali, Univ. di Bologna, sede di Ravenna, insegna Chimica per i beni culturali, Chimica del restauro e Conservazione dei materiali lapidei ed ha una lunga esperienza di ricerca dedicata ai materiali ceramici e musivi. E’ autore/coautore di molti articoli tecnico-scientifici e monografie riguardo a studi archeometrici e per la cons. dei materiali inorganici naturali e artificiali costituenti le opere d’arte, in partic. i mosaici.
Mariangela Vandini - Ricercatore presso il Dip. di Storie e Metodi per la Conserv. dei Beni Culturali, Univ. di Bologna, sede di Ravenna, insegna Archeometria e Fisica applicata ai beni culturali. Ha un’ampia esperienza di ricerca nel settore degli studi archeometrici su materiali di interesse storico-artistico, in particolare musivi, ai fini di una loro classificazione, catalogazione, ricostruzione di tecnologie di fabbricazione e come supporto per interventi di restauro.
Francesca Casagrande – Diplomata alla Scuola per il Restauro del Mosaico di Ravenna. Diplomata Operatore dei Beni Cultularali, ha poi conseguito la laurea triennale in Conserv. dei Beni Culturali, presso l’Univ. di Bologna, sede di Ravenna. Ha una esperienza decennale come restauratore, prevalentemente di opere musive, oltre che di affreschi, stucchi, tele, carta.

L'integrazione delle lacune nel restauro dei mosaici

Leonardo Borgioli, Paolo Cremonesi
Le resine sintetiche usate nel trattamento di opere policrome
pp. 192 - F.to 14 x 21
copertina a due colori
ISBN 88-89566-04-3   pdc € 15,00
Talenti 17

Nel restauro delle opere policrome (dipinti, sculture lignee, affreschi, ma anche opere su carta, ceramica...) i materiali sintetici hanno in gran parte rimpiazzato sostanze con proprietà analoghe, ma di origine naturale. Diventa quindi imprescindibile per il restauratore comprendere le proprietà fondamentali di questi materiali che troppo spesso sono stati utilizzati in modo improprio. Dopo una parte introduttiva che risponde sostanzialmente alla domanda “Cos'è un polimero?”, viene esposta nel 2° capitolo la problematica riguardante la durata di questi materiali. Un discorso complesso, dato che per i materiali che vanno ad integrarsi in un opera d'arte divengono stringenti i requisiti di “longevità”. Il discorso è complicato dal fatto che questi materiali sono di recente sviluppo e che si hanno casistiche di invecchiamento di una cinquantina d'anni al massimo. Lo studio di questi materiali è reso ancora più difficile dal fatto che la maggior parte delle formulazioni correntemente utilizzate sono state originariamente sviluppate per applicazioni completamente diverse dal restauro dei beni culturali, e che raramente sono dichiarati tutti i componenti. Per questo diventano preziosi gli studi comparativi effettuati con l'aiuto degli invecchiamenti accelerati, argomento del 3° capitolo. II 4° capitolo prende in esame le modalità di applicazione e il meccanismo filmogeno dei polimeri, suddivisi nelle diverse classi chimiche di cui si riportano: • le caratteristiche chimico-fisiche (ottiche, meccaniche, ecc.), • i processi di alterazione strutturale a cui il materiale in opera va soggetto durante l'invecchiamento, e l'eventuale variazione con seguente delle proprietà, • le formulazioni commerciali, • i campi applicativi, • i limiti e le potenzialità, che possono aiutare il restauratore in alcune scelte operative.

Leonardo Borgioli  si è laureato in chimica a Firenze, con una tesi sulle microemulsioni applicate agli affreschi della Cappella Brancacci, nella Chiesa del Carmine. Ha lavorato come ricercatore, per poi approdare all’esperienza di docenza e di assistenza tecnica per i prodotti, sempre nel settore del restauro. È responsabile dell’ufficio tecnico-scientifico di C.T.S. Srl.
Paolo Cremonesi, chimico e biochimico con formazione anche nel restauro, lavora come libero professionista nel settore delle opere policrome. È coordinatore scientifico del CESMAR7 (Centro per lo Studio dei materiali per il Restauro) di Padova, e collaboratore esterno dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

Le resine sintetiche usate nel trattamento di opere policrome

Lucia Saccani, Luigi Rella
Le relazioni tecniche di restauro
pp. 80 - F.to 14 x 21 - Illustrazioni in bianco e nero - copertina a due colori
CONTIENE cd
ISBN 88-87243-87-5   pdc € 15,00
Talenti 16
ESAURITO

Nell’attività di restauro importantissima risulta la relazione tecnica, per apprendere, catalogare ed archiviare le relazioni emerse prima, durante e dopo il restauro. Con questo testo si propongono tre modelli di schede tecniche: scheda di sopralluogo, scheda di restauro, scheda di manutenzione.

Lucia Saccani, svolge dal 1980 attività di restauro dei dipinti murali, dipinti su tela e tavola, ceramica, per la Soprintendenza Beni Artistici della Provincia di Bolzano.
Luigi Rella, svolge dal 1982 attività di restauro di dipinti su tela e tavola per la Soprintendenza Beni Artistici della Provincia di Bolzano.

Le relazioni tecniche di restauro
Raffaella Marotti,
Introduzione al restauro della strumentazione di interesse storico scientifico
pp. 72 - F.to 14 x 21
Illustrazioni in bianco e nero - copertina a due colori
ISBN 88-87243-88-3   pdc € 13,00
Talenti 15

Una parte culturalmente saliente e cospicua del nostro patrimonio storico-artistico è rappresentato dagli strumenti di interesse storico-scientifico, appartenenti a collezioni di antichi Gabinetti scientifici ubicati all’interno di Licei, Atenei o Seminari. Con questo libro ci si può avvicinare a questo mondo sia per quanto riguarda la nascita e l’impotanza culturale di queste collezioni, sia per quanto concerne il restauro dei principali materiali che compongono gli antichi strumenti.

Raffaella Marotti si occupa dal 1989 di recupero e restauro di strumentazione scientifica di interesse storico e di divulgazione scientifica. Il suo laboratorio è oggi affiancato alla Facoltà di Tecnologie per la Conservazione e il Restauro applicate ai Beni Culturali della Università degli Studi di Urbino “Carlo Bò”.

Introduzione al restauro della strumentazione di interesse storico scientifico

Gerhard Banik, Paolo Cremonesi,
Ariane de La Chapelle, Letizia Montalbano
Nuove metodologie nel restauro del materiale cartaceo
pp. 144 - F.to 14 x 21
Illustrazioni in bianco e nero 80 - copertina a due colori
ISBN 88-87243-67-0   pdc € 13,00
Talenti 14

Il restauro del materiale cartaceo si presenta con delle caratteristiche che lo rendono particolarmente complesso: l'intrinseca fragilità della carta, la varietà di materie eterogenee che possiamo trovare su di essa, l'estrema precisione della manualità richiesta all'operatore. Questo volume nasce in risposta alla domanda sempre più insistente da parte di restauratori di materiale cartaceo, domanda di informazione sulle metodologie di intervento più recenti. I contributi tradotti, raccolti in questo volume, descrivono a livello teorico e applicativo interventi messi a punto in Francia e Germania: l'uso degli Enzimi, Tensioattivi e soluzione acquose gelificate, allo scopo di permettere la rimozione selettia e lcalizzata di adesivi da materiali cartacei. Al termine sono riportate le esperienze applicative di queste metodologie condotte nei laboratori del Settore Materiali Cartacei e Pergamenacei dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

Gerhard Banik, insegna all'Università di Arti Applicate di Vienna e presso il Scientific Training Program dell'ICCROM a Roma. Svolge attività di ricerca nel campo della conservazione della carta con riferimento a problemi di pulitura;
Paolo Cremonesi chimico, coordinatore scientifico del CESMAR7 (Centro per lo Studio dei Materiali per il Restauro) di Padova, collaboratore esternpo dell' dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze;
Ariane de La Chapelle dal 1990 si interessa a vari argomenti di ricerca applicati al restauro come l'enzimologia, lo studio delle filigrane e delle carte. Lavora come Chargée de Recherche presso il Département des Arts Graphiques del Musée du Louvre;
Letizia Montalbano è capotecnico restauratore di materiali cartacei e membranacei, lavora dal 1985 presso l'Opificio delle Pietre Dure e laboratori di restauro di Firenze, dove insegna anche come docente di tecnica di restauro.

Nuove metodologie nel restauro del materiale cartaceo

Leonardo Borgioli
Polimeri di sintesi per la conservazione della pietra
pp. 128 - F.to 14 x 21
ISBN 88-87243-38-7 EDIZIONE AGGIORNATA  pdc € 15,00
Talenti 13

Il mercato dei prodotti per il restauro, troppo di nicchia per poter sostenere una ricerca mirata, ha sempre "preso a prestito" materiali nati per altri settori. Non sempre però per le resine sintetiche sono state fatte valutazioni di resistenza nel tempo che potessero fornire un buon margine di sicurezza per l'integrità dell'opera.
Questo agile volume si propone di presentare in maniera unitaria i materiali di sintesi che trovano attualmente utilizzo nel settore del restauro lapideo (esteso naturalmente non solo alla pietra ma ai laterizi e alle malte), senza perdersi in una trattazione chimica che viene rimandata ai testi classici. Il lettore troverà quindi esposte le caratteristiche delle principali classi di polimeri (e non solo), con particolare riguardo alle modalità applicative, alla sicurezza per l'operatore, alla resistenza nel tempo. Vengono riportati sinteticamente anche esempi di applicazioni di prodotti commerciali su monumenti, tratti sia dalla letteratura che dalla esperienza personale dell'autore, così come i risultati di studi comparativi, che hanno spesso messo in evidenza le problematiche di questo settore. Un volume rivolto quindi ai restauratori e agli operatori del settore, mirato a chiarire gli interrogativi che nascono "sul campo".

Leonardo Borgioli, si è laureato in chimica a Firenze, con una tesi sulle microemulsioni applicate agli affreschi della Cappella Brancacci, nella Chiesa del Carmine. Ha lavorato come ricercatore presso la Syremont per poi approdare all'esperienza di docenza e di assistenza tecnica per i prodotti, sempre nel settore del restauro. È responsabile dell'ufficio tecnico-scientifico di C.T.S. Srl.

Polimeri di sintesi per la conservazione della pietra

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