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Sezione Restauro
"I TALENTI"
Collana a cura di Paolo Cremonesi

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Raffaella Marotti,
Introduzione al restauro della strumentazione di interesse storico scientifico
pp. 72 - F.to 14 x 21
Illustrazioni in bianco e nero - copertina a due colori
ISBN 88-87243-88-3   pdc € 13,00
Talenti 15

Una parte culturalmente saliente e cospicua del nostro patrimonio storico-artistico è rappresentato dagli strumenti di interesse storico-scientifico, appartenenti a collezioni di antichi Gabinetti scientifici ubicati all’interno di Licei, Atenei o Seminari. Con questo libro ci si può avvicinare a questo mondo sia per quanto riguarda la nascita e l’impotanza culturale di queste collezioni, sia per quanto concerne il restauro dei principali materiali che compongono gli antichi strumenti.

Raffaella Marotti si occupa dal 1989 di recupero e restauro di strumentazione scientifica di interesse storico e di divulgazione scientifica. Il suo laboratorio è oggi affiancato alla Facoltà di Tecnologie per la Conservazione e il Restauro applicate ai Beni Culturali della Università degli Studi di Urbino “Carlo Bò”.

Introduzione al restauro della strumentazione di interesse storico scientifico

Gerhard Banik, Paolo Cremonesi,
Ariane de La Chapelle, Letizia Montalbano
Nuove metodologie nel restauro del materiale cartaceo
pp. 144 - F.to 14 x 21
Illustrazioni in bianco e nero 80 - copertina a due colori
ISBN 88-87243-67-0   pdc € 13,00
Talenti 14

Il restauro del materiale cartaceo si presenta con delle caratteristiche che lo rendono particolarmente complesso: l'intrinseca fragilità della carta, la varietà di materie eterogenee che possiamo trovare su di essa, l'estrema precisione della manualità richiesta all'operatore. Questo volume nasce in risposta alla domanda sempre più insistente da parte di restauratori di materiale cartaceo, domanda di informazione sulle metodologie di intervento più recenti. I contributi tradotti, raccolti in questo volume, descrivono a livello teorico e applicativo interventi messi a punto in Francia e Germania: l'uso degli Enzimi, Tensioattivi e soluzione acquose gelificate, allo scopo di permettere la rimozione selettia e lcalizzata di adesivi da materiali cartacei. Al termine sono riportate le esperienze applicative di queste metodologie condotte nei laboratori del Settore Materiali Cartacei e Pergamenacei dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

Gerhard Banik, insegna all'Università di Arti Applicate di Vienna e presso il Scientific Training Program dell'ICCROM a Roma. Svolge attività di ricerca nel campo della conservazione della carta con riferimento a problemi di pulitura;
Paolo Cremonesi chimico, coordinatore scientifico del CESMAR7 (Centro per lo Studio dei Materiali per il Restauro) di Padova, collaboratore esternpo dell' dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze;
Ariane de La Chapelle dal 1990 si interessa a vari argomenti di ricerca applicati al restauro come l'enzimologia, lo studio delle filigrane e delle carte. Lavora come Chargée de Recherche presso il Département des Arts Graphiques del Musée du Louvre;
Letizia Montalbano è capotecnico restauratore di materiali cartacei e membranacei, lavora dal 1985 presso l'Opificio delle Pietre Dure e laboratori di restauro di Firenze, dove insegna anche come docente di tecnica di restauro.

Nuove metodologie nel restauro del materiale cartaceo

Leonardo Borgioli
Polimeri di sintesi per la conservazione della pietra
pp. 128 - F.to 14 x 21
ISBN 88-87243-38-7 EDIZIONE AGGIORNATA  pdc € 15,00
Talenti 13

Il mercato dei prodotti per il restauro, troppo di nicchia per poter sostenere una ricerca mirata, ha sempre "preso a prestito" materiali nati per altri settori. Non sempre però per le resine sintetiche sono state fatte valutazioni di resistenza nel tempo che potessero fornire un buon margine di sicurezza per l'integrità dell'opera.
Questo agile volume si propone di presentare in maniera unitaria i materiali di sintesi che trovano attualmente utilizzo nel settore del restauro lapideo (esteso naturalmente non solo alla pietra ma ai laterizi e alle malte), senza perdersi in una trattazione chimica che viene rimandata ai testi classici. Il lettore troverà quindi esposte le caratteristiche delle principali classi di polimeri (e non solo), con particolare riguardo alle modalità applicative, alla sicurezza per l'operatore, alla resistenza nel tempo. Vengono riportati sinteticamente anche esempi di applicazioni di prodotti commerciali su monumenti, tratti sia dalla letteratura che dalla esperienza personale dell'autore, così come i risultati di studi comparativi, che hanno spesso messo in evidenza le problematiche di questo settore. Un volume rivolto quindi ai restauratori e agli operatori del settore, mirato a chiarire gli interrogativi che nascono "sul campo".

Leonardo Borgioli, si è laureato in chimica a Firenze, con una tesi sulle microemulsioni applicate agli affreschi della Cappella Brancacci, nella Chiesa del Carmine. Ha lavorato come ricercatore presso la Syremont per poi approdare all'esperienza di docenza e di assistenza tecnica per i prodotti, sempre nel settore del restauro. È responsabile dell'ufficio tecnico-scientifico di C.T.S. Srl.

Polimeri di sintesi per la conservazione della pietra

Cesare Fiori - Mariangela Vandini
Teoria e tecniche per la conservazione del mosaico
pp. 160 - F.to 14 x 21
ISBN 88-87243-36-0   EDIZIONE AGGIORNATA  pdc € 15,00
Talenti 12

Negli ultimi decenni è maturato sempre più un atteggiamento di rispetto per tutte le opere musive, data la loro importanza di documento storico, che ha condotto ad un miglioramento dei metodi di intervento conservativi su tali manufatti. Una conoscenza approfondita, non solo di tipo storico-artistico, ma anche della funzionalità, delle tecniche, dei materiali originali e dei materiali utilizzati in restauri storici, deve costituire la base per qualsiasi intervento sul mosaico. Nel corso di un restauro sono da preferire i consolidamenti in situ che, al contrario della tecnica di distacco, permettono il salvataggio dei segni grafici delle compagini musive, con tutte le informazioni che essi contengono. Inoltre, si evitano i traumi che i mosaici inevitabilmente subiscono nelle operazioni di distacco, a cui si deve ricorrere solo come ultima risorsa per salvare l'opera. Nei restauri più recenti è stata attuata una reale collaborazione fra competenze diverse, interessate tutte alla medesima problematica della conservazione. Inoltre, il rapido progredire del degrado da inquinamento atmosferico ha richiesto un intervento più massiccio di discipline scientifiche. Dalla chimica e dalla fisica sono arrivate spesso risposte adeguate a problemi per i quali non esistevano metodologie di intervento consolidate nell'esperienza dei restauratori.

Cesare Fiori
, professore associato presso il Dipartimento di Storie e Metodi per la Conservazione dei Beni Culturali, Università di Bologna, Sede di Ravenna, insegna Chimica del restauro e Teoria e tecniche del restauro dei manufatti archeologici alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali della stessa Università ed ha una lunga esperienza di ricerca dedicata prevalentemente ai materiali ceramici e musivi. E' autore/coautore di molti articoli tecnico-scientifici e monografie sullo studio e la conservazione di materiali inorganici naturali e artificiali costituenti le opere d'arte, in particolare i mosaici.
Mariangela Vandini, ricercatore presso il Dipartimento di Storie e Metodi per la Conservazione dei Beni Culturali, Università di Bologna, Sede di Ravenna, insegna Archeometria alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali della stessa Università. Ha esperienza pluriennale di ricerca nel settore degli studi archeometrici e delle indagini sui materiali di interesse storico-artistico, in particolare musivi, ai fini di una loro classificazione e catalogazione e come supporto per interventi di restauro e di conservazione.

Teoria e tecniche per la conservazione del mosaico

Heinz Althöfer
La questione del ritocco nel restauro pittorico
pp. 64 - F.to 14 x 21
ISBN 88-87243-39-5  ESAURITO NON SARA' PIU' RISTAMPATO
Talenti 11

Questo saggio di Heinz Althöfer, pubblicato diversi anni fa in Germania, è dedicato al ritocco pittorico e alle problematiche ad esso connesse. Il volume è suddiviso in due parti, la prima dedicata alla storia del ritocco pittorico fin dai primi casi riscontrabili nell'antichità per giungere alle pratiche in uso nel XIX secolo, mentre nella seconda vengono descrtti i diversi tipi di tecniche adottate per l'esecuzione delle integrazioni sui dipinti, da quelle ormai considerate sorpassate fino alle più moderne concezioni.
Lo scritto di Heinz Althöfer risulta quanto mai attuale e si inserisce a pieno titolo nel dibattito teorico sul restauro dei dipinti, in particolare sulla delicata questione del ritocco e delle integrazioni, e sulle sue metodologie applicative.

Heinz Althöfer, ha studiato a Bonn, Munich, Basel e Roma. Ha conseguito un Ph.D. all'Università di Munich sotto la supervisione di Hans Sedlmayr, con Dissertazione all'Università Heinrich-Heine di Düsseldorf. È stato Visiting Professor in varie Università in Germania e all'estero, e ha ottenuto diversi incarichi internazionali di Lettore. Ha pubblicato più di cento articoli e numerosi libri sull'arte del XIX e XX secolo. È Fellow dell'IIC (The International Institute for Conservation of Historic and Artistic Works) e Membro dell'International Council of Museums. Nel 1976 ha fondato il Restoration Centre Düsseldorf in collaborazione con Gabriele Henkel. È considerato il fondatore della teoria del restauro dell'arte contemporanea. Dagli anni '60 ha avuto un ruolo fondamentale nella conservazione e restauro dell'arte moderna e contemporanea.

La questione del ritocco nel restauro pittorico
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