
CASA EDITRICE
Sezione Restauro
"I TALENTI"
Collana a cura di Paolo Cremonesi
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| Cesare Fiori -
Mariangela Vandini Teoria e tecniche per la conservazione del mosaico pp. 160 - F.to 14 x 21 ISBN 88-87243-36-0 EDIZIONE AGGIORNATA pdc 15,00 Talenti 12 Negli ultimi decenni è maturato sempre più un atteggiamento di rispetto per tutte le
opere musive, data la loro importanza di documento storico, che ha condotto ad un
miglioramento dei metodi di intervento conservativi su tali manufatti. Una conoscenza
approfondita, non solo di tipo storico-artistico, ma anche della funzionalità, delle
tecniche, dei materiali originali e dei materiali utilizzati in restauri storici, deve
costituire la base per qualsiasi intervento sul mosaico. Nel corso di un restauro sono da
preferire i consolidamenti in situ che, al contrario della tecnica di distacco, permettono
il salvataggio dei segni grafici delle compagini musive, con tutte le informazioni che
essi contengono. Inoltre, si evitano i traumi che i mosaici inevitabilmente subiscono
nelle operazioni di distacco, a cui si deve ricorrere solo come ultima risorsa per salvare
l'opera. Nei restauri più recenti è stata attuata una reale collaborazione fra
competenze diverse, interessate tutte alla medesima problematica della conservazione.
Inoltre, il rapido progredire del degrado da inquinamento atmosferico ha richiesto un
intervento più massiccio di discipline scientifiche. Dalla chimica e dalla fisica sono
arrivate spesso risposte adeguate a problemi per i quali non esistevano metodologie di
intervento consolidate nell'esperienza dei restauratori. |
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| Heinz Althöfer La questione del ritocco nel restauro pittorico pp. 64 - F.to 14 x 21 ISBN 88-87243-39-5 ESAURITO NON SARA' PIU' RISTAMPATO Talenti 11 Questo saggio di Heinz Althöfer, pubblicato diversi anni fa in Germania, è dedicato al
ritocco pittorico e alle problematiche ad esso connesse. Il volume è suddiviso in due
parti, la prima dedicata alla storia del ritocco pittorico fin dai primi casi
riscontrabili nell'antichità per giungere alle pratiche in uso nel XIX secolo, mentre
nella seconda vengono descrtti i diversi tipi di tecniche adottate per l'esecuzione delle
integrazioni sui dipinti, da quelle ormai considerate sorpassate fino alle più moderne
concezioni. |
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| Paolo Cremonesi L'uso di tensioattivi e chelanti nella pulitura di opere policrome NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA pp. 136 - F.to 14 x 21 copertina a 2 colori ISBN 88-87243-84-0 pdc 15,00 Talenti 10 Tra le varie sostanze a disposizione del restauratore per effettuare la pulitura di superfici policrome, i Tensioattivi e i Chelanti potrebbero sicuramente svolgere un ruolo ben più importante di quanto, in generate, non avvenga, soprattutto nella pratica “più tradizionale” del restauro. I Tensioattivi sono sostanze idrofile e lipofile allo stesso tempo e possono essene utilizzati sostanzialmente per tre scopi: come agenti bagnanti, come emulsionanti e come detergenti. Sono attivi nei confronti di materiali grassi e oleosi, o più in generale lipofili. Resin Soaps e Solvent Gels sono tensioattivi appositamente formulati per l'uso nel restauro, e sono particolarmente efficaci su vernici composte di resine naturali. I Chelanti hanno la particolare caratteristica di complessare e solubilizzare cationi metallici, oltre all'azione più generale di neutralizzare elettrostaticamente una superficie, permettendone così la pulitura. Tensioattivi e Chelanti offrono il vantaggio di operare in ambiente acquoso, con trascurabile impatto di tossicità per I'operatore. Spesso a questo pregio se ne associa un altro, cioè maggiore selettività d'azione, e quindi maggiore rispetto nei confronti dell'opera in paragone con altre sostanze di uso più tradizionale nella pulitura, quali i solventi, gli acidi e le basi. Le positive esperienze condotte negli ultimi due decenni dimostrano quanto queste sostanze meritino di trovare posto in qualunque laboratorio di restauro, privato o istituzionale, accanto ai più tradizionali reagenti.. Paolo Cremonesi, chimico e biochimico con formazione anche nel restauro, lavora come libero professionista nel settore delle opere policrome. È coordinatore scientifico del CESMAR7 (Centro per lo Studio dei materiali per il Restauro) di Padova, e collaboratore esterno dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. |
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| Imma
Adrover Gracia Applicazioni della spettrofotometria IR allo studio dei beni culturali pp. 96 - F.to 14 x 21 ISBN 88-87243-22-0 ESAURITO NON SARA' PIU' RISTAMPATO Talenti 9 La spettrofotometria infrarossa (IR) è una tecnica analitica che permette l'analisi dei gruppi funzionali che caratterizzano composti organici e inorganici: l'insieme delle bande di assorbimento, il cosiddetto "spettro" IR, fornisce una precisa "impronta digitale" del materiale, che viene così caratterizzato. L'evoluzione della strumentazione all'inizio degli anni '80, ha reso disponibile la spettrofotometria IR in trasformata di Fourier (FTIR), contribuendo così alla diffusione di questa semplice ed efficace tecnica di analisi. Sebbene le risposte fornite siano in generale di tipo qualitativo o, al massimo, semi-quantitativo, la tecnica è di indubbia utilità: a costi relativamente bassi, rispetto ad altre metodologie, abbina comunque precisione, versatilità, velocità di esecuzione, accuratezza e riproducibilità. Questa tecnica oggi trova frequente utilizzo nel campo delle indagini applicate ai beni culturali, dove fornisce informazioni preliminari sulla composizione del campione e, spesso, una risposta diagnostica conclusiva. L¹autrice descrive i principi della tecnica analitica, il suo campo di applicazione, i vantaggi e i limiti, la strumentazione oggi disponibile e le prospettive future, e presenta esempi applicativi riferiti a vari manufatti artistici. Imma Adrover Gracia si è laureta in chimica presso l'Università di Palma di Maiorca e si è specializzata nella sceinza applicata ai beni culturali presso l'Università e l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. |
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| Anna Brunetto L'utilizzo della strumentazione laser per la pulitura delle superfici nei manufatti artistici NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA pp. 134 - F.to 14 x 21 ISBN 88-87243-86-7 pdc 13,00 Talenti 8
Nel volume vengono descritte le possibilità di utilizzo dello strumento-laser. Una
metodologia che sta sempre più prendendo piede per la precisione, selettività e
discriminabilità che sono caratteristiche di questo strumento. Nel testo vengono inoltre
descritti una serie di laser che si trovano nel mercato.
Anna Brunetto, restauratrice e specialista della tecnica di applicazione dello strumento-laser sui manufatti artistici. |
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| Paolo Cremonesi L'uso dei solventi organici nella pulitura di opere policrome NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA pp. 136 - F.to 14 x 21 - copertina a 2 colori ISBN 88-87243-85-9 pdc 15,00 Talenti 7
I solventi organici rappresentano forse i prodotti più comunemente
utilizzati nella pulitura di opere policrome e non. Facile reperibilità e
basso costo, efficacia e apparente semplicità di utilizzo sono le ragioni
che spiegano quest'uso generalizzato. Per questi requisiti favorevoli,
troppo spesso si sottovalutano quelli negativi: scarsa selettività di azione
nei confronti dei materiali costituenti l'opera e possibile rischio per la
salute dell'operatore e la sicurezza dell'ambiente di lavoro. Troppo spesso,
inoltre, i solventi vengono usati in maniera meccanica o ripetitiva, senza
una reale comprensione del come e perché si utilizzino. La tradizione ne
avvalla l'uso, e sovente questa è l'unica giustificazione che si possa
trovare per il ricorso a certi solventi altamente tossici. Sono oramai
disponibili numerose alternative, più selettive e meno tossiche, ma queste
non possono rimpiazzare completamente i solventi, che in certi casi
continuano ad essere insostituibili. Pertanto il loro uso deve essere più
limitato e responsabile, confinato esclusivamente a quei solventi meno
tossici e aggressivi. Ci sono inoltre procedure operative, facilmente
applicabili, che permettono di utilizzare i solventi in una maniera che
risulti più rispettosa dell'integrità strutturale dell'opera trattata. È
fondamentale, a questo scopo, che il restauratore acquisisca una
disposizione più ragionata e un approccio più scientifico all'utilizzo dei
solventi organici, conoscendone le caratteristiche chimico-fisiche e
tossicologiche, sapendone prevedere il possibile modo d'azione e le
interazioni sfavorevoli in relazione ai materiali presenti nei casi
applicativi specifici.. |
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