
CASA EDITRICE
Sezione Restauro
"I TALENTI"
Collana a cura di Paolo Cremonesi
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| Paolo Cremonesi L'uso di tensioattivi e chelanti nella pulitura di opere policrome NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA pp. 136 - F.to 14 x 21 ISBN 88-87243-84-0 pdc 13,00 Talenti 10 Tra le varie sostanze a disposizione del restauratore per effettuare la pulitura di superfici policrome, i Tensioattivi e i Chelanti potrebbero sicuramente svolgere un ruolo ben più importante di quanto in generale, non avvenga, soprattutto nella pratica "più tradizionale" del restauro. I Tensioattivi sono sostanze idrofile e lipofile allo stesso tempo e possono essere utilizzati sostanzialmente per tre scopi: come agenti bagnanti, come emulsionanti e come detergenti. Sono attivi nei confronti di materiali grassi e oleosi, o più in generale lipofili. Resin Soaps e Solvent Gels sono tensioattivi appositamente formulati per l'uso nel restauro, e sono perfettamente efficaci su vernici composte di resine naturali. I Chelanti hanno la particolare caratteristica di complessare e solubilizzare cationi metallici, oltre all'azione più generale di neutralizzare elettrostaticamente una superficie, permettendone così la pulitura. Tensioattivi e Chelanti offrono il vantaggio di operare in ambiente acquoso, con trascurabile impatto di tossicità per l'operatore. Spesso a questo pregio se ne associa un altro, cioè maggiore selettività d'azione e quindi maggiore rispetto nei confronti dell'opera in paragone con altre sostanze di uso più tradizionale nella pulitura, quali i solventi, gli acidi e le basi. Le positive esperienze condotte negli ultimi due decenni dimostrano quanto queste sostanze meritino di trovare posto in qualunque laboratorio di restauro, privato o istituzionale, accanto ai più tradizionali reagenti. Paolo Cremonesi, chimico e restauratore, svolge attività didattica e di ricerca presso varie scuole e istituzioni italiane. È coordinatore del comitato scientifico del Cesmar7 (Centro per lo studio dei materiali scientifici per il restauro) e collaboratore esterno dellOpificio delle Pietre Dure di Firenze. |
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| Imma
Adrover Gracia Applicazioni della spettrofotometria IR allo studio dei beni culturali pp. 96 - F.to 14 x 21 ISBN 88-87243-22-0 ESAURITO NON SARA' PIU' RISTAMPATO Talenti 9 La spettrofotometria infrarossa (IR) è una tecnica analitica che permette l'analisi dei gruppi funzionali che caratterizzano composti organici e inorganici: l'insieme delle bande di assorbimento, il cosiddetto "spettro" IR, fornisce una precisa "impronta digitale" del materiale, che viene così caratterizzato. L'evoluzione della strumentazione all'inizio degli anni '80, ha reso disponibile la spettrofotometria IR in trasformata di Fourier (FTIR), contribuendo così alla diffusione di questa semplice ed efficace tecnica di analisi. Sebbene le risposte fornite siano in generale di tipo qualitativo o, al massimo, semi-quantitativo, la tecnica è di indubbia utilità: a costi relativamente bassi, rispetto ad altre metodologie, abbina comunque precisione, versatilità, velocità di esecuzione, accuratezza e riproducibilità. Questa tecnica oggi trova frequente utilizzo nel campo delle indagini applicate ai beni culturali, dove fornisce informazioni preliminari sulla composizione del campione e, spesso, una risposta diagnostica conclusiva. L¹autrice descrive i principi della tecnica analitica, il suo campo di applicazione, i vantaggi e i limiti, la strumentazione oggi disponibile e le prospettive future, e presenta esempi applicativi riferiti a vari manufatti artistici. Imma Adrover Gracia si è laureta in chimica presso l'Università di Palma di Maiorca e si è specializzata nella sceinza applicata ai beni culturali presso l'Università e l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. |
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| Anna Brunetto L'utilizzo della strumentazione laser per la pulitura delle superfici nei manufatti artistici NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA pp. 134 - F.to 14 x 21 ISBN 88-87243-86-7 pdc 13,00 Talenti 8
Nel volume vengono descritte le possibilità di utilizzo dello strumento-laser. Una
metodologia che sta sempre più prendendo piede per la precisione, selettività e
discriminabilità che sono caratteristiche di questo strumento. Nel testo vengono inoltre
descritti una serie di laser che si trovano nel mercato.
Anna Brunetto, restauratrice e specialista della tecnica di applicazione dello strumento-laser sui manufatti artistici. |
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| Paolo Cremonesi L'uso dei solventi organici nella pulitura di opere policrome NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA pp. 136 - F.to 14 x 21 ISBN 88-87243-85-9 pdc 13,00 Talenti 7
Il volume descrive le procedure applicative che permettono di utilizzare i solventi in una
maniera che risulti essere più rispettosa dellintegrità strutturale
dellopera trattata. Il testo descrive inoltre le caratteristiche chimico-fisiche e
tossicologiche dei solventi organici, spiegandone il loro possibile modo di azione e le
interazioni sfavorevoli in relazione ai materiali presentati nei casi applicativi
specifici. |
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Alfredo Aldrovandi, Marcello Picollo Metodi di documentazione e indagini non invasive sui dipinti NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA pp. 96 - F.to 14 x 21 ISBN 88-89566-62-6 pdc 15,00 Talenti 6
Nel volume sono descritte tecniche di documentazione e di
indagine diagnostica (radiografia X, fluorescenza ultravioletta, fotografia
nel visibile e riflettografia infrarossa) impiegate comunemente nello studio
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