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CASA EDITRICE

Sezione Restauro
"I TALENTI"
Collana a cura di Paolo Cremonesi

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Gerhard Banik, Paolo Cremonesi,
Ariane de La Chapelle, Letizia Montalbano
Nuove metodologie nel restauro del materiale cartaceo
pp. 144 - F.to 14 x 21
Illustrazioni in bianco e nero 80 - copertina a due colori
ISBN 88-87243-67-0   pdc € 13,00
Talenti 14

Il restauro del materiale cartaceo si presenta con delle caratteristiche che lo rendono particolarmente complesso: l'intrinseca fragilità della carta, la varietà di materie eterogenee che possiamo trovare su di essa, l'estrema precisione della manualità richiesta all'operatore. Questo volume nasce in risposta alla domanda sempre più insistente da parte di restauratori di materiale cartaceo, domanda di informazione sulle metodologie di intervento più recenti. I contributi tradotti, raccolti in questo volume, descrivono a livello teorico e applicativo interventi messi a punto in Francia e Germania: l'uso degli Enzimi, Tensioattivi e soluzione acquose gelificate, allo scopo di permettere la rimozione selettia e lcalizzata di adesivi da materiali cartacei. Al termine sono riportate le esperienze applicative di queste metodologie condotte nei laboratori del Settore Materiali Cartacei e Pergamenacei dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

Gerhard Banik, insegna all'Università di Arti Applicate di Vienna e presso il Scientific Training Program dell'ICCROM a Roma. Svolge attività di ricerca nel campo della conservazione della carta con riferimento a problemi di pulitura;
Paolo Cremonesi chimico, coordinatore scientifico del CESMAR7 (Centro per lo Studio dei Materiali per il Restauro) di Padova, collaboratore esternpo dell' dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze;
Ariane de La Chapelle dal 1990 si interessa a vari argomenti di ricerca applicati al restauro come l'enzimologia, lo studio delle filigrane e delle carte. Lavora come Chargée de Recherche presso il Département des Arts Graphiques del Musée du Louvre;
Letizia Montalbano è capotecnico restauratore di materiali cartacei e membranacei, lavora dal 1985 presso l'Opificio delle Pietre Dure e laboratori di restauro di Firenze, dove insegna anche come docente di tecnica di restauro.

Nuove metodologie nel restauro del materiale cartaceo

Leonardo Borgioli
Polimeri di sintesi per la conservazione della pietra
pp. 128 - F.to 14 x 21
ISBN 88-87243-38-7 EDIZIONE AGGIORNATA  pdc € 15,00
Talenti 13

Il mercato dei prodotti per il restauro, troppo di nicchia per poter sostenere una ricerca mirata, ha sempre "preso a prestito" materiali nati per altri settori. Non sempre però per le resine sintetiche sono state fatte valutazioni di resistenza nel tempo che potessero fornire un buon margine di sicurezza per l'integrità dell'opera.
Questo agile volume si propone di presentare in maniera unitaria i materiali di sintesi che trovano attualmente utilizzo nel settore del restauro lapideo (esteso naturalmente non solo alla pietra ma ai laterizi e alle malte), senza perdersi in una trattazione chimica che viene rimandata ai testi classici. Il lettore troverà quindi esposte le caratteristiche delle principali classi di polimeri (e non solo), con particolare riguardo alle modalità applicative, alla sicurezza per l'operatore, alla resistenza nel tempo. Vengono riportati sinteticamente anche esempi di applicazioni di prodotti commerciali su monumenti, tratti sia dalla letteratura che dalla esperienza personale dell'autore, così come i risultati di studi comparativi, che hanno spesso messo in evidenza le problematiche di questo settore. Un volume rivolto quindi ai restauratori e agli operatori del settore, mirato a chiarire gli interrogativi che nascono "sul campo".

Leonardo Borgioli, si è laureato in chimica a Firenze, con una tesi sulle microemulsioni applicate agli affreschi della Cappella Brancacci, nella Chiesa del Carmine. Ha lavorato come ricercatore presso la Syremont per poi approdare all'esperienza di docenza e di assistenza tecnica per i prodotti, sempre nel settore del restauro. È responsabile dell'ufficio tecnico-scientifico di C.T.S. Srl.

Polimeri di sintesi per la conservazione della pietra

Cesare Fiori - Mariangela Vandini
Teoria e tecniche per la conservazione del mosaico
pp. 160 - F.to 14 x 21
ISBN 88-87243-36-0   EDIZIONE AGGIORNATA  pdc € 15,00
Talenti 12

Negli ultimi decenni è maturato sempre più un atteggiamento di rispetto per tutte le opere musive, data la loro importanza di documento storico, che ha condotto ad un miglioramento dei metodi di intervento conservativi su tali manufatti. Una conoscenza approfondita, non solo di tipo storico-artistico, ma anche della funzionalità, delle tecniche, dei materiali originali e dei materiali utilizzati in restauri storici, deve costituire la base per qualsiasi intervento sul mosaico. Nel corso di un restauro sono da preferire i consolidamenti in situ che, al contrario della tecnica di distacco, permettono il salvataggio dei segni grafici delle compagini musive, con tutte le informazioni che essi contengono. Inoltre, si evitano i traumi che i mosaici inevitabilmente subiscono nelle operazioni di distacco, a cui si deve ricorrere solo come ultima risorsa per salvare l'opera. Nei restauri più recenti è stata attuata una reale collaborazione fra competenze diverse, interessate tutte alla medesima problematica della conservazione. Inoltre, il rapido progredire del degrado da inquinamento atmosferico ha richiesto un intervento più massiccio di discipline scientifiche. Dalla chimica e dalla fisica sono arrivate spesso risposte adeguate a problemi per i quali non esistevano metodologie di intervento consolidate nell'esperienza dei restauratori.

Cesare Fiori
, professore associato presso il Dipartimento di Storie e Metodi per la Conservazione dei Beni Culturali, Università di Bologna, Sede di Ravenna, insegna Chimica del restauro e Teoria e tecniche del restauro dei manufatti archeologici alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali della stessa Università ed ha una lunga esperienza di ricerca dedicata prevalentemente ai materiali ceramici e musivi. E' autore/coautore di molti articoli tecnico-scientifici e monografie sullo studio e la conservazione di materiali inorganici naturali e artificiali costituenti le opere d'arte, in particolare i mosaici.
Mariangela Vandini, ricercatore presso il Dipartimento di Storie e Metodi per la Conservazione dei Beni Culturali, Università di Bologna, Sede di Ravenna, insegna Archeometria alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali della stessa Università. Ha esperienza pluriennale di ricerca nel settore degli studi archeometrici e delle indagini sui materiali di interesse storico-artistico, in particolare musivi, ai fini di una loro classificazione e catalogazione e come supporto per interventi di restauro e di conservazione.

Teoria e tecniche per la conservazione del mosaico

Heinz Althöfer
La questione del ritocco nel restauro pittorico
pp. 64 - F.to 14 x 21
ISBN 88-87243-39-5  ESAURITO NON SARA' PIU' RISTAMPATO
Talenti 11

Questo saggio di Heinz Althöfer, pubblicato diversi anni fa in Germania, è dedicato al ritocco pittorico e alle problematiche ad esso connesse. Il volume è suddiviso in due parti, la prima dedicata alla storia del ritocco pittorico fin dai primi casi riscontrabili nell'antichità per giungere alle pratiche in uso nel XIX secolo, mentre nella seconda vengono descrtti i diversi tipi di tecniche adottate per l'esecuzione delle integrazioni sui dipinti, da quelle ormai considerate sorpassate fino alle più moderne concezioni.
Lo scritto di Heinz Althöfer risulta quanto mai attuale e si inserisce a pieno titolo nel dibattito teorico sul restauro dei dipinti, in particolare sulla delicata questione del ritocco e delle integrazioni, e sulle sue metodologie applicative.

Heinz Althöfer, ha studiato a Bonn, Munich, Basel e Roma. Ha conseguito un Ph.D. all'Università di Munich sotto la supervisione di Hans Sedlmayr, con Dissertazione all'Università Heinrich-Heine di Düsseldorf. È stato Visiting Professor in varie Università in Germania e all'estero, e ha ottenuto diversi incarichi internazionali di Lettore. Ha pubblicato più di cento articoli e numerosi libri sull'arte del XIX e XX secolo. È Fellow dell'IIC (The International Institute for Conservation of Historic and Artistic Works) e Membro dell'International Council of Museums. Nel 1976 ha fondato il Restoration Centre Düsseldorf in collaborazione con Gabriele Henkel. È considerato il fondatore della teoria del restauro dell'arte contemporanea. Dagli anni '60 ha avuto un ruolo fondamentale nella conservazione e restauro dell'arte moderna e contemporanea.

La questione del ritocco nel restauro pittorico
Paolo Cremonesi
L'uso di tensioattivi e chelanti nella pulitura di opere policrome
NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA
pp. 136  - F.to 14 x 21 copertina a 2 colori
ISBN 88-87243-84-0  pdc € 15,00
Talenti 10


Tra le varie sostanze a disposizione del restauratore per effettuare la pulitura di superfici policrome, i Tensioattivi e i Chelanti potrebbero sicuramente svolgere un ruolo ben più importante di quanto, in generate, non avvenga, soprattutto nella pratica “più tradizionale” del restauro. I Tensioattivi sono sostanze idrofile e lipofile allo stesso tempo e possono essene utilizzati sostanzialmente per tre scopi: come agenti bagnanti, come emulsionanti e come detergenti. Sono attivi nei confronti di materiali grassi e oleosi, o più in generale lipofili. Resin Soaps e Solvent Gels sono tensioattivi appositamente formulati per l'uso nel restauro, e sono particolarmente efficaci su vernici composte di resine naturali. I Chelanti hanno la particolare caratteristica di complessare e solubilizzare cationi metallici, oltre all'azione più generale di neutralizzare elettrostaticamente una superficie, permettendone così la pulitura. Tensioattivi e Chelanti offrono il vantaggio di operare in ambiente acquoso, con trascurabile impatto di tossicità per I'operatore. Spesso a questo pregio se ne associa un altro, cioè maggiore selettività d'azione, e quindi maggiore rispetto nei confronti dell'opera in paragone con altre sostanze di uso più tradizionale nella pulitura, quali i solventi, gli acidi e le basi. Le positive esperienze condotte negli ultimi due decenni dimostrano quanto queste sostanze meritino di trovare posto in qualunque laboratorio di restauro, privato o istituzionale, accanto ai più tradizionali reagenti..

Paolo Cremonesi, chimico e biochimico con formazione anche nel restauro, lavora come libero professionista nel settore delle opere policrome. È coordinatore scientifico del CESMAR7 (Centro per lo Studio dei materiali per il Restauro) di Padova, e collaboratore esterno dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.
L'uso di tensioattivi e chelanti nella pulitura di opere policrome

Imma Adrover Gracia
Applicazioni della spettrofotometria IR allo studio
dei beni culturali

pp. 96 - F.to 14 x 21
ISBN 88-87243-22-0  ESAURITO NON SARA' PIU' RISTAMPATO
 Talenti 9


La spettrofotometria infrarossa (IR) è una tecnica analitica che permette l'analisi dei gruppi funzionali che caratterizzano composti organici e inorganici: l'insieme delle bande di assorbimento, il cosiddetto "spettro" IR, fornisce una precisa "impronta digitale" del materiale, che viene così caratterizzato. L'evoluzione della strumentazione all'inizio degli anni '80, ha reso disponibile la spettrofotometria IR in trasformata di Fourier (FTIR), contribuendo così alla diffusione di questa semplice ed efficace tecnica di analisi.
Sebbene le risposte fornite siano in generale di tipo qualitativo o, al massimo, semi-quantitativo, la tecnica è di indubbia utilità: a costi relativamente bassi, rispetto ad altre metodologie, abbina comunque precisione, versatilità, velocità di esecuzione, accuratezza e riproducibilità.
Questa tecnica oggi trova frequente utilizzo nel campo delle indagini applicate ai beni culturali, dove fornisce informazioni preliminari sulla composizione del campione e, spesso, una risposta diagnostica conclusiva.
L¹autrice descrive i principi della tecnica analitica, il suo campo di applicazione, i vantaggi e i limiti, la strumentazione oggi disponibile e le prospettive future, e presenta esempi applicativi riferiti a vari manufatti artistici.

Imma Adrover Gracia si è laureta in chimica presso l'Università di Palma di Maiorca e si è specializzata nella sceinza applicata ai beni culturali presso l'Università e l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.
Applicazioni della spettrofotometria IR allo studio
Anna Brunetto
L'utilizzo della strumentazione laser per la pulitura delle superfici nei manufatti artistici
NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA
pp. 134 - F.to 14 x 21
ISBN 88-87243-86-7  pdc € 13,00
Talenti 8

Nel volume vengono descritte le possibilità di utilizzo dello strumento-laser. Una metodologia che sta sempre più prendendo piede per la precisione, selettività e discriminabilità che sono caratteristiche di questo strumento. Nel testo vengono inoltre descritti una serie di laser che si trovano nel mercato.
Cos'è un laser? quali sono i fenomeni che avvengono durante la pulitura di un manufatto? quali le esperienze finora compiute e i dati raccolti in trent'anni di una tecnologia così promettente? e, soprattutto, quando può essere utilizzato il laser? Le domande su questa tecnica possono essere molte, e non a tutte è possibile attualmente dare una risposta. Questo libro nasce con l'intento di avvicinare i restauratori alla comprensione di questo innovativo metodo di pulitura attraverso l'esperienza di una restauratrice, che ha fatto del laser uno dei suoi principali strumenti di lavoro, cercando di illustrare obiettivamente quello che attualmente “può o  non può” essere fatto con il laser. Si forniscono perciò indicazioni sulle applicazioni pratiche di tale strumentazione e delle problematiche connesse, nonché sulle sue future possibilità di miglioramento. Questo libro vuole inoltre far riflettere sulla necessità di un contatto e interazione tra il mondo tecnico-tecnologico con quello pratico-operativo nel settore dei beni culturali e del restauro.

Anna Brunetto, restauratrice e specialista della tecnica di applicazione dello strumento-laser sui manufatti artistici.

L’utilizzo della strumentazione laser per la pulitura delle superfici nei manufatti artistici

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