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CASA EDITRICE

Sezione Storia Filosofia Psicologia e Memoraialistica
"I Cento Talleri"
collana
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"I Cento talleri" è una collana che si propone di riscoprire i testi filosofici dimenticati, riproponendoli in maniera fedele, senza corrompere la loro integrità e, pertanto, restituendo la voce ai filosofi e alla loro critica spietata delle storture dell’esistente: ed è in vista di questo difficile e ambizioso obiettivo, che la nostra collana vuole riscoprire i pensatori, i temi, le linee di pensiero più celati e "scomodi", quelli di cui il nostro tempo vorrebbe essersi definitivamente sbarazzato perché portatori di verità "altre", perché in perenne alterco con lo status quo, perché non disposti a scendere a patti col mondo.
In particolare, ci proponiamo la riscoperta di quel "filone minoritario" della nostra tradizione culturale che corre parallelo al filone principale (metafisico e pacificante, dogmatico e contemplante verità già date) e che ad esso è stato fino ad oggi indebitamente subordinato.
SITO UFFICIALE COLLANA "I CENTO TALLERI" clicca QUI

a cura di Pier Davide Accendere,
Saggi di Valerio Agliotti, Tommaso Scappini,
Glauco Tiengo, Dario Tione,
EXCERPTA
VOCI E TESTIMONIANZE DEL
PENSIERO CONTEMPORANEO

Prefazione di Ugo Perone
pp. 396 - F.to 12 x 21
Copertina a due colori
ISBN 978-88-89566-72-5   pdc € 15,00
Talle11

Questa pubblicazione raccoglie il frutto di riflessioni filosofiche nella forma di brevi saggi ovvero estratti teoretici intenti a testimoniare tracce del pensiero contemporaneo. Come osserva Ugo Perone, l’opera, eterogenea nel suo carattere costitutivo, si ricompone nella preminenza della questione religiosa. «Tale centralità è in alcuni casi evidente fin dal titolo o dall’autore, e penso in questo caso all’articolo di Agliotti dedicato alla teologia ecologica, esplorata attraverso Bonhoeffer, Pareyson, Moltmann e Boff, al saggio di Tiengo sul tempo in Florenskij, un pensatore dichiaratamente religioso. Essa però non è meno forte nel contributo di Scappini sul mito in Gadamer, che finisce per essere una serrata discussione di Vattimo e del concetto di secolarizzazione, applicato tanto alla teologia quanto alla filosofia, o in quello di Tione che scava e discute Heidegger» a partire dal tema del sacro.
«Proprio perché il tema religioso afferra l’esistenza non al margine, ma al centro, pensare a partire da quello obbliga ad affrontare il pensiero non per elusive vie laterali, ma in luoghi centrali, che sollecitano alla personale presa di posizione teorica [...]: il tema del tempo, del modo di percepirlo e rappresentarlo, fino alla elaborazione di una nozione di “eventità”, nel saggio su Florenskij; il confronto della teologia con le questioni della terra, nella loro rilevanza teorica (il naturale e il creato) e politica (la creazione e il rispetto per il creato); mito, ermeneutica e secolarizzazione; la questione del finito e della sua misura, ma insieme la ricerca di un originario, che nella parola poetica si dice e che il pensiero deve rammemorare, in Heidegger».

Pier Davide Accendere, dottore in filosofia presso l’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” di Vercelli, studioso della tradizione filosofica di età rinascimentale, si occupa in particolare dell’opera di Giorgio Gemisto Pletone e Marsilio Ficino.
Valerio Agliotti, dopo essersi laureato discutendo La fenomenologia dell’assurdo nel Mito di Sisifo di Albert Camus, è attualmente impegnato in una dissertazione afferente al concetto di mancanza, questione sviluppata alla luce dell’opera di Platone e K. Jaspers.
Tommaso Scappini, studioso di estetica ed ermeneutica contemporanea, ha concluso il biennio specialistico in filosofia discutendo la tesi Il gioco nell’estetica di Hans-Georg Gadamer. Il giocatore e il guastafeste.
Glauco Tiengo, specialista del pensiero filosofico-religioso russo del ’900 e in particolare di A. P. Florenskij, collabora con l’Università di “Roma III”. Ideatore, Presidente e Direttore del Centro Studi “Comitato di Promozione dell’Istituto di Studi sul Pensiero Religioso Cristiano e dell’Osservatorio Permanente sul Dialogo Interreligioso”.
Dario Tione, cultore di metafisica e filosofia teoretica, è dedito in particolare
all’approfondimento del pensiero di M. Heidegger ed E. Levinas.

NOVITA'
EXCERPTA VOCI E TESTIMONIANZE DEL PENSIERO CONTEMPORANEO

Diego Fusaro,
KARL MARX E LA SCHIAVITÙ SALARIATA
Uno studio sul lato cattivo della storia

Prefazione di André Tosel
pp. 420 - F.to 12 x 21
Copertina a due colori
ISBN 978-88-89566-77-0   pdc € 15,00
Talle10

In opposizione all’immagine gratificante che l’epoca moderna diffonde di sé come «regno della libertà» pienamente dispiegata, Marx scopre come anche nel mondo moderno sopravviva una particolare forma di schiavitù, dai contorni difficilmente percepibili: la «schiavitù salariata» di una classe sociale che, in una condizione di privazione totale, è costretta ad alienare la propria forza-lavoro e a vendersi quotidianamente. La libertà formale di cui godono i lavoratori salariati nasconde un asservimento economico dissimulato dalla «finzione giuridica» del contratto di lavoro e, per molti versi, analogo a quello dell’antico schiavo: in un coerente intreccio di filosofia della storia e di indagine economica, Marx scopre che, nonostante la diversa condizione formale, l’operaio e l’antico schiavo vengono a coincidere nell’estorsione di «pluslavoro» a cui sono soggetti. In questo modo, tra passato e presente sussiste una forte continuità: l’antico schiavo, il servo della gleba e il moderno salariato si configurano inaspettatamente come tre proiezioni storiche della stessa figura del lavoratore asservito, come tre diverse forme della stessa sostanza schiavistica che ha accompagnato la storia in ogni sua fase; ma con una differenza decisiva: gli «schiavi del salario» costituiscono una classe potenzialmente rivoluzionaria, in grado di spezzare l’incantesimo di alienazione e sfruttamento in cui è sospeso il mondo moderno.

Diego Fusaro (Università San Raffaele di Milano) è studioso del pensiero di Marx e delle sue molteplici declinazioni ottonovecentesche.
Di Marx ha curato l’edizione della Differenza tra le filosofie della natura di Democrito e di Epicuro di Marx (Bompiani, 2004) e dello scritto Sulla questione ebraica (Bompiani, 2007). All’interpretazione del pensiero marxiano ha recentemente dedicato due studi: Filosofia e speranza.
Ernst Bloch e Karl Löwith interpreti di Marx (Il Prato, 2005), Marx e l’atomismo greco (Il Prato, 2007). È il curatore del progetto internet La filosofia e i suoi eroi (www.filosofico.net).

NOVITA'
KARL MARX E LA SCHIAVITÙ SALARIATA

Costanzo Preve,
UNA APPROSSIMAZIONE AL PENSIERO DI KARL MARX
Tra materialismo e idealismo

curatore Diego Fusaro
pp. 120 - F.to 12 x 21
Copertina a due colori
ISBN 978-88-89566-76-3   pdc € 10,00
Talle9

Un’approssimazione al pensiero di Karl Marx non pretende certo di esserne un’interpretazione complessiva, e tanto meno un’interpretazione definitiva. Un’approssimazione deve invece mirare non solo ad «avvicinare» il lettore all’oggetto da indagare, ma soprattutto causare un «effetto di straniamento», come direbbe Bertolt Brecht. E come Brecht mirava a «straniare» lo spettatore teatrale dall’ingannevole incantesimo della «normalità» della vita borghese, nello stesso modo questa approssimazione mira a «straniare» il lettore dalla falsa sicurezza inerziale delle consuete introduzioni al pensiero di Karl Marx. In questa approssimazione il pensiero di Marx è definito in termini di idealismo integrale, e non solo – come di consueto – di materialismo della prassi nutrito di evidenti «influenze» e tracce idealistiche. A questo idealismo integrale si unisce però un insieme di significati metaforici di «materialismo » che ne fanno parte integrante, fra i quali hanno un ruolo particolarmente importante – anche se non unico – quelli di «materia» come metafora di prassi rivoluzionaria, di decisività della struttura sociale di un modo di produzione, ed infine di deduzione sociale delle categorie teoriche, sia filosofiche che ideologiche. È questo il modello portante di questa insolita approssimazione. Vi sono però anche riflessioni sul rapporto tra il pensiero di Marx e l’economia, la sociologia e la politica, oltre che sul rapporto strettissimo fra la filosofia della storia di Marx e quella di Hegel, che ne rappresenta la matrice organica. In conclusione, non mancano alcune riflessioni sulla dinamica ed i destini storici del comunismo storico novecentesco (1917-1991), e sul significato filosofico e politico della discussione su Marx oggi.

Costanzo Preve (1943) ha studiato scienze politiche, filosofia e neoellenistica a Torino, Parigi e Atene (1961-1967). Per trentacinque anni (1967-2002) ha insegnato filosofia e storia nei licei italiani. È autore di studi filosofici e politici noti in Italia e tradotti in altri paesi europei.

UNA APPROSSIMAZIONE AL PENSIERO DI KARL MARX

Diego Fusaro,
MARX E L’ATOMISMO GRECO
Alle radici del materialismo storico

Prefazione di Gianni Vattimo
pp. 180 - F.to 12 x 21
Copertina a due colori
ISBN 978-88-89566-75-6   pdc € 10,00
Talle8

Questo lavoro cerca di mettere in luce come accanto a quelle che sono state tradizionalmente individuate come le «tre fonti» del pensiero di Marx (l’economia politica inglese, il socialismo francese e la filosofia tedesca) ve ne sia una quarta, solitamente trascurata: il materialismo atomistico di Epicuro. L’interesse marxiano per il pensiero epicureo non è episodico né casuale, come molti interpreti hanno sostenuto: non solo Marx si laurea con una tesi su Epicuro, ma continua a vedere in lui, nelle successive evoluzioni del suo pensiero, un imprescindibile punto di riferimento, rintracciando nel filosofo greco il fondatore di quella tradizione saldamente materialistica e atea – alternativa all’idealismo platonico e poi hegeliano – a cui egli stesso intende riallacciarsi col suo «materialismo storico». Oltre che per comprendere la genesi della «concezione materialistica della storia», Epicuro è anche importante, se non per risolvere, almeno per riflettere su alcuni grandi nodi problematici della riflessione marxiana, come il valore da attribuire alla scienza, il peso da riconoscere alla libertà dell’agire umano, alla critica della religione e al «farsi mondo» della filosofia.

Diego Fusaro (Università di Torino) è studioso dell’atomismo greco e dei suoi portati nella modernità. Ha recentemente tradotto tutti i frammenti degli Atomisti antichi nella nuova edizione del Diels-Kranz (I Presocratici, Bompiani 2006) e ha curato la nuova edizione dei frammenti democritei di Salomon Luria (Democrito, Bompiani 2007). Ha inoltre pubblicato una monografia sull’atomismo greco (La farmacia di Epicuro, il Prato 2006) e una sul problema della speranza in Marx (Filosofia e speranza. Ernst
Bloch e Karl Löwith interpreti di Marx, il Prato 2005). Di Marx ha curato l’edizione della Differenza tra le filosofie della natura di Democrito e di Epicuro (Bompiani, 2004) e Sulla questione ebraica (Bompiani, 2007). È l’ideatore e il curatore del progetto internet La filosofia e i suoi eroi (www.filosofico.net), punto di riferimento per il dibattito filosofico italiano.

MARX E L’ATOMISMO GRECO

Andrea Sangiacomo,
LA SFIDA DI PARMENIDE
VERSO LA RINASCENZA

Presentazione di Giuseppe Girgenti
pp. 204 - F.to 11 x 18
Copertina a due colori
ISBN 88-89566-61-9   pdc € 10,00
Talle7

Che cos’è la natura? Qual è la più profonda natura delle cose? È compito della filosofia occuparsene? E in che modo, come un tema tra tanti, o forse come il suo più proprio Destino? Che cos’è, in fondo, la filosofia stessa? Che lingua parlano le sue parole? Che lingua hanno parlato nella sua storia?
Qual è, poi, il senso ultimo di tale storia? E soprattutto: questa storia in qualche modo ci tocca da vicino? Da domanda sorge domanda: il filosofare è anche questo. Ma per quanto siano diversi i punti di partenza, sempre si finisce per arrivare nel medesimo luogo, sempre si è costretti a ritornare indietro, molto indietro, si deve addirittura ritornare a Parmenide, che dal fondo dei secoli sempre ci sfida a seguire quella via del Giorno che ancora oggi per lo più resta dimenticata e inesplorata, quella via che lui dice “tien dietro alla Verità”, e che forse potrebbe condurre noi e il nostro tempo ad un’autentica Rinascenza.

Andrea Sangiacomo (Genova, 1986), attualmente è iscritto al corso di Filosofia presso l’Università degli Studi di Genova, ove è in procinto di conseguire la laurea di primo livello. I suoi interessi filosofici si orientano verso l’approfondimento delle tematiche proprie dell’ontologia fondamentale.

LA SFIDA DI PARMENIDE - VERSO LA RINASCENZA

Sandro Ciurlia,
ERMENEUTICA E POLITICA
L’INTERPRETAZIONE COME MODELLO DI RAZIONALITA'

pp. 228 - F.to 11 x 18
Copertina a due colori
ISBN 88-89566-60-2   pdc € 10,00
Talle6

Il volume propone una concezione dell’ermeneutica come metodo di ricerca basato sull’uso dell’ipotesi e non come «sistema della comprensione». Attraverso una serie di serrate obiezioni all’impianto teorico dell’ermeneutica contemporanea (in particolare nella versione proposta da Gadamer), si sono evidenziati i tanti punti oscuri e le autentiche antinomie di tale indirizzo critico, ricondotto nel solco del trascendentalismo moderno. Ciononostante, si sono anche mostrate le numerose suggestioni che l’ermeneutica riesce ancora a fornire, patrocinando un’idea di ragione plurale, finita, ‘ospitale’, antidogmatica.
Se l’ermeneutica si configura come una «forma di razionalita'», si è ritenuto legittimo – nella Parte II del libro – studiarne le applicazioni sul versante della riflessione politica, nel tentativo di rintracciare una logica per le scienze umane. Ne è emersa un’idea di ermeneutica come stile di pensiero, fondato su un modello di ragione finito e fallibile, che fa i conti con il dubbio e con l’imprevedibilità dell’esperienza, che si concentra a cercare di capire come sono ordinate le cose, senza lasciarsi sedurre dall’oscuro fascino dei dogmi e dei principî assoluti.

Sandro Ciurlia è ricercatore di Storia delle dottrine politiche presso l’Università di Camerino. I suoi interessi di ricerca si sono indirizzati allo studio della cultura filosofico-politica europea sei-settecentesca, in particolare tedesca: ha pubblicato numerosi saggi su Leibniz, Kant, Hegel e Schelling. Si è anche occupato del metodo dell’indagine storiografica e delle dinamiche storicocritiche dell’ermeneutica filosofica moderna
e contemporanea. Ha fondato, nel 1998, “Arché. Rivista di filosofia”. Collabora con numerose riviste nazionali di filosofia e di cultura storicopolitica. Di recente, ha pubblicato su Leibniz: Antonio Corsano e la filosofia analitica: il pensiero giovanile di Leibniz (Galatina, Congedo, 2002) e Unitas in varietate. Ragione nominalistica e ragione ermeneutica
in Leibniz (Galatina, Congedo, 2004); Diritto, Giustizia, Stato. Leibniz e la rifondazione etica della politica (Lecce, Pensa MultiMedia, 2005).

ERMENEUTICA E POLITICA

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