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CASA EDITRICE

Sezione Storia Filosofia Psicologia e Memoraialistica
"I Cento Talleri"
collana
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E. Berti, G. Casertano, D. Fusaro, G. Girgenti,
L. Grecchi, C. Preve, M. Vegetti,,
È VERAMENTE NOIOSA LA STORIA DELLA FILOSOFIA ANTICA?
A cura di Diego Fusaro e Luca Grecchi
pp. 168 - F.to 11 x 18
Copertina a due colori
ISBN 978-88-89566-76-3   pdc € 12,00
Talle14

Questo volume collettaneo ospita le riflessioni di alcuni storici della filosofia italiani (Enrico Berti, Giovanni Casertano, Diego Fusaro, Giuseppe Girgenti, Luca Grecchi, Costanzo Preve, Mario Vegetti) in merito a un problema preciso e, insieme, attualissimo: se la storia della filosofia antica debba effettivamente considerarsi noiosa come spesso viene presentata o se, piuttosto, non sia in grado di destare l’interesse dell’uomo contemporaneo. Prendendo spunto da una riflessione di Mario Vegetti, il libro, pur nella eterogeneità degli interventi e delle posizioni, giunge ad alcune conclusioni condivise: la storia della filosofia antica, se vuole evitare di essere noiosa, non può porsi come mero studio filologico, freddamente distaccato dai problemi che affronta, ma deve tornare a interrogarsi su di essi mossa dai sentimenti della meraviglia e della curiosità. Infatti, tali problemi, formulati coerentemente per la prima volta dai Greci, continuano a travagliare anche l’uomo moderno, in cerca – non meno dei Greci – del Bene, del Bello, del Giusto e del senso dell’esistenza. La storia della filosofia antica tratta di problemi e di temi che sono anche i nostri. La conclusione che emerge – ora esplicitamente, ora in maniera implicita – dai saggi qui raccolti può essere così compendiata: noiosa non è la storia della filosofia antica in sé considerata, che riguarda ciò che propriamente nacque dalla meraviglia (ossia dal sentimento opposto rispetto alla noia), bensì una certa maniera di concepire e di trattare la storia della filosofia antica, intendendola come studio filologico fine a se stesso o come ricerca retrospettiva delle posizioni filosofiche odierne presso gli antichi.

È VERAMENTE NOIOSA LA STORIA DELLA FILOSOFIA ANTICA?

 

Luca Grecchi,
CHI FU IL PRIMO FILOSOFO?
E dunque cos’è la filosofia?

Presentazione di Giovanni Casertano
pp. 144 - F.to 11 x 18
Copertina a due colori
ISBN 978-88-6336-010-3   pdc € 12,00
Talle13

«Questo libro, secondo le esplicite dichiarazioni dell’Autore, è sostanzialmente strutturato in due parti: una prima, in cui egli ci offre, e difende, una precisa definizione della filosofia, ed una seconda, in cui si affronta il classico problema della nascita della filosofia e di chi fu dunque il primo filosofo. (...) Un dato caratteristico di questo libro è senz’altro l’entusiasmo per la ricerca ed il sincero amore per un campo del sapere quale può essere la filosofia, nonché l’onestà e la sincerità con le quali l’Autore difende le sue tesi. (...) Per Grecchi, la filosofia è “la ricerca di un sapere stabile, massimamente fondato ed argomentato, inerente la totalità dell’essere e trascendente la dimensione empirica dell’esistenza (metafisica); una ricerca, al contempo, incentrata sull’uomo, poiché l’uomo è il solo ente in grado di attribuire un significato all’essere, ed al contempo di rispettare e prendersi cura dell’essere stesso (umanesimo)”. Questo “duplice contenuto perenne della filosofia” viene perciò definito da Grecchi come “metafisica umanistica”».

Luca Grecchi (Codogno, 1972), direttore con Diego Fusaro della rivista di filosofia «Koinè», è studioso di filosofia antica e di metafisica classica. Ha pubblicato diversi saggi, tra i quali, con la casa editrice Petite Plaisance: Il necessario fondamento umanistico della metafisica (2005); Filosofia e biografia (con Umberto Galimberti, 2005); Conoscenza della felicità (2006); L’umanesimo della antica filosofia greca (2007); L’umanesimo di Platone (2007); L’umanesimo di Aristotele (2008); con la casa editrice Guida, nella collana Autentici falsi d’autore, ha pubblicato Socrate. Discorso pubblico su «Le Nuvole» di Aristofane (2007).

CHI FU IL PRIMO FILOSOFO - E dunque cos’è la filosofia

 

Andrea Sangiacomo,
SCORCI
Ontologia e verità nella filosofia del Novecento

Prefazione Giorgio Brianese
pp. 252 - F.to 11 x 18
Copertina a due colori
ISBN 978-88-6336-009-7   pdc € 12,00
Talle12

Dopo venticinque secoli di cammino, il pensiero sembra esser giunto ad una svolta decisiva, che ad un tempo mostra con la massima lucidità l’essenza e il senso della strada compiuta, e da cui pure inizia ad affacciarsi qualcosa di quello che potrebbe dirsi il futuro del filosofare stesso. È allora necessario soffermarsi a riflettere sul significato di questa svolta, non solo per tentare di tratteggiarne i contorni, ma anche per cercare d’intendere la direzione verso cui s’incammina. Gli orizzonti che da qui si intravedono, infatti, anche se ancora solo in scorcio, rivelano già qualche tratto di quel sentiero che da sempre già riporta ciascuno all’Essere e alla sua Verità: e percorrerlo, esserne capaci, si mostra ormai oggi come il Destino non solo della filosofia futura, ma di tutti noi.

Andrea Sangiacomo (Genova, 1986), laureatosi in Filosofia presso l’Università di Genova e conseguito il diploma in pianoforte presso il Conservatorio della stessa città, è attualmente iscritto al corso di Laurea Specialistica in Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffele di Milano. Nel 2007 ha pubblicato con il prato, un volume dal titolo La sfida di Parmenide. Verso la Rinascenza. I suoi interessi filosofici si orientano verso l’approfondimento delle tematiche proprie dell’ontologia fondamentale.

SCORCI Ontologia e verità nella filosofia del Novecento

a cura di Pier Davide Accendere,
Saggi di Valerio Agliotti, Tommaso Scappini,
Glauco Tiengo, Dario Tione,
EXCERPTA
VOCI E TESTIMONIANZE DEL
PENSIERO CONTEMPORANEO

Prefazione di Ugo Perone
pp. 396 - F.to 11 x 18
Copertina a due colori
ISBN 978-88-89566-72-5   pdc € 15,00
Talle11

Questa pubblicazione raccoglie il frutto di riflessioni filosofiche nella forma di brevi saggi ovvero estratti teoretici intenti a testimoniare tracce del pensiero contemporaneo. Come osserva Ugo Perone, l’opera, eterogenea nel suo carattere costitutivo, si ricompone nella preminenza della questione religiosa. «Tale centralità è in alcuni casi evidente fin dal titolo o dall’autore, e penso in questo caso all’articolo di Agliotti dedicato alla teologia ecologica, esplorata attraverso Bonhoeffer, Pareyson, Moltmann e Boff, al saggio di Tiengo sul tempo in Florenskij, un pensatore dichiaratamente religioso. Essa però non è meno forte nel contributo di Scappini sul mito in Gadamer, che finisce per essere una serrata discussione di Vattimo e del concetto di secolarizzazione, applicato tanto alla teologia quanto alla filosofia, o in quello di Tione che scava e discute Heidegger» a partire dal tema del sacro.
«Proprio perché il tema religioso afferra l’esistenza non al margine, ma al centro, pensare a partire da quello obbliga ad affrontare il pensiero non per elusive vie laterali, ma in luoghi centrali, che sollecitano alla personale presa di posizione teorica [...]: il tema del tempo, del modo di percepirlo e rappresentarlo, fino alla elaborazione di una nozione di “eventità”, nel saggio su Florenskij; il confronto della teologia con le questioni della terra, nella loro rilevanza teorica (il naturale e il creato) e politica (la creazione e il rispetto per il creato); mito, ermeneutica e secolarizzazione; la questione del finito e della sua misura, ma insieme la ricerca di un originario, che nella parola poetica si dice e che il pensiero deve rammemorare, in Heidegger».

Pier Davide Accendere, dottore in filosofia presso l’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” di Vercelli, studioso della tradizione filosofica di età rinascimentale, si occupa in particolare dell’opera di Giorgio Gemisto Pletone e Marsilio Ficino.
Valerio Agliotti, dopo essersi laureato discutendo La fenomenologia dell’assurdo nel Mito di Sisifo di Albert Camus, è attualmente impegnato in una dissertazione afferente al concetto di mancanza, questione sviluppata alla luce dell’opera di Platone e K. Jaspers.
Tommaso Scappini, studioso di estetica ed ermeneutica contemporanea, ha concluso il biennio specialistico in filosofia discutendo la tesi Il gioco nell’estetica di Hans-Georg Gadamer. Il giocatore e il guastafeste.
Glauco Tiengo, specialista del pensiero filosofico-religioso russo del ’900 e in particolare di A. P. Florenskij, collabora con l’Università di “Roma III”. Ideatore, Presidente e Direttore del Centro Studi “Comitato di Promozione dell’Istituto di Studi sul Pensiero Religioso Cristiano e dell’Osservatorio Permanente sul Dialogo Interreligioso”.
Dario Tione, cultore di metafisica e filosofia teoretica, è dedito in particolare
all’approfondimento del pensiero di M. Heidegger ed E. Levinas.

EXCERPTA VOCI E TESTIMONIANZE DEL PENSIERO CONTEMPORANEO

Diego Fusaro,
KARL MARX E LA SCHIAVITÙ SALARIATA
Uno studio sul lato cattivo della storia

Prefazione di André Tosel
pp. 420 - F.to 11 x 18
Copertina a due colori
ISBN 978-88-89566-77-0   pdc € 15,00
Talle10

In opposizione all’immagine gratificante che l’epoca moderna diffonde di sé come «regno della libertà» pienamente dispiegata, Marx scopre come anche nel mondo moderno sopravviva una particolare forma di schiavitù, dai contorni difficilmente percepibili: la «schiavitù salariata» di una classe sociale che, in una condizione di privazione totale, è costretta ad alienare la propria forza-lavoro e a vendersi quotidianamente. La libertà formale di cui godono i lavoratori salariati nasconde un asservimento economico dissimulato dalla «finzione giuridica» del contratto di lavoro e, per molti versi, analogo a quello dell’antico schiavo: in un coerente intreccio di filosofia della storia e di indagine economica, Marx scopre che, nonostante la diversa condizione formale, l’operaio e l’antico schiavo vengono a coincidere nell’estorsione di «pluslavoro» a cui sono soggetti. In questo modo, tra passato e presente sussiste una forte continuità: l’antico schiavo, il servo della gleba e il moderno salariato si configurano inaspettatamente come tre proiezioni storiche della stessa figura del lavoratore asservito, come tre diverse forme della stessa sostanza schiavistica che ha accompagnato la storia in ogni sua fase; ma con una differenza decisiva: gli «schiavi del salario» costituiscono una classe potenzialmente rivoluzionaria, in grado di spezzare l’incantesimo di alienazione e sfruttamento in cui è sospeso il mondo moderno.

Diego Fusaro (Università San Raffaele di Milano) è studioso del pensiero di Marx e delle sue molteplici declinazioni ottonovecentesche.
Di Marx ha curato l’edizione della Differenza tra le filosofie della natura di Democrito e di Epicuro di Marx (Bompiani, 2004) e dello scritto Sulla questione ebraica (Bompiani, 2007). All’interpretazione del pensiero marxiano ha recentemente dedicato due studi: Filosofia e speranza.
Ernst Bloch e Karl Löwith interpreti di Marx (Il Prato, 2005), Marx e l’atomismo greco (Il Prato, 2007). È il curatore del progetto internet La filosofia e i suoi eroi (www.filosofico.net).

KARL MARX E LA SCHIAVITÙ SALARIATA

Costanzo Preve,
UNA APPROSSIMAZIONE AL PENSIERO DI KARL MARX
Tra materialismo e idealismo

curatore Diego Fusaro
pp. 120 - F.to 11 x 18
Copertina a due colori
ISBN 978-88-89566-76-3   pdc € 10,00
Talle9

Un’approssimazione al pensiero di Karl Marx non pretende certo di esserne un’interpretazione complessiva, e tanto meno un’interpretazione definitiva. Un’approssimazione deve invece mirare non solo ad «avvicinare» il lettore all’oggetto da indagare, ma soprattutto causare un «effetto di straniamento», come direbbe Bertolt Brecht. E come Brecht mirava a «straniare» lo spettatore teatrale dall’ingannevole incantesimo della «normalità» della vita borghese, nello stesso modo questa approssimazione mira a «straniare» il lettore dalla falsa sicurezza inerziale delle consuete introduzioni al pensiero di Karl Marx. In questa approssimazione il pensiero di Marx è definito in termini di idealismo integrale, e non solo – come di consueto – di materialismo della prassi nutrito di evidenti «influenze» e tracce idealistiche. A questo idealismo integrale si unisce però un insieme di significati metaforici di «materialismo » che ne fanno parte integrante, fra i quali hanno un ruolo particolarmente importante – anche se non unico – quelli di «materia» come metafora di prassi rivoluzionaria, di decisività della struttura sociale di un modo di produzione, ed infine di deduzione sociale delle categorie teoriche, sia filosofiche che ideologiche. È questo il modello portante di questa insolita approssimazione. Vi sono però anche riflessioni sul rapporto tra il pensiero di Marx e l’economia, la sociologia e la politica, oltre che sul rapporto strettissimo fra la filosofia della storia di Marx e quella di Hegel, che ne rappresenta la matrice organica. In conclusione, non mancano alcune riflessioni sulla dinamica ed i destini storici del comunismo storico novecentesco (1917-1991), e sul significato filosofico e politico della discussione su Marx oggi.

Costanzo Preve (1943) ha studiato scienze politiche, filosofia e neoellenistica a Torino, Parigi e Atene (1961-1967). Per trentacinque anni (1967-2002) ha insegnato filosofia e storia nei licei italiani. È autore di studi filosofici e politici noti in Italia e tradotti in altri paesi europei.

UNA APPROSSIMAZIONE AL PENSIERO DI KARL MARX

Diego Fusaro,
MARX E L’ATOMISMO GRECO
Alle radici del materialismo storico

Prefazione di Gianni Vattimo
pp. 180 - F.to 11 x 18
Copertina a due colori
ISBN 978-88-89566-75-6   pdc € 10,00
Talle8

Questo lavoro cerca di mettere in luce come accanto a quelle che sono state tradizionalmente individuate come le «tre fonti» del pensiero di Marx (l’economia politica inglese, il socialismo francese e la filosofia tedesca) ve ne sia una quarta, solitamente trascurata: il materialismo atomistico di Epicuro. L’interesse marxiano per il pensiero epicureo non è episodico né casuale, come molti interpreti hanno sostenuto: non solo Marx si laurea con una tesi su Epicuro, ma continua a vedere in lui, nelle successive evoluzioni del suo pensiero, un imprescindibile punto di riferimento, rintracciando nel filosofo greco il fondatore di quella tradizione saldamente materialistica e atea – alternativa all’idealismo platonico e poi hegeliano – a cui egli stesso intende riallacciarsi col suo «materialismo storico». Oltre che per comprendere la genesi della «concezione materialistica della storia», Epicuro è anche importante, se non per risolvere, almeno per riflettere su alcuni grandi nodi problematici della riflessione marxiana, come il valore da attribuire alla scienza, il peso da riconoscere alla libertà dell’agire umano, alla critica della religione e al «farsi mondo» della filosofia.

Diego Fusaro (Università di Torino) è studioso dell’atomismo greco e dei suoi portati nella modernità. Ha recentemente tradotto tutti i frammenti degli Atomisti antichi nella nuova edizione del Diels-Kranz (I Presocratici, Bompiani 2006) e ha curato la nuova edizione dei frammenti democritei di Salomon Luria (Democrito, Bompiani 2007). Ha inoltre pubblicato una monografia sull’atomismo greco (La farmacia di Epicuro, il Prato 2006) e una sul problema della speranza in Marx (Filosofia e speranza. Ernst
Bloch e Karl Löwith interpreti di Marx, il Prato 2005). Di Marx ha curato l’edizione della Differenza tra le filosofie della natura di Democrito e di Epicuro (Bompiani, 2004) e Sulla questione ebraica (Bompiani, 2007). È l’ideatore e il curatore del progetto internet La filosofia e i suoi eroi (www.filosofico.net), punto di riferimento per il dibattito filosofico italiano.

MARX E L’ATOMISMO GRECO

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