
CASA EDITRICE
Sezione Storia Filosofia Psicologia e
Memoraialistica
"I Cento Talleri"
collana
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Sandro Ciurlia, ERMENEUTICA E POLITICA L’INTERPRETAZIONE COME MODELLO DI RAZIONALITA' pp. 228 - F.to 11 x 18 Copertina a due colori ISBN 88-89566-60-2 pdc 10,00 Talle6
Il volume propone una concezione dell’ermeneutica come metodo di ricerca
basato sull’uso dell’ipotesi e non come «sistema della comprensione».
Attraverso una serie di serrate obiezioni all’impianto teorico
dell’ermeneutica contemporanea (in particolare nella versione proposta da
Gadamer), si sono evidenziati i tanti punti oscuri e le autentiche antinomie
di tale indirizzo critico, ricondotto nel solco del trascendentalismo
moderno. Ciononostante, si sono anche mostrate le numerose suggestioni che
l’ermeneutica riesce ancora a fornire, patrocinando un’idea di ragione
plurale, finita, ‘ospitale’, antidogmatica. Sandro Ciurlia è
ricercatore di Storia delle dottrine politiche presso l’Università di
Camerino. I suoi interessi di ricerca si sono indirizzati allo studio della
cultura filosofico-politica europea sei-settecentesca, in particolare
tedesca: ha pubblicato numerosi saggi su Leibniz, Kant, Hegel e Schelling.
Si è anche occupato del metodo dell’indagine storiografica e delle dinamiche
storicocritiche dell’ermeneutica filosofica moderna |
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Ralph Waldo Emerson, REALIZZARE LA VITA SAGGI DA SOCIETY AND SOLITUDE Traduzione, note e apparati Beniamino Soressi pp. 216 - F.to 11 x 18 Copertina a due colori ISBN 88-89566-56-6 pdc 10,00 Talle5
In questo libro viene presentata una selezione da una fra le ultime raccolte
di saggi pubblicate in vita da Emerson, Society and Solitude (1870). Quattro
saggi inediti in italiano e quattro ritradotti dopo quasi un secolo. La
questione riguarda da vicino il nostro quotidiano, ed è: come realizzare la
vita, sia affermandola nelle azioni e nelle concezioni, sia apprezzandone la
pienezza nelle percezioni? Risposte si trovano in testi frutto d’intuizioni
occasionali, di un lavoro di scoperta serendipica, oltre ogni frontiera
disciplinare e accademica. L’opera precedente (in particolare Condotta di
vita) è ripresa, ora più diluita, ora ripetuta, ora amplificata; e qui si
attraversano temi oggi più che mai attuali. Il curatore e traduttore, Beniamino Soressi, cultore della materia in filosofia (Università di Parma), ha studiato ai Claremont Colleges (CA, USA). Ha scritto il libro Ralph Waldo Emerson (Armando 2004) e vari saggi di filosofia. Ha curato l’edizione italiana di Sociology of Philosophies (Armando, in corso di pubblicazione). Membro AISNA (Ass. Italiana Studi Nord Americani), lavora come editor e traduttore. Fra l’altro, ha collaborato con gli editori Spirali, McGraw-Hill, Hoepli. |
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Libero Federici, L’EGUALITARISMO DI FILIPPO BUONARROTI prefazione di Luciano Canfora pp. 132 - F.to 11 x 18 Copertina a due colori ISBN 88-89566-08-6 pdc 10,00 Talle4 Filippo Buonarroti (1761-1837), pensatore e uomo di rivoluzione, improntò tutto il suo sistema di idee e tutta la sua attività politica al motivo egualitario: solo attraverso esso si possono affrancare gli strati più bassi della popolazione e creare le condizioni per la fondazione di una comunità caratterizzata da giustizia e armonia sociale. La sua opera “Cospirazione per l’Eguaglianza detta di Babeuf”, pubblicata nel 1828 durante l’esilio in Belgio, assolve un doppio compito: da un lato, rappresenta un’autentica testimonianza su ciò che la Congiura degli Eguali, nel suo estremo tentativo democratico-popolare, fu realmente; dall’altro, indica al fermento degli scenari risorgimentali, il pensiero egualitaristico-comunistico come possibile sbocco dei contrasti politico-sociali. Tra i primi esponenti della storiografia di matrice democratica, contrapposta a quella di tendenza liberale formulata nelle pagine di Constant, e anticipatore della letteratura socialista del XIX secolo, la figura di Filippo Buonarroti risulta imprescindibile per comprendere alcuni eventi settecenteschi ed ottocenteschi nonché i loro più o meno impliciti legami. Federici Libero (1978), laureato in Filosofia, è attualmente dottorando di ricerca. |
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Diego Fusaro, LA FARMACIA DI EPICURO La filosofia come terapia dell’anima pp. 216 - F.to 11 x 18 Copertina a due colori ISBN 88-89566-45-0 pdc 10,00 Talle3 Fin dall’antichità, il pensiero di Epicuro fu paragonato a un potente farmaco finalizzato a debellare i mali dell'anima che da sempre tormentano l'uomo impedendogli di vivere serenamente: ma sappiamo che il termine greco pharmakon racchiude in sé i due opposti significati di «medicina» e di «veleno»; e, a ben vedere, la stessa duplicità anima la filosofia di Epicuro, che, nella misura in cui si pone come medicina per l’anima umana, assume il carattere di veleno che distrugge dall’interno la filosofia tradizionalmente intesa come disinteressata contemplazione della verità. Ogni specifica articolazione della filosofia epicurea è subordinata all’obiettivo di un’esistenza felice e in nulla inferiore a quella propria delle realtà divine. Diego Fusaro (Università di Torino) è attento studioso dell’atomismo greco e dei suoi portati nella modernità: ha curato l’edizione della Differenza tra le filosofie della natura di Democrito e di Epicuro di Marx (Bompiani, 2004) e ha recentemente pubblicato Filosofia e speranza. Ernst Bloch e Karl Löwith interpreti di Marx (Il Prato, 2005). È l’ideatore e il curatore del progetto internet La filosofia e i suoi eroi (www.filosofico.net), punto di riferimento per il dibattito filosofico italiano. |
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Diego Fusaro, FILOSOFIA E SPERANZA Ernst Bloch e karl Löwith Interpreti di Marx pp. 112 - F.to 12 x 21 Copertina a due colori ISBN 88-89566-17-5 pdc 10,00 Talle2 Uno dei maggiori problemi irrisolti che Karl Marx ha lasciato in eredità ai suoi interpreti riguarda la legittimità della speranza in sede pratica e teoretica, tanto nella cornice del suo pensiero quanto nel più ampio orizzonte della filosofia. Lintera opera marxiana sembra enigmaticamente in bilico tra le opposte dimensioni della scienza e della speranza. La linea interpretativa adottata da Ernst Bloch e da Karl Löwith scorge in Marx il filosofo della speranza più che della scienza, riconoscendo nella sua riflessione unineludibile tensione utopica rispetto alla quale la scienza sarebbe un fenomeno secondario e funzionale. Entrambi sostengono la centralità del momento della speranza in Marx, ma in forza delle concezioni antitetiche di questo sentimento che essi fanno valere allinterno della propria riflessione filosofica, finiscono poi per valutarlo in maniera opposta. Diego Fusaro è studioso di Storia della Filosofia presso lUniversità di Torino: ha curato ledizione della Differenza tra le filosofie della natura di Democrito e di Epicuro di Marx (Bompiani, 2004) e con Salvatore Obinu dellApologia di Raymond Sebond di Montaigne (Bompiani, 2004). È lideatore e il curatore del progetto internet La filosofia e i suoi eroi (www.filosofico.net), punto di riferimento per il dibattito filosofico italiano. |
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Averroè, IL TRATTATO DECISIVO a cura di Jacopo Agnesina, pp. 96 - F.to 12 x 21 Copertina a due colori ISBN 88-89566-19-1 pdc 10,00 Talle1 Averroé,
arabo nato nel 1126 a Cordova (Spagna), divenne presto noto in Occidente grazie ai suoi
prestigiosi commentari delle opere di Aristotele e Platone: adottati come testi di
riferimento nella emergente Facoltà delle Arti di Parigi, vennero utilizzati anche
da Alberto Magno e Tommaso dAquino. «Averoìs chel gran commento feo», con
queste parole viene ricordato da Dante, che lo colloca nel Limbo, in compagnia di sapienti
e patriarchi. L'AUTORE |
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